Biografia Nacque il 6 gennaio 1842 a Risano da Carlo Drago, capitano di vascello e facoltoso armatore, ed Eugenia D'Angeli. Trasferitosi giovanissimo a Trieste con la morte della madre, egli fu allevato in casa dello zio Massimiliano D'Angeli del quale si aggiunse poi il cognome. Frequentò il ginnasio triestino e nel 1856 il liceo italiano di Capodistria, ove fu condiscepolo del futuro re Nicola I del Montenegro. Conseguì la maturità al ginnasio di Zara e nel 1860 si iscrisse all'università di Graz.

Aderì agli ideali del Risorgimento e dell'irredentismo triestino. Nel 1860 prese parte alla campagna nell'Italia meridionale a impresa quasi ormai conclusa e nel 1861 si aderì al Comitato segreto Triestino-Italiano. Nel 1862 seguì il richiamo di Giuseppe Garibaldi: partecipò alla sfortunata giornata d'Aspromonte progettata per la liberazione di Roma.

Continuò gli studi universitari a Pisa fino al 1863 con Nicola I del Montenegro, ma si laureò all'Università di Bologna in Scienze politiche e giuridiche nel 1864.

Nel maggio del 1866 con la mobilitazione del regio esercito italiano per l'imminente guerra contro l'Austria, Eugenio si arruolò nel Corpo Volontari Italiani di Garibaldi e fu incorporato nel 2º Reggimento Volontari Italiani del tenente colonnello Pietro Spinazzi. Assegnato alla seconda compagnia del capitano Tommaso Marani, primo battaglione, combatté valorosamente nella battaglia di Ponte Caffaro del 25 giugno, alle Operazioni in Val Vestino (1866) e nella battaglia di Pieve di Ledro. Secondo Augusto Elia, Popovich partecipò anche alla battaglia di Bezzecca del 21 luglio partecipando al contrattacco liberatorio del villaggio al comando del colonnello Menotti GaribaldiAugusto Elia, Ricordi di un garibaldino vol. I e II dal 1847-48 al 1900.. Al termine della guerra fu promosso per merito al grado di sottotenente.

Nel 1867 seguì nuovamente Garibaldi nella Campagna dell'Agro romano per la liberazione di Roma e, come luogotenente della terza colonna dei volontari, combatté con valore nella presa di Monterotondo (26 ottobre) e nella successiva battaglia di Mentana il 3 novembre.

Con la proclamazione di Roma capitale, nel 1870, vi si trasferì intraprendendo la carriera di giornalista politico. Dal 1875 al 1877 scrisse per il quotidiano La Nazione con lo pseudonimo di E. Tergesti mentre nel 1899 fu redattore del quotidiano Il Diritto, organo della sinistra depretisina.

Tra il 1875 e il 1878 tentò di organizzare in Roma una spedizione militare per sollevare la Bosnia dalla dominazione austriaca. Nel 1878, insieme a Cesare Bruffel e Aurelio Salmona, fu tra i fondatori del Comitato triestino-istriano di Roma, noto anche come "Giovane Trieste". Questo gruppo organizzò attentati e dimostrazioni sia a Trieste che nel Regno, iniziando a fare propaganda tramite stampa e volantini e rifornì la stampa di opposizione con informazioni e comunicati politici. Il 15 giugno 1897 fu nominato console del Montenegro a Roma dal principe Nicola e il 12 settembre 1900 console generale.

La sua carriera politica lo vide Presidente del Consiglio e Ministro degli Affari Esteri del Montenegro a partire dal 1917, ruolo che mantenne per un anno e mezzo. Nel 1919 prese parte ai lavori della Conferenza di pace di Parigi. Successivamente, nel 1928, si trasferì da Roma in modo permanente a Trieste.

Aderì alla Società di Mutuo Soccorso Reduci Garibaldini "Giuseppe Garibaldi" e mantenne stretti rapporti con i patrioti della città di Trieste, della quale proclamò sempre l'indipendenza dall'Austria.

Fu massone, iscritto a una loggia italianaLuigi Pruneti, Aquile e Corone, L'Italia il Montenegro e la massoneria dalle nozze di Vittorio Emanuele III ed Elena al governo Mussolini, Le Lettere, Firenze, 2012, p. 106..

Morì il 4 aprile del 1931. È sepolto nel cimitero monumentale di Sant'Anna a Trieste.

Scritto Nella traslazione in patria delle ossa di Tomaso Luciani di Eugenio Popovich, a cura della Società nazionale per la storia del risorgimento italiano Comitato regionale per la Venezia Giulia (Roma), 1923.

Note

Bibliografia Benito Mussolini, Gerarchia: rassegna mensile della rivoluzione fascista, 1927. Ennio Maserati, Eugenio Popovich D'Angeli tra Italia e Montenegro, in "Trieste, Austria e Italia tra Settecento e Novecento", a cura di Cattaruzza M., Del Bianco, Udine, pp. 213–248. Gabriella Foschiatti Coen, La partecipazione degli irredenti alla causa dell'unità italiana e all'epopea garibaldina negli anni 1867-1871, Atti dei civici Musei di Storia ed Arte di Trieste, Quaderno VIII, 1980. Luca G. Manenti, Popovich Eugenio, in Atlante/Dizionario del 1915 in Friuli Venezia Giulia, http://www.atlantegrandeguerra.it/portfolio/popovich-eugenio/

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