Il Càssaro (), ufficialmente Via Vittorio Emanuele, già soprannominata Via Toledo e Via Marmorea, è la strada più antica - e fra quelle più ampie - di Palermo.Pagine 24, 31, 683, Agostino Inveges, "Palermo Sacro" - "Annali della felice città di Palermo, prima sedia, corona del rè, e capo del regno ..." , Parte seconda, Pietro dell'Isola, 1651, Palermo.. La strada prende il nome dall'antico omonimo quartiere, chiamato in arabo Al Qasar.
È indicato dai cittadini palermitani principalmente come "Corso Vittorio".
Storia La strada venne tracciata nel VII secolo a.C. con la creazione stessa della città da parte dei Fenici, e tagliava in due parti l'agglomerato collegando l'originario porto alla necropoli posta subito alle spalle della città.
In epoca araba divenne l'asse principale tipico dell'urbanistica araba dal quale si diramano le varie strade secondarie o darbi che si innestavano a questa ortogonalmente e che poi vanno a intricarsi nel territorio terminando negli aziqqa, vicoli ciechi tipici del centro cittadino. La modifica più importante al suo tracciato si ebbe nella seconda metà del Cinquecento, periodo in cui la città è capitale del viceregno spagnolo. Il progetto, probabilmente definito sin dall'inizio ma attuato in diverse fasi, prevedeva la rettifica e l'allargamento della strada fino a piazza della Marina. I lavori, con l'autorizzazione del viceré García de Toledo, iniziarono nel 1567: si iniziò con la rettifica della facciata meridionale fino a Porta dei Patitelli, poi con una massiccia opera di sventramenti, avvenuta in due fasi, per raggiungere piazza marina ed infine con la rettifica della facciata settentrionale. Lo sviluppo di questa "Strada Nuova", fu supportata attivamente dalla nobiltà palermitana che non solo contribuì alla realizzazione, ma creò anche spazi nuovi, come l'apertura di Piazza Aragona (successivamente Bologna, o dei Bologna, volgarmente chiamata Bologni) o Piazza Pretoria. Nel 1577 i lavori non erano ancora del tutto ultimati, e l'originale progetto fu totalmente stravolto nel 1581 dal viceré Marcantonio Colonna che prolungò la strada fino alle mura aprendola sul mare con Porta Felice.
Nel luglio del 2015 il Comune di Palermo ha proceduto ad una chiusura parziale al traffico di tutto l'asse, a partire dalla Cattedrale fino ai Quattro Canti; quattro anni dopo, nell'agosto 2019, la chiusura al traffico è stata prolungata fino all'altezza di Piazza Marina.
Lungo il suo asse o nelle immediate vicinanze si trovano 6 dei 9 beni monumentali che compongono il sito seriale Palermo arabo-normanna e le cattedrali di Cefalù e Monreale, inserito nella Lista dei patrimoni dell'umanità dall'UNESCO nel 2015: Palazzo Reale, Cappella Palatina, Cattedrale di Palermo, Chiesa di San Giovanni degli Eremiti, Chiesa della Martorana, Chiesa di San Cataldo
Toponomastica Il nome di Càssaro deriva dall'antico nome arabo al Qasr (la fortificata): infatti questa zona, durante la dominazione araba, venne significativamente fortificata. Durante il Medioevo assunse anche il nome di al balat in arabo o di via Marmorea (in epoca normanna),Pagine IX e X, Carmelo Piola, "Dizionario delle strade di Palermo ..." , Palermo, Stamperia di Michele Amenta, 1870. parola rimasta nell'uso comune siciliano ad indicare il marmo e i basoli. Nel tardo cinquecento, periodo del viceregno, assunse anche il nome di via Toledo in onore del Viceré di Sicilia García Álvarez de Toledo y Osorio, marchese di Villafranca del Bierzo, uno dei principali artefici della rettifica della strada. Il nome Cassaro si mantenne tale per lungo periodo; solo dopo l'unificazione dell'Italia la strada fu dedicata a Vittorio Emanuele II, anche se il vecchio nome viene ancora utilizzato.
Struttura La strada si presenta perfettamente dritta da Porta Nuova, a monte, a Porta Felice, quasi sul mare; vi è poi una leggera discesa, digradante verso il mare. In tutto il suo percorso si trovano molte strade che confluiscono in essa, ma solo due la attraversano, la via Maqueda, con la quale forma l'incrocio dei Quattro Canti, e via Roma.
Monumenti Una lista quasi esaustiva dei monumenti che affacciano sul corso:. Lato destro Civico Civico Lato sinistro Piazza Indipendenza Palazzo dei Normanni Porta Nuova Caserme Dalla Chiesa-Calatafimi Piazza del Parlamento 475 Piazza della Vittoria(Villa Bonanno) 467 Facoltà teologica 463 Seminario arcivescovile Palazzo del Castillo Ingresso da piazza della Vittoria. Palazzo Arcivescovile Palazzo Asmundo 492 Cattedrale Palazzo Imperatore 484 Palazzo Filangieri La Farina di Cutò (poi Crescimanno) 474 Palazzo La Grua di Carini 462 Palazzo Castrone-Santa Ninfa 452 Ingresso da via delle Scuole. Palazzo Mango di Casalgerardo Chiesa di Santa Maria della Grotta 429 Collegio Massimo dei Gesuiti Chiesa del Santissimo Salvatore 417 Palazzo Colonna di Cesarò Palazzo Natoli Ingresso da via SS. Salvatore. Palazzo Drago Ajroldi di Santacolomba 382 Palazzo Algaria Ingresso da piazza Bologni. Piazza Bologni(Monumento a Carlo V) 365 Palazzo Riso Palazzo Pilo di Marineo 316 327 Palazzo Tarallo della Miraglia Chiesa di San Giuseppe dei Teatini Via Maqueda Quattro Canti Via Maqueda Palazzo Bordonaro Ingresso da piazza Pretoria. Palazzo Bonocore Chiesa di San Matteo al Cassaro Via Roma 225 Palazzo Tramontana Roccaforte Palazzo Termine d'Isnello 204 187 Palazzo Vannucci di Balchino Palazzo Ventimiglia di Prades 188 157 Palazzo Santa Margherita 137 Palazzo Roccella 111 Palazzo Amari di S. Adriano Palazzo Sitano 114 93 Palazzo Cammarata Testa Piazza Marina(Fontana del Garraffo) Palazzo delle Finanze Palazzo della Gran Guardia Ingresso da piazza Marina. Chiesa di Santa Maria di Porto Salvo Chiesa di San Giovanni dei Napoletani 39 Palazzo Vassallo Piazza Marina Chiesa di Santa Maria della Catena Palazzo della Zecca 31 Archivio di Stato Piazza Santo Spirito(Fontana del Cavallo Marino) Passeggiata delle Cattive Loggiato San Bartolomeo Porta Felice Foro Italico
Note
Bibliografia
Laura Bica, Palermo l'asse dell'oriente, Palermo, Publisicula, 1980.
Adriana Chirco, Mario Di Liberto, Il Cassaro di Palermo. Atmosfere e architetture tra Porta Nuova e Porta Felice, Dario Flaccovio Editore, 2017
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