Il sistema viario di Genova è estremamente articolato a causa della particolare orografia della città, costretta fra il mare e le vicine alture degli Appennini. La conformazione della rete viaria al di fuori del centro cittadino risente anche del fatto che buona parte dei quartieri di Genova erano in passato comuni indipendenti (spesso con insediamenti presenti da secoli e relativa viabilità storica), riuniti nella città attuale solo tra la fine del XIX secolo e l'inizio del XX.
È in fase di progettazione, uno sviluppo della rete autostradale in prossimità dei percorsi autostradali più trafficati.
La viabilità antica
Le ricerche archeologiche effettuate non permettono di avere certezze sulla viabilità più antica, ma fanno ipotizzare che la Genova di allora fosse attraversata da alcune strade romane (il cui percorso potrebbe essere leggermente cambiato nei secoli). Molte delle attuali vie denominate "Strada/Via antica romana" non corrispondono in realtà alla viabilità romana e spesso di tratta dei percorsi medievali.
Per quello che riguarda quello che oggi è il centro della città una delle ipotesi più quotate prevede la biforcazione della strada proveniente dal levante genovese all'altezza dell'attuale spianata dell'Acquasola (dove un tempo vi erano delle necropoli): da qui una strada sarebbe transitata tra il colle di Sant'Andrea e la collina di castello, per giungere alla zona del porto e poi costeggiare la riva, mentre l'altra avrebbe percorso un tragitto più a Nord, attraverso quelli che diverranno i sestieri di Portoria e della Maddalena, ricongiungendosi in quest'ultimo con la prima e proseguendo verso Ponente.A cura di Piera Melli, La città ritrovata, Archeologia urbana a Genova 1984-1994, pag 38 e seguenti, Tormena Editore, 1996. ISBN 88-86017-62-6
Con lo sviluppo medievale si ha un progressivo espandersi della città, ben evidenziato dal progressivo ampliarsi delle mura. Le mura del IX secolo cingevano una parte ristretta della cittadina, ed erano dotate di 4 porte di accesso: porta di San Pietro (nelle vicinanze dell'attuale chiesa di San Pietro in Banchi); la Porta di Serravalle, posta accanto all'attuale cattedrale di San Lorenzo; la Porta Superana (oggi Porta Soprana, ricostruita nel 1154-64); infine la Porta del Castello, nella zona Sarzano-Santa Croce, presso la chiesa di Santa Croce.
Le duecentesche mura del Barbarossa riprendevano per la parte sud-est il percorso delle mura precedenti, ma si espandevano verso nord-ovest, in modo da inglobare anche la zona del Burgus (borgo), che comprendeva la prima cattedrale, la chiesa di San Siro. Le tre porte principali erano la porta Aurea (distrutta nella seconda metà del XX secolo, nei lavori di riassetto del colle di Piccapietra) verso est, nella zona dell'Acquasola; la già citata porta Soprana, sul piano di Sant'Andrea verso sud-est; infine porta dei Vacca, verso nord-ovest, connessa con la zona del porto e dell'allora centro cittadino tramite le attuali via San Luca (al tempo porticata, nata intorno all'omonima chiesa) e via del Campo, percorso noto nel medioevo come carrubeo recto (vicolo dritto)Alberta Bedocchi, Emanuela Profumo, I caruggi di Genova, Newton Compton Editori, ISBN 978-88-541-0929-2, p. 524.
Con il trascorrere dei secoli Genova andò ulteriormente allargandosi, inglobando con le sue mura anche altri sestieri, mentre il centro storico diveniva un fitto dedalo di caruggi (vicoli) e crêuze (mulattiere che partivano dal mare per inerpicarsi sulle colline restrostanti, tipiche della Liguria). Con l'aumento della popolazione e dei traffici divenne sempre più pressante la necessità di costruire un sistema di strade che permettesse sia facili spostamenti tra le varie zone cittadine, sia l'attraversamento della città stessa. Queste necessità furono tra i motivi che portarono alla costruzione della Strada Nuova (poi Via Garibaldi) nel XVI secolo, di via Balbi nel XVII secolo (il cui percorso è stato ridotto nel XIX secolo per permettere la costruzione della stazione ferroviaria di Piazza Principle) e della Strada Nuovissima (l'attuale via Cairoli), che dal XVIII secolo le congiunge. La successiva rettificazione di via Giulia del 1825 (ora sostituita da via XX Settembre) e la costruzione di via Carlo Felice (oggi via XXV Aprile) del 1826 completarono l'asse viario destinato all'attraversamento cittadino, da porta San Tommaso (non più esistente, allora confine occidentale delle mura quattrocentesche, nelle vicinanze del palazzo del Principe, che era esterno a queste mura) a porta Pila (confine orientale delle mura seicentesche, oggi non più il loco, ricostruita con mera funzione monumentale sopra la stazione di Brignole), da cui si diramavano le strade per il levante e per la Val Bisagno.A cura di Paola Motta, Le Strade Nuove, collana Guide di Genova, nuova serie, Sagep editrice, pag 8 Con l'ampliamento urbanistico del 1825 e le successive ulteriori opere urbanistiche della fine del XIX secolo/inizio XX secolo il centro della città assunse l'attuale viabilità. Negli anni '60 del XIX viene anche deciso un riodino della toponomastica cittadina, ad opera di Giuseppe Banchero, che portò alla catalogazione di circa 900 strade. Risultato dell'opera fu la rinominazione di 32 vie e l'introduzione di 86 nuovi toponimi, in alcuni casi relativi a vie di recente istituzione, in altri relativi a vie e strade senza un nome ufficiale.Alberta Bedocchi, Emanuela Profumo, I caruggi di Genova, Newton Compton Editori, ISBN 978-88-541-0929-2, pag 9 e 10 Parte dei nuovi nomi introdotti, si rifacevano a domini posseduti nei secoli passati dalla Repubblica di Genova o da battaglie vinte dall'esercito di questa.
Al di fuori del centro della città la viabilità più antica aveva un percorso più interno rispetto alla linea di costa, trovandosi in una posizione che permetteva di guadare con maggiore facilità i numerosi torrenti e rivi presenti. In epoca romana da Genova partiva la Via Postumia, che collegava la città con Aquileia, passando per la Val Polcevera, attraversando gli Appennini tramite il passo della Bocchetta e proseguendo poi verso la pianura padana, ed era attraversata dalla Via Emilia Scauri, che collegava Luni a Vado Ligure (al tempo Vada Sabatia)Vie romane del Mediterraneo , dal sito ufficiale della regione Liguria.
Il Nodo di Genova Il cosiddetto nodo di Genova, che rappresenta il più veloce sistema viario della città e del suo agglomerato, è assai articolato per la conformità del territorio, ed è costituito dall'intersezione di quattro autostrade (A10, A26, A7 e A12) nelle quali si innesta una lunga rete stradale interna di scorrimento veloce da Sestri Ponente fino a Nervi, attraverso la continuità di varie arterie, dotate di propri svincoli cittadini, che permettono l'attraversamento rapido della città (Strada di Scorrimento a Mare "Guido Rossa", Lungomare "Giuseppe Canepa", sopraelevata Aldo Moro, viale delle Brigate Partigiane e viale Brigata Bisagno, Pedemontana Corso Europa)Piano Territoriale di Coordinamento, della provincia di Genova.
Nel nodo autostradale sono presenti, oltre alle tre intersezioni autostradali, sette svincoli nel territorio comunale, ed altri sei nelle immediate vicinanze.
La Strada di Scorrimento a Mare "Guido Rossa" è raccordata al casello autostradale di "Genova Aeroporto" e percorrere, con alcuni propri svincoli, il quartiere di Cornigliano, allacciandosi attraverso Lungomare "Giuseppe Canepa" (che ha subito un restyling nella seconda metà degli anni 10 del XXI secolo) alla strada sopraelevata. La Guido Rossa e la nuova lungomare Giuseppe Canepa costituiscono il tratto più recente del nodo stradale interno a scorrimento veloce, e rappresentano la normale prosecuzione a ponente della sopraelevata.
Sulla Sopraelevata, che ha origine all'altezza del casello autostradale di Genova Ovest e termine alla Foce, e che risulta allacciata alla nuova strada a mare a scorrimento veloce, sono presenti complessivamente sette svincoli cittadini, tre dei quali concentrati nei pressi del cosiddetto Elicoidale, nel quartiere industriale di Sampierdarena.
Viale Brigate Partigiane, Viale Brigata Bisagno e la strada Pedemontana Corso Europa, nonostante presentino numerosi incroci a raso, alcuni dei quali semaforici, hanno i loro principali raccordi in prossimità della circonvallazione a Mare, della rotatoria Brignole-Val Bisagno-Levante, dell'ospedale San Martino e dell'Istituto Giannina Gaslini, e con le principali strade urbane dei quartieri di Quarto dei Mille, Quinto al Mare e Nervi, per poi confluire nell'Aurelia in direzione Rapallo. La Pedemontana serve interamente il levante cittadino e lo congiunge al centro della città e all'autostrada, all'altezza del casello di Genova Nervi.
Complessivamente sul nodo di Genova, il limite massimo di velocità è compreso tra i 130 km/h dei tratti autostradali e i 30 km/h di alcuni restringimenti in corso Europa. Corso Europa presenta un limite massimo di velocità di 60 km/h, così come la sopraelevata di 60 km/h, mentre sulla Guido Rossa il limite è di 70 km/h.
Nodo autostradale
Dal nodo di Genova partono quattro autostrade, la A7 Autostrada dei Fiori/Serravalle (originariamente nota come Camionale, realizzata negli anni trenta del XX secolo come sostituta della strada statale 35 dei Giovi, collega la città con Milano), la A10 dei Fiori (che collega la città con Ventimiglia), la A12 Azzurra (nel tratto Genova-Rosignano Marittimo) e la A26 dei Trafori (la più recente, che collega il ponente genovese, dal quartiere di Voltri, con la Pianura padana terminando a Gravellona Toce, il cui primo tratto affianca il percorso della strada statale 456 del Turchino).
Le autostrade A7 e A26 sono poi connesse tra di loro sia all'altezza di Novi Ligure, in provincia di Alessandria, sia più a nord, tramite l'A21 nel tratto tra Tortona ed Alessandria.
In ambito urbano una dei punti più notevoli della tratta autostradale, sul percorso dell'A10, nonché spesso collo di bottiglia per la circolazione, era il viadotto sul torrente Polcevera, noto anche come ponte Morandi (dal nome del progettista, l'ingegnere Riccardo Morandi, lunghezza di 1.182 m, un'altezza al piano stradale di 45 m, sorretto da tre pilastri di cemento armato che raggiungono i 90 metri di altezza). Inaugurato nel 1967, dopo 4 anni di lavori, a partire dalla fine degli anni '80 ha necessitato di diversi interventi di manutenzione straordinaria: gli elevati costi di manutenzione avevano fatto ipotizzare, nell'ambito del futuro potenziamento del nodo autostradale genovese, una sua eventuale demolizione. La parte centrale del viadotto è crollata il 14 agosto 2018, costringendo per quasi due anni a far confluire il traffico di attraversamento nella viabilità ordinaria. È stato sostituito nel 2020 dal nuovo Ponte San Giorgio.
Dati di traffico I caselli autostradali presenti sul territorio del comune sono:
Casello Autostrada Veicoli pesanti in ingresso (media giornaliera anno 2006) Veicoli leggeri in ingresso (media giornaliera anno 2006) Veicoli pesanti in uscita (media giornaliera anno 2006) Veicoli leggeri in uscita (media giornaliera anno 2006) Note Genova Bolzaneto 2968 14308 2557 11763 Genova ovest 3941 28637 3994 26507 Da questo casello, posizionato nel quartiere di Sampierdarena, origina la A7, da cui poi si separano la A10 verso ponente e la A12 verso levante. Gli svincoli che partono del casello lo collegano agevolmente, oltre che con l'Aurelia, anche con la sopraelevata e con il varco del porto di Genova. Genova Aeroporto 2113 9289 2330 11376 Gli svincoli che portano al casello collegano sia alla zona dell'aeroporto, sia i quartieri di Sestri Ponente e Cornigliano. Genova Pegli 725 7217 770 7552 Genova Prà 2100 8618 2168 8894 Fino al 2017 era chiamato Genova Voltri.