Taylor è generalmente considerato come uno degli inventori del free jazz. La sua musica è caratterizzata da un approccio estremamente energico, fisico, che produce complessi suoni improvvisati, che coinvolgono frequentemente cluster e intricati poliritmi. La sua tecnica pianistica è stata paragonata alle percussioni, ad esempio descritta come "88 tamburi accordati" ("eighty-eight tuned drums", in riferimento al numero di tasti nel pianoforte).

Biografia Taylor nacque a New York, nel quartiere di Queens. Come figlio unico di una famiglia della classe media, la madre di Taylor incoraggiò il figlio a studiare musica sin da bambino. Egli iniziò a suonare il pianoforte all'età di 6 anni e studiò presso il New York College of Music e il New England Conservatory. Al New England Conservatory, Taylor si diplomò in composizione ed arrangiamento. Durante la sua permanenza al conservatorio, familiarizzò anche con la musica di vari compositori europei contemporanei. Bartok e Stockhausen esercitarono una notevole influenza sullo stile musica del giovane Cecil.

Nel 1955, Taylor si trasferì da Boston a New York. Egli formò un quartetto con il sassofonista soprano Steve Lacy, con il contrabbassista Buell Neidlinger, ed il batterista Dennis Charles.

Il suo primo disco, Jazz Advance, fu pubblicato nel 1956. Nel 1957 il quartetto di Taylor prese parte al Newport Jazz Festival. Nel 1958, Taylor collaborò con il sassofonista John Coltrane in occasione dell'album Stereo Drive (pubblicato anche con i titoli Hard Driving Jazz e Coltrane Time).

Anni cinquanta e sessanta Durante gli anni cinquanta e sessanta, la musica prodotta da Taylor si fece sempre più complessa distanziandosi dagli stili jazz esistenti. I suoi concerti erano spesso "difficili" e lasciavano sconcertati gli spettatori, e i proprietari dei vari club dove egli si esibiva, trovarono presto l'approccio stilistico di Taylor (lunghi pezzi cacofonici) non conveniente in termini monetari. Il suo album del 1959 intitolato Looking Ahead!, illustra il suo ruolo di innovatore nel mondo del jazz mainstream. A differenza di molti altri suoi colleghi dell'epoca, Taylor ricorreva a tecniche virtuosistiche e bruschi cambi stilistici per produrre musica atonale e di difficile fruizione da parte degli ascoltatori.

Altri suoi lavori fondamentali dell'epoca, come Unit Structures e Conquistador!, entrambi del 1966, rafforzarono la sua immagine di artista non convenzionale.

Concerti da solista Nella seconda metà degli anni sessanta, Taylor iniziò ad esibirsi in concerti da solista al piano. La prima registrazione conosciuta di una sua performance in solitudine (effettuata da una stazione radiofonica olandese) è Carmen With Rings (59 minuti di durata) all'Arena De Doelen di Rotterdam il 1º luglio 1967. Due giorni prima, Cecil Taylor aveva suonato la medesima composizione nella Concertgebouw di Amsterdam. Molti dei suoi concerti successivi furono pubblicati in album quali Indent (1973), prima facciata di Spring of Two Blue-J's (1973), Silent Tongues (1974), Garden (1982), For Olim (1987), Erzulie Maketh Scent (1989) e The Tree of Life (1998).

Morte Taylor si trasferì a Brooklyn nel 1983. Il 5 aprile 2018 è deceduto nel suo appartamento all'età di 89 anni.

Discografia

Come leader

Jazz Advance, 1956 At Newport (una facciata di LP), 1958 Looking Ahead!, 1958 Stereo Drive (pubblicato anche con i titoli Hard Driving Jazz e Coltrane Time), 1956-1958 Love for Sale, 1959 The World of Cecil Taylor 1960 Air 1960 Cell Walk for Celeste, 1961 Jumpin' Punkins, 1961 New York City R&B (con Buell Neidlinger), 1961 Into the Hot, 1961 Nefertiti the Beautiful One Has Come, 1962 Unit Structures, 1966 Conquistador!, 1966 Student Studies (pubblicato anche con il titolo The Great Paris Concert), 1966 Praxis, 1968 The Great Concert of Cecil Taylor (pubblicato anche con il titolo Nuits de la Fondation Maeght), 1969 Indent, 1973 Akisakila, 1973 Solo, 1973 Spring of Two Blue J's, 1973 Silent Tongues, 1974 Dark to Themselves, 1976 Air Above Mountains, 1976 Cecil Taylor Unit, 1978 3 Phasis, 1978 Live in the Black Forest, 1978 One Too Many Salty Swift and Not Goodbye, 1978 It is in the Brewing Luminous, 1980 Fly! Fly! Fly! Fly! Fly!, 1980 The Eighth, 1981 Garden, 1981 Winged Serpent (Sliding Quadrants), 1984 Iwontunwonsi, 1986 Amewa, 1986 For Olim, 1986 Olu Iwa, 1986 Live in Bologna, 1987 Live in Vienna, 1987 Tzotzil/Mummers/Tzotzil, 1987 Chinampas, 1987 Riobec - Cecil Taylor & Günter Sommer, 1988 In East Berlin, 1988 Regalia - Cecil Taylor & Paul Lovens, 1988 The Hearth, 1988 Alms/Tiergarten (Spree), 1988 Remembrance, 1988 Pleistozaen Mit Wasser, 1988 Spots, Circles, and Fantasy, 1988 Legba Crossing, 1988 Erzulie Maketh Scent, 1988 Leaf Palm Hand, 1988 In Florescence, 1989 Looking (Berlin Version) Solo, 1989 Looking (Berlin Version) The Feel Trio, 1989 Looking (Berlin Version) Corona, 1989 Celebrated Blazons, 1990 2Ts for a Lovely T, 1990 Double Holy House, 1990 Nailed, 1990 Melancholy - Cecil Taylor, Harri Sjöström, Evan Parker, Barry Guy, Wolfgang Fuchs The Tree of Life, 1991 Always a Pleasure, 1993 Almeda - Cecil Taylor, Harri Sjöström, 1996 The Light of Corona - Cecil Taylor, Harri Sjöström 1996 Qu'a: Live at the Iridium, vol. 1 & 2 Cadence Jazz Records, con Harri Sjöström 1998 Algonquin, 1998 Momentum Space con Dewey Redman & Elvin Jones (Verve, 1998) Incarnation, 1999 The Willisau Concert, 2000 Complicité, 2001 Taylor/Dixon/Oxley, 2002 Two T's for a Lovely T, 2003 The Owner of the River Bank, 2004

Come sideman Jazz Composer's Orchestra: The Jazz Composer's Orchestra, 1968 (Taylor compare in 2 tracce) Friedrich Gulda: Nachricht vom Lande, 1976 (Taylor compare in 3 tracce) Mary Lou Williams: Embraced, 1977 Tony Williams: Joy of Flying, 1978 Historic Concerts (con Max Roach), 1979 Art Ensemble of Chicago: Thelonious Sphere Monk, 1990 (Taylor compare in 3 tracce)

Onorificenze

Note

Altri progetti

Collegamenti esterni

Categoria:Pianisti jazz