Ritenuto tra i più importanti compositori di scuola russa e, più in generale, della musica del Novecento, Šostakovič ebbe un travagliato rapporto con il governo sovietico: subì infatti due denunce ufficiali a causa delle sue composizioni (la prima nel 1936, la seconda nel 1948) e i suoi lavori furono periodicamente censurati. La sua totale riabilitazione avvenne solamente dopo la morte di Stalin, e culminò con la sua elezione al Consiglio supremo sovietico e con la sua nomina ad ambasciatore dell'URSS in importanti eventi culturali di tutto il mondo. Ricevette moltissimi riconoscimenti e titoli internazionali.

Šostakóvič divenne famoso nei primi anni dell'Unione Sovietica, con opere come la sua Prima Sinfonia o l'opera Il naso, che combinavano con grande originalità la tradizione russa e le correnti moderne dell'Occidente. Successivamente, la sua musica è stata talvolta denunciata come decadente e reazionaria e altre volte elogiata come rappresentante della nuova arte socialista dal PCUS. In pubblico, fu sempre fedele al sistema sovietico, ricoprì importanti responsabilità nelle istituzioni artistiche, accettò di aderire al PCUS nel 1960 e divenne membro del Soviet Supremo dell'Unione Sovietica.

Dopo un periodo iniziale in cui sembrano prevalere le influenze di Sergej Prokof'ev, Igor' Stravinskij e Paul Hindemith, Šostakóvič ha sviluppato uno stile ibrido di cui è rappresentativa la sua opera Lady Macbeth del Distretto di Mcensk (1934). Successivamente si è spostato verso uno stile post-romantico, in cui spicca la Quinta Sinfonia (1937) e in cui l'influenza di Gustav Mahler si combina con la tradizione musicale russa, con Modest Petrovič Musorgskij e Igor' Stravinskij come riferimenti importanti. Ha integrato tutte quelle influenze creando uno stile molto personale.

La sua musica di solito include forti contrasti ed elementi grotteschi, con una componente ritmica rilevante. Nel suo lavoro orchestrale spiccano quindici sinfonie e sei concerti, mentre nella sua musica da camera sono da citare soprattutto i suoi quindici quartetti d'archi.

Ha composto anche diverse opere, oltre a musica per film e balletto. Šostakovič è stato infatti uno dei più prolifici autori di musiche per pellicole dell'Unione Sovietica.

Biografia L'infanzia

Nato a San Pietroburgo il 25 settembre 1906 (il 12, secondo il calendario giuliano ortodosso), al numero 2 di via Podólskaya, Šostakovič era il secondogenito dei tre figli di Dmitri Boleslávovich Šostakovič e Sofiya Vasílievna Kokoúlina. Nel 1903 il padre Dmitri Boleslávovich aveva sposato Sofiya Vasílievna Kokoúlina, una dei sei figli nati da un siberiano emigrato anche lui nella capitale. La famiglia, di origini polacche, apparteneva alla nuova borghesia che in quel periodo si affacciava alla vita sociale in Russia, mostrando un atteggiamento critico rispetto alla politica repressiva del regime zarista e di aperto sostegno alle vedute dell'intelligencija. Oltre alla madre, pianista, anche il padre amava suonare il pianoforte e la chitarra.

Gli studi

Dmitrij Šostakovič, da come si legge nella sua autobiografia scritta nel 1927, cominciò lo studio del pianoforte spinto dalla madre. Benché dapprima riluttante, Mitja, come veniva chiamato in famiglia, mostrò un grande talento per il pianoforte e, in seguito, anche per la composizione. Risalgono infatti al 1915 (a nove anni) le prime composizioni (il poema per pianoforte Il soldato, ispirato forse dalle notizie sulla prima guerra mondiale) ed esibizioni: in autunno eseguì lAlbum per la gioventù di Čajkovskij. Alcuni avvenimenti di questi anni, come i discorsi di Lenin alla città di Pietrogrado, la Rivoluzione d'ottobre e le notevoli quantità di vittime provocate dalla guerra, influirono notevolmente sulla formazione umana e musicale del giovane Mitja.

Alcune composizioni di questo periodo sono l'opera Gli zingari, il balletto La sirenetta (dalla favola di Andersen), una Fantasia per due pianoforti, diverse polke e musiche per piano solo come lo Scherzo in Fa♯ minore (poi musicato per orchestra), ma anche un Inno alla libertà e una marcia funebre. La sua famiglia entrò intanto in contatto con personalità russe molto note: il pittore Boris Kustodiev, conosciuto poco dopo la rivoluzione, a cui Šostakovič dedicherà il Preludio n. 1; il compositore Glazunov, all'epoca direttore del Conservatorio di Pietrogrado; il pianista Sofronickij; gli scrittori Gor'kij e TolstojŠostakovič - Pulcini, pp. 5-7.

Il Conservatorio e il lavoro nei cinema

Šostakovič entrò nel 1919 al Conservatorio di San Pietroburgo, dove continuò a studiare il pianoforte con Leonid Nikolaev, solfeggio con Aleksej Alekseevič Petrov e composizione con Maksimilian Štejnberg (a cui dedicherà lo Scherzo per orchestra in Fa diesis, op. 1). Glazunov in persona si occupò di fare assegnare a Šostakovič una borsa di studio, visto che appariva ormai come un bambino prodigio. Le composizioni risalenti a questo periodo sono la Danza Fantastica n. 1, Ti ho atteso nella grotta (trascrizione di Rimskij-Korsakov), Tema e variazioni, op. 3, le Due Favole di Krylov e le Tre danze fantastiche, prima opera edita del musicista. All'inizio del 1922 il padre morì di polmonite; a lui dedicò la Suite in Fa minore per due pianoforti.

Malgrado ciò, il ragazzo continuò brillantemente gli studi e si diplomò in pianoforte, con il massimo dei voti, nel 1923. Il programma d'esame comprendeva: Bach (Preludio e fuga in Do diesis minore), Beethoven (Sonata n. 21), Chopin (Terza ballata), Mozart (Variazioni in Do maggiore), Schumann (Humoreske e Concerto in La minore) e Liszt (Venezia e Napoli).

Al 1923 risalgono i primi abbozzi della Sinfonia n. 1, il Trio n. 1 e i Tre pezzi per violoncello e pianoforte. Dmitrij si esibì inoltre in diverse manifestazioni (eseguendo anche il Concerto n. 1 per pianoforte di Čajkovskij), e ricevette elogi da molte riviste del settore. Nonostante i risultati brillanti, venne impedita al ragazzo la prosecuzione del corso di composizione. Šostakovič tentò quindi l'ammissione al Conservatorio di Mosca.

In seguito alla morte del padre, Šostakovič e la sua famiglia si trovarono in una situazione economicamente precaria. Ciò costrinse il compositore a lavorare come illustrator, ossia pianista accompagnatore, nelle sale di proiezione di film muti. Sebbene Mitja giudicasse il lavoro faticoso e debilitante, questa esperienza si rivelò utile negli anni futuri, nella composizione di musiche per film. In questo periodo, Šostakovič manifestò le prime insofferenze nei confronti dell'ambiente musicale leningradese, estremamente tradizionalista, accademico e ancora eccessivamente legato all'illustre eredità di Rimskij-KorsakovŠostakovič - Pulcini, pp. 9-14.

Il successo della Prima sinfonia e il primo dopoguerra

Il 20 marzo 1925 Šostakovič eseguì a Mosca le proprie opere. Nonostante gli applausi, il compositore non incontrò il gusto dei moscoviti. Conobbe poi il maresciallo Tuchačevskij e il compositore e teorico Boleslav Javorskij, che, notato il grande talento del giovane, fecero pressione sul direttore Nikolaj Mal'ko affinché approvasse l'esecuzione della Prima sinfonia, completata appunto da Šostakovič nel 1925. Mal'ko riuscì a far eseguire il lavoro il 12 maggio 1926, con la Filarmonica di Leningrado. Il successo fu clamoroso, gli insegnanti del Conservatorio di Leningrado decisero di ammettere Šostakovič al corso di composizione. Il compositore portò la sinfonia all'esame di diploma in composizione, ottenendo il massimo dei voti.

L'opera venne eseguita in tournée dalla filarmonica a Charkiv, Kislovodsk e Baku ed entrò ben presto nel repertorio dei più grandi direttori dell'epoca: nel 1927 Bruno Walter, a Berlino; nel 1928 Stokowski a Filadelfia e Rodziński a New York; nel 1931 la sinfonia venne più volte eseguita da Toscanini.Šostakovič - Pulcini, pp. 14-15

La fine degli anni venti Nel 1927 Šostakovič compose lOttetto, op. 11, e la Sonata n. 1 per pianoforte, op. 12. Iniziò anche a lavorare sulla Seconda sinfonia e sull'opera Il naso, sui testi di Gogol'. Nel 1929 l'ARMP, il partito sovietico dei musicisti, criticò la sua opera, definendola formalista, e nel 1930 ne pubblicò una versione ridotta che tuttavia conobbe un immenso successo prima di essere criticata ancora e proibita, in quanto considerata come il prodotto di un semplice borghese decadente. Al Concorso Chopin di Varsavia ottenne solo una menzione d'onore dalla giuria, ma ricevette però grandi ovazioni dal pubblico. Le ultime opere, compresi gli Aforismi, op. 13, appena composti, non suscitarono favori da parte di Steinberg. Verso la fine dell'anno venne eseguita la Seconda sinfonia, op. 14, dedicata alla Rivoluzione d'ottobre.

In queste opere si cominciano ad osservare alcuni tratti che contraddistingueranno la produzione musicale di Šostakovič: la satira e il grottesco. Insieme a questi due elementi, si unisce il credo costruttivista, che in questi anni va diffondendosi in Unione Sovietica nei diversi campi artistici (si pensi a Tatlin, Mejerchol'd e alcuni esperimenti cinematografici di Ėjzenštejn), e che nella musica di Mitja si concretizzano con la presenza di melodie cromatiche, di una durezza ritmica notevole e di modulazioni improvvise.

Al 1928 risalgono diversi lavori: il Tahiti Trot, op. 16, arrangiamento del popolare fox trot da No, no, Nanette di Vincent Youmans; la trascrizione per orchestra di Due pezzi di Scarlatti, op. 17. Šostakovič termina, a luglio, Il naso: è la sua prima opera teatrale ed è tratta dai Racconti di Pietroburgo di Gogol'. I librettisti sono Zamjatin, Prejs e il grande regista teatrale Mejerchol'd, che ebbe una grande importanza nella stesura e nella realizzazione dell'opera. Il rapporto con Mejerchol'd proseguirà anche in seguito: nel 1929 il regista chiederà al compositore di scrivere le musiche di scena per La cimice. A Šostakovič vennero anche commissionate le musiche del film Nuova Babilonia, di Kozincev e Trauberg, i registi più conosciuti dell'epoca insieme a Ėjzenštejn. I brani della colonna sonora del film furono però criticati duramente. La première del Naso si svolse a Leningrado nel 1930, diretta da Samosud: nonostante l'immenso successo, la critica, tranne rare eccezioni, non comprese l'opera nel suo reale significato tragico-umoristico. L'opera fu successivamente proibita e fu rimessa in scena solamente quaranta anni dopo.

Altri lavori del 1929-1930 sono i due pezzi per lArmer Columbus, op. 23; le musiche di scena per Lo sparo, op. 24, e per Terra vergine dissodata, op. 25, di Leopoli; una trascrizione per pianoforte della Sinfonia di Salmi di Stravinskij; la colonna sonora del film Sola, op. 27, per la coppia Trauberg-Kozincev; i balletti L'età dell'oro, op. 22, su libretto di Ivanovskij, che si rivelò un insuccesso, e Il bullone, op. 27. Nei due anni successivi, invece, videro la luce la commedia La compagnia verde, Rule, Britannia!, la colonna sonora de Le montagne dorate e dello spettacolo Giustiziati con Condizionale, le musiche dello spettacolo teatrale Amleto, Due pezzi per quartetto, una trascrizione della polka de L'età dell'oro e, infine, cominciò a lavorare sull'opera Una Lady Macbeth del distretto di McenskŠostakovič - Pulcini, pp. 16-30.

I primi anni trenta Nel 1932 al compositore venne commissionata la musica per il film Genu in Pilae, distrutto in seguito per ordine di Stalin. Il musicista, che aveva ottenuto un grande successo praticamente solo con la Prima sinfonia, non poté far altro che accostarsi a quelle che erano le idee e le linee guida stabilite dal regime, componendo musiche di carattere encomiastico e trionfale. Nel 1932 iniziò, infatti, la composizione di una sinfonia, che rimase però incompiuta, intitolata Da Karl Marx ai nostri giorni, per coro, soli ed orchestra. Doveva essere un lavoro basato sulla vita del filosofo e di Feuerbach.