Ha contribuito al progresso della costruzione metallica in particolare nell'ambito delle strutture in sistema composto acciaio-calcestruzzo, dei ponti in acciaio e dei ponti strallati.

Ha progettato, nel campo delle infrastrutture, molte opere importanti e con caratteristiche innovative tra cui i primi viadotti in acciaio Coretta e Macinaie dell'Autostrada del Sole, la sopraelevata Aldo Moro a Genova, il viadotto Italia dell'Autostrada Salerno-Reggio Calabria, il viadotto e ponte all'Indiano a Firenze, i ponti Zárate Brazo Largo in Argentina e il ponte di Rande in Spagna.

Biografia Di famiglia di antica nobiltà spagnolaLa famiglia de MIRANDA ENDAYA di Napoli appartiene alla Reale arciconfraternita dei nobili spagnoli di san Giacomo e Monte del SS. Sacramento in Napoli. , nasce a Napoli il 30 ottobre 1926 da DomenicoDomenico de Miranda (1892-1932) figlio di Mattia e di Carmela de Vita fu Ufficiale del Regio Esercito e fu un eroe nella prima guerra mondiale partecipando alle campagne del 1915-1916-1917-1918 come tenente al comando di un reparto del 244 reggimento fanteria (M.M.) (Arditi) e ottenendo numerosi encomi e medaglie tra cui una medaglia d'argento e una di bronzo al valor militare. Dopo la guerra fu comandato al collegio militare della Nunziatella come ufficiale di inquadramento e professore. Successivamente con il grado di capitano fu inviato, per studi, all'Ufficio storico militare di Roma, dove ivi morì nel 1932 a causa degli esiti di ferite riportate in guerra. Nel 1936 il corpo fu traslato dal cimitero del Verano in Roma al cimitero di Poggioreale a Napoli nella cappella dei nobili spagnoli. Alcuni suoi saggi storici furono pubblicati sulla rivista "L'Oltremare"., Ufficiale del Regio Esercito e Vera PadulaVera Padula (1902-1974) figlia di Fabrizio, celebre chirurgo e professore dell'Università di Napoli, e di Beatrice Minarelli Della Valle. La mamma Beatrice morì accidentalmente all'età di 37 anni lasciando la figlioletta ancora in fasce. Il padre si risposò ed ella crebbe con la matrigna e i fratellastri., diplomata in pianoforte al Conservatorio e casalinga. Secondogenito di sette fratelliBeatrice (Bice), Fabrizio, Mattia, Carmen, Domenico, Franco e Mario. all'età di sei anni rimane orfano di padre. La mamma si risposerà successivamente con il medico Vincenzo Catalano e avrà gli ultimi due figliFranco e Mario.. Nel periodo degli studi universitari si dedica con passione allo sport del nuoto e della pallanuoto divenendone un campione.Oltre alle numerose vittorie e piazzamenti in competizioni di livello nazionale e internazionale, negli anni 1947 e 1948 consegue, con la squadra dell'Università di Napoli, il titolo di campione italiano universitario nella staffetta 4x200 s.l. e detiene, nel 1947, il primato nazionale di società per la staffetta 3 x 50 s.l., con la squadra nuoto della Rari Nantes Napoli insieme ai compagni Gildo Arena e Nino Sole..

Si laurea all'Università degli Studi di Napoli Federico II l'8 luglio 1950 a pieni voti in Ingegneria civile (trasporti).

Negli anni 1950-1951 è interno nell'Istituto di Scienza delle costruzioni dell'Università di Napoli, applicandosi nella sperimentazione del Laboratorio Ufficiale Prove Materiali sotto la direzione del prof. Adriano Galli. Contemporaneamente è assistente alla cattedra di Meccanica applicata alle macchine del prof. Pericle Ferretti della stessa Università e ricercatore borsista del Consiglio Nazionale delle Ricerche all'Istituto motori (IM) di Napoli nel campo della Meccanica delle vibrazioni e della ricerca al servizio del Ministero della Difesa.

Nel febbraio 1952 sposa Maria Chiara PiciocchiMaria Chiara Piciocchi (1925-2007) figlia di Felice e di Enrichetta Moroncini, nipote di quel Francesco Moroncini che fu un illustre letterato e a cui si devono i primi importanti e numerosi studi su Giacomo Leopardi. Si laureò in lettere classiche (come la mamma e il nonno) ma, dopo il matrimonio, si dedicò solo alla famiglia. Nel 2009 i figli insieme al papà costituiscono una Fondazione di beneficenza che porta il suo nome. che gli darà otto figliVera (1953-2009) insegnante, Mario (1954) ingegnere, Felice (1955) ingegnere e sacerdote, Arturo (1957-1983) architetto, Enrichetta (1958) psicologa, Roberto (1960) liutaio, Gabriella (1961) nutrizionista e Adriana (1963) architetto e insegnante.. Accoglie quindi una interessante proposta di lavoro nell'industria, e si trasferisce a Milano.

A Milano è alle dipendenze della Società Sarpom (Gruppo Fiat) e, successivamente, alle Officine Bossi, azienda di costruzioni metalliche del Gruppo Edison. Continua l'attività universitaria negli anni 1952-1955 come assistente alla cattedra di Costruzioni delle macchine del prof. Italo Bertolini al Politecnico di Milano. Nel contempo il suo campo di studio si sposta nell'ambito delle strutture in acciaio e dei ponti e così nel 1955, su indirizzo del prof. Bertolini, passa all'Istituto di Tecnica delle costruzioni dello stesso Politecnico, allora diretto dal Prof. Luigi Stabilini.

Nel 1957 è nominato Dirigente della Società Ilva (Gruppo Italsider) e dal 1959 diventa Direttore dell'Ufficio di progettazione della società Costruzioni Metalliche Finsider (Gruppo IRI), una delle principali società italiane del tempo nel campo della carpenteria metallica pesante. Direzione tecnica che mantiene fino al 1967 quando la sede della società si trasferisce da Milano a Livorno. In questo periodo, supportato da un numeroso gruppo di ingegneri e tecnici, ha modo di dirigere una notevole quantità di progetti, portati tutti alla realizzazione. Dal 1961 al 1966 ha frequenti rapporti di lavoro con la American Bridge Company (Gruppo United States Steel), una delle più grandi società di carpenteria metallica statunitensi operante nel campo dei ponti. Ha così modo di assimilare la scuola statunitense delle strutture in acciaio e dei ponti. Negli anni cinquanta e sessanta, anche la scuola tedesca, indiscussa leader europea (e mondiale) dei ponti strallati, è fonte di interesse e di studio.

Nel 1965 consegue la libera docenza in Tecnica delle costruzioni. Dal 1965 al 1996 insegna al Politecnico di Milano,Contemporaneamente agli insegnamenti presso il Politecnico di Milano, ha insegnato ad interim Scienza delle costruzioni all'Università di Trieste, Ponti e Grandi Strutture all'Università di Pavia e Progetti di Strutture all'Università della Calabria. inizialmente come professore incaricato e, dal 1981, come professore di ruolo associato confermato, tenendo corsi di Tecnica delle costruzioni alla Facoltà di Architettura e di Costruzioni in acciaio alla Facoltà di Ingegneria.

Dal 1965 al 1995 è stato ininterrottamente membro di alcune commissioni nazionali e internazionali per le norme tecniche (C.N.R.; Ministero dei lavori pubblici; Eurocodici). In particolare ha contribuito alle Normative CNR 10011/67 - CNR 10016/70 – e alle Norme tecniche annesse alla Legge 1086 del 5-11-1971.

Nel 1966 è tra i fondatori del Collegio dei tecnici dell'acciaio (CTA), unica associazione culturale dei tecnici del settore in Italia di cui è stato presidente nel biennio 1970-1972. Nel 1968, in qualità di vicepresidente del CTA, organizza e dirige il primo corso italiano post laurea, di perfezionamento nella progettazione di strutture in acciaio.

Nel 1968 fonda a Milano uno Studio di Progettazione di ponti e strutture di cui è stato il titolare fino al 1991, e, da tale data diventa socio e presidente dell'omonimo studio (Studio de Miranda Associati) insieme al figlio Mario e a Elena Gnecchi Ruscone. I suoi primi collaboratori furono gli ingegneri Virginio Stevanato, Andrea Verde e Michele Mele, e gli architetti Cesare Gioni e Gianfranco Radrizzani, nonché i disegnatori Agamennone, Malvich e Croce.

Nel corso degli anni sessanta e settanta partecipa a diversi concorsi nazionali ed internazionali di progettazione di ponti risultando sempre il primo classificatoMeneghini G., Fabrizio De Miranda nella storia dei ponti in acciaio..., o.c.. Tra essi spicca il primo premio ex aequo al Concorso per il ponte sullo stretto di Messina come progettista del Gruppo LambertiniI vincitori del concorso per il Ponte sullo Stretto di Messina, in L'Industria Italiana del Cemento, n. 11/1970, p. 875Nella rivista tecnica dell'ANCE, L'industria delle costruzioni, numero speciale: Attraversamento dello Stretto di Messina, n. 22, marzo-aprile 1971, sono stati pubblicati i progetti ritenuti meritevoli del primo premio nel "Concorso internazionale di idee per un attraversamento stabile viario e ferroviario fra la Sicilia e il Continente", indetto il 18 maggio 1969 dall'ANAS e dalle FF.SS..

Ha realizzato, in Italia e all'estero, oltre mille opere per un totale di circa 700.000 m² di impalcato da ponte, unitamente ad alcuni grandi progetti non realizzati.Oltre settecento delle opere realizzate sono cavalcavia autostradali, molti dei quali già sostituiti, a partire dagli anni novanta, per consentire l'allargamento della carreggiata per la terza corsia. Alcuni progetti di grandi opere non hanno avuto il seguito della realizzazione. Da segnalare, oltre al ponte sullo stretto di Messina e al ponte sull'Adda a Paderno (LC), anche il progetto presentato per l'appalto concorso del viadotto a Capodichino della tangenziale Est-Ovest di Napoli: per rispettare i vincoli imposti dal bando fu studiata una soluzione a "cantilever" mediante travate a sbalzo in acciaio e soletta in cemento armato precompresso collaborante con una campata centrale di 205 m; se realizzato sarebbe stato il più grande ponte a travata in sistema composto acciaio-calcestruzzo (Cfr. De Miranda F., Ponti a struttura d'acciaio, pp. 228-235, Genova 1971). Sicuramente degno di nota è anche il progetto per il ponte sullo Stretto di Bahrain (Arabia Saudita) che prevedeva l'attraversamento del tratto di mare che separa le isole di Bahrain dal continente africano mediante la costruzione di una serie di rilevati e di viadotti autostradali per una lunghezza complessiva di 25 km. Il progetto fu redatto insieme al Prof. Ing. Alfredo Passaro e alla S.T.I.P.E. S.p.A. di Roma. Ciascuno dei cinque ponti che uniscono gli embankments prevedeva una serie di travate composte acciaio e calcestruzzo, semplicemente appoggiate sulla luce di 65 m e con un tratto centrale in corrispondenza del canale navigabile interamente metallico con schema di trave continua sulle luci di (91 + 121 + 91)m. Il progetto presentava numerosi elementi innovativi: impalcato di tipo "aperto" di 25,40 m di larghezza con due sole travi principali poste ad interasse di 16,50 m e con soletta che sporgeva a sbalzo di 4,45 m; una speciale attrezzatura autovarante avrebbe consentito di gettare la soletta senza gravare sulle travi principali e consentire così un notevole risparmio di materiale. (Cfr. De Miranda F., De Miranda M., Gnecchi Ruscone E., Alcuni esempi ..., in Atti delle Giornate italiane della costruzione in acciaio, C.T.A., Palermo 1981) Nella sua lunga attività ha avuto intensi scambi culturali e professionali con numerose personalità di spicco dell'ingegneria civile tra cui, in particolare, Riccardo Morandi e Fritz Leonhardt.Ricordiamo anche: lo svizzero Fritz Stüssi, il serbo Nikola Hajdin, i cecoslovacchi Frantisek Faltus, Alexander Tesar, Jrij Horeishi, Josef Zeman, il belga Charles Massonet, nonché gli italiani Giulio Krall, Fausto Masi, Vittorio Zignoli, Vincenzo Franciosi, Elio Giangreco, Giulio Ceradini, Leo Finzi, Carlo Cestelli Guidi, Pier Luigi Nervi, Silvano Zorzi..