Villa la Colonna si trova a Pistoia nella frazione di Barile.

Storia e descrizione

Villa La Colonna fu edificata nel XVIII secolo attraverso la trasformazione e l’accorpamento di preesistenti edifici rurali appartenuti alla famiglia Gatteschi, acquistati nel 1735 dalla famiglia Rospigliosi. La villa deve il proprio nome a una colonna posta lungo l’antica via Cassia, dalla quale, fin dal 1284, prendeva avvio il Palio de’ Berberi, tradizionale corsa equestre disputata il 25 luglio in occasione della festa di San Jacopo, patrono di Pistoia, che si concludeva in Piazza del Duomo. La colonna è oggi collocata sulla sommità del timpano della cappella dei Santi Domenico e Salvatore. La realizzazione della villa si inserisce nella stagione di rinnovamento artistico e architettonico che interessò il territorio pistoiese tra la seconda metà del Seicento e il Settecento e che ebbe nella famiglia Rospigliosi una delle principali committenze. L’ascesa di Giulio Rospigliosi al soglio pontificio con il nome di Clemente IX nel 1667 contribuì a intensificare i rapporti tra Pistoia e l’ambiente artistico della Roma barocca, favorendo la diffusione nel territorio toscano di nuovi modelli architettonici e decorativi. Villa La Colonna appartiene al gruppo delle ville di committenza Rospigliosi del territorio pistoiese, insieme alle residenze di Spicchio, Groppoli, Santa Cristina, Candeglia e Barbatole. Secondo gli studi storico-artistici, la villa fu progettata da un architetto veneziano e presenta caratteri riconducibili alla tradizione delle dimore nobiliari della Serenissima. L’influenza veneziana è riconoscibile soprattutto nell’equilibrio delle proporzioni della facciata e nell’articolazione dell’apparato decorativo, nel quale elementi della cultura architettonica veneta si integrano con la tradizione toscana. Dopo diversi passaggi di proprietà, nel 1897 la villa fu acquistata dal cavaliere Alessandro Spiti, amministratore dei beni della Casa di Lorena in Toscana. Da allora la proprietà è rimasta alla famiglia Spiti. L’edificio si sviluppa su tre piani e presenta una facciata caratterizzata da una loggia centrale e da un articolato apparato ornamentale. Le superfici sono arricchite da elementi in cotto, cornici, festoni, ghirlande, mascheroni, nicchie e decorazioni plastiche. Una parte consistente di questi elementi appartiene ancora all’originario impianto settecentesco. Sul retro della villa, una quinta di cipressi individua il tracciato dell’antica via Cassia. L’assetto storico comprendeva un giardino all’italiana, caratterizzato da aiuole geometriche delimitate da siepi di bosso; tale sistemazione è stata successivamente sostituita da un ampio prato all’inglese, che caratterizza l’attuale configurazione del parco. Il complesso è arricchito da alberature ad alto fusto e comprende la cappella dedicata ai Santi Domenico e Salvatore. Tra il 2025 e il 2026 Villa La Colonna è stata oggetto di un esteso intervento di restauro conservativo promosso dalla famiglia Spiti. I lavori hanno interessato l’intera facciata monumentale e hanno compreso il consolidamento, la pulitura e il recupero delle superfici storiche e delle cromie, oltre al restauro dell’apparato decorativo superstite. Particolare attenzione è stata dedicata alla conservazione dei festoni, delle ghirlande, dei mascheroni, delle cornici e degli altri elementi plastici appartenenti all’impianto settecentesco. Nell’ambito dell’intervento del 2025-2026 le sei nicchie del piano nobile sono state completate con nuove statue in terracotta artigianale. Le precedenti figure di amorini sono state sostituite da sei statue in terracotta raffiguranti Veneri della tradizione classica e figure allegoriche legate alla terra, disposte nelle nicchie del piano nobile; al centro della composizione, nella loggia monumentale, è stato collocato un busto di Apollo. Le sculture sono state realizzate secondo le tecniche tradizionali della lavorazione della terracotta toscana dalle Fornaci Cestenoli di Scarperia e San Piero e Masini dell’Impruneta. L’intervento ha inoltre comportato la realizzazione di grandi vasi ornamentali destinati alla terrazza della villa e ai capitelli del cancello monumentale d’ingresso, in sostituzione di elementi originali non più presenti. Le nuove opere sono state modellate a mano secondo le tecniche tradizionali della terracotta toscana, ricercandone l’integrazione con l’apparato decorativo storico conservato.

Bibliografia

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