La cronologia del fascismo italiano riguarda il periodo della storia d'Italia che va dalle origini del fascismo (1919) alla vittoria della Resistenza partigiana e all'uccisione di Benito Mussolini. Tale periodo include il cosiddetto "Ventennio", cioè il periodo del regime fascista, che va dalla fine del 1922 (con la marcia su Roma) al 25 luglio 1943 (arresto di Benito Mussolini su ordine del re Vittorio Emanuele III).
1912 1º dicembre: Mussolini, trasferitosi a Milano, diventa direttore del quotidiano del PSI, Avanti!
1914 28 giugno: Attentato di Sarajevo: Gavrilo Princip assassina Francesco Ferdinando d'Asburgo-Este, erede al trono austro-ungarico. 28 luglio: in seguito all'attentato di Sarajevo, l'Impero austro-ungarico dichiara guerra al Regno di Serbia. È lo scoppio della prima guerra mondiale. 3 agosto: il Regno d'Italia si dichiara neutrale. 18 ottobre: Mussolini, dopo aver supportato con diversi articoli la posizione neutralista del quotidiano Avanti!, cambia orientamento e inizia a spingere per un maggiore coinvolgimento del Regno d'Italia nella prima guerra mondiale. 15 novembre: esce il primo numero del Popolo d'Italia, nuovo quotidiano fondato da Mussolini. 24 novembre: la sezione socialista di Milano respinge la posizione interventista di Mussolini, rimosso dalla direzione dellAvanti! ed espulso dal partito. 11 dicembre: nasce a Milano il Fascio d'azione rivoluzionaria, ispirato al manifesto Fascio rivoluzionario d'azione internazionalista del 5 ottobre del 1914.
1919 18 gennaio: Luigi Sturzo fonda il Partito Popolare Italiano. 23 marzo: fondazione a Milano dei Fasci italiani di combattimento. 6 giugno: pubblicazione di programma di San Sepolcro e manifesto dei Fasci 20-21 luglio: sciopero generale e prima grande manifestazione socialista. In primavera si è aperto il cosiddetto "Biennio rosso". 12 settembre: Impresa di Fiume. 16 novembre: Elezioni politiche in Italia. I Fasci italiani di combattimento pervengono ad un risultato modesto. Presenti con un'unica lista a Milano, ottengono poco meno di 5 000 voti, di cui più di 1 000 a Mussolini (nella stessa circoscrizione, i socialisti ottengono circa 170 000 voti e i popolari circa 74 000).
1920 13 luglio: a Trieste, nazionalisti e fascisti in armi incendiano il Narodni dom (in sloveno, Casa del popolo), sede delle organizzazioni degli sloveni triestini. novembre: elezioni amministrative in Italia. Importante affermazione dei socialisti, che conquistano circa duemila comuni, tra cui Milano e Bologna. In Emilia, 233 comuni su 280 optano per una amministrazione socialista. Liberali, popolari e fascisti si organizzano in coalizione (Blocchi Nazionali). 12 novembre: con il trattato di Rapallo, l'Italia e il Regno dei Serbi, Croati e Sloveni stabiliscono consensualmente i rispettivi confini. All'Italia vengono assegnate Trieste, Gorizia, l'Istria e Zara. Fiume è dichiarata città libera (Stato libero di Fiume). 21 novembre: Strage di Palazzo d'Accursio a Bologna: un gruppo di squadristi fascisti attacca violentemente la folla, riunitasi in Piazza Maggiore per l'insediamento del nuovo sindaco socialista massimalista Enio Gnudi.
1921 21 gennaio: fondazione del Partito Comunista Italiano. 3 aprile: in un discorso tenuto a Bologna, Mussolini esalta le violenze squadriste. 15 maggio: elezioni politiche in Italia. I Blocchi Nazionali ottengono 105 seggi, di cui 35 ai Fasci di combattimento. Mussolini è tra i deputati più votati. 21 luglio: fatti di Sarzana, scontri armati avvenuti tra squadre d'azione fasciste e Carabinieri reali e guardie del Regio Esercito. 9 novembre: Mussolini fonda il Partito Nazionale Fascista al Teatro Augusteo di Roma.
1922 Ottobre 10 ottobre: il ministro di grazia e giustizia Giulio Alessio rende pubblici i dati sui reati fascisti dal 15 agosto al 22 settembre 1922: 369 reati per motivi politici, decine di omicidi, lesioni personali, violenze private, danneggiamenti, incendi. 26 ottobre: un quadrumvirato composto da Italo Balbo, Michele Bianchi, Emilio De Bono e Cesare Maria De Vecchi dirige dall'Hotel Brufani di Perugia le colonne fasciste che da varie regioni d'Italia convergono su Roma. Vengono occupate dagli squadristi alcune prefetture e numerose stazioni ferroviarie suscitando solo deboli reazioni da parte delle forze dell'ordine. 27 ottobre: il primo ministro Luigi Facta prepara un decreto per re Vittorio Emanuele III in cui viene proclamato lo stato d'assedio. 28 ottobre: marcia su Roma. Il governo liberale di Facta consegna il decreto al re, ma quest'ultimo lo rifiuta e costringe l'omonimo governo alle dimissioni. Mentre le colonne fasciste stazionano a Orte e in altri centri del Lazio, Mussolini è rimasto a Milano presso la sede del proprio giornale, Il Popolo d'Italia. 29 ottobre: su invito del re, Mussolini viaggia verso Roma. A Milano viene assalita e devastata la sede dellAvanti!, il giornale socialista. 30 ottobre: Mussolini giunge a Roma, dove il re lo incarica di formare un governo. Viene permesso che le squadre fasciste entrino nella capitale senza essere contrastate né dall'esercito né dalle forze di polizia. 31 ottobre: il re approva la costituzione di un governo di larghe intese presieduto da Mussolini e formato dai fascisti Alberto De Stefani (finanze), Giovanni Giuriati (terre redente) e Aldo Oviglio (economia), dal nazionalista Luigi Federzoni (colonie), dal filosofo idealista Giovanni Gentile (istruzione), dal conservatore Giuseppe De Capitani d'Arzago (agricoltura), dal liberale giolittiano Teofilo Rossi (commercio), dai democratici moderati Giovanni Antonio Colonna di Cesarò (poste) e Gabriello Carnazza (lavori pubblici), dai popolari Vincenzo Tangorra (tesoro, poi tesoro e finanze riuniti) e Stefano Cavazzoni (lavoro), e dai militari Armando Diaz (guerra) e Paolo Thaon di Revel (marina). Mussolini assume personalmente i ministeri dell'interno e degli esteri.
Novembre 1° novembre: a Cotrone si verificano i cosiddetti fatti di Cotrone, una serie di scontri politici tra fascisti e oppositori locali durante i quali il fascista Antonio Cosentino rimane mortalmente ferito; morirà il 4 novembre successivo. 10 novembre: promulgati i primi atti del governo fascista, tutti a favore dei grandi industriali: abolizione della nominatività dei titoli azionari, revisione dei contratti per le forniture di guerra, riduzione delle imposte di successione, cessione dell'esercizio dei telefoni a società private; inoltre la legge agraria presentata dal governo precedente viene ritirata. 16 novembre: a seguito del celebre discorso del bivacco, il governo Mussolini ottiene, con ampia maggioranza, la fiducia della Camera. Fra coloro che votano a favore si segnalano Alcide De Gasperi, Giovanni Giolitti, Ivanoe Bonomi, Vittorio Emanuele Orlando e Giovanni Gronchi. 20 novembre: conferenza di Losanna, cui partecipa Mussolini in qualità sia di primo ministro sia di ministro degli esteri. La conferenza chiude l'annosa questione greco-turca e segna l'ascesa al potere di Kemal Ataturk. 24 novembre: Mussolini chiede e ottiene dalla Camera i pieni poteri che egli reputa necessari per una radicale ristrutturazione della pubblica amministrazione e del sistema impositivo.
Dicembre 2 dicembre: incontro fra Gino Baldesi, in rappresentanza della CGdL, e Mussolini, nel tentativo di normalizzare i rapporti fra Governo e sindacati. Baldesi è in relazione sia con Gabriele D'Annunzio sia con Alceste de Ambris e sembra ben disposto a raggiungere un accordo. Tale accordo sarà vanificato dall'intransigenza dei sindacalisti fascisti. 10 dicembre: a Milano vittoria dei partiti di governo (fascisti, nazionalisti, liberali e popolari) nelle elezioni amministrative. 15 dicembre: viene convocato da Mussolini per la prima volta il Gran Consiglio del Fascismo, formato dai ministri fascisti e dalle alte gerarchie di partito. Vennero attuati provvedimenti importanti, come la trasformazione dei squadristi nella MVSN (Milizia Volontaria per la Sicurezza Nazionale). 18 dicembre: prendendo a pretesto il ferimento di due fascisti (che non era avvenuto per motivazioni politiche bensì amorose), gli squadristi torinesi, capeggiati da Piero Brandimarte, devastano alcuni circoli operai, la Camera del Lavoro torinese e il periodico Ordine Nuovo. Questa strage di Torino si concluse il 20 dicembre con 11 morti e decine di feriti.
1923 Gennaio 2 gennaio-4 gennaio: conferenza interalleata di Parigi per indurre la Germania a rispettare il pagamento delle riparazioni. Mussolini dà istruzioni al delegato italiano, Pietro Tomasi Della Torretta, di mantenere una posizione inflessibile nei confronti della Germania. 11 gennaio-12 gennaio: francesi e belgi occupano la Ruhr per imporre con la forza alla Germania il pagamento delle riparazioni. L'Italia, a differenza della Gran Bretagna, approva l'operato franco-belga. 23 gennaio: a La Spezia l'uccisione di uno squadrista provoca una spedizione punitiva da parte dei fascisti locali. Il bilancio è di sei vittime fra i civili.
Febbraio 2 febbraio: primo arresto di Piero Gobetti. L'intervento di Benedetto Croce induce Mussolini a liberarlo. 3 febbraio: il deputato socialdemocratico di Livorno Giuseppe Emanuele Modigliani viene bastonato dai fascisti e bandito dalla sua città; Amadeo Bordiga viene arrestato: nei giorni successivi verranno tratti in arresto ben 112 dirigenti del Partito Comunista d'Italia fra cui la maggior parte dei segretari federali. Inizia il grande esodo dei comunisti verso la Francia e altri paesi europei. 13 febbraio: si fa divieto a tutti gli iscritti al PNF di aderire alla massoneria. Il provvedimento non trova tutti concordi perché i fascisti massoni (come Roberto Farinacci) si astengono: questa sarà l'ultima volta, fino al 25 luglio 1943, che il Gran Consiglio non prenderà decisioni all'unanimità. 26 febbraio: i nazionalisti confluiscono nel PNF.
Marzo 10 marzo: riduzione della giornata lavorativa da dodici a otto ore. 27 marzo: Giovanni Gentile propone al Consiglio dei ministri la sua riforma scolastica, che viene approvata.
Aprile 12 aprile: congresso del Partito Popolare che, sotto la guida di Luigi Sturzo, approva un appoggio "tattico" al governo in carica. 15 aprile: congresso del Partito Socialista a Milano. Viene ribadita la ferma opposizione al governo di Mussolini e al PNF. 21 aprile: viene soppressa la festività del 1º maggio, sostituita dal Natale di Roma (21 aprile). 23 aprile: il Partito Popolare abbandona il governo. Il giorno successivo la componente più vicina al PNF, capitanata da Egilberto Martire, dà vita al Partito Nazionale Popolare e annuncia di voler continuare a collaborare con Mussolini. 27 aprile: introduzione della Riforma Gentile, che rivoluziona l'insegnamento medio-superiore. La scuola pubblica diviene il cardine del sistema scolastico italiano.
Maggio 7 maggio: visita in Italia della famiglia reale britannica. 19 maggio: incontro fra Mussolini e Alcide De Gasperi, capogruppo dei parlamentari del Partito Popolare.
Giugno 15 giugno: nascita di una nuova pubblicazione, Critica fascista diretta da Giuseppe Bottai.
Luglio 5 luglio: viene creato il Ministero dell'economia nazionale, nato dall'unione di tre ministeri: del lavoro, dell'industria e commercio e dell'agricoltura. Il nuovo dicastero viene affidato a Mario Orso Corbino. 10 luglio: Luigi Sturzo lascia il proprio incarico di segretario del Partito Popolare. 12 luglio: il Consiglio dei ministri approva la prima delle leggi restrittive della libertà di stampa, ma la reazione negativa nel Paese impone l'accantonamento provvisorio del decreto. 15 luglio: il prefetto di Trieste ordina la chiusura del quotidiano comunista Il lavoratore. 21 luglio: approvazione, con ampia maggioranza, della legge Acerbo, da parte della Camera.
Agosto 20 agosto: abolizione dell'imposta sulle successioni. 24 agosto: il presbitero Giovanni Minzoni viene assassinato dai fascisti ad Argenta (Ferrara).