La chiesa di San Francesco si trova a Ferrara, all'angolo tra via Terranuova e via Savonarola. Venne elevata alla dignità di basilica minore nel dicembre 1956 da papa Pio XII.
Storia
Fu eretta nel 1494 su un edificio francescano utilizzato fino all'inizio del XV secolo come mausoleo della casata degli Este, prima che Niccolò III d'Este decidesse la costruzione della chiesa di Santa Maria degli Angeli.
Nella chiesa trovarono sepoltura diversi membri della casata estense:.. Obizzo II d'Este (1247-1293), signore di Ferrara Alisa d'Este (?-1329), figlia di Aldobrandino II d'Este. Beatrice d'Este (1268-1334), figlia di Obizzo II d'Este e moglie di Galeazzo I Visconti Obizzo III d'Este (1294-1352), signore di Ferrara Ugo II d'Este (1344-1370), figlio di Obizzo III d'Este Parisina Malatesta (1404-1425), seconda moglie di Niccolò III d'Este Niccolò d'Este (1438-1476), figlio di Leonello d'Este
A seguito del terremoto dell'Emilia del 2012 l'interno, ad eccezione di un transetto e di una cappellina adiacente, è stato a lungo inagibile e chiuso al pubblico. Al termine dei lavori di restauro, protrattasi per alcuni anni, la chiesa è stata riaperta al culto.
Descrizione Esterno Il progetto è tra le migliori realizzazioni di Biagio Rossetti. La facciata e il corpo basilicale in laterizio presentano linee tipicamente rinascimentali, con le volute, ispirate a Leon Battista Alberti, e le lesene in marmo che spiccano sul cotto delle pareti.
Interno
L'interno a tre navate ha una pianta a croce latina e otto cappelle per lato.
Nella prima cappella di sinistra è notevole l'affresco della Cattura di Cristo con ai lati due profeti monocromi realizzato nel 1525 da Garofalo. Nella stessa cappella l'altare presenta un'ancona in terracotta con Cristo nel Getsemani di Cristoforo Borgognoni e del milanese Battista Rizzi. Nella parete dell'altare si trovano i ritratti dei due committenti, Fracesco Massa da Argenta e la moglie, sempre affrescati da Garofalo. Giovanni Sassu, Le chiese di Ferrara. Storia arte e fede, p.32 La cappella non è visibile in quanto sono in corso importanti lavori di restauro.
Nel transetto sinistro si conserva un prezioso sarcofago di provenienza ravennate risalente al V secolo poi reimpiegato dalla famiglia degli Ariosti che ha fatto imprimere le proprie imprese araldiche alla base dello stesso. Sul fronte del sarcofago, al centro, troviamo raffigurato Cristo benedicente con in mano un libro aperto e ai lati sei apostoli inseriti all'interno di nicchie a forma di conchiglia, separate da colonne.
Nel transetto destro si trova l'imponente mausoleo realizzato nel 1671 per il marchese e generale ferrarese Ghiron Francesco Villa.. Costruito in stile barocco il marchese è raffigurato inginocchiato in preghiera al centro del mausoleo ed è ornato da bassorilievi che ricordano le sue imprese come generale.
In questo stesso transetto sono state collocate due opere provenienti dal refettorio del convento. Si tratta di Mosè fa scaturire l'acqua dalla roccia del monte Oreb e le Nozze di Cana entrambe del pittore di origine fiamminga Jan van Beyghem noto anche con il nome di Giovanni Vangembes. Dello stesso autore nella cappella di Sant'Antonio da Padova, l'ottava sulla destra troviamo, forse il suo dipinto più celebre: Il miracolo della mula.F. Veratelli, Jan van Beyghem. Un caravaggesco tra le Fiandre, Roma e l'Emilia, 2020, pp. 83-89 e 94-97
Il trittico dietro l'altare maggiore raffigura la Resurrezione, Ascensione e Deposizione di Domenico Mona (1580-1583).
Note
Bibliografia
Voci correlate Luoghi di sepoltura degli Estensi Lippa Ariosti
Altri progetti
Collegamenti esterni
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