Origine Secondo la Genealogiæ Scriptoris Fusniacensis Rodolfo era il figlio maschio primogenito del conte e della contessa di Vermandois e di Valois, Ugo I il Grande e Adelaide IV, che, secondo il De Genere Comitum Flandrensium, Notæ Parisienses era figlia del Conte di Vermandois e di Valois, Erberto IV e della moglie, Adelaide del Vexim o di Valois, che secondo la Chronica Albrici Monachi Trium Fontium, era figlia di Rodolfo IV di Vexin e di Adele di Bar-sur-Aube.Ugo I il Grande, secondo l'Actus 10 del Hugonis Floriacensis, Liber qui Modernorum Regum Francorum continet era il figlio terzogenito del re di Francia Enrico I e di Anna di Kiev, che era figlia di Jaroslav I il Saggio sovrano della Rus' di Kiev.

Biografia Secondo il monaco e cronista inglese Orderico Vitale nel 1096 suo padre Ugo il Grande lasciò a Rodolfo e al fratello Enrico il governo dei suoi territori (Radulfo et Henrico filiis suis, terram suam commisit); infatti in quell'anno suo padre si aggregò ai Crociati, che partivano per la Terra Santa, a capo del contingente francese, come conferma il cronachista Guglielmo, arcivescovo della città di Tiro, nell'odierno Libano, nel Caput XVII del suo Historia rerum in partibus transmarinis gestarum, e, secondo l'Alessiade, Volume 2, fu il primo crociato a raggiungere Costantinopoli, dopo avere perso quasi tutti i suoi cavalieri, a causa di una terribile tempesta, che salvò solo la nave su cui si trovava Ugo, che, presa terra a Durazzo, fu condotto a Costantinopoli, ricevuto e sovvenzionato, dall'imperatore bizantino Alessio I Comneno.Dopo la Presa di Antiochia, dove si guadagnò il soprannome di "Grande", i turchi Danishmendidi giunsero a loro volta ad assediare la città conquistata dai Crociati e Ugo il Grande fu inviato a Costantinopoli per chiedere aiuti ad Alessio I, ma avendo ottenuto un rifiuto non fece più ritorno ad Antiochia e nel 1098 ritornò in Francia, senza avere assolto il suo votum crucis.La presa di Gerusalemme lo coprì di vergogna e, per riparare al suo atteggiamento fedifrago Ugo il Grande nel 1101 organizzò un esercito, con Guglielmo IX d'Aquitania, Oddone I di Borgogna (che assieme a Ugo non aveva adempiuto al voto di partecipare alla crociata), e Guelfo di Baviera. Questo esercito, che si era reso colpevole di saccheggi attraversando il territorio bizantino, giunto a Costantinopoli si divise in due colonne. Secondo lo storico britannico e noto medievalista e bizantinista Steven Runciman la colonna di Ugo venne attaccata e distrutta in un'imboscata da Qilij Arslan, dove Ugo venne ferito; i sopravvissuti raggiunsero Tarso, in Cilicia, dove Ugo di Vermandois il 18 agosto morì per le ferite riportate. Anche la Chronique de Robert de Torigni, abbé du Mont-Saint-Michel riporta la morte di Ugo a Tarso (Mortuus est et Hugo Magnus apud Tarsum) e ci conferma che a Ugo succedette il figlio maschio primogenito, Rodolfo (successi ei Rodulfus filius ejus), come Rodolfo I.

Dopo essere rimasta vedova la madre di Raul, Adelaide, si risposò con Rinaldo II conte di Clermont, figlio di Ugo I e di Margherita di Roucy.

Nel 1114 Rodolfo e la madre, Adelaide, secondo il Cartulaire de l'Abbaye de SaintCorneille de Compiègne 877-1216 assieme ai fratelli fecero due donazioni: la prima, documento n° XXXIV, assieme ai fratelli, Enrico e Simone al monastero di Saint Corneille di Compiègne. la seconda, documento n° XXXV, assieme al fratello, Enrico, sempre al monastero di Saint Corneille di Compiègne.

Nel 1117 il re di Francia Luigi VI il Grosso restituì ad Adelaide la Contea di Amiens, che era stata sottratta a suo zio Simone e che alla sua morte, nel 1122 circa, lasciò alla figlia di secondo letto Margherita, sposata al conte della Fiandra Carlo I.

Rodolfo sostenne suo cugino, il re Luigi VI il GrossoLouis Alphen, La Francia: Luigi VI e Luigi VII (1108-1180), pagg. 708 e 709 e poi il figlio di quest'ultimo Luigi VII il Giovane contro i nobili ribelliLouis Alphen, La Francia: Luigi VI e Luigi VII (1108-1180), pag. 719.

Nel 1124 il re d'Inghilterra e duca di Normandia Enrico I Beauclerc si alleò con il proprio genero, l'imperatore germanico Enrico V, che invase la Contea di Champagne arrivando sino a Reims, dove si fermò, perché lo attendeva un imponente esercito (la maggior parte dei feudatari francesi si era allineata con il proprio re, Luigi VI il Grosso, anche coloro che dieci anni prima si erano alleati con il re d'Inghilterra, Enrico I Beauclerc.Sugerio di Saint-Denis, nel suo libro Vie de Louis VI le Gros asserisce che Luigi VI beneficiò dell'aiuto di «una tale quantità di cavalieri e di gente che si sarebbero dette cavallette che nascondevano agli occhi la superficie della terra.» e facendo l'elenco dei nobili presenti, tra gli altri annovera il duca Ugo II di Borgogna, il conte Guglielmo II di Nevers, il conte Rodolfo di Vermandois, il conte Tebaldo IV di Blois, il conte Ugo I di Champagne, il conte Carlo I delle Fiandre detto il Buono, il duca Guglielmo IX d'Aquitania, il conte Folco V d'Angiò e il duca Conan III di Bretagna., di cui faceva parte anche Rodolfo di Vermandois e che lo costrinse a rientrare in GermaniaLouis Alphen, La Francia: Luigi VI e Luigi VII (1108-1180), pag. 718.

Nel 1129, alla presa di Livry, perse un occhio.L'anno seguente, all'assedio di Coucy, ferì a morte Tommaso di Marle, che aveva ucciso suo fratello minore Enrico (1091-1130), e, che da quindici anni, con violenze e rapine, imperversava nel Regno di FranciaLouis Alphen, La Francia: Luigi VI e Luigi VII (1108-1180), pag. 709; Rodolfo aveva convinto il re Luigi VI a organizzare una spedizione contro Tommaso che era signore di Coucy e di Boves.

Nel 1134 Rodolfo venne nominato Siniscalco di Francia, il comandante dell'esercito francese, da Luigi VI, dopo quattro anni che il titolo era vacanteLouis Alphen, La Francia: Luigi VI e Luigi VII (1108-1180), pagg. 737 e 738.

Con il documento n° 4070 del Recueil des chartes de l'abbaye de Cluny. Tome 5, del 1140, l'abate di Cluny riconosce Rodolfo come un benefattore del monastero stesso.

Nel 1138 erano arrivate alla corte di Francia la nuova regina, la moglie del re di Francia Luigi VII Eleonora d'Aquitania (Bordeaux, 1122 – Fontevrault, 1204), duchessa d'Aquitania e Guascogna, e la sua giovane sorella, Petronilla d'Aquitania, che si invaghì del maturo Rodolfo, che fu sollecitato dalla regina a ripudiare la moglie, Eleonora di Blois, con tanta insistenza che nel 1142 Rodolfo si fece convincere, ripudiò così Eleonora e sposò Petronilla, figlia secondogenita del duca Guglielmo X il Tolosano e di Aénor di Châtellerault, figlia del visconte Americo I di Châtellerault e della Maubergeon, l'amante di suo nonno Guglielmo IX il TrovatoreLouis Alphen, La Francia: Luigi VI e Luigi VII (1108-1180), pagg. 719 e 720.Il re aveva convinto tre vescovi del Regno di Francia, Bartolomeo di Giura, vescovo di Laon, Pierre, vescovo di Senlis e Simone di Noyon, vescovo di Noyon, a sciogliere il matrimonio di Rodolfo con Eleonora di Blois, adducendo motivi di consanguineità e permettendo così il matrimonio tra Rodolfo e Petronilla. Ma non molto tempo dopo, in un concilio a Lagny-sur-Marne, i tre vescovi troppo accomodanti vennero scomunicati e la loro decisione annullata, il nuovo matrimonio considerato non valido e le contee furono poste sotto interdetto. Il papa Innocenzo II, visto che continuavano a vivere come marito e moglie, scomunicò Rodolfo e PetronillaLouis Alphen, La Francia: Luigi VI e Luigi VII (1108-1180), pag. 720.

Siccome Lagny-sur-Marne era nella Contea di Champagne feudo di Tebaldo IV di Blois, fratello di Eleonora, la moglie ripudiata da Rodolfo il re prese il fatto come un'offesa personale e decise d'intervenire in favore di Petronilla e Rodolfo invadendo la contea di Champagne.Nello stesso anno (1142), Tebaldo IV di Blois, per cercare di fare recedere dalla sua decisione Rodolfo, entrò in conflitto contro di lui, che si era alleato al Re di Francia, Luigi VIIIl re di Francia Luigi VII aveva un altro motivo per combattere Tebaldo, conte di Champagne e di Blois, in quanto quest'ultimo aveva anche dato rifugio all'arcivescovo di Bourges Pietro de La Châtre, che il re aveva cacciato dalla sua diocesi per divergenze con il papa Innocenzo II..Durante il conflitto, a seguito della conquista della città di Vitry-en-PerthoisDurante i combattimenti per la conquista della città di Vitry-en-Perthois, le truppe reali unite a quelle del conte di Vermandois dettero fuoco alla chiesa della città in cui si erano rifugiati molti abitanti della città, sembra ca. 1300, che perirono tra le fiamme., anche sul regno di Francia e sulla coppia reale, ancora senza figli, cadde l'Interdetto della Chiesa.Nel 1143 si arrivò alla pace su consiglio di Bernardo di Chiaravalle, la contea di Champagne fu evacuata e gli interdetti furono ritirati, ma dato che Rodolfo e Petronilla rifiutarono di separarsi vennero scomunicati per la seconda volta.Luigi VII e Rodolfo allora invasero nuovamente la contea di Champagne, mentre il conte Tebaldo dette vita a una lega con i conti di Fiandra e Soissons, per opporsi al re di Francia e il conflitto divenne sempre più asproLouis Alphen, La Francia: Luigi VI e Luigi VII (1108-1180), pag. 721.Dopo la morte di Innocenzo II, con la nomina del papa Celestino II (26 settembre 1143), Bernardo di Chiaravalle e il consigliere politico di Luigi VII, l'abate dell'Abbazia di Saint-Denis, Sigerio cominciarono a fare pressione sul giovane re affinché mettesse fine al conflitto. Alla fine del conflitto, nel 1144, l'esercito di Rodolfo con le truppe reali avevano occupato la contea di Champagne.

Ma dopo che la contea di Champagne era stata restituita a Tebaldo, e nello stesso tempo il vescovo Pietro della Châtre aveva riavuto l'arcivescovato di Bourges, in quanto i reali di Francia avevano seguito il consiglio di Sigerio e di Bernardo di Chiaravalle, a Rodolfo e Petronilla, che non erano tornati sulla loro decisione, continuando a convivere nonostante che il loro matrimonio fosse stato annullato, fu confermata la scomunica.

Quando Luigi VII, nel 1147, partì per la seconda crociata, Rodolfo rimase in Francia con Sigerio, che fu reggente e governò il regno di Francia sino al rientro del re, nel 1149Louis Alphen, La Francia: Luigi VI e Luigi VII (1108-1180), pag. 722.

Il matrimonio con Petronilla terminò nel 1151, con la separazione tra Petronilla e Rodolfo, contemporaneamente al raffreddarsi del rapporto tra la sorella di Petronilla, Eleonora, e il re di Francia, Luigi VII, che si separarono nel 1152Louis Alphen, La Francia: Luigi VI e Luigi VII (1108-1180), pag. 724.

Rodolfo morì in quello stesso anno (Mortuus est etiam Radulfus de Perrona comes Viromandorum), lasciando il titolo di conte di Vermandois al figlio di primo letto, Ugo (relinquents parvulum filium, nomine Hugonem) come ci conferma la Chronique de Robert de Torigni, abbé du Mont-Saint-Michel, Ugo II; il necrologio del Priorato di Saint-Martin-des-Champs, ci informa sul giorno della morte, il 13 ottobre (III Id Oct).

Matrimoni e discendenza Verso il 1120 Rodolfo aveva sposato in prime nozze Eleonora di Blois, la figlia ultimogenita del conte di Blois, Châteaudun, Chartres e Meaux, oltre che signore di Sancerre, Stefano II di Blois, e di Adele d'Inghilterra, figlia del duca di Normandia e re d'Inghilterra, Guglielmo il Conquistatore e di Matilde delle Fiandre(1032 - 1083).Rodolfo ebbe da Eleonora un figlio: Ugo (1127-1212), conte di Vermandois e Valois, che abdicò passando i suoi possedimenti al fratellastro Rodolfo, per farsi monaco, nel 1160; fu canonizzato nel 1677.