Ritenuto il più forte calciatore ucraino di tutti i tempi, nonché tra i più grandi attaccanti della storia del calcio, esordì nella , con cui vinse cinque campionati ucraini e tre coppe nazionali. Nel 1999 approdò al , in cui militò per sette stagioni, vincendo uno scudetto, una Supercoppa europea, una Supercoppa italiana, una UEFA Champions League e una Coppa Italia. Nel 2006 fu acquistato dal , con cui vinse una Coppa d'Inghilterra e una Coppa di Lega inglese. Nell'estate 2008 ritornò al Milan per un prestito annuale. Rientrato al Chelsea, rescisse il contratto con gli inglesi per tornare alla , con cui in tre anni vinse una Supercoppa d'Ucraina. Con la nazionale ucraina partecipò al e al giocato in casa, rassegna al termine della quale si ritirò dall'attività agonistica.

Ha vinto il Pallone d'oro nel 2004 (dopo essere arrivato terzo nelle edizioni del 1999 e del 2000) e nello stesso anno è stato inserito da Pelé nella FIFA 100, lista dei 125 migliori calciatori viventi. Con 67 reti in 143 partite, occupa rispettivamente il settimo posto nella graduatoria dei marcatori delle competizioni UEFA per club e l'undicesimo in quella dei giocatori con più presenze. Con 111 gare disputate e 48 gol segnati è il secondo giocatore con più presenze nella nazionale ucraina dopo Anatolij Tymoščuk e il migliore marcatore dell'Ucraina. È inoltre secondo nella classifica dei migliori marcatori della storia del Milan, dopo Gunnar Nordahl, e quinto in quella dei migliori marcatori nella storia della Dinamo Kiev; con il Milan ha segnato 14 reti nei derby con l'Inter, risultando il miglior goleador della storia della stracittadina.

Nel 2024 viene inserito nella Hall of Fame del calcio italiano.

Biografia

Nato a Dvirkivščyna, villaggio nell'oblast' di Kiev, all'età di tre anni si trasferì con la famiglia nel distretto di Obolon, a Kiev. Andrij aveva nove anni all'epoca del disastro nucleare di Černobyl' e, vista la vicinanza della città alla centrale (245 km da Černobyl' e Pryp"jat'), la famiglia fu costretta ad abbandonare temporaneamente la propria casa e a trasferirsi lungo la costa per sfuggire agli effetti della contaminazione.

Soprannominato Sheva, il 14 luglio 2004 ha sposato in una cerimonia privata a Washington la modella statunitense Kristen Pazik, conosciuta nel 2002. La coppia ha quattro figli: Jordan, nato il 29 ottobre 2004; Christian, nato il 10 novembre 2006; Oleksandr, nato il 1º ottobre 2012;(anche lui calciatore nella squadra inglese del Watford) e Rider Gabriel, nato il 6 aprile 2014.

Nel giugno 2005 è divenuto ambasciatore dell'associazione benefica SOS Villaggi dei bambini; possiede anche una fondazione che fornisce sostegno ai bimbi orfani.

Appassionato di golf, nel settembre 2013 ha partecipato per la prima volta ad una competizione professionistica, la Coppa superiore di Charkiv.

Nel 2014 ha partecipato, con altri campioni del calcio, all'evento benefico Soccer Aid.

Caratteristiche tecniche Dotato di corsa e grande forza fisica,. eccelleva nello scatto, nella velocità ed era abile anche negli inserimenti senza palla, nel colpo di testa. e nel tiro anche da fuori area, con entrambi i piedi. Si distingueva inoltre per la freddezza nei pressi della porta avversaria, per l'opportunismo, il senso della posizione e per il fiuto del gol.. Era in possesso di un'ottima tecnica individuale e di un buon dribbling, che lo rendevano difficile da contenere per gli avversari quando partiva in progressione. Era apprezzato anche per le sue doti di sacrificio e per la sua capacità di svariare su tutto il fronte d'attacco, fungendo, all'occorrenza, da sponda e supporto alle avanzate dei compagni di squadra;. infatti, nonostante giocasse principalmente nel ruolo di prima punta ai tempi del Milan, alla Dinamo Kiev giocava anche in una posizione più arretrata, partendo spesso dalla fascia per poi accentrarsi, un ruolo che ha svolto anche a fine carriera. Era inoltre un ottimo rigorista e un buon calciatore di punizioni.

Carriera Giocatore Club Dinamo Kiev Gli inizi

Da bambino iniziò a giocare a calcio a scuola e poco dopo venne inserito in una squadra allestita da un'associazione di quartiere e allenata da una donna. Nel 1986 non riuscì a superare una prova di dribbling per l'ammissione a una scuola sportiva di Kiev, ma attirò l'attenzione di un osservatore della , Aleksandr Špakov, mentre giocava in un torneo scolastico e così fu aggregato alle giovanili del club. Malgrado l'iniziale opposizione del padre Nikolaj, che desiderava che il figlio seguisse le sue orme compiendo la carriera militare al termine degli studi, e la distanza dal centro sportivo, che richiedeva che il giovane attraversasse tutta la città per recarsi agli allenamenti della squadra, Ševčenko continuò a praticare il calcio, fino alla sospensione dell'attività dovuta al disastro nucleare di Černobyl' del 1986, che costrinse il ragazzino e la famiglia ad abbandonare temporaneamente la propria casa e a trasferirsi lungo la costa per sfuggire agli effetti della contaminazione.

Rientrato a Kiev, Ševčenko riprese a giocare nella squadra di Špakov, che fu allenata da Aleksandr Lysenko nel 1992. Nel vivaio del club della capitale il giovane mise subito in luce le proprie qualità. Nel 1989 partecipò al torneo internazionale Città di Agropoli, in Italia, con la compagine giovanile della Dinamo Kiev, con cui vinse la competizione segnando 10 gol, di cui 5 in 20 minuti nella finale vinta per 10-0 (in quel torneo parò un calcio di rigore il compagno di squadra Oleksandr Šovkovs'kyj, futuro portiere della nazionale ucraina). Nel 1990, con la squadra Under-14 della Dinamo Kiev, Ševčenko giocò la Coppa Ian Rush in Galles e ne divenne il capocannoniere; in quell'occasione fu premiato dallo stesso Ian Rush con un paio di scarpe da lui indossate quando giocava nel .

Esordì nella squadra riserve della Dinamo Kiev all'età di 16 anni, il 5 maggio 1993, subentrando al 78' della partita di seconda serie persa per 0-2 in casa contro l', poi subentrò dalla panchina senza segnare nelle ultime sei gare del campionato. Nel 1993-1994 fu, invece, capocannoniere della squadra riserve della Dinamo Kiev con 12 gol: realizzò la sua prima rete con la squadra riserve della Dinamo Kiev il 7 ottobre 1993 nel pareggio casalingo per 1-1 contro il , mentre il 21 novembre seguente, nella vittoria per 4-1 contro l'Artanija Očakiv, realizzò la sua prima tripletta. Chiamato in seguito in prima squadra, rimase comunque nei ranghi della squadra riserve fino alla fine del 1994 e fu chiamato a disputare una partita con la compagine nel 1996.

La militanza in prima squadra Diciottenne, l'8 novembre 1994 debuttò in prima squadra in campionato a Donec'k, nella partita Šachtar Donec'k- (1-3), subentrando a Mikheil Jishkariani al 54º minuto di gioco. Segnò il primo gol nel massimo campionato ucraino nella gara vinta per 4-2 contro il Dnipro il 1º dicembre 1994. Fu il suo unico gol in campionato per quella stagione, ma nella stessa annata mise a segno una rete in 2 presenze in UEFA Champions League e 6 reti in 8 partite in Coppa d'Ucraina, diventando capocannoniere della competizione e guadagnandosi così anche l'esordio con la nazionale ucraina. Nella stagione successiva Ševčenko segnò 16 gol in 31 partite di campionato (piazzandosi secondo nella classifica marcatori), guidando la Dinamo al secondo titolo consecutivo e alla vittoria della coppa nazionale. Nella stagione 1996-1997 vinse ancora il campionato con la Dinamo, contribuendo alla causa con 6 gol in 20 partite.

Nelle stagioni 1997-1998 e 1998-1999 Ševčenko si impose definitivamente all'attenzione del mondo calcistico in coppia con Serhij Rebrov sotto la guida dell'allenatore Valerij Lobanovs'kyj. Il 5 novembre 1997 segnò una tripletta al Camp Nou nel primo tempo della partita -Dinamo Kiev 0-4 (UEFA Champions League 1997-1998), diventando il primo calciatore ucraino a realizzare tre gol in una sola partita di UEFA Champions League e il secondo calciatore a farlo in casa del Barcellona (impresa, quest'ultima, compiuta poco più di un mese prima da Faustino Asprilla e poi eguagliata oltre due decenni dopo da Kylian Mbappé). Chiuse la stagione 1997-1998 con 33 gol complessivi, di cui 19 gol in 23 partite di campionato (piazzandosi secondo nella classifica marcatori alle spalle del compagno Serhij Rebrov), 6 in 10 incontri di UEFA Champions League e 8 in 8 partite di Coppa d'Ucraina, vincendo ancora il titolo nazionale e la coppa nazionale, competizione di cui fu anche capocannoniere. Nel 1997 fu eletto miglior giocatore del campionato e calciatore ucraino dell'anno. Nel 1998-1999 Ševčenko segnò 33 gol stagionali, aggiudicandosi nuovamente il double (campionato e coppa nazionale) e per la prima volta la classifica dei marcatori del campionato ucraino, con 18 gol. Nello stesso anno con la Dinamo raggiunse la semifinale della UEFA Champions League, dove fu eliminata dal Bayern Monaco. Ševčenko risultò, insieme a Dwight Yorke, capocannoniere della massima manifestazione continentale con 8 gol segnati, 10 considerando anche i turni preliminari (di cui tre in due partite contro il ai quarti di finale) e migliore attaccante della competizione. Alla fine dell'anno si sarebbe piazzato al terzo posto nell'edizione 1999 del Pallone d'oro.

Nella sua esperienza con la maglia dei bianchi di Kiev, durante la quale il suo talento fu valorizzato dall'allenatore Valerij Lobanovs'kyj, l'attaccante segnò 106 gol complessivi, vincendo 5 campionati ucraini consecutivi, 3 Coppe d'Ucraina, la classifica dei cannonieri della UEFA Champions League nel 1998-1999, del campionato nel 1998-1999 e due volte della Coppa d'Ucraina, nel 1994-1995 e 1997-1998.

Milan 1999-2003 Secondo un accordo già concluso all'inizio dell'anno ma tenuto segreto, nel maggio 1999 Ševčenko fu acquistato ufficialmente dal per circa 25 milioni di dollari.

Esordì in rossonero il 21 agosto 1999 nella partita valida per l'assegnazione della Supercoppa italiana, persa contro il (1-2).. Il debutto in Serie A avvenne il 29 agosto in -Milan (2-2), partita in cui segnò il primo gol per il Milan. Il 3 ottobre segnò la sua prima tripletta con il Milan, nella sfida pareggiata per 4-4 in casa della , diventando il primo calciatore andato in gol 5 volte nelle prime 5 presenze in Serie A. Il 23 ottobre segnò la sua prima rete in un derby contro l', vinto per 2-1 dai rossoneri. Realizzò 24 reti in campionato, tra cui la già citata tripletta alla e la tripletta al , che gli valsero il titolo di capocannoniere: fu il secondo straniero, dopo Michel Platini, a vincere la classifica marcatori nella stagione di esordio nel campionato italiano.. Nel dicembre 1999 si piazzò terzo nella graduatoria del Pallone d'oro.

Nelle stagioni 2000-2001 e 2001-2002 Sheva segnò rispettivamente 34 gol (di cui 24 in Serie A) in 51 partite ufficiali (piazzandosi nuovamente terzo nella classifica del Pallone d'oro) e 17 gol in 38 partite ufficiali, ma il Milan non si aggiudicò alcun trofeo.