Il 9º Reggimento d'assalto paracadutisti "Col Moschin" è il reparto di incursori (Tier 1) dell'Esercito Italiano. Dal 20 settembre 1954 è il precursore dei reparti delle forze speciali italiane.

Il Reggimento "Col Moschin" è inquadrato nel Comando delle forze speciali dell'Esercito e tiene in custodia la bandiera del IX Reparto d'Assalto, del quale ha ereditato sia l'anno di costituzione (1918), sia il nome del luogo che fu teatro di un'epica azione, sia le mostrine (fiamme nere degli Arditi), riadottate nel 2006. Dal 1995, nel quadro di ristrutturazione dell'Esercito Italiano, è passato da battaglione a reggimento.

La base del reggimento è a Livorno, presso la caserma "Vannucci". Esiste anche un centro di addestramento in provincia di Pisa, denominato Base addestramento incursori (BAI), situato nel parco regionale di San Rossore (ex tenuta presidenziale) vicino alla foce del fiume Arno, utilizzato per le attività anfibie e subacquee del reggimento.

Svolge compiti altamente strategici per la sicurezza e la difesa della nazione e operazioni ad alto rischio appositamente designate, pianificate e organizzate utilizzando tecniche e modalità di impiego non convenzionali. Gli incursori che ne fanno parte sono addestrati per compiere missioni di combattimento ad azione diretta e indiretta, anche in ambienti e contesti particolarmente ostili e a grande distanza dalle unità amiche, in contesti asimmetrici, operando solitamente sulla base di piccoli gruppi o "distaccamenti".

Per l'attività operativa dipendono dal COFS, il Comando interforze per le operazioni delle forze speciali.

L'addestramento è tra i più duri e selettivi delle forze armate italiane e la qualifica di incursore si ottiene solo dopo un lungo iter addestrativo che dura circa due anni.

Storia Prima guerra mondiale

La storia del Reggimento può essere associata a quella di alcune unità di Arditi della prima guerra mondiale, in particolare il IX Reparto d'assalto.. Gli arditi si imposero sulla scena militare, guadagnandosi una fama impressionante grazie ai loro atti di eroismo e per la violenza delle loro azioni. Gli Arditi erano specialisti degli assalti con lancio di bombe a mano e con combattimenti all'arma bianca nelle trincee nemiche.

Il IX Reparto, in particolare, si distinse sul monte Grappa, dove il 15 giugno 1918 salì urgentemente in quota con 600 arditi guidati dal maggiore Giovanni Messe per recuperare le linee perdute. Alle 22, Valle San Lorenzo, Col Fagheron e Col Fenilon erano riconquistati. Rimaneva il Col Moschin. Alle 7:10 di mattina del 16 giugno 1918, gli Arditi di Messe (nonostante l’artiglieria italiana non avesse ancora allungato il tiro come da ordini) partirono all'attacco del Col Moschin (comune di Solagna). Dopo dieci minuti, la sommità veniva ripresa, peraltro facendo numerosi prigionieri (più di 300) e sottraendo molte mitragliatrici. Pochi giorni dopo prese parte alla conquista dell'Asolone (comune di Pove), che costò al IX un enorme tributo di sangue e fu solo temporanea, perché un contrattacco avversario ebbe la meglio sulle sue forze esauste. In poche ore il IX perse quasi il 50% degli effettivi.

Seconda guerra mondiale Nel corso della seconda guerra mondiale, il 20 luglio 1942, si costituisce a Santa Severa un Reggimento arditi, che pochi mesi dopo viene denominato 10º Reggimento arditi. Il reparto, con mostrina dalle fiamme azzurre, opera alle dipendenze dell'Ufficio operazioni dello stato maggiore del Regio Esercito. Impiegato in operazioni dietro le linee nemiche in Tunisia, Algeria, e nella Sicilia invasa dagli Alleati, cessa di esistere l'8 settembre del 1943.

Guerra di Liberazione Il I Battaglione, noto anche come battaglione arditi "Boschetti" dal nome del suo comandante, originariamente su tre compagnie numerate 101ª, 102ª e 103ª (paracadutisti, nuotatori poi "da sbarco" e camionette poi "terrestre"), dislocato in Sardegna nel gennaio del 1943, dopo la proclamazione dell'armistizio dell'8 settembre 1943 rimase dislocato nell'isola in funzione di riserva mobile.

Ridenominato IX reparto d'assalto, venne riordinato nel 1944 su una compagnia da sbarco, una terrestre e una speciale (102ª, 123ª e 110ª) entrando a far parte dal 20 marzo del 1944 nel 1º Raggruppamento Motorizzato in via di trasformazione in Corpo Italiano di Liberazione, inquadrando dal 27 giugno anche lo Squadrone Volontari "Guide" che ha rappresentato l'Arma di Cavalleria nel Corpo Italiano di Liberazione. Il IX Reparto d'Assalto "Arditi" a giugno è impegnato nelle Marche. Dopo 18 giorni di aspri combattimenti lungo la linea difensiva "Edith" eretta lungo il fiume Musone da Loreto, Osimo e Filottrano dalle forze d'occupazione nazifasciste, non senza innumerevoli tentativi di oltrepassarla da parte di truppe di liberazione polacche, del CIL e della Div. Majella con notevoli perdite, il 18 giugno 1944 viene impiegato il IX Reparto stesso che riesce nell'impresa di sfondamento presso Casenuove di Osimo. Tale coraggiosissima impresa consentì in primis la liberazione di Ancona, determinante logisticamente per lo sfondamento anticipato della Linea Gotica.

Il IX reparto d'assalto venne assegnato alla II Brigata del C.I.L. per essere poi inquadrato, quando il 24 settembre 1944 il C.I.L. venne sciolto, con la denominazione di III Battaglione "Col Moschin" nel 68º Reggimento fanteria del Gruppo di Combattimento "Legnano",. partecipando alla guerra di liberazione. Il 9º reggimento d'assalto paracadutisti "Col Moschin" ne ha ereditato le tradizioni.

Dopoguerra

Sciolto il 1º agosto 1946, viene ricostituito come Compagnia presso la scuola di fanteria a Cesano il 20 aprile 1953, e un anno dopo diviene Reparto sabotatori paracadutisti. Assegnato alla scuola di paracadutismo di Pisa il 10 maggio 1957, diviene Battaglione sabotatori paracadutisti il 25 settembre 1961.

Segue quindi le sorti della rinata Brigata paracadutisti "Folgore" nella quale viene inquadrato, e nel 1975 assume la denominazione di 9º Battaglione d'assalto paracadutisti "Col Moschin".. Nell'aprile1976 venne consegnata al battaglione la bandiera di guerra del X Reggimento arditi.

Il 30 dicembre 1985 nacquero i Gruppi operativi speciali (GOS) su disposizione dell'allora ministro della Difesa Spadolini, e furono chiamati a farne parte una quota del "Col Moschin" e una del COMSUBIN della Marina, anche per operazioni con il SISMI.

Nel 1995 da battaglione diventa reggimento e assume la denominazione di 9º Reggimento d'assalto paracadutisti incursori "Col Moschin", con il 1º Battaglione incursori.

Nel 2014 il reggimento lascia la brigata Folgore, per passare al neo costituito Comando delle forze speciali dell'Esercito.

Nell'aprile 2019 viene consegnato il basco grigio-verde che sostituisce quello amaranto, che si aggiunge allo specifico fregio da basco, alle mostrine nere e al distintivo di brevetto con gladio, tutti simboli e fregi degli Arditi.

I Comandanti

Magg. Giovanni Messe (1918) Magg. Parisi (1919-1920) Ten. Col. Giovanni Messe (1920) Ten. Col. Domenico Mondelli (1920) Col. Renzo Cazzaniga (1942-1943) Ten. Col. Guido Boschetti (1942-fine conflitto) Magg. Vito Marcianò (1943-fine conflitto) Ten. Franco Falcone (1952-1953) Cap. Edoardo E. Acconci (1953-1959) Ten. Franco Falcone (1959-1960) Cap. Francesco Miglioranza (1960) Cap. Franco Falcone (1960-1961) Magg. Ambrogio Camurani (1961-1963) Magg. Edoardo E. Acconci (1963-1964) Magg. Domenico Solinas (1964-1965) Magg. Antonio Vietri (1965-1967) Ten. Col. Italo Cavallino (1967-1969) Magg. Ermanno Bassi (1969-1971) Ten. Col. Franco Angioni (1971-1972) Ten. Col. Vladimiro Rossi (1972-1974) Ten. Col. Aldo Pollice (1974-1976) Ten. Col. Aniello Colonna (1976-1978) Ten. Col. Franco Monticone (1978-1980) Ten. Col. Enrico Persi Paoli (1980-1982) Ten. Col. Luigi Papisca (1982-1984) Ten. Col. Luciano Piacentini (1984-1986) Ten. Col. Enrico Persi Paoli (1986-1988) Ten. Col. Enrico Ansano Nardi (1988-1991) Ten. Col. Marco Bertolini (1991-1993) Ten. Col. Emanuele Sblendorio (1993-1995) Col. Enrico Ansano Nardi (1995-1995) Col. Marco Bertolini (1997-1998) Col. Emanuele Sblendorio (1998-2002) Col. Michele Brandonisio (2002-2006) Col. Nicola Zanelli (2006-2008) Col. Giuseppe Faraglia (2008-2011) Col. Roberto Vannacci (2011-2014) Col. Pietro Addis (2014-2015) Col. Paolo Fortezza (2015-2017) Col. Giuliano Angelucci (2017-2018) Col. Yuri Grossi (2018-2021) Col. Luigi Giovanni Isoni (2021-2024) Col. Andrea Bandieri (dal 2024)

Operatività Il reparto è stato protagonista di numerose operazioni speciali e antiterroristiche in tutto il mondo ed è l'unico ad aver partecipato a tutte le missioni militari all'estero dell'Esercito Italiano dal dopoguerra a oggi.

Il reggimento, inquadrato nel Comando delle forze speciali dell'Esercito, per l'attività operativa dipende dal COFS, il Comando interforze per le operazioni delle forze speciali. Dal 2016 opera anche, su richiesta dell'AISE, per singole missioni riservate all'estero, colmando una lacuna rispetto ai servizi di altri paesi..

Organizzazione

Il reggimento

9º Reggimento d'Assalto Paracadutisti "Col Moschin" Con la nuova riorganizzazione il Reggimento è disposto su due Battaglioni più le varie componenti di supporto: 1º Battaglione Incursori (con 4 Compagnie operative) RAI (Reparto Addestramento Incursori) 101ª Compagnia Allievi Base Addestramento Incursori

73ª Compagnia Trasmissioni Compagnia Comando e Supporto Logistico

Distaccamento operativo Un distaccamento operativo del Col Moschin (di solito sei per ciascuna compagnia) ha al suo interno: un incursore con specializzazione Combat Medic, un breacher (maneggio esplosivi), un disattivatore EOD-IEDD (artificiere), un SF JTAC – Special Forces Joint Terminal Attack Controller (controllo aereo avanzato), un addetto alla raccolta informativa e uno o due tiratori scelti.

Base addestramento incursori Nella Caserma MOVM Ciro Scianna, ha sede la Base addestramento incursori (BAI), unità d'addestramento del 9° Reggimento Col Moschin, specificatamente strutturato per supportare la formazione, l'addestramento e le operazioni marine, anfibie e subacquee degli Incursori del Col Moschin e di tutti i reparti di Forze Speciali dell'Esercito. Detta anche Base a Mare, si trova nel parco di San Rossore, nei pressi della foce dell'Arno.

Formazione Selezione

I candidati al reparto vengono scelti attraverso un iter selettivo della durata di 21 giorni, presso il centro di addestramento BAI (Base Addestramento Incursori); successivamente vengono formati attraverso un lungo ciclo di addestramento della durata di circa due anni. La selezione e l'addestramento iniziale vengono svolti insieme ai candidati per il 185º Reggimento paracadutisti ricognizione acquisizione obiettivi "Folgore" e per il 4º Reggimento alpini paracadutisti, per poi proseguire la formazione specifica presso i loro reparti di destinazione. Partecipano alle selezioni ufficiali (grado di sottotenente e tenente), sottufficiali (sergenti o marescialli), VSP, VFP-4, e con un iter a loro dedicato i VFP1 di qualsiasi reparto e incarico.

Fase selettiva (7 settimane) è strutturata in pre-selezione e tirocinio di selezione. L'iniziale pre-selezione prevede diverse prove fisiche:. corsa piana: 2000 m entro 8’20’’; trazioni alla sbarra: minimo 10 in 1’ (impugnatura prona); piegamenti sulle braccia (piegamenti/flessioni): minimo 30 in 1’; piegamenti alle parallele: minimo 10 in 1’; piegamenti addominali: minimo 40 in 1’; salita alla fune (**): 4 m entro 1’45’’ (qualunque tecnica); salto in alto: minimo 120 cm (qualunque tecnica); marcia celere: 7000 m entro 45’ (in uniforme da combattimento e servizi); marcia zavorrata: 10 km con zaino 10 kg entro 1h 12’; prova di apnea in piscina (**): 15 m lineari in uniforme da combattimento e servizi senza stivaletti; prova di galleggiamento (**): minimo 5’ in uniforme da combattimento e servizi senza stivaletti;