Suspiria De Profundis (ovvero Sospiri dal Profondo), anche noto semplicemente come Suspiria, è una raccolta di saggi scritti nel 1845 dal giornalista e scrittore inglese Thomas de Quincey. È il seguito di Le confessioni di un mangiatore d'oppio e, a sua volta, verrà seguito da Il postale inglese.

L'opera si basa su alcuni sogni fatti dall'autore il quale scrisse la storia dopo una visita a Milano e un soggiorno nella casa dei conti Imbonati (piazza San Fedele), incuriosito dalla storia di fantasmi e maledizioni che facevano di casa Imbonati una casa stregata. Tra le pagine del libro, si fa largo un sogno fatto da de Quincey quando ancora si trovava ad Oxford.

L'autore sostiene di avere sognato la dea latina Levana, che gli presentava tre donne, le "Nostre Signore del Dolore". Esse hanno tre nomi latini: la prima, la maggiore, si chiama Mater Lacrimarum (Nostra Signora delle Lacrime); la seconda delle sorelle è Mater Suspiriorum (Nostra Signora dei Sospiri); la terza, la più giovane, è Mater Tenebrarum (Nostra Signora delle Tenebre).

Struttura e contenuto Il libro è strutturato in sette capitoli: Sognare Il palinsesto del cervello umano Visione della vita Sospiri di rievocazione Savannah - La - Mar La figlia del Libano Levana e le "Nostre Signore del Dolore"

"Levana e le "Nostre Signore del Dolore" non è che il capitolo conclusivo di Suspiria De Profundis, ma in questo breve passo, rivela tutta la sua creatività e il radicamento della sua fede, creando proprio l'antitesi di questa, ovvero le tre "Matres", le madri del dolore.

Il capitolo "Le nostre Signore del Dolore" Il capitolo conclusivo del saggio è ritenuto il più celebre, merito della realizzazione cinematografica della "trilogia delle madri" di Dario Argento.

L'autore descrive dettagliatamente le tre "Matres": Mater Suspiriorum, Mater Tenebrarum, Mater Lacrimarum. Essendo sono tre streghe che personificano il male, il dolore, i gemiti e la sofferenza. Quest'ultima, la più potente delle Tre Signore è Mater Lacrimarum, che diffuse la sofferenza sin dai tempi di Gesù, con la strage degli Innocenti. Viene venerata come "Madonna" presso le divinità pagane dell'Egitto e della Russia, dove apparve nel 1844 allo zar.

Con Mater Lacrimarum de Quincey cerca la personificazione della Disperazione:

"La seconda delle sorelle è chiamata Mater Suspiriorum, Nostra Signora dei Sospiri. Non scala mai le nuvole, né si allontana sui venti. Non porta diadema. E i suoi occhi, se pur qualcuno potesse vederli, non sarebbero né dolci né astuti; nessun mortale saprebbe leggere in essi la loro storia; li troverebbe pieni di sogni morenti e relitti di estasi dimenticate. Ma ella non alza gli occhi; il suo capo, su cui è posato un turbante in brandelli, è in eterno reclinato, è in eterno nella polvere. Non piange, non geme. Ma sospira impercettibilmente a intervalli. Sua sorella, Madonna, è spesse volte tempestosa e frenetica, inveisce a gran voce contro il cielo e chiede che le rendano i suoi cari. Ma Nostra Signora dei Sospiri non grida mai, non sfida mai, non sogna aspirazioni ribelli. È umile fino all'abiezione. La sua è la sottomissione di chi non spera. Può mormorare, ma solo in sogno. Può sussurrare, ma solo tra sé nella penombra. Brontola, talvolta, ma solo in luoghi solitari, desolati come lei è desolata, in città diroccate e quando il sole è sceso al suo riposo. Questa sorella è la visitatrice del paria, dell'ebreo, dello schiavo al remo nelle galere mediterranee; del criminale inglese nell'isola di Norfolk, cancellato dal libro dei ricordi nella dolce, lontana Inghilterra; di chi si è pentito ormai invano e sempre ritorna con lo sguardo a una tomba solinga che gli appare come l'altare demolito di un passato e sanguinoso sacrificio, altare su cui ogni offerta è ormai vana, sia per implorare il perdono, sia per tentare una riparazione. Ogni schiavo che a mezzodì guardi il sole tropicale con timido rimprovero, mentre con una mano addita la terra, nostra madre comune ma per lui matrigna, e con l'altra addita la Bibbia, nostra maestra comune, ma sigillata e a lui preclusa; ogni donna che sieda nelle tenebre, senza amore che la protegga, senza speranza che illumini la sua solitudine, perché i divini istinti che accendono nella sua natura i germi di quei santi affetti posti da Dio nel suo seno di donna, sono stati soffocati dalle esigenze sociali e si consumano ora inutilmente ardendo tetri, come le lampade negli antichi sepolcri; ogni monaca defraudata della sua primavera, che più non ritorna, da parenti malvagi che Dio giudicherà; ogni prigioniero in ogni carcere; tutti quelli che sono traditi e tutti quelli che sono respinti; i reietti dalla legge della tradizione e i figli della disgrazia ereditaria: tutti costoro si accompagnano a Nostra Signora dei Sospiri. Anch'ella porta una chiave ma ne ha poco bisogno. Poiché ella regna soprattutto fra le tende di Seni e fra i vagabondi senza casa di ogni paese. Pure ella trova albergo fra gli uomini di più alto rango; e perfino nella gloriosa Inghilterra vi sono alcuni che di fronte al mondo portano la testa alta come la renna superba, eppure in segreto hanno ricevuto il suo marchio sulla fronte."

Mater Suspiriorum, invece è la personificazione dello sconforto più totale, di chi non si ribella al proprio destino.

Ma la Mater più terribile di tutte è la terza: la personificazione dell'omicidio, della pazzia, della Morte. Mater Tenebrarum. Essa è la personificazione del Male puro, e si manifesta davanti achi ha subito traumi molto gravi e violenti. Essa cerca di sfidare perfino Dio stesso, e appare con la testa coronata da torri, come la dea Cibele

Dario Argento ha modificato la biografia delle Tre Madri nella sua trilogia cinematografica, fa apparire le Madri come tre streghe esistite don dalla creazione del mondo, tenute nel Medioevo. La più anziana era Mater Suspiriorum, seguirà da Mater Tenebrarum e Mater Lacrimarum. Ciascuna di esse si fece realizzare una dimora sua in specifiche località del mondo, in modo da avere il controllo delle anime, e protette da una schiera di adepti demoniaci, tra spiriti infernali ed esseri umani corrotti.

Influenza culturale

Il romanzo del 1977 di Fritz Leiber, "Nostra signora delle tenebre" fa riferimento nel titolo all'opera di De Quincey, e ne cita un passo nell'incipit.

Il concetto delle tre Matres è stato ripreso ed ampliato dal regista italiano Dario Argento con la cosiddetta Trilogia delle Tre Madri, iniziata nel 1977 con Suspiria, con riferimento a Mater Suspiriorum, è proseguita nel 1980 con Inferno, che aveva come "protagonista" Mater Tenebrarum, per poi finire nel 2007 con La terza madre, che aveva come soggetto l'ultima Mater: Mater Lacrimarum.

Ulteriori adattamenti cinematografici ispirati all'opera sono Il gatto nero, film del 1989 di Luigi Cozzi e Suspiria, film del 2018 diretto da Luca Guadagnino.

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