Biografia Mušič nacque in una famiglia di lingua slovena nel villaggio di Boccavizza presso Gorizia (allora parte della Contea di Gorizia e Gradisca), Austria-Ungheria, oggi Slovenia. Dopo aver terminato gli studi all'Accademia dell'Arte di Zagabria nel 1934, Mušič cominciò la sua carriera con lunghi viaggi (1935-1940), trascorrendo tre mesi a Madrid, poi ha visitato l'isola di Curzola; visse a Maribor (1920-1940) e Lubiana (1940-1943) prima di stabilirsi a Trieste e quindi a Venezia (ottobre 1943) dove sposa Ida Barbarigo Cadorin (settembre 1949) che considererà dopo la sua unica musa ispiratrice. Nel novembre 1944, durante la seconda guerra mondiale, fu deportato nel campo di concentramento di Dachau, dove riuscì a ritrarre segretamente la vita del campo in circostanze estremamente difficili e pericolose. Ventiquattro disegni di Mušič firmati e datati Dachau 1945, che testimoniano la vita e la morte nel campo di concentramento, sono stati recentemente rinvenuti dal prof. Franco Cecotti di Trieste negli archivi di ANPI, ANED, ANPPIA e dell'Istituto regionale per la storia del Movimento di Liberazione nel Friuli Venezia Giulia. Sono attualmente raccolti nel Museo Revoltella di Trieste e rappresentano la più cospicua serie di disegni di Mušič sul tema della deportazione.
Dopo la sua liberazione, avvenuta nel 1945, Mušič fece ritorno dai genitori per due mesi a Lubiana, da cui passò a Gorizia, in Istria (Pinguente) e a Venezia, dove vinse il premio Gualino alla Biennale del 1950. Nel 1951 gli fu assegnato, insieme al pittore italiano Antonio Corpora, il Premio Parigi, organizzato a Cortina d'Ampezzo dal Centro culturale italiano di Parigi su consiglio di Campigli e Severini.
Una nuova fase della sua pittura si evolse attorno alla rappresentazione dei paesaggi da sogno della Dalmatia della sua gioventù. Successivamente, si concentrò soprattutto sull'ambiente circostante, ossia i paesaggi italiani. Fu stilisticamente influenzato dai mosaici e dalle icone bizantine a Venezia.
Negli anni cinquanta trascorse un lungo periodo a lavorare a Parigi, studiando "l'astrazione lirica" francese, per fare poi ritorno al suo atelier veneziano. Nel 1956 e nel 1960 partecipò nuovamente alla Biennale. Dopo aver ricevuto numerosi riconoscimenti per il suo lavoro grafico, a partire dagli anni sessanta i motivi organici di Mušič divennero sempre più astratti e le sue composizioni abbandonarono i canoni della tridimensionalità.
Una nuova serie di opere, databili tra il 1970 e il 1976, intitolata Noi non siamo gli ultimi ( in sloveno Nismo poslednji), nelle quali l'artista trasformò il terrore e l'inferno della prigionia nel campo di concentramento di Dachau in documenti di una tragedia universale, ebbe enorme successo e fu certamente la più acclamata dalla critica.
La produzione di Zoran Mušič è stata onorata in numerosissime esposizioni internazionali, e a tutt'oggi le sue apprezzatissime opere sono conservate nei più importanti musei del mondo, principalmente in Slovenia (anche mostre permanenti), Francia, Italia, Spagna, Germania, Croatia e Stati Uniti.
Mušič è conosciuto anche con il soprannome de "il pittore dei cavallini", per via di un suo ricorrente soggetto, appunto i cavalli.
È morto a Venezia il 25 maggio 2005 ed è sepolto nel cimitero monumentale di San Michele (Recinto XVI destra, vt 4, fila 36 B).
Opere
Disegni di Dachau, 1945, matita (inchiostro) su carta, Museo Revoltella, Trieste; Centre Georges Pompidou, Parigi; Kunstmusem Basel, Basilea. Autoritratto, 1946, olio su tela, 41x30 cm, Galleria nazionale, Lubiana Cavallino dalmata, 1951, tempera su carta incollata, 34,5x50 cm, collezione privata; Cavallini, 1951 olio su tela, 28x45,5 cm, collezione privata; Paysage brisé, 1960, guazzo su carta, 32,5x50,5 cm, collezione privata; Suite Byzantine, 1960, olio su tela, 81x100 cm, collezione privata; Nel paesaggio il vuoto, 1961, olio su tela, 65,5x81,5 cm, collezione privata; Paesaggio italiano, 1968, olio su tela, 22x32 cm, collezione privata; Noi non siamo gli ultimi, 1970, acrilico su tela, Museo d'arte moderna, Lubiana; Dolomiti, 1975, punta secca, 40x54 cm, collezione privata; Interno di cattedrale, acrilico su tela, 91x83 cm, collezione privata; Autoritratto, 1998, acrilico su tela, 81x54 cm, Galleria nazionale, Lubiana
Zoran Mušič nei musei Galleria nazionale della Slovenia, Lubiana (mostra permanente) Museo d'arte moderna, Lubiana Chiesa di San Giorgio, Gradno Chiesa di Cuore di Jesu, Drežnica Galleria Kambič, Metlika Galleria d'Arte, Maribor Galleria Veno Pilon, Ajdovščina Museo provinciale - Slovenj Gradec Galleria i nternazionale d'arte moderna, Venezia Galleria d'arte moderna e contemporanea, Bergamo Civici Musei di Udine, Museo d'Arte Moderna e Contemporanea Casa Cavazzini Museo d'arte moderna, Bologna Museo d'arte moderna Mario Rimoldi, Cortina d'Ampezzo Musei Provinciali, Gorizia MAGI '900 - Museo delle eccellenze artistiche e storiche, Pieve di Cento Quadreria Tono Zancanaro, Spilimbergo Museo Cantieristico, MUCA, Monfalcone / Tržič Museo Fortuny, Venezia Museo Revoltella, Trieste Musei Vaticani, Città del Vaticano Estorick Collection of Modern Italian Art, Londra Tate Modern, Londra Centro Georges Pompidou, Parigi Museo del Louvre, Parigi Museum of Modern Art, New York Metropolitan Museum of Art, New York
Note
Bibliografia - Libri BOURET, Jean, Antonio Music, Paris : Galerie de France, 1952. SOLIER, René de: Music, Roma : L'Obelisco, settembre 1955. KRŽIŠNIK, Zoran, Zoran Music, Gemälde und Graphik, Graz : Neue Galerie am Landesmuseum Joanneum, 1966. KRŽIŠNIK, Zoran et alii, Zoran Mušič, Moderna galerija, Ljubljana, 1967. BOSQUET, Alain, Penser contre soi - Vingt six dessins originaux de Zoran Music, Paris : Éditions Galanis, novembre 1972. MAZZARIOL Giuseppe, LEYMARIE Jean et alii, Music, opere 1946 - 1985, Museo Correr, Venezia, 1985. KRŽIŠNIK, Zoran, Nelida Silič NEMEC, Nace ŠUMI, Galerija Zorana Mušiča, Grad Dobrovo, Stalna zbirka grafičnih del Zorana Mušiča, Goriški muzej, Nova Gorica, 1991. AMISHAI Maisels, Ziva: Depiction and Interpretation, Pergamon Press, 1993. CLAIR Jean et alii: Zoran MUSIC, Paris, Grand Palais, 1995. HARAMBOURG, Lydia: Dictionnaire des peintres de l'Ecole de Paris, 1945-1965, Edizioni Ides et Calendes, Neuchâtel, 1993. ISBN 2-8258-0048-1 CLAIR, Jean: La barbarie ordinaire, Mušič à Dachau, Edizioni Gallimard, Parigi, 2001. ISBN 2-07-076094-4 ZANEI, Maurizio, PASQUALI, Marilena et alii, MUSIC, Piccole carte, Drobna dela na papirju, Gorizia, Ljubljana, 2005. ISBN 88-86928-91-2 PASQUALI, Marilena: "Zoran Mušič. L'opera su carta", Noèdizioni, Firenze, 2007. Zoran Mušič a Cortina. Il ciclo naturalistico della vita, a cura di Daniele D'Anza, Il ramo d'oro edizioni, Trieste, 2009. ISBN 978-88-89359-41-9 BORDAS, Herve, Zoran MUSIC, Non siami gli ultimi, Ritratti d'artista, Bergamo, 2009. ZUPAN, Gojko, Goriški utrinki, Zoran Mušič na Goriškem, Zoran Mušič nel Goriziano, Ajdovski zbornik, Ajdovščina : 2009 Denise FRELAUT: Zoran MUSIC, L'oeuvre imprime, Archives Music, Venezia, 2010. Flavio ARENSI, Boris PAHOR, Davide W. PAIRONE, Lorenzo RESPI, Marco VALLORA, Gojko ZUPAN, Zoran Music, Se questo è un uomo, Legnano : Allemandi & C., 2011. ZUPAN, Gojko, Zoran Mušič, In Slovene Private Collections VI, Selected Opus, London : Galerija Zala in Veleposlaništvo RS, april 2011. GRAFENAUER Niko, PUHAR Alenka, ZUPAN Gojko ed., Videnja Zorana Mušiča, Ljubljana : SAZU, 2012. La bottega Cadorin, Una dinastia di artisti veneziani, Venezia, Museo Fortuny, 2016. NEMEC, Nelida, Pokrajina telesa. Mušič v vidu Merleau-Pontyja, Koper/Capodistria : Založba Annales ZRS Koper, 2017. ISBN 978-961-6964-90-6 ZORAN MUŠIČ, Occhi Vetrificati, Revoltella, Trieste, 2018. ZUPAN, Gojko: On a Par with Rilke, Celan and Pahor, Zoran Music, Poetry of Silence, Leopold Museum, Wien, 2018. ISBN 978-3-9504518-1-8 D'ANZA Daniele, ZANEI Maurizio, ZUPAN Gojko, GRANZOTTO Giovanni et alii; ZORAN MUSIC, Il viaggio della vita, Monfalcone, 2022 FERRETTI Daniela, ZUPAN Gojko, CADORIN Paola, CADORIN Monique, BIANCHI Diego, CLAIR Jean, PEPPIATT Michael, Zoran Music, La stanza di Zurigo, le opere, l'atelier, Venezia / Gorizia : Arte, 2026.
Voci correlate Scuola di Parigi Biennale di Venezia
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