La chiesa di San Lorenzo a Uzzo si trova nei dintorni di Pistoia ed è la chiesa della omonima Parrocchia nella Diocesi di Pescia e Pistoia.

Ogni anno il 10 Agosto si festeggia il Santo Patrono, San Lorenzo martire e diacono.

Storia e descrizione Nell’elenco delle decime del 1195 (Decime, I, 1195, II, 1304) é attestata la presenza della Ecclesia S. Laurentii de Guzo, presso le sorgenti del torrente Brana in un luogo detto Guzum, sede di comune rurale del distretto pistoiese (Liber Focorum, D, V) dalla metà del XIII secolo; ma fin da prima era già documentata la comunità di Uzzo, i cui homines utilizzavano come pascoli collettivi alcuni terreni in Val di Limentra di proprietà della Badia a Taona, alla quale corrispondevano un canone (ASP, Badia a Taona, 17 Novembre 1227). Alla fine del XIII secolo il Rettore Giovanni era anche Camarlingo del Vescovo (ASF, Vescovado 21 Gennaio 1296, 9 Luglio 1297).

Dal XV secolo nei verbali delle visite pastorali, a partire da quella del Vescovo Donato de’ Medici, la chiesa è regolarmente registrata con l’attuale toponimo (Visita 1442, c.66r: Ecclesia S. Lorentii de Uzzo).

Alla fine del XVIII secolo, all’epoca della suddivisione dei territori delle pievi montane (secondo il nuovo ordinamento parrocchiale promosso dal Vescovo Scipione de’ Ricci), la chiesa fu svincolata dalla dipendenza dalla pieve di Saturnana e l'edificio venne ricostruito impiegando una parte delle preesistenti strutture medievali.

Nel XIX secolo furono effettuate modifiche nella conformazione della facciata intonacata con elementi in stile neogotico e nelle decorazioni pittoriche dell’interno, nell’intradosso della volta e nel catino dell’abside. Delle antiche strutture romaniche resta, anche se rimaneggiato, solo il campanile.

Interno Alcuni oggetti artistici presenti (o da essa provenienti) provano la sua antica origine: si vedano in particolare l'affresco Madonna in trono con bambino e santi Sebastiano e Rocco, recentemente restaurato e databile intorno alla metà del secondo decennio del XVI secolo ed anche il tabernacolo eucaristico scolpito in pietra serena sempre agli inizi del XVI secolo, nonché il quattrocentesco calice in rame dorato e smalti (oggi conservato presso il Museo diocesano di Pistoia).

Sul soffitto in volta a botte sono presenti affreschi di 384 x 230 cm, databili tra il 1909 ed il 1910 ed attribuiti al fiorentino Alfredo Volpi, raffiguranti 4 scene:

La prima scena (vicina all'ingresso) raffigura la Natività di Gesù e l'adorazione dei pastori. La seconda scena raffigura il passo evangelico dove Gesù dice: "Lasciate che i fanciulli vengano a me". La terza scena raffigura il Discorso della Montagna. La quarta ed ultima scena raffigura Gesù davanti a Pilato, rifacendosi al famoso "Ecce Homo" di Antonio Ciseri, conservato nella Galleria d'arte moderna del Palazzo Pitti a Firenze.

L'abside presenta un affresco di 240 x 430 cm che si ispira alla Trasfigurazione di Raffello Sanzio, conservata nella Pinacoteca Vaticana: esso è caratterizzato dalla rappresentazione della piana pistoiese sulla destra; dipinto una prima volta nel 1931 da Corrado Zanzotto fu successivamente modificato l'anno successivo dal fiorentino Vasco Bramanti.

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