La cattedrale metropolitana di San Giustino è la chiesa principale dell'Arcidiocesi di Chieti-Vasto, nel comune di Chieti, in Abruzzo.

Si affaccia sulla piazza con denominazione omonima, piazza San Giustino, ed è Monumento nazionale dal 1902.

Storia Origini sopra il tempio di Ercole Alcuni storici vogliono che la chiesa fosse stata edificata intorno al V secolo d.C., quando il vescovo San Giustino venne a Chieti ad evangelizzare il popolo pagano, facendo in modo di costruire la prima chiesa; da alcune tracce di pavimento smaltato, forse appartenente a una villa della piazza, si è supposta l'antichità così remota della chiesa cattedraleG. Obletter, Frammenti teatini. I tempi del massimo splendore, Palmerio, Guardiadrele (Ch) 1976..

Nel VI secolo d.C. il Colle San Gallo, ossia la piazza della cattedrale, fu l'area scelta dal vescovo Donato per la costruzione della nuova Basilica di Santa Maria Maggiore, la prima realizzazione ufficiale. Dagli studi archeologici presso le fondamenta del Duomo attuale, si è scoperto che Donato avrebbe fatto realizzare la basilica seguendo il modello della basilica civile romana, a navata centrale ed a pianta rettangolare, con due navatelle laterali, poi nell'XI secolo fu scelto, come ricorda lo storico Gavini, l'impianto benedettino a croce latina; terminante con abside semicircolare. L'edificio era preceduto da un cortile quadriportico, esistente sino al XVII secolo, sulla facciata si aprivano una serie di arcate con i portoni di ingresso. Infine sotto il presbiterio c'era la cripta, usata per venerare il corpo di San Giustino, primo vescovo di Chieti, ricavata da una cisterna romana. L'arrivo dell'orda visigota nel V secolo provocò distruzioni, con l'arrivo di Teodorico nel 489 in Italia le sorti di Teate migliorarono, e si beneficiò del nuovo sistema politico ostrogoto, la Cattedrale continuò a prosperare, mentre la città veniva dotata di uno "xenodochium" per ospitare gli stranieri, con cappella dedicata a Sant'Agata, detta ancora oggi "dei Goti", situata nel quartiere Trivigliano, prima parrocchia di questo agglomerato urbano, oggi noto come Porta Pescara o Porta Santa Maria.

L'edificio di San Tommaso, dell'epoca dei Conti Teatini Durante la guerra del Papa contro il ducato di Benevento, dalla Francia venne chiamato il sovrano Carlo Magno, il quale spedì i suoi luogotenenti nelle città principali del ducato, tra cui Chieti, che venne saccheggiata e bruciata nell'801 da Pipino d'Italia, nonostante le proteste del Conte Astolfo. La città verrà ricostruita, ma aggregata al neonato ducato di Spoleto dei Franchi. A causa del grave incendio, è difficile ricostruite le vicende della città dalla tarda epoca romana in poi, poiché i documenti della diocesi furono andati dispersi o distrutti. A Chieti venne istituita una marca che venne affidata al controllo del Conte Aldo, mentre la diocesi era sotto il vescovado di Tedorico I suo fratello, il quale si adoperò, nell'840 a ricostruire la cattedrale, che fu consacrata col sinodo del 7 maggio 842 a San Tommaso apostolo. Nei secoli XI-XII si intraprese la costruzione di un nuovo edificio, forse in seguito a un terremoto, della quale si conserva fino ad oggi la cripta e la base in pietra del campanile.

Il nuovo edificio doveva avere l'orientamento odierno e sembra dovesse assomigliare al cenobio benedettino dell'abbazia di San Clemente a Casauria, fu riconsacrata solennemente dal vescovo Attone I il 5 novembre del 1069 e dedicata a San Giustino.

Nel 1097 Papa Urbano II predica nella chiesa cattedrale la Prima Crociata per la riconquista di GerusalemmeR. Bigi, Chieti. Passato, presente e futuro, Carabba, Lanciano 2012, p. 66.

Dal Medioevo al Settecento

Nel corso del secolo XIV ricevette l'aspetto generale che sostanzialmente conserva ancor oggi e che la apparenta alle cattedrali di Sulmona, di Corfinio e all'abbazia di San Giovanni in Venere. Inoltre dal 1335 si elevò il poderoso campanile, al quale nel 1498, Antonio da Lodi aggiungerà l'ultimo piano e il coronamento a cuspide. Era l'architetto che realizzò anche le torri campanarie del duomo di Atri, del duomo di Teramo, delle chiese di Sant'Agostino sia a Penne, che ad Atri, e della collegiata di Città Sant'Angelo. A causa dei rifacimenti successivi, e soprattutto in stile pseudo gotico, quanto ai restauri degli anni '20, il campanile è l'unica opera originale della chiesa medievale.

Nel corso dei secoli successivi, per tutto il '400 e '500, i vescovi contribuirono all'arricchimento e alla decorazione del Duomo, tanto più dal 1º giugno 1526Questa è la data riportata dalla bolla pubblicata nel Bullarum diplomatum et privilegiorum sanctorum Romanorum pontificum Taurinensis editio. L'Annuario Pontificio ha la data del 1º luglio., quando, su richiesta di Monsignor Felice Trofino, con la bolla Super universas di papa Clemente VII, Chieti fu elevata al rango di arcidiocesi e sede metropolitana.

L'edificio comincia ad assumere le fattezze odierne a cavallo del Seicento, quando l'arcivescovo-conte di Chieti, Matteo Seminiato, procede ad una prima grande ristrutturazione della cripta dotandola di fastosi stucchiR. Bigi, op. cit., p.p. 67-68 e man mano si venne a creare quella volntà di rimodernizzare l'edificio in stile barocco allora in auge.

Nonostante le varie opposizioni della Municipalità, tanto che si ricorse anche al giudizio della Corte Suprema di Napoli, l'occasione si presentò con i rovinosi terremoto dell'Aquila del 1703 e il Terremoto della Maiella del 1706. In particolare crollò la cuspide ottagonale del campanile, e si minò alla stabilità dell'edificio. Così dal 1765 l'arcivescovo Francesco Brancia riuscì a portare a termine i lavori di un rifacimento radicale di tutto il complesso nell'arco di appena quattro anni. Tutte le parti dell'edificio, tranne il campanile e la planimetria, furono toccate, trasformando il tempio in quello stile classicista-tardo barocco che ne contraddistingue ancor'oggi l'interno. Lavori di ammodernamento si susseguirono fino all'arcivescovado di Luigi Ruffo Scilla (1881), il quale mise mano all'epicopio e rinnovò la cappella del Santissimo Sacramento.

Restauri del Novecento

In fotografie storiche si vede come l'esterno della cattedrale, nel lato piazza, fosse incompiuto; dalle memorie di Cesare de Laurentiis, sindaco e storico di Chieti, si ha menzione di una cappella dell'Annunziata, collegata al vecchio palazzo del Capitano, poi abbattuto, sopra cui verrà realizzato il Palazzo di Giustizia, e in parte collegata alla torre campanaria; la cappella fu demolita nel 1911. Furono scoperte delle pitture trecentesche raffiguranti la vita di Santa Caterina martireF. Verlengia, Affreschi trecenteschi rinvenuti nella cattedrale di Chieti in F. Verlengia,Scritti (1910-1966), Rivista abruzzese, 2007.

Tra gli anni 1920 e 1936, viene progettata e realizzata da Guido Cirilli la sistemazione che rivoluziona la facciata e il fianco destro dell'edificio. Il fronte, nascosto dal massiccio campanile, venne rifatto, su modello delle chiese aquilane, con coronamento orizzontale e aperto da un rosone neo-romanico. Il fianco meridionale della cattedrale, quello che fa da sfondo alla piazza, fu ridisegnato in forme medievali ispirate in parte ai pochi elementi superstiti della decorazione originaria nella zona absidale, e in parte ad esempi romanici della zona adriatica meridionale. Viene eliminato l'ingresso laterale (originariamente corredato da una scalinata e da un portico), disegnato un nuovo portale, sempre tangente all'ingresso vero e proprio, una nuova facciata per il transetto, con una grande ghimberga ispirata probabilmente a quella della facciata del duomo di Teramo, mentre chiesa e campanile venivano inglobati in una zoccolatura marmorea e veniva riedificata la cuspide campanaria caduta nel 1703 a causa del terremoto aquilano.

Negli anni settanta, la politica di “ripristino” allora perseguita dalla sopraintendenza regionale di L'Aquila con a capo Mario Moretti, distrugge le decorazioni barocche della cripta, riportando alla luce il sottostante “strato” medievale di mattoni a vista e solo poche tracce di affreschiM. Moretti, Restauro d'Abruzzo (1968-1972), L'Aquila, ad vocem. Nel 2005 la base del campanile viene adornata con la statua di San Giustino, opera di Luciano Primavera, e vengono eseguiti lavori di ripulitura dell'esterno.

Descrizione Esterno e facciata

L'esterno è il frutto del rimaneggiamento neogotico degli anni '20 e '30 su progetto di Guido Cirilli. Originalmente aveva una facciata secondaria presso il campanile, e il lato del transetto aveva un finestrone, oggi inglobato nel rosone a raggi. L'impianto conserva l'antica medievale impostazione a croce latina coi bracci del transetto sporgenti e cupola presso il transetto. Come ha rilevato lo storico Ignazio Gavini, presso l'abside semicircolare si vede una seconda abside asimmetrica con tre tribune, facenti parte della cripta, l'elemento più antico della cattedrale normannaGavini, op. cit. I, 1927, pp. 81-82.

Prima dei restauri, esisteva la cappella dell'Annunziata, demolita nel 1911, e un porticato laterale esistente sino al XVII sec, come dimostrano dei disegni, poi demolito, che abbelliva il fianco e dove si stilavano gli atti notarili. Il portale maggiore era incompiuto ed era affiancato da due nicchie, sul lato del transetto e dell'ingresso alla cripta vi era un finestrone, nascosto oggi dal rosone.

L'esterno mostra verso piazza San Giustino un ingresso monumentale, con scalinata che termina presso un portale neogotico strombato con colonne a spina di pesce e gli stemmi dell'Arcidiocesi. Nella lunetta un mosaico, opera di Biagio Biagetti, ritrae Cristo risorto tra San Giustino e San Tommaso, cui originalmente era intitolata la cattedrale.

Il fianco della chiesa è aperto da tre monofore gotiche ed è coronato da portico-loggia neogotico poggiante su una cornice di archetti pensili. Il portico inizia da una piccola torre campanaria angola e termina presso il transetto. Quest'ultimo presenta un rosone, alla è aperto da due porte gemelle di stile romanico che dà accesso alla cripta. Fiancheggiano le porte due statue barocche di santi dell'ordine domenicano, provenienti dalla facciata della demolita chiesa di San Domenico al Corso.

Il campanile

Il campanile attuale risale all'XI secolo per quanto concerne la base in pietra, al 1335 i due livelli successivi (una lapide reca l'iscrizione dell'architetto che lo realizzò: BARTOLOMEO IACOBIIl Gavini, in Storia dell’Architettura in Abruzzo, Milano 1927, rist. Costantini Editore, Pescara 1980, vol. II, p. 322, nota 11, solleva: due motivi per ritenere che Iacopo fosse soltanto l’assuntore delle murature: anzitutto il nome privo del titolo di maestro e poi il fatto che l’iscrizione si trova all’interno della muraglia, come solevano in genere i costruttori, invece che all’esterno). La cella campanaria e il coronamento a tamburo ottagonale con cuspide vennero realizzati da Antonio da Lodi nel 1498.

Il terremoto della Maiella del 1706 provocò il crollo della cuspide, la quale rimase in quello stato per due secoli. Infatti venne ricostruita in stile dall'architetto Guido Cirilli sono negli anni 1930 per volere del Monsignor Giuseppe VenturiF. Verlengia, La chiesa cattedrale di Chieti, Chieti, Officine Grafiche V. Bonanni, 1936-XIV.

Interno