La sonata per pianoforte n. 28 di Beethoven venne composta principalmente nel corso del 1816 (tuttavia i primi abbozzi risalgono all'estate 1815, periodo in cui il compositore lavorava all'op.102) e fu terminata nel novembre dello stesso anno. È dedicata alla baronessa Dorothea von Ertmann, una delle sue allieve preferite nonché pianista di grande talento.
In origine anche lOp. 101 — come la successiva Op. 106 — avrebbe dovuto portare il titolo "Hammerklavier", denominazione poi lasciata solo per la celebre sonata in Si bemolle maggiore.
Struttura
La sonata n. 28 è strutturata in 4 movimenti, i cui titoli sono stati scritti da Beethoven in tedesco, come nel caso della precedente sonata in Mi minore, Op. 90.
Etwas lebhaft, und mit der innigsten Empfindung [Un po' vivace e con il sentimento più intimo]. Allegretto, ma non troppo Lebhaft. Marschmäßig [Vivace alla Marcia] (in Fa maggiore) Langsam und sehnsuchtsvoll [Lento e pieno di ardente ispirazione]. Adagio, ma non troppo, con affetto (in La minore) Geschwind, doch nicht zu sehr und mit Entschlossenheit [Presto, ma non troppo, e con decisione]. Allegro
Secondo Richard Wagner il tema su cui è basato il primo movimento costituiva un modello ideale di "melodia infinita".
Il Vivace alla Marcia rompe il clima sereno che ha dominato nella sonata fino a quel momento; tuttavia al suo interno troviamo un trio sviluppato in forma di canone dal sapore decisamente opposto, a tratti riflessivo.
Il terzo movimento - estremamente conciso - riprende la melodia iniziale per alcune battute ma viene subito interrotta da una pausa, creando un'atmosfera di attesa. Segue una ripetizione dell'inciso finale appena esposto, sempre più acuto e rapido; una scala discendente (Presto) conduce a una serie di trilli, sfociando così nel contrappuntistico Allegro finale.
Analisi del Primo movimento Il Primo movimento della sonata ha come metro sei ottavi nella tonalità di base di la maggiore. L'indicazione agogica (o tempo) indicata è “Allegretto, ma non troppo”. In realtà Beethoven, influenzato dalle nuove idee di "purificazione della lingua germanica", scrive l'indicazione del tempo in lingua tedesca: "Etwas lebhaft, und mit der innigsten Empfindung"; che tradotta in italiano significa: "Un poco animato e con il più intimo sentimento". Senz'altro un'indicazione molto più esplicita della classica e consueta dicitura originale in lingua italiana.. La struttura formale è quella della forma-sonata con le tre parti: Esposizione - Sviluppo - Ripresa con Coda finale.. Alcuni commentatori, in riferimento alla struttura formale, propongono più semplicemente una forma tripartita senza riferimenti alla forma-sonata. Non si può comunque negare l'impronta più lirica. che drammatica, tipica quest'ultima della forma-sonata, di questo primo tempo dove le due idee (primo e secondo tema) "sono così connaturate che è impossibile scinderle".. Non più una contrapposizione tra i vari temi bensì "un dialogo, una frase che risponde ad un'altra, oppure una unica voce che ripete qualcosa con un'inflessione leggermente diversa".. Se manteniamo l'idea della classica "forma-sonata", in questa sonata, tale forma va vista come una logica ed evoluta derivazione: prima parte (esposizione), dove i vari temi sono connaturati, strettamente derivati uno dall'altro; seconda parte (sviluppo), privo di virtuosismo sia esecutivo che compositivo, teso a raggiungere la massima sensibilità espressiva musicale; terza parte (ripresa/finale) che riprendendo lo spirito iniziale chiude la composizione dando la sensazione di un ulteriore sviluppo.
Esposizione LEsposizione occupa le prime 35 misure, in esse si individua il primo tema, un secondo gruppo tematico e una codetta. Il tema principale è sviluppato su tre semifrasi da misura 1 a misura 6: una prima semifrase ascendente (misure 1 - 2); una seconda semifrase in discendente (misure 3 - 4); e la ripetizione della prima semifrase (misure 5 - 6). Si nota subito il carattere discorsivo di questo tema, sembra "di cogliere un avvenimento musicale già in corso". e la terza frase sembra proprio ripetere la prima "con un'inflessione leggermente diversa". Da un punto di vista armonico il tema non inizia alla tonica (la maggiore) ma alla dominante: la prima semifrase inizia e termina in mi maggiore (da notare anche il basso "fermo" sul mi sia nella prima che nell'ultima semifrase). Un'altra ambiguità armonica è data dalla presenza della tonalità relativa minore (fa diesis minore): si trova sia all'inizio della seconda semifrase che alla conclusione del tema principale. [batt. 1-6]
Una codetta di due misure (battute 7 - 8) introduce direttamente il secondo gruppo tematico. In questo movimento il secondo tema non è ben definito; in effetti dal primo tema si sviluppa una "ininterrotta linea melodica". fino alla codetta dell'esposizione e i vari temi secondari "posseggono un'identità semindipendente". Secondo i vari commentatori il secondo tema potrebbe iniziare a misura 9, oppure a misura 12, oppure a misura 16 o anche a misura 23.[batt. 9-25]
Volendo individuare precisamente il secondo tema, la melodia a battuta 16 sembra la più "aderente a tutta la linea melodica precedente", infatti è "tenera senza sentimentalismi ... carezzevole senza sensualità ... interroga senza attendere risposta".; mentre in realtà l'ultimo motivo (quello a misura 23) è più che altro una cadenza per introdurre le ultime otto misure conclusive (codetta dell'esposizione) caratterizzate da accordi sincopati sul terzo e sul sesto tempo di 6/8 (le figure sincopate sono tipiche dello stile del terzo periodo beethoveniano) già presenti a battuta 23, e per questo il tema conclusivo si distacca dal fluire discorsivo precedente. L'accordo di dominante (mi maggiore) in chiusura di questo tema, conferma definitivamente la tonalità d'impianto (la maggiore). [batt. 23-34]
Sviluppo Lo Sviluppo è racchiuso in una ventina di misure (da misura 35 a misura 54) e si presenta "ricco di misteriose e indefinibili risonanze romantiche". Da un punto di vista formale lo sviluppo inizia riprendendo il tema principale (al basso) mentre la mano destra prosegue con le figure sincopate della coda dell'esposizione. Questa figurazione presentata due volte, la prima (a misura 35) nell'ambito della dominante (mi maggiore), la seconda volta un semitono sopra, consegue in una mirabile espressione lirica (Alfredo Casella nella sua revisione critica dell'opera a questo punto sulla partitura aggiunge: "ridestandosi"). Da un punto di vista armonico la tonalità relativa minore (fa diesis minore), che normalmente giunge verso la fine dello sviluppo, qui compare prima a battuta 40. In effetti l'innalzamento di un semitono a misura 38 serve per impostare l'accordo di do diesis maggiore settima/quinta diminuita, dominante della tonalità relativa minore. [batt. 35-42]
Il ritmo sincopato che domina per tre quarti lo sviluppo raggiunge la massima espressività a misura 48 quando le note legate vengono sostituite con degli sforzando sui tempi deboli. Segue una fase modulante (necessaria per il rientro della tonalità di base): a misura 52 il ritmo si ferma su una corona su un accordo di sol diesis maggiore settima, "visto" come un accordo di settima di dominante di do diesis minore, ossia il quinto grado (sol #) del terzo grado (do #) che viene raggiunto una misura dopo. "A questo punto la dominante principale, il mi maggiore, è solamente a un passo".
Ripresa Il ritorno (Ripresa - da misura 55) al tema principale (e quindi alla tonalità d'impianto) avviene passando attraverso la tonica minore (la minore). Rispetto all'esposizione la melodia è suonata una ottava sopra, mentre il basso dialoga in modo antifonale disegnando una linea melodica che dal mi basso sale fino al mi centrale (battute 56 -58). Il vero ritorno del tema si ha a misura 58 nella tonalità di base (la maggiore) ma sempre una ottava sopra. In realtà si tratta di una ricapitolazione abbreviata in quanto mancano le battute dalla terza alla settima misura e si passa quindi direttamente alla codetta del tema..
La riesposizione dell'area dei temi secondari è regolare (senza abbreviazioni) ed è fatta una quarta sopra per rispettare la regola secondo la quale nella ripresa tutti i temi devono rientrare nella tonica. La codetta (misure 72 -76) dell'area dei secondi temi, esposta alla tonica (nell'esposizione era alla dominante), prepara la coda finale. Come nell'esposizione, questa inizia con una serie di accordi sincopati "portati ad un culmine fortissimo con una scrittura densa di accordi di nona" ai quali segue il ritorno della più pacata modalità lirica (episodio conclusivo). Otto misure prima della fine una cadenza dominate-tonica su accordi sincopati prepara un lungo ritardando di cinque misure che porta le due mani dal centro della tastiera ai suoi estremi.
Schema riassuntivo ParteSezioneSottosezioneGradoTonalitàBattute:da-aEsposizione Tema principale Prima semifraseV (dominante)mi magg.1 – 2 Seconda semifraseVI (relativa minore)fa diesis minore 2 - 4 Terza semifraseV (dominante) => VI (relativa minore)mi magg. => fa diesis minore4 - 6 Codetta del tema VI (relativa minore)fa diesis minore7 - 8 Secondo gruppo tematico Primo tema secondario(area della dominante/relativa minore) 9 - 11 Secondo tema secondario(area della dominante/relativa minore) 11 - 16 Terzo tema secondario(area della dominante/relativa minore) 16 - 20 Codetta del gruppoV (dominante)mi magg.20 - 24 Coda dell’Esposizione V (dominante)mi magg.24 - 35 SviluppoSviluppo del tema VI (relativa minore)fa diesis minore35 - 54Ricapitolazione Tema principale Falsa ripresaI (tonica minore)la minore55 - 57 Prima semifraseI (tonica)la magg.58 - 59 Codetta del tema V (dominante)mi magg.59 - 60 Secondo gruppo tematico Primo tema secondario 61 - 62 Secondo tema secondario 63 - 68 Terzo tema secondario => I (tonica) => la magg. 68 - 72 Codetta del gruppoI (tonica) la magg.72 - 76 Coda finale Accordi sincopati I (tonica)la magg.76 - 88 Episodio lirico conclusivo I (tonica)la magg.88 - 95 Cadenza finale V (dominante) - I (tonica)mi magg. - la magg.95 - 102
Analisi del Secondo movimento Il Secondo movimento della sonata ha come metro quattro quarti nella tonalità di base di fa maggiore. L'indicazione agogica (o tempo) indicata è “Vivace alla Marcia”. La struttura formale è quella ternaria di una "marcia con trio".
Marcia Il cambio di tonalità tra il primo e il secondo movimento (da la maggiore a fa maggiore - tonalità sul sesto grado abbassato) è abbastanza tipico in Beethoven e "denota sempre un drammatico mutamento di stati d'animo" accentuato ancor di più dal contrasto ritmico tra i due movimenti: il fluttuante 6/8 e quello guerriero ed eroico della marcia. Il tema della marcia si presenta su otto misure ripetute: la prima volta dalla tonica (fa maggiore) alla tonica (passando per la dominante - do maggiore settima); la seconda volta dalla tonica alla dominante (do maggiore). [batt. 1-10]
Seguono tre battute di chiusura (codetta del tema) che ripropongono alla tonica la cadenza sulla dominante (di misura 10). L'ultima di queste tre misure (battuta 13) si chiude su un la (terzo grado) non armonizzato. Il la è la dominante del relativo minore di fa maggiore: re minore; ed è in questo ambiente armonico che si muove lo sviluppo della marcia per raggiungere a misura 27 la tonica minore (fa minore); "procedimento standard per preparare in maniera consueta il ritorno del primo periodo nella tonica maggiore".. Lo sviluppo della marcia è impostato su procedimenti imitativi come il canone a due voci nella parte iniziale... [batt. 14-16]