Era nipote dell'imperatrice dei Francesi Giuseppina di Beauharnais. Suo padre, Eugenio di Beauharnais, era l'unico figlio maschio nato dal primo matrimonio di Giuseppina con Alexandre de Beauharnais e, dopo le nozze della madre con Napoleone Bonaparte, ne divenne il figlio adottivo e figliastro, distinguendosi successivamente come comandante militare. Sua madre era la principessa Augusta Amalia di Baviera, figlia del re Massimiliano I di Baviera.
Biografia
Giovinezza
Amelia nacque a Milano il 31 luglio 1812, quartogenita e terza figlia femmina dell'allora viceré d'Italia, Eugenio di Beauharnais, e della principessa Augusta di Baviera. Per parte paterna era nipote biologica dell'imperatrice Giuseppina di Francia e adottiva di Napoleone Bonaparte, mentre per parte materna era nipote del re Massimiliano I Giuseppe di Baviera. Discendeva pertanto dalle case di Beauharnais, Tascher de La Pagerie, Wittelsbach, Assia-Darmstadt e Radziwiłł. Aveva cinque fratelli, tra cui Giuseppina, regina di Svezia e Norvegia, e Augusto, principe del consorte di Portogallo.
Trascorse i primi anni dell'infanzia a Milano, dove la famiglia risiedeva a Villa Bonaparte, mentre i mesi estivi venivano trascorsi nella Villa Reale di Monza. Nel 1814, in seguito all'abdicazione di Napoleone Bonaparte conseguente al Trattato di Fontainebleau, Eugenio di Beauharnais perse la carica di viceré del Regno d'Italia e la famiglia fu costretta a lasciare la penisola. I Beauharnais si stabilirono quindi in Baviera, patria d'origine della madre di Giuseppina. Il 14 novembre 1817 il re Massimiliano I Giuseppe di Baviera conferì a Eugenio di Beauharnais il titolo di duca di Leuchtenberg e principe di Eichstätt, con il trattamento di Altezza Reale per sé e di Altezza Serenissima per i suoi figli, tra cui Giuseppina. Stabilitasi definitivamente in Germania, la famiglia trascorreva abitualmente gli inverni a Monaco di Baviera e le estati a Eichstätt.
Matrimonio Dopo la morte della sua prima moglie, l'arciduchessa Maria Leopoldina d'Asburgo-Lorena, avvenuta nel dicembre 1826, l'imperatore Pietro I del Brasile, sul trono portoghese con il nome di Pietro IV, incaricò il marchese di Barbacena di recarsi in Europa per trovare una nuova consorte. La missione si rivelò particolarmente difficile. Pietro I aveva infatti stabilito quattro requisiti per la futura moglie: nobili origini, bellezza, virtù e cultura. Al tempo stesso, però, la sua reputazione nelle corti europee era compromessa dalla nota relazione con Domitila de Castro, marchesa di Santos, che rendeva poco appetibile il matrimonio con un sovrano vedovo, ritenuto infedele e padre di cinque figli. A complicare ulteriormente la ricerca contribuì l'atteggiamento dell'ex suocero, l'imperatore Francesco I d'Austria, il quale, ostile alle idee politiche del genero, avrebbe cercato di ostacolare un nuovo matrimonio, auspicando che i propri nipoti potessero un giorno ereditare il trono del Brasile.
Dopo il rifiuto di otto principesse, Barbacena fu accolto con crescente freddezza presso diverse corti europee e Pietro I rinunciò all'idea di trovare una consorte di alto rango, limitandosi a richiedere una principessa «buona e virtuosa». La candidatura di Amelia di Leuchtenberg fu invece promossa da Domingos Borges de Barros, visconte di Pedra Branca e ministro brasiliano a Parigi, piuttosto che dallo stesso Barbacena. L'unico elemento ritenuto sfavorevole era la posizione dinastica del padre di Amélia, Eugenio di Beauharnais, il cui legame con Napoleone Bonaparte continuava a suscitare diffidenza nelle monarchie europee. La principessa era tuttavia considerata di notevole avvenenza, con occhi azzurri e capelli castano-dorati, oltre che distinta per educazione e cultura.
Per verificarne personalmente le qualità, Pietro I inviò il marchese di Resende, il quale riferì all'imperatore che Amelia possedeva «un fisico che piace, paragonato ai dipinti di Correggio della Regina di Saba». Anche la stampa britannica, tra cui il The Times di Londra, la descrisse come una delle principesse più istruite e preparate del mondo tedesco. Il contratto matrimoniale fu firmato in Inghilterra il 29 maggio 1829 e ratificato il 30 giugno successivo a Monaco di Baviera dalla madre di Amélia, Augusta di Baviera, duchessa di Leuchtenberg. Dopo la conferma delle nozze, Pietro I pose definitivamente fine alla relazione con la marchesa di Santos e, quale simbolo del nuovo matrimonio, istituì l'Ordine della Rosa, il cui motto era Amor e Fidelidade («Amore e fedeltà»). Il matrimonio per procura fu celebrato il 2 agosto 1829 nella cappella del Palazzo Leuchtenberg di Monaco di Baviera; lo sposo fu rappresentato dal marchese di Barbacena. Il matrimonio rafforzò i legami tra le case di Beauharnais e Braganza, consolidati alcuni anni dopo quando il fratello maggiore di Amélia, Augusto di Beauharnais, sposò la figliastra dell'imperatrice, la regina Maria II del Portogallo, divenendo principe consorte del Portogallo.
Imperatrice del Brasile
Amélia salpò per l'America da Ostenda, in Belgio, a bordo della fregata Imperatriz e giunse a Rio de Janeiro il 15 ottobre 1829. Secondo una tradizione riportata dalle cronache dell'epoca, Pietro I, informato dell'arrivo della nave, si sarebbe recato incontro alla fregata su una piccola imbarcazione, rimanendo profondamente colpito dalla bellezza della futura moglie al primo incontro. Il giorno seguente, sotto una pioggia battente, Amélia sbarcò a Rio de Janeiro, dove fu accolta con una solenne processione. Il matrimonio religioso tra Amélia e Pietro I fu celebrato il 17 ottobre 1829. Alla cerimonia seguirono festeggiamenti pubblici, spettacoli pirotecnici e un banchetto di Stato.
Dopo il suo insediamento al Paço de São Cristóvão, palazzo di Rio de Janerio, l'imperatrice introdusse il francese come lingua della corte e adottò un cerimoniale ispirato a quello delle principali monarchie europee. Promosse inoltre una riorganizzazione della vita di corte, rinnovando l'etichetta, la cucina, la moda e gli arredi del palazzo, con l'acquisto di nuovi servizi da tavola e suppellettili. Tali iniziative contribuirono a conferire maggiore prestigio alla corte brasiliana e l'eleganza dell'imperatrice divenne nota anche all'estero.
Il matrimonio con Pietro I fu generalmente considerato felice e Amélia instaurò rapporti cordiali con tutti i figli avuti dall'imperatore dal primo matrimonio. Un viaggiatore francese osservò poco dopo le nozze che l'imperatrice esercitava una benefica influenza sulla famiglia imperiale e sull'organizzazione della corte, sottolineando come avesse assunto personalmente la supervisione dell'educazione delle principesse e dell'erede al trono, il principe Pietro de Alcântara, futuro Pietro II del Brasile. Quest'ultimo sviluppò con la matrigna un rapporto particolarmente affettuoso, chiamandola «Mamãe» ("mamma"), e mantenne con lei una fitta corrispondenza per tutta la vita. Amélia continuò a consigliarlo e a sostenerlo anche dopo il ritorno in Europa, mentre Pietro II, in segno di riconoscenza, le chiese assistenza nell'organizzazione dei matrimoni delle proprie figlie e la visitò a Lisbona nel 1871.
La presenza di Amélia contribuì inizialmente a migliorare l'immagine pubblica dell'imperatore e a rafforzarne il morale in un periodo di crescente instabilità politica. Tuttavia, l'entusiasmo suscitato dal matrimonio si esaurì rapidamente. José Bonifácio de Andrada e Silva, poeta e successivamente reggente per conto di Pietro II dal 1831 al 1834, le suggerì alcune iniziative che il marito avrebbe potuto adottare per riconciliarsi con l'opinione pubblica brasiliana, ma senza successo. L'aggravarsi della crisi politica ed economica culminò infine il 7 aprile 1831, quando Pietro I abdicò in favore del figlio Pietro II.
Ritorno in Europa Dopo l'abdicazione di Pietro I il 7 aprile 1831, Amélia lo accompagnò in Europa. Gli ex sovrani assunsero il titolo di duca e duchessa di Braganza. All'epoca Amélia era al terzo mese di gravidanza e soffrì di forti nausee durante la traversata atlantica. Dopo uno scalo di rifornimento a Faial, nelle Azzorre, la coppia giunse a Cherbourg il 10 giugno 1831, dove fu accolta con gli onori riservati ai sovrani, salutata da ventuno colpi di cannone e da un reparto di circa 5.000 uomini della Guardia Nazionale. Le autorità cittadine misero a loro disposizione un palazzo come residenza temporanea, ma dieci giorni dopo Pietro partì per Londra, mentre Amélia rimase a Cherbourg, dove il 23 giugno fu raggiunta dalla figliastra Maria II, regina del Portogallo. In seguito si stabilì a Parigi.
Il 30 novembre 1831 Amélia diede alla luce la principessa Maria Amélia di Braganza, unica figlia della coppia. Pietro manifestò la propria gioia in una lettera indirizzata al figlio Pietro II, nella quale scrisse che la Divina Provvidenza aveva alleviato il dolore causato dalla loro separazione donandogli una figlia e all'imperatore «un'altra sorella». Nel frattempo Pietro intraprese la campagna militare contro il fratello Michele I, che aveva usurpato il trono portoghese, per restaurare i diritti della figlia Maria II. Ricevuta la notizia della vittoria delle forze costituzionali e della riconquista di Lisbona, Amélia lasciò la figlia e Maria II per raggiungere il marito in Portogallo, arrivando nella capitale il 22 settembre 1833. Dopo la sconfitta e il definitivo esilio di Michele, la famiglia si stabilì dapprima al Palazzo di Ramalhão e successivamente al Palazzo di Queluz.
Ultimi anni Le continue campagne militari e gli anni di vita intensa indebolirono gravemente la salute di Pietro, che contrasse la tubercolosi e morì il 24 settembre 1834, all'età di trentacinque anni. Nel suo testamento dispose lasciti anche a favore dei figli illegittimi, riducendo di conseguenza la quota ereditaria spettante ad Amélia e alla figlia Maria Amélia. Rimasta vedova, Amélia non si risposò. Si stabilì nel Palazzo Alvor-Pombal, a Lisbona (oggi sede del Museo nazionale d'arte antica), dedicandosi ad attività benefiche e all'educazione della figlia. Nel 1852 Maria Amélia, che era fidanzata con l'arciduca Massimiliano d'Asburgo-Lorena, futuro imperatore del Messico, manifestò i primi sintomi della tubercolosi e morì il 4 febbraio 1853 a Funchal, sull'isola di Madera, all'età di ventidue anni.
La perdita segnò profondamente l'ex imperatrice, che in sua memoria finanziò la costruzione dell'ospedale Princesa Dona Maria Amélia, tuttora esistente a Funchal, e continuò a recarsi ogni anno sulla tomba della figlia in occasione dell'anniversario della sua morte. Amélia lasciò inoltre i propri beni in Baviera all'arciduca Massimiliano, dichiarando che «sarei stata felice di poterlo avere come genero se Dio avesse salvato la mia amata figlia Maria Amélia».
Dopo la morte della figlia, Amélia si stabilì definitivamente a Lisbona, dove morì il 26 gennaio 1873, all'età di sessant'anni. In base alle sue disposizioni testamentarie, la principale erede fu la sorella Giuseppina, regina di Svezia e Norvegia, alla quale lasciò, tra gli altri beni, la celebre tiara di Braganza, successivamente indossata dalle regine svedesi. Numerosi documenti appartenuti a Pietro I furono invece destinati al Brasile e sono oggi conservati presso l'Archivio Storico del Museo Imperiale di Petrópolis. Nel 1982 le sue spoglie furono traslate nella cripta del Monumento all'Indipendenza del Brasile, a San Paolo.
Discendenza Amelia e Pietro I del Brasile ebbero una sola figlia:
Maria Amelia di Braganza (1831 – 1853), principessa del Brasile, che morì di tubercolosi a Funchal nell'Isola di Madera, all'età di 21 anni.
Antenati
Onorificenze Onorificenze portoghesi
Onorificenze straniere
Note
Altri progetti
Collegamenti esterni Ritratto di Amelia Augusta vedova Corteo funebre di Amelia Augusta
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