Professionista in NBA dal 1996 al 2015, ha vinto per due volte consecutive (2004-2005 e 2005-2006) il premio come MVP della stagione: oltre ad essere uno dei soli undici giocatori ad essere riuscito nella doppietta, è stato il primo bianco a vincere dai tempi di Larry Bird nonché il primo non statunitense (eccezion fatta per il naturalizzato Hakeem Olajuwon).

Nel 2018 è stato introdotto nella Naismith Memorial Basketball Hall of Fame.

È considerato uno dei migliori assistman di tutti i tempi.

Biografia Nash è nato a Johannesburg, in Sudafrica, da madre gallese e padre inglese, il 7 febbraio 1974. La sua famiglia si trasferì a Regina, Saskatchewan, quando aveva 18 mesi perché i suoi genitori rifiutarono le restrizioni imposte dall'Apartheid, prima di stabilirsi a Victoria, British Columbia. Ha giocato a hockey su ghiaccio e calcio e non ha cominciato a giocare a basket fino all'età di 12 o 13 anni. In terza media, tuttavia, ha detto a sua madre che un giorno avrebbe giocato nella NBA e sarebbe diventato una star.

Fratello maggiore dell'ex calciatore Martin Nash, dal 2005 al 2011 è stato sposato con Alejandra Amarilla, conosciuta nel 2001 e da cui ha avuto 2 gemelle Lola e Bella il 14 ottobre 2004, e un altro figlio di nome Matteo il 12 novembre 2010. Il giorno dopo la nascita di quest'ultimo ha annunciato che avrebbe divorziato.

Nel marzo 2016 viene reso noto il suo fidanzamento con Lilla Frederick, che ha sposato 6 mesi più tardi. Nel luglio 2017 la coppia ha avuto un figlio di nome Luca Sun.

È il padrino del cestista RJ Barrett.

Caratteristiche tecniche Ottimo tiratore, è uno dei 9 cestisti NBA facenti parte del club dei 50-40-90, costituito da quei giocatori che, in una o più stagioni, hanno raggiunto il 50% dal campo, il 40% da tre e il 90% ai tiri liberi. Era dotato di una grande visione di gioco che gli ha consentito di fornire molti assist ai compagni tanto da raggiungere il quinto posto nella classifica per numero di assist serviti in carriera (10.335).

Carriera (giocatore)

NBA

Phoenix Suns (1996-1998) Dopo aver conseguito la laurea in sociologia e psicologia, viene selezionato al primo turno nel Draft NBA 1996 dai Phoenix Suns con la 15ª scelta assoluta. La sua scelta fu molto contestata dai fan, che si lamentavano del fatto che la squadra avesse scelto un giocatore semisconosciuto. Questo perché, nonostante le ottime prestazioni, Nash non giocava in una Conference importante. Durante le sue prime due stagioni ha giocato come riserva prima di Kevin Johnson e Sam Cassell e poi di Jason Kidd. Sia Johnson che Cassell avevano già avuto esperienze nelle NBA Finals mentre Kidd era stato la seconda scelta del Draft NBA 1994 ed era già un'All-Star al momento del suo arrivo a Phoenix.

Durante la sua prima stagione gioca in media solo 10,5 minuti a partita, ma durante la sua seconda stagione il suo minutaggio aumenta e riesce a classificarsi 13º per percentuale nel tiro da tre punti. Tuttavia la sua permanenza con i Suns non continua. Durante gli anni a Santa Clara aveva conosciuto e fatto amicizia con Donnie Nelson, assistente allenatore dei Dallas Mavericks, che a quel tempo era nello staff dei Golden State Warriors. Passato ai Mavericks Nelson riesce a convincere suo padre, Don Nelson, allora allenatore e general manager dei Mavs, a portare a Dallas il sottoutilizzato Nash. Dopo il Draft NBA 1998 viene ceduto ai Mavericks in cambio di Martin Müürsepp, Bubba Wells, dei diritti su Pat Garrity e su una futura scelta al Draft (che sarebbe poi stato Shawn Marion, futuro compagno di squadra di Nash nei Suns).

Dallas Mavericks (1998-2004) È con i Mavericks che Nash si afferma come un formidabile playmaker. Durante la sua prima stagione con la squadra texana (iniziata in ritardo a causa del lockout 1998) gioca da titolare 40 partite con una media di 7,9 punti, 2,9 rimbalzi e 5,5 assist a partita. Con un record di 19-31 i Mavericks fallirono l'accesso ai play-off ma per la stagione 1999-2000 la prospettive della squadra erano notevolmente migliorate. Durante la stagione perde 25 partite a causa di un infortunio alla caviglia ma, ritornato in campo, segna 6 doppie doppie nell'ultimo mese di stagione regolare. Conclude la stagione con 8,6 punti e 4,9 assist di media. Molto importante per la squadra fu il contributo del compagno e amico di Nash Dirk Nowitzki, che diventa rapidamente un top player, del veterano Michael Finley, che aveva disputato un'annata da All-Star, e del nuovo proprietario della squadra, l'imprenditore Mark Cuban, che aveva portato nuove energie e motivazioni alla franchigia. Nash si ritrova quindi intorno un ottimo ambiente nel quale prosperare.

Nella stagione 2000-01 Nash totalizza 15,6 punti e 7,3 assist di media. Con Nash a dirigere l'azione, Nowitzki e Finley danno il loro meglio, e, con l'ingaggio dell'All-Star Juwan Howard, la squadra viene completata. I Mavericks conquistano l'accesso ai Playoff per la prima volta in più di 10 anni. I Mavericks vengono poi eliminati nelle semifinali di Western Conference dai San Antonio Spurs per 4-1, ma quello era l'inizio di un'era memorabile per Nash e i Mavericks. Nella stagione 2001-02 Nash, con un career-high di 17,9 punti e 7,7 assist a partita, si guadagna un posto per l'All-Star Game e nell'All-NBA Third Team. Diventato un All-Star, appare in numerosi spot televisivi ed è uno dei "Big Three" dei Mavericks con Nowitzki e Finley; durante questa stagione i Mavericks si qualificano nuovamente per i play-off venendo eliminati in semifinale dai Sacramento Kings per 4-1.

Nella stagione 2002-03 si ripete, con una media di 17,7 punti e 7,3 assist a partita e si riguadagna All-Star Game e All-NBA Third Team. Nash e Nowitzki guidano la squadra a una striscia di 14 partite vinte consecutivamente a inizio stagione e la portano fino alle finali di Western Conference, dove vengono eliminati per 4-2 dai San Antonio Spurs, futuri campioni NBA. È la seconda apparizione alle finali di Western Conference nella storia della franchigia. La stagione 2003-04 vede una massiccia opera di rafforzamento da parte dei Mavericks con le acquisizioni di Antoine Walker e Antawn Jamison ma anche un calo di prestazione da parte di Nash. Di conseguenza non viene selezionato per All-Star Game e nell'All-NBA Team nonostante avesse raggiunto i massimi in carriera in termini di assist (8,8) e precisione nei tiri liberi (91,6%). Nei play-off i Mavericks (acceduti ai playoff come quinta testa di serie ad ovest) vengono nuovamente eliminati dai Sacramento Kings per 4-1.

Phoenix Suns (2004-2012)

Al termine della stagione 2003-04 Nash, diventato free agent, tenta di discutere con Cuban (che pagava già complessivamente quasi 50 milioni di dollari per gli stipendi di Walker, Nowitzki, Finley e Jamison). Cuban, deciso a costruire la squadra intorno al giovane Nowitzki, e, non volendo rischiare facendo firmare a un trentenne un contratto a lungo termine, offre a Nash un quadriennale con opzione per il quinto a circa 9 milioni di dollari l'anno. Contemporaneamente i Suns decidono di offrire un contratto di sei anni a 63 milioni di dollari. Nash, riluttante a lasciare i Mavericks, decide allora di tornare da Cuban per ricevere un pareggiamento dell'offerta, al quale Cuban non acconsente; Nash si trasferisce allora ai Suns per la stagione 2004-05. Con i Suns Nash vincerà due premi MVP e il 14 luglio 2006 al The Late Show with David Letterman Cuban dichiara: "...sapete che Steve è un bravo ragazzo e io lo amo da morire, ma perché non poteva giocare da MVP per noi?".Nash approda in una squadra composta da molte giovani promesse come Shawn Marion, Joe Johnson e Amar'e Stoudemire. La stagione prima dell'arrivo di Nash i Suns avevano chiuso con un record di 29-53 ed erano destinati a disputare un'altra stagione deludente. L'allenatore Mike D'Antoni prediligeva un gioco molto veloce, e questo richiedeva giocatori piccoli e agili. La familiarità di Nash con questo tipo di gioco e l'atleticità dei suoi compagni porta i Suns a un record di 62-20 (il migliore della stagione) e una media di 110,4 punti a partita, la più alta negli ultimi 10 anni. Artefice di questa trasformazione, Nash colleziona 11,5 assist a partita tirando con il 50,2% dal campo e con il 43,1% da tre in stagione regolare. Riesce a strappare il titolo di MVP a Shaquille O'Neal diventando il primo canadese e il terzo playmaker dopo Magic Johnson e Bob Cousy. Durante i play-off i Suns sconfiggono prima i Memphis Grizzlies per 4-0 e poi i Dallas Mavericks per 4-2. Arrivati alle finali di Western Conference (dalle quali mancavano dal 1993) i Suns vengono però sconfitti dai San Antonio Spurs, arcirivali e futuri campioni NBA, per 4-1.

La stagione seguente Stoudemire subisce un grave infortunio al ginocchio mentre Johnson e Quentin Richardson vengono ceduti. I Suns sanno di non poter ripetere i risultati della stagione precedente ma, grazie a Nash, riescono comunque a vincere la Pacific Division con un rispettabile record di 54-28. I Suns sono ancora la squadra con la media punti più alta con addirittura sette giocatori con una media punti superiore a 10 e Nash viene votato per la prima volta titolare negli All-Star Western Conference. Con un career-high di punti (18,8), rimbalzi (4,2) percentuale dal campo (51,2), percentuale nei tiri liberi (leader della lega con 91,2) e assist (10,5), Nash viene eletto per la seconda volta MVP. Durante il primo turno dei Playoff i Suns, dopo essere stati in svantaggio per 3-1 contro i Los Angeles Lakers, riescono a vincere 4-3. Alle semifinali di Western Conference, contro i Los Angeles Clippers, vincono ancora 4-3. Vengono nuovamente eliminati alle finali di Western Conference dalla ex squadra di Nash, i Dallas Mavericks.

Durante la stagione 2006-2007 Nash disputa un'altra ottima annata, con 18,6 punti e un career-high di 11,6 assist a partita, diventando così il primo dopo Magic Johnson nel 1990-91 a totalizzare 18 punti e 11 assist nella stagione regolare. Nash è il più votato per l'All-NBA First Team, in cui viene inserito insieme a Stoudemire; per la prima volta dopo l'inserimento di Kobe Bryant e Shaquille O'Neal nel 2003-2004 due compagni di squadra vengono inseriti nell'All-NBA First Team. Nash ricevette 129 voti (primo posto) e 645 punti dai 129 giornalisti. Ha sfiorato il terzo MVP consecutivo classificandosi secondo con 44 voti contro gli 83 di Dirk Nowitzki. Durante i Playoff i Suns eliminano i Los Angeles Lakers 4-1 venendo poi eliminati dagli Spurs 4-2.

Durante la stagione 2007-08 Nash gioca 81 partite in stagione regolare; durante questa stagione la Western Conference è particolarmente competitiva e i Suns si qualificano sesti con 55 vittorie per i play-off. Nonostante un calo di rendimenti in stagione regolare, la precisione di Nash rimane acuta, ripetendo quella del titolo MVP 2005-2006 (almeno il 50% nei tiri dal campo, il 40% nei tiri da tre e il 90% nei tiri liberi). Il 31 gennaio 2008 viene convocato per l'All-Star Game per la sesta volta in carriera. Nonostante questo, Nash continua a ottenere insuccessi nei play-off. Nonostante la cessione di Marion ai Miami Heat in cambio del quattro volte campione NBA Shaquille O'Neal, i Suns vengono sconfitti al primo turno dagli Spurs per la terza volta in quattro anni. Durante gara-5, decisiva per la serie, Nash viene accusato di soffrire di "ansia da eliminazione" perdendo la palla due volte negli ultimi due minuti. Nonostante questo viene inserito nell'All-NBA Second Team.