Tom Clancy's Rainbow Six: Lockdown è un videogioco sparatutto in prima persona tattico sviluppato dalla Red Storm Entertainment e pubblicato dalla Ubisoft.
Trama Nel 2009 l'organizzazione internazionale antiterrorismo Rainbow schiera il suo Alpha Team, capitanato dallo statunitense Domingo Chavez, a soccorso del presidente della Repubblica Sudafricana, minacciato da un'organizzazione paramilitare che ha circondato e assediato la città di Pretoria.
Durante gli scontri un'organizzazione terroristica antioccidentale di estrema sinistra nota come Fronte di Liberazione Globale (Global Liberation Front in originale), guidata dall'olandese Bastian Vanderwaal ruba dal laboratorio di ricerca di un'azienda di nanotecnologie un'arma biologica, nome in codice Legion. Quest'ultima, composta da un aerosol in cui sono sospesi naniti, causa un'emorragia massiccia e ha un tasso di mortalità del 100%.
Il primo atto del Fronte di Liberazione Globale è un attacco terroristico nella città di Amsterdam durante una conferenza della Banca Mondiale. Dopo aver fatto detonare una bomba fuori da una centrale di polizia, i terroristi si barricano all'interno con degli ostaggi e riescono ad entrare nell'armeria. Rainbow, consapevole del furto del Legion ma ancora ignara che sia proprio la GLF ad esserne in possesso, schiera l'Alpha Team per neutralizzare la minaccia ed estrarre gli ostaggi.
L'intelligence scopre che GLF è in possesso del virus. Nel frattempo, un'altra cellula dell'organizzazione prende controllo del palazzo del parlamento scozzese durante una conferenza sull'antiterrorismo, prendendo in ostaggio numerosi politici britannici e personalità di spicco della MI5, tra cui anche la nipote del colonnello di Rainbow Alistair Stanley, secondo in comando dell'organizzazione. Chavez e i suoi hanno l'ordine di mettere in sicurezza gli ostaggi e disinnescare l'ordigno che la GLF ha attivato nella struttura. Fatto questo, Rainbow viene a conoscenza della fuga di un manipolo di terroristi verso l'università locale insieme a due ostaggi di alto profilo: il direttore della Homeland Security statunitense e il ministro della difesa britannico. La squadra riesce a liberare i prigionieri ed a catturare alcuni dei terroristi che, interrogati, rivelano la presenza di una struttura di addestramento dell'organizzazione nel seminterrato di una distilleria ad Olivet, nella Valle della Loira in Francia.
Chavez, supportato dall'operatrice svedese Lofquist, dal sudcoreano Pak e dal francese Loiselle è incaricato di assaltare la struttura e catturare Derek Mergen, capo della cellula locale nonché personalità di spicco del GLF. Secondo Rainbow, catturare Mergen e interrogarlo potrà fornire informazioni vitali sulle prossime mosse dell'organizzazione e sui possibili utilizzi di Legion che i terroristi hanno pianificato. Una volta liberata la struttura la squadra trova Mergen, in condizioni gravi: notato l'assalto delle forze antiterrorismo, i suoi uomini gli hanno infatti sparato per evitare che potesse essere catturato ed interrogato. L'uomo viene quindi trasportato all'ospedale di Parigi dove viene messo in terapia intensiva. Chavez, supportato da altri operatori e dalla polizia locale, sono incaricati della protezione di Mergen da possibili tentativi di estrazione o di assassinio da parte della GLF. Come previsto, i terroristi tentano senza successo di eliminare l'ormai ex comandante per evitare che Rainbow venga a conoscenza dei loro piani.
Messi in fuga gli assalitori dall'ospedale, alcuni di essi vengono tracciati mentre si rifugiano nelle catacombe di Parigi. Una volta estratto Mergen, Rainbow incarica Chavez e la sua squadra di infiltrarsi nelle catacombe ed eliminare la base GLF. Nel frattempo, l'interrogatorio del terrorista dà i suoi frutti: egli rivela che l'organizzazione stava mettendo in piedi un'operazione massiccia per le settimane successive e che pertanto stavano finalizzando un acquisto di armi al porto di Calais, ma che lui non era stato informato dei dettagli riguardanti l'attentato. Aggiungendo ciò che viene rivelato da Mergen alle informazioni recuperate dal nascondiglio nelle catacombe, il comando di Rainbow scopre che il Fronte sta organizzando un attentato in Europa entro breve tempo. Il compito successivo della squadra di Chavez, assistito da una squadra d'élite della GIGN è quindi quello di catturare vivi i due intermediari: il contrabbandiere Francois Rimbaud e il capo di un'altra cellula di GLF, Herman Krieger. I due, probabilmente informati della cattura di Mergen, cambiano improvvisamente i piani e si rifugiano su un traghetto per Dover con un ordigno e prendendo numerosi ostaggi. Sventata anche la vendita al porto, la direttiva su Krieger e Rimbaud cambia, e l'obiettivo è di catturarli vivi o morti. Le informazioni sull'attentato arriveranno poi da Nikolai Yezhov, ex agente del KGB e conoscente di Chavez, dopo lo smembramento del corpo d'intelligence si è affiliato al GLF da cui però ha deciso di disertare. Decide quindi di offrire informazioni a Rainbow in cambio di protezione. Chavez e il collega britannico Price sono incaricati del pagamento del recupero delle informazioni. Il contatto con Yezhov si rivela però una trappola orchestrata dal GLF: sopravvissuti all'imboscata nonostante le gravi ferite riportate da Price, Chavez risparmia la vita del russo e ottiene informazioni sul fornitore di armi principali del GLF, l'algerino Faisal Amidan.
L'operazione successiva della squadra diventa quindi il recupero di informazioni dal compound di Amidan in Algeria, assente in quella giornata. Dopo la missione l'operatore tedesco Weber viene separato dal gruppo ed evacuato da un punto secondario. L'elicottero viene però abbattuto e la squadra, che già in fase di briefing era stata informata dell'impossibilità di estrazione di operatori feriti e contro il parere degli analisti della NATO, decide comunque di tentare (con successo) il soccorso del loro commilitone.
Tornati alla base, le informazioni recuperate da Amidan rendono noto alla Rainbow che a comandare il GLF è Bastian Vanderwaal, proprietario anche di una villa a Gibilterra, dove l'intelligence ritiene sia stanziata la cellula principale dell'organizzazione. L'obiettivo è quello di approfittare dell'assenza di Vanderwaal per reperire informazioni sulla posizione di Legion e del leader stesso. Le informazioni recuperate dal computer nella villa rivelano a Rainbow il vero piano del GLF: attaccare il summit della NATO a Barcellona e giustiziare tutti i leader in diretta satellitare con un ordigno con una versione potenziata di Legion, tra cui anche Tawney, capo dell'intelligence Rainbow. Il compito della squadra è quello di disabilitare il trasmettitore satellitare per guadagnare tempo, disinnescare l'ordigno ed entrare in possesso del nanovirus.
Sventato il piano della GLF, l'intelligence recuperata dal computer di Vanderwaal ha permesso a Rainbow di rintracciarlo sull'isola di Minorca: Chavez e i suoi dovranno infiltrarsi, mettere in sicurezza ciò che rimane di Legion e catturare il capo del GLF, lasciando spazio poi alla squadra di Price, che ha il compito di eliminare il manipolo di terroristi ancora al soldo dell'olandese. Vanderwaal riesce a sfuggire alla cattura e si rifugia in un vicino castello, ancora in possesso di Legion. Il suo piano è di tornare sulla terraferma e attuare il suo piano rilasciando il virus. Il ferimento di due operatori della squadra di Price fa sì che il britannico si ricongiunga a Chavez dopo l'estrazione dei suoi: la squadra mette in sicurezza la pista d'atterraggio sventando ogni possibile fuga, cattura il laboratorio dove il GLF aveva sperimentato il potenziamento di Legion e riesce finalmente ad eliminare Vanderwaal, recuperando il biovirus e distruggendo a tutti gli effetti il Fronte Globale di Liberazione.
Personaggi
Rainbow Il giocatore controlla sempre Domingo "Ding" Chavez, capo dell'Alpha Team. Nel gioco per console sono presenti alcune missioni in cui il giocatore prende il ruolo del cecchino Dieter Weber, offrendo supporto da lontano al resto della squadra, controllata da un'IA. In tutte le missioni il coordinamento è assegnato al comandante John Clark o al suo secondo, il colonnello Alistair Stanley.
Operatori Gli operatori alleati cambiano di missione in missione e rispecchiano il carattere internazionale dell'organizzazione Rainbow. Si tratta quasi esclusivamente di ex membri delle forze speciali dei loro Paesi d'origine, in seguito reclutati da Rainbow per le loro capacità.
Domingo "Ding" Chavez: Stati Uniti, leader dell'Alpha Team ed ex membro di US Army e CIA. Eddie Price: britannico, è commilitone di Chavez fin dalla costituzione di Rainbow, in passato ha servito nello Special Air Service. Nella penultima missione guida una squadra sua, nome in codice Bravo-Two. Louis Loiselle: membro del GIGN, viene reclutato da Rainbow ed è presenza fondamentale nelle missioni ambientate in Francia. Dieter Weber: il cecchino della squadra, viene schierato in tutte le operazioni in cui il comando ritiene che la squadra necessiti di copertura. Dopo essersi distinto in servizio nei GSG-9, è stato reclutato da Rainbow. Roger McAllen: canadese, ha servito sia nell'esercito che nell'unità speciale antiterrorismo del suo Paese, la JTF-2. Durante la missione a Minorca, sotto il comando di Price, viene ferito gravemente ed evacuato. Il suo destino finale non è dichiarato. Jamal Murad: l'operatore egiziano, membro dell'Unità 777 del suo paese d'origine, nei suoi tentativi di modificare l'organizzazione dall'interno si distingue costantemente in servizio e viene spesso reclutato per esercitazioni congiunte con la SAS, dove attira l'attenzione di Rainbow. Pak Suo-Won: già membro delle forze speciali sudcoreane. Ayana Yacoby: ex-Mossad, è l'altro operatore gravemente ferito insieme a McAllen. Annika Lofqvist: Svezia, specializzata in intercettazioni ed elettronica. È stata reclutata da Rainbow dopo la sua esperienza da ingegnere e il servizio sul campo nella Ordningspolisens Nationella Insatsstyrka di Stoccolma. Renee Raymond: anch'ella statunitense, serve nell'esercito e viene successivamente reclutata nel dipartimento per le operazioni psicologiche speciali (PSYOPS) e nella Delta Force.
Modalità di gioco Al contrario dei primi capitoli, Lockdown si differenzia per l'impossibilità di pianificare le operazioni prima di passare all'azione, dando al giocatore il compito di spostarsi lungo lo scenario per neutralizzare i nemici e salvare gli ostaggi. Questo videogame, assieme al successore Tom Clancy's Rainbow Six: Vegas, assume quindi più i caratteri dello sparatutto propriamente detto che dello sparatutto tattico, avendo abbandonato la pianificazione della missione che avveniva con percorsi e ordini impartiti alle squadre e che costitutiva uno dei punti di forza e innovazione dei primi titoli della serie.
Versione PC La versione per Microsoft Windows, pubblicata nel 2006, presenta una grafica di nuova generazione, i livelli sono stati ridisegnati per adattarsi al gameplay più lineare e sono stati aggiunti i caschi nei modelli dei personaggi, tuttavia sono stati rimossi i livelli in cui si controlla il cecchino della squadra Dieter Weber, la storia è in un ordine cronologico differente rispetto a quella per console e inoltre sono state rimosse le varie cutscene ricevendo però varie critiche per questo.
Accoglienza
Voci correlate Tom Clancy Rainbow Six (romanzo)
Collegamenti esterni
Categoria:Rainbow Six