Dopo l'interpretazione di Jordan Catalano nella serie televisiva My So-Called Life e aver esordito al cinema principalmente in ruoli di supporto, ottiene il plauso della critica in seguito all'interpretazione di Harry Goldfarb in Requiem for a Dream di Darren Aronofsky. Collabora con il regista David Fincher in Fight Club e Panic Room e ottiene ulteriori riconoscimenti per la sua recitazione in American Psycho, Lord of War, Lonely Hearts, Chapter 27 - L'assassinio di John Lennon, Alexander e Mr. Nobody. Leto è noto per la sua versatilità come attore, compresa anche l'abilità di parlare con i diversi accenti della lingua inglese e dell'americano, e la disponibilità a perdere o acquisire peso, generalmente per impersonare al meglio il personaggio interpretato. L'attore è anche noto per essere selettivo riguardo ai ruoli da interpretare. Nel 2014, per l'interpretazione della donna transessuale Rayon nel film Dallas Buyers Club, riceve il Golden Globe, lo Screen Actors Guild Award, il Critics Choice Award e l'Oscar al miglior attore non protagonista. Nel 2016 interpreta il supercriminale Joker nel film DC Comics campione d'incassi Suicide Squad.

Oltre alla sua carriera cinematografica, Leto è il cantante, polistrumentista e compositore principale dei Thirty Seconds to Mars. Fondò il gruppo nel 1998 a Los Angeles con suo fratello Shannon, e l'omonimo album di esordio venne pubblicato nel 2002. Il secondo album del gruppo, A Beautiful Lie, ebbe un grande successo commerciale nel mondo, diventando disco di platino in diverse nazioni. This Is War, il terzo album, arrivò nel 2009 e ricevette ottime recensioni. Nel 2013, con il gruppo, ha inciso il suo quarto album Love, Lust, Faith and Dreams. Leto ha inoltre diretto diversi video musicali, inclusi The Kill, Kings and Queens e Up in the Air, vincitori agli MTV Video Music Awards, e il documentario Artifact, premiato al Toronto International Film Festival del 2012.

Biografia

Jared Leto nasce a Bossier City, in Louisiana, il 26 dicembre 1971. Il divorzio dei genitori durante la sua prima infanzia portò il giovane Leto a viaggiare molto con la sua famiglia – la madre Constance Leto, il fratello maggiore Shannon Leto (attore, fotografo e musicista) e suo nonno materno – dalla nativa Louisiana in diverse città in Colorado, Virginia, Wyoming e Haiti. Il nonno di Leto faceva parte della United States Air Force e, per la famiglia, viaggiare divenne abituale e un normale stile di vita. Suo padre si sposò una seconda volta, morendo poco dopo il matrimonio, mentre la madre, Constance, si risposerà dopo qualche anno con un medico italo-americano di nome Carl Leto: è da lui che Jared prende il cognome, originalmente francese. Leto desiderava aiutare la famiglia e lavorò per la prima volta a dodici anni come lavapiatti (lui stesso lo definisce «my coolest job») e a sedici trovò un impiego come portiere. Durante l'infanzia, Costance Leto incoraggiò i figli a essere coinvolti nelle arti. «Sono cresciuto in un ambiente di attori, musicisti, fotografi, artisti e diverse personalità dello spettacolo», dichiarò Leto in un'intervista di Kerrang!, «Attraverso questa atmosfera non c'era nessun confine distinto o percorso diretto. Stavamo proclamando la libertà di creazione e di auto-espressione».. Il giovane crebbe ascoltando rock classico dai Led Zeppelin ai Pink Floyd, e il suo primo strumento musicale fu un pianoforte malridotto..

Dopo il veloce abbandono del decimo grado di scuola, Leto decise di tornare a concentrarsi sulla propria istruzione e si iscrisse alla privata Flint Hill School di Oakton, Virginia, diplomandosi alla Emerson Preparatory School di Washington nel 1989. Terminata la scuola, il giovane frequentò l'Università delle Arti di Filadelfia studiando pittura. Tuttavia, dopo aver sviluppato un interesse per la recitazione, egli si trasferì alla University of Visual Arts di New York e studiò cinema; scrisse e recitò in un cortometraggio, Crying Joy.

Carriera recitativa Primi ruoli

Leto si trasferì a Los Angeles nel 1992 dove ottenne i primi ruoli nelle serie televisive Camp Wilder e Famiglia cercasi. Nel 1994 entrò a far parte del cast di una fortunata serie televisiva dal titolo My So-Called Life con il ruolo di Jordan Catalano, che vive una contrastata storia d'amore con la protagonista Claire Danes. La serie non sopravvive a lungo, ma abbastanza da procurargli una buona fama, tanto che, nel 1996, la rivista People lo inserisce nella lista degli uomini più attraenti del mondo. Dopo la chiusura della serie, l'attore ebbe una parte in Cool and the Crazy, un film per la televisione con Alicia Silverstone. Diventando un idolo delle ragazzine, Leto approdò al cinema nel 1995 con Gli anni dei ricordi. Nel 1996 ottenne il suo primo ruolo da protagonista in L'ultimo dei grandi re e partecipò con Dennis Quaid e Danny Glover a Linea di sangue (1997). Il regista James Cameron offrì a Leto il ruolo di Jack Dawson in Titanic, ma l'attore non si presentò alle audizioni.

Notorietà Nel 1997 il regista Steve James lo scelse per il ruolo principale in Prefontaine, un film biografico sul corridore Steve Prefontaine, morto tragicamente a soli 24 anni. Per la preparazione del ruolo, Leto si immerse nella vita del corridore, incontrando i familiari e gli amici di Prefontaine.. Raggiunse una sorprendente somiglianza fisica con il corridore, adottando anche la voce e lo stile della corsa dell'atleta. La trasformazione fu così completa, che quando la sorella di Prefontaine, Linda, vide Leto interpretare il proprio fratello, si commosse e incominciò a piangere. La critica elogiò la recitazione di Leto; Peter Stack del San Francisco Chronicle scrisse «Con ipnotici occhi azzurri e capelli biondi sporchi, Leto cattura lo stile celebre di Prefontaine, e la sua interpretazione è così naturale che sembra di vedere il vero Prefontaine in pista e nella vita reale», mentre Lisa Alspector del Chicago Reader affermò che l'attore «dà una prestazione complessa che suggerisce una profonda e intrigante interiorità al personaggio».

Dopo aver ottenuto il ruolo principale di un aristocratico britannico in Basil (1998), Leto fu il protagonista dell'horror a basso costo Urban Legend, dove interpretò Paul Gardener, giornalista scolastico e interesse amoroso di Alicia Witt. Nonostante le critiche negative, il film fu un enorme successo commerciale. Nello stesso anno all'attore fu offerto un ruolo secondario in La sottile linea rossa di Terrence Malick, dove affiancò fra i tanti Sean Penn, Adrien Brody e Jim Caviezel. Il film fu candidato a sette premi Oscar. Nel 1999 Leto interpretò un insegnante gay che attrae le attenzioni di Robert Downey Jr. in Black & White di James Toback. In seguito l'attore ottenne un ruolo in Ragazze interrotte con Winona Ryder e Angelina Jolie, un film basato sulla storia di Susanna Kaysen. Per la sua interpretazione, Leto fu candidato al Critics' Choice Award al miglior attore non protagonista. L'attore ebbe inoltre una parte in Fight Club di David Fincher, basato sull'omonimo romanzo di Chuck Palahniuk. Mentre Edward Norton e Brad Pitt furono gli interpreti principali, Leto ottenne il ruolo di Angel Face, picchiato a sangue fino a diventare irriconoscibile.

Successo internazionale Il nuovo millennio portò nuove opportunità per Leto. L'attore diede prima una memorabile performance in American Psycho di Mary Harron, un film basato sull'omonimo romanzo di Bret Easton Ellis. Nel film, Leto interpreta Paul Allen, un rivale di Patrick Bateman, ucciso brutalmente da Bateman durante una comica scena nella quale i due discutono i meriti dei Huey Lewis and the News. Successivamente Leto guadagnò il plauso della critica per aver interpretato il ruolo principale dell'eroinomane Harry Goldfarb in Requiem for a Dream di Darren Aronofsky. Leto decise di vivere per le strade di New York City e di non avere rapporti sessuali per due mesi prima delle riprese del film, per poter così meglio comprendere cosa può comportare l'astinenza dall'eroina. Si trasformò anche fisicamente perdendo quasi 13 chili di peso.. Dopo le riprese del film, l'attore si spostò in Portogallo e visse in un monastero per diversi mesi.. L'attore affermò che interpretare Harry Goldfarb fu «sadomasochistico [...] la cosa più difficile che ho fatto». Nel 2000 interpretò anche l'emergente country rocker Glen Walker in Sunset Strip e fu co-produttore in Sol Goode, a cui partecipò senza essere accreditato.

Dopo il successo di critica con Requiem for a Dream, Leto interpretò il ruolo principale di Jack Hayes in Fuga da Seattle (2002). Nel 2002 Leto lavorò di nuovo con il regista David Fincher in Panic Room, dove interpreta un rapinatore che terrorizza Jodie Foster. Il film incassò oltre 30 milioni di dollari durante il suo primo fine settimana negli Stati Uniti, diventando il più grande successo al botteghino di Leto. L'attore fu anche visto in In linea con l'assassino, interpretando un professionista del cinema presso una compagnia teatrale di Drockula. Lui e Colin Farrell condividono una veloce scena in un vicolo tagliata dalla versione cinematografica del film, ma ripristinata nella versione del regista..

Lasciato il cinema per due anni per dedicarsi maggiormente al gruppo musicale Thirty Seconds to Mars, Leto tornò sul grande schermo nel 2004 nel ruolo di Efestione in Alexander. Il film fu poco considerato dagli americani ma ebbe grande successo nel mondo, incassando oltre 139 milioni di dollari fuori dagli Stati Uniti. Il regista Oliver Stone attribuì la scarsa ricezione del film alla disapprovazione della bisessualità di Alessandro Magno. L'anno seguente Leto interpretò Vitaly Orlov in Lord of War di Andrew Niccol. Il film ebbe generalmente giudizi positivi da parte della critica e ricevette una menzione speciale per l'eccellenza nella realizzazione del film dalla National Board of Review of Motion Pictures. Nel 2005 l'attore partecipò anche a Hubert Selby Jr: It/ll Be Better Tomorrow, un documentario sulla vita dello scrittore Hubert Selby Nel 2006 ottenne il ruolo di Raymond Fernandez in Lonely Hearts, basato sulla vera storia degli assassini dei "cuori solitari". Il film ricevette recensioni miste dai critici: l'interpretazione di Leto, tuttavia, fu notevolmente apprezzata; la critica Heather Huntington affermò che vale la pena guardare Lonely Hearts per stimare la memorabile performance di Leto.

Riconferma sul grande schermo e Premio Oscar

Dopo Lonely Hearts, Leto ottenne il ruolo di protagonista in Chapter 27 - L'assassinio di John Lennon, interpretando Mark David Chapman, l'assassino di John Lennon. Per impersonarlo al meglio, l'attore intraprese una massacrante trasformazione fisica aumentando il suo peso di circa 30 chili. Leto affermò che il ruolo fu ancora più difficile dell'interpretazione scheletrica del tossicodipendente Harry Goldfarb in Requiem for a Dream. A causa del brusco aumento di peso l'attore soffrì di gotta e fu costretto a usare una sedia a rotelle. Dopo le riprese del film, Leto si sottopose a una dieta di soli liquidi, non mangiò alcun tipo di cibo per dieci giorni, perdendo circa 10 chili e assumendo solo limonata, pepe di Caienna e acqua. Perdere il peso in eccesso si rivelò una sfida; l'attore affermò: «Dopo un anno sono tornato a uno stato quasi normale, non so se sarò mai come ero fisicamente. Non lo farò mai più, mi ha decisamente dato dei problemi». La prima di Chapter 27 ebbe luogo al Sundance Film Festival del 2007 con molte controversie. La recitazione di Leto fu tuttavia acclamata dai critici; Joe Neumaier del New York Daily News afferma che Leto «dà un ritratto così avvincente che è difficile distogliere lo sguardo» e continua dicendo che la sua «raccapricciante performance lo contraddistingue». Rex Reed del The New York Observer loda l'attore descrivendo la sua interpretazione come «una galvanizzante performance di un irriconoscibile Jared Leto che può sinceramente essere chiamato indimenticabile».