Il Museo capitolare di Atri è uno dei più antichi d'Abruzzo fondato nel 1912.

Fu voluto da monsignor Raffaele Tini e fu arricchito nel tempo da cospicue donazioni (come quella di ceramiche da parte della famiglia Bindi). Raccoglie opere che vanno dal XIII al XX secolo provenienti dalla città.

Il museo è ospitato nelle sale al piano superiore del chiostro benedettino di un monastero del XII secolo, divenuto nel XV secolo residenza dei canonici del duomo e cimitero episcopale. Comprende dieci sale oltre al chiostro e alla cripta.

La collezione del museo comprende una serie dipinti che vanno dal XIII al XX secolo, tra cui un affresco staccato del XIII-XIV secolo, una Madonna attribuita a Silvestro dell'Aquila e datata tra XV e XVI secolo e una Madonna con Bambino del suo allievo, Carlo dell'Aquila, un trittico con sculture di Tolmezzini, degli inizi del XVI secolo, una Madonna e Santi di Antonio Solario, una Natività e una Flagellazione attribuite a Pedro de Aponte e i Santi Francesco e Leonardo di Ippolito Borghese, tutti ancora del XVI secolo, una Santa Reparata di Teodosio Ronci e Valerio Ronci e datata al 1605, una Madonna con santi datata al 1615 ed attribuita a Francesco Allegrini e al Cavalier d'Arpino, una Sacra Famiglia e santi di Girolamo Cenatiempo, del XVII secolo e sei Scene della vita di Cristo di Serafino Tamburelli del XVII-XVIII secolo; più recenti tre dipinti di genere di Tommaso Illuminati, del XX secolo.

La collezione di sculture comprende opere del XIII-XVI secolo, tra le quali un'ancóna di San Giacomo, attribuita alla bottega degli intagliatori MoranzoniLemmi sui diversi membri della famiglia Moranzoni o Moranzon (s.v. Moranzon) nel sito DizionarioArtistiLegno di Paolo Cesari, (XV secolo), una Madonna con il Bambino in terracotta di Luca della Robbia del 1470 circa, un angelo ligneo, opera del fondatore del museo, monsignor Tini, del 1931.

Di particolare interesse la collezione di manoscritti, che comprende un messale, un antifonario e un lezionario abruzzese (XIII secolo), il "decreto di Graziano" della metà del XIV secolo, il "Messale degli Acquaviva" e una raccolta di formulari giuridici, del XV secolo.

Una sala raccoglie la collezione Bindi, con ceramiche dal XVI al XX secolo, tra cui una Natività e un'Adorazione di Francesco Saverio Grue, del XVIII secolo

La raccolta è completata da oggetti liturgici dal XVI al XVIII secolo, tra i quali una serie di busti-reliquiario e resti di un ambone del XIII-XIV secolo, arredi sacri, tra cui armadi di sacrestia e un inginocchiatoio dell'intagliatore Carlo Riccioni (XVII secolo), tessuti e paramenti sacri dei secoli XVII e XVIII. Infine sono presenti oggetti liturgici di oreficeria dal XII al XX secolo, tra cui un reliquario in cristallo di rocca di scuola veneziana del XII secolo.

Opere Sala 1 - l'ingresso Scuola napoletana del XVI secoloNel Museo, la didascalia indica l'opera come realizzata nel secolo XVIII, ma si tratta di un errore: infatti tutti i critici hanno ricondotto l'opera al Cinquecento, alcuni accostandola ai modi di Fabrizio Santafede. Pentecoste dalla Cattedrale di AtriC'è chi ha ipotizzato che l'opera provenga invece dalla chiesa di Santo Spirito, dove oggi sull'altare maggiore campeggia una tela sempre raffigurante la Pentecoste e realizzata agli inizi del Seicento sempre da artisti napoletani che si rifanno al Santafede. La provenienza da Santo Spirito è poco convincente: il quadro del museo fu realizzato nella seconda metà del Cinquecento e sembra poco logico far realizzare dopo nemmeno 20 anni un'altra tela dallo stesso ambito artistico.

Orefici del XVIII secolo Serie di 8 candelabri dalla Cattedrale di Atri Ignoto del XVIII secolo Crocifisso dalla chiesa di san Giovanni Battista (san Domenico) ad Atri

Giuseppe Prepositi (Atri, ? - 1790 c.) Santa Rita,1770 c. dalla chiesa di santo Spirito (santa Rita) ad Atri Sant'Agostino dalla chiesa di santo Spirito ad AtriLe due piccole tele, forse collocate in sagrestia o nell'annesso oratorio della scomparsa confraternita del Suffragio, sono state per secoli confuse con altre due tele firmate dal Prepositi e datate 1771, raffiguranti i medesimi santi e conservati nella sagrestia della chiesa di Santo Spirito. Nelle due piccole tele del Museo Capitolare, al Prepositi (o forse alla sua bottega) è da ricondurre la sola Santa Rita, mentre il Sant'Agostino (nome di comodo dato al santo raffigurato, che non presenta nessun attributo del santo) è forse di un'epoca precedente e di altro stile.

Scuola cappuccina del XVIII secolo Reliquiario dalla chiesa di san Giovanni Battista ad Atri

Ignoto del XVII secolo Ante di confessionale dalla Cattedrale di Atri

Sala 2 - Il Vestibolo

Scuola cappuccina del XVIII secoloSi tratta del tabernacolo, molto trasformato nel XIX secolo, che fino a pochi anni fa campeggiava nella Cappella del SS.Sacramento nel Duomo di Atri. Fu poi sostituita da un altro tabernacolo più antico, del XVI-XVII secolo. Tabernacolo dalla Cattedrale di Atri

Fra' Felice da Teramo (Teramo, 1653 - 1719) Tabernacolo del santissimo Sacramento,1697 dalla chiesa di san Leonardo (distrutta) ad AtriIl cappuccino fu molto attivo nel teramano e rappresenta il massimo esponente dei "marangoni" abruzzesi: ad Atri realizzò anche la cancellata dell'altar maggiore sempre nella chiesa di San Leonardo ad Atri, che andò distrutta durante la demolizione della chiesa negli anni sessanta. Fra' Felice firmò anche dei reliquari sempre nella chiesa cappuccina, ma essi furono rubati e dispersi dopo le soppressioni post- unitarie (1861). Da: Abruzzo Cultura - Tabernacoli lignei - Autori

Carlo Riccioni (Frattoli di Roseto 1627 c.- ?)Carlo Riccioni o Riccione, il massimo scultore barocco della regione, prese dimora ad Atri con moglie (e forse figli) dal 1677 al 1692, per 13 anni. Gli unici documenti che riguardano l'artista sono propri quelli del soggiorno atriano e per molto tempo si è creduto lo scultore originario di Atri: in realtà è nativo del piccolo borgo di Frattoli nella Montagna di Roseto. Non si sa dove morì. Armadio di Sagrestia,1690-92 dalla Cattedrale di Atri Armadio di Sagrestia,1690-92 dalla Cattedrale di Atri Armadio di Sagrestia.1690-92 dalla Cattedrale di Atri

Scuola locale del XVI-XVII secolo Annunciazione dalla Cattedrale di Atri

Giuseppe Verdecchia (XX sec.) Veduta dell'antica sagrestia della CattedraleLa sagrestia del Duomo si trovava dietro il presbiterio e per accedervi bisognava passare per l'attuale antisagrestia e per la stanza adibita oggi a biglietteria del museo: fu poi distrutta durante i restauri del 1954- 1964 per lasciar vedere le finestre romaniche e le opere ivi contenute furono portate nel Museo Capitolare, dove si trovano oggi.

Ignoto del XVII secolo Inginocchiatoio con simbolo francescano dalla chiesa di san Francesco ad Atri

Ignoto del XV secolo (?) Busto reliquiario dalla Cattedrale di Atri

Sala 3 - i codici miniati e gli incunaboli

La sala ospita la sezione dei codici miniati e degli incunaboli (quasi 30), provenienti sia dai canonici della Cattedrale che dal Palazzo Acquaviva, contenute in espositori del 1931 opera di Renato Tini. Tra i più importanti segnaliamo:

Scuola abruzzese del XII secolo Libro sull'agricoltura,1140 c.

Scuola abruzzese della seconda metà del XIII secolo Messale dei Frati Minori

Pietro Schoffer di Magonza Decretali di Francesco di Graziano,1470 c.

Scuola bolognese- cassinese della fine del XIV secolo Messale dei Duci d'Acquaviva

Scuola veneziana del XVI secolo Missale Romanum

Vi sono anche ospitate alcune sculture di notevole fattura, tra cui:

Ignoto del XVI secolo Tabernacolo

Ignoti del XVII secolo Busti- reliquiari dalla Cattedrale di Atri

Carlo Riccioni Armadi di Sagrestia,1690-92 dalla Cattedrale di Atri Angelo della Morte,1690-92 dalla Cattedrale di Atri La Giustizia dalla Cattedrale di Atri Santa Chiara,1690-92 dalla Cattedrale di Atri

Sala 4- i paramenti sacri e i busti reliquiari

La sala ospita alcuni paramenti sacri di grande pregio, tra cui Scuola Inglese del 1730 c. Pianeta dalla Cattedrale di AtriLa pianeta fu donata dalla regina d'Inghilterra dopo il viaggio che il cardinale Troiano Acquaviva vi fece. Il cardinale, atriano e figlio del duca Giovan Girolamo Acquaviva d'Aragona, ne fece dono al Capitolo del Duomo.

Scuola abruzzese del 1750 c. Pianeta Acquaviva dalla Cattedrale di AtriFu donata dall'ultima duchessa dello Stato di Atri, Isabella Acquaviva d'Aragona, sorella di Ridolfo Acquaviva d'Aragona; morì senza prole nel 1760 e così Atri tornò ad essere compreso nel Regno di Napoli. Durante il suo governo, dal 1757 alla morte, il ducato non si trovò in buone condizioni e perse le città di Acquaviva Picena, Caserta, Arena e Popoli

Vi sono anche ospitati alcuni reliquiari barocchi, splendidi, di scuola abruzzese; tra i più belli:

Scuola napoletana del XVII-XVIII secolo Busto di San Giacinto martireIl santo non presenta nessun attributo se non la palma e un libro, ma possiamo bene identificarlo per la scritta che è presente sul piedistallo: S(.)HYACINT.M dalla Cattedrale di Atri

Scuola abruzzese del XVII-XVIII secolo Busto di san Leone(?) dalla Cattedrale di Atri Busto di santa Colomba dalla Cattedrale di Atri Coppia di angeli reggicandela dalla Cattedrale di Atri

Ignoto del XVII-XVIII secolo Bracci reliquiario dalle chiese di santo Spirito, san Francesco e san Giovanni Battista

Vi sono anche alcuni quadri:

Ignoto del XVIII secolo San Girolamo penitente (?)Quadro rovinatissimo, e l'identificazione del santo raffigurato è difficile. È stato ritrovato recentemente nei depositi del Duomo, anche se molto probabilmente non fu realizzato per la Cattedrale. provenienza ignota

Ignoto del XVII secolo Madonna del Suffragio dalla chiesa della Madonna delle Grazie ad Atri

Scuola abruzzese della fine del XVIII secolo Ritratto di Antonio ProbiUn caritglio nel quadro identifica il Vescovo, che commissionò ad Andrea De Litio gli affreschi del Coro. dal Seminario di Atri Ritratto di Claudio Acquaviva d'AragonaUn cartiglio nel quadro lo idenfica. Fino al 1767 era conservato nel Convento dei Gesuiti, annesso alla chiesa di Sant'Andrea dal Seminario di Atri

Ignoto del XVIII secolo Ritratto di Cardinale dal Seminario di Atri

Ignoto del XVII secolo i santi Cosma e Damiano provenienza ignota

Scuola abruzzese del XVIII secolo Santo penitente dal Seminario di Atri

Scuola di Francesco Solimena, XVIII secolo Santo in preghiera davanti a Crocifisso dalla chiesa di san Giovanni Battista ad Atri

Scuola di Federico Barocci, fine XVI secolo Angelo Nunziante dalla Cattedrale di Atri Madonna Annunziata dalla Cattedrale di Atri

Sala 5 - Pinacoteca

La sala presenta notevoli quadri dei secoli XV-XVII

Scuola spagnola degli inizi del XVI secoloper molto tempo si è attribuiti queste due tavole, a volte inserendole anche nel catalogo del pittore, al pittore di Saragozza Pedro de Aponte, pensando che potesse risalire al soggiorno italiano dell'artista avvenuto tra il 1506 e il 1511. Nel XIX secolo si credevano le uniche opere rimaste in Italia del grande Juan de Borgoña. Successivamente si propose un'attribuzione al Perugino per via della figura di San Giuseppe e del paesaggio che rimandano all'arte umbra; infine si è dirottati verso Fernando Yáñez de la Almedina che soggiornò in Italia nello stesso periodo del De Aponte e che veniva chiamato "Ferrandino Spagnolo". Si era addirittura tentato di ricondurre l'opera al Bramantino. Alla fine tutte le attribuzioni sono risultate errate, ma resta fermo il fatto che l'opera è di scuola spagnola seppur vi siano alcune influenze lombarde e umbre. Informazioni tratte da: Storia dell'arte nell'Italia meridionale - Francesco Abbate - Google Libri Flagellazione dalla chiesa di san Pietro (distrutta) di Atri Natività dalla chiesa di san Pietro (distrutta) di Atri