Tra i massimi esponenti del pensiero occidentale, nonché una delle poche figure di "genio universale", la sua applicazione intellettuale a molte discipline del sapere ne rende l'opera vastissima e studiata ancor oggi trasversalmente: a lui e a Isaac Newton vengono attribuiti l'introduzione e i primi sviluppi del calcolo infinitesimale, in particolare il concetto di integrale, per il quale si usano ancora oggi molte sue notazioni, i termini "dinamica"Maria Rosa Antognazza, Leibniz. Una biografia intellettuale, p. 352; il termine latino dynamica è un neologismo creato da Leibniz nel 1690 sul modello del termine aristotelico δύναμις = dynamis, mentre redigeva il trattato Dynamica de potentia et legibus naturae corporeae. (Michel Fichant, "De la puissance à l'action : la singularité stylistique de la Dynamique", Revue de Métaphysique et de Morale, Janvier-Mars 1995), pp. 49-81). e "funzione",Utilizzato per la prima volta nel De linea ex lineis numero infinitis..., pubblicato in Acta Eruditorum, 1692, cfr: Gerhardt (ed.), Leibniz Mathematische Schriften, vol. III, p. 268. che egli usò per individuare le proprietà di una curva, tra cui l'andamento, la pendenza, la corda, la perpendicolare in un punto.

Considerato il precursore dell'informatica, della neuroinformatica e del calcolo automatico, fu inventore di una calcolatrice meccanica detta Macchina di Leibniz; inoltre alcuni ambiti della sua filosofia aprirono numerosi spiragli sulla dimensione dell'inconscio che solo nel XIX secolo si riconoscerà come realtà istintuale effettiva, specialmente negli scritti antesignani di Nietzsche, ma che si tenterà di formalizzare scientificamente solo nel XX secolo, con Sigmund Freud.

Biografia Gli inizi

Leibniz nacque, secondo il calendario giuliano, ancora vigente nei territori protestanti del Sacro Romano Impero, il 21 giugnocorrispondente al 1º luglio secondo il calendario gregoriano. 1646 a Lipsia e due giorni dopo fu battezzato nella chiesa di San Nicola (Lipsia).M. R. Antognazza, Leibniz. Una biografia intellettuale, p. 35. Il padre Friedrich Leibnütz (1597–1652), nativo di Altenberg, era un giurista e professore di etica presso l'Università di Lipsia, la madre Caterina era figlia del professore e giurista di Lipsia Wilhelm Schmuck; la famiglia paterna era di origine soraba e il suo cognome originario era Lubeniecz, poi germanizzato in Leibnütz e infine in Leibniz."Leubniziorum sive Lubeniecziorum nomen Slavonicum", (Leibniz, or Lubeniecz, è un nome slavo), Vita Leibnitii a se ipso breviter delineata, in Nouvelles Lettres et Opuscules Inédits de Leibniz, précedés par une introduction par A. Foucher de Careil, Parigi, 1857, p. 379.D. Huylebrouck, Z. Ognjanic, L. Radovic, Leibniz, a Sorb, "The Mathematical Intelligencer", 2017, 39, 2017, pp. 53-55.

Tra gli otto e i dodici anni di età Leibniz, con l'aiuto della biblioteca paterna, apprese da autodidatta le lingue latina e greca. Dal 1655 al 1661 frequentò la Scuola di San Nicola a Lipsia. Nel 1661 s'iscrisse all'Università di Lipsia e intraprese gli studi filosofici, seguendo i corsi del teologo Johann Adam Schertzer e del filosofo teoretico Jakob Thomasius. Il 20 giugno 1663 si immatricolò all'Università di Jena, dove studiò matematica, fisica e astronomia sotto la guida di Erhard Weigel.

A 20 anni volle conseguire la laurea in diritto, ma il Decano della facoltà si oppose sostenendo che era troppo giovane;L'unica testimonianza che abbiamo su questa vicenda è quella del segretario di Leibniz, Johann Georg von Eckhart (1664-1730), Lebensbeschreibung des Freyherrn von Leibniz, scritta nel 1717, ma pubblicata nel 1779 da Christoph Gottlieb von Murr, nel Journal zur Kunstgeschichte und zur allgemeinen Literatur, VII, Nürnberg 1779, pp. 137-140. per aggirare l'ostacolo il 4 ottobre 1666 si immatricolò a Norimberga presso l'Università di Altdorf, dove il 15 novembre presentò la sua tesi Disputatio de casi perplexibus in jure, sotto la docenza del giurista Johann Wolfgang Textor, ottenendo il 22 febbraio 1667 il titolo di Juris Utriusque Doctor.Kurt Müller, Gisela Krönert, Leben und Werk von Gottfried Wilhelm Leibniz. Eine Chronik, Frankfurt am Main, Vittorio Klostermann, 1969, pp. 9-10.

Nel 1667 divenne segretario di una società segreta di alchimisti, però giunse presto a ridicolizzare i loro esperimenti.George MacDonald Ross, "Leibniz and the Nuremberg Alchemical Society", Studia Leibnitiana, vol. 6, 1974, pp. 222-248.

La carriera Successivamente fino al 1672 fu al servizio dell'arcivescovo di Magonza Johann Philipp von Schönborn. Durante il periodo trascorso a Magonza visse a Boyneburger Hof, la residenza del maresciallo dell'Elettorato di Magonza Johann Christian von Boyneburg, che riuscì a procurargli un posto di collaboratore del consigliere di corte Hermann Andreas Lasser. Insieme con Lasser lavorò a una riforma del diritto romano (Corpus juris reconcinnatum), un compito affidatogli dal principe elettore. La sua opera del 1667 Nova methodus discendae docendaeque jurisprudentiae (Il nuovo metodo di apprendere e insegnare la giurisprudenza) ottenne nei circoli specializzati un buon apprezzamento.

Nel 1670 Leibniz, nonostante la sua fede luterana, salì al grado di consigliere presso il tribunale supremo di appello. Nel 1672, su incarico di Boyneburg, Leibniz si recò a Parigi come diplomatico e vi rimase fino al 1676. In questo periodo fa la conoscenza di Christian Huygens, sotto la cui guida approfondì gli studi di matematica e di fisica. Durante il suo soggiorno a Parigi, sottopose a Luigi XIV un piano per una campagna di occupazione dell'Egitto,G. W. Leibniz, Consilium Aegyptiacum. Un grande progetto di Crociata contro i Turchi (1671-1672), Rimini, Il Cerchio, 2012 per distoglierlo dalle guerre di occupazione in Europa, ma il re respinse il progetto. Nel 1672/73 completò il suo progetto della prima calcolatrice meccanica in grado di eseguire moltiplicazioni e divisioni, che presentò alla Royal Society di Londra.

Già dal 1668, il duca Giovanni Federico di Brunswick-Lüneburg aveva proposto a Leibniz l'incarico di bibliotecario presso la sua città di residenza, Hannover; dopo numerosi rifiuti Leibniz accettò infine l'invito del duca Annette von Boetticher (Red.), Leibnizstätten und Leibniz-Institutionen in Hannover, in Leibniz und Hannover – dem Universalgenie auf der Spur, hrsg. vom Präsidium der Leibniz Universität Hannover, Hannover [sine anno, 2009], pp. 22–25; vedi p. 23 e nell'arco di due anni fu anche consigliere di corte di Giovanni Federico. Annette von Boetticher (Red.), Gottfried Wilhelm Leibniz: Leben, Werk, Denkansätze, in Leibniz und Hannover – dem Universalgenie auf der Spur, edito dal Präsidium der Leibniz Universität Hannover, Hannover [sine anno, 2009], pp. 13–19; vedi p. 15 Sotto Ernesto Augusto di Brunswick-Lüneburg, nel 1691 Leibniz divenne bibliotecario della Biblioteca del duca Augusto a Wolfenbüttel, e fu in vivace scambio di opinioni con la principessa elettrice Sofia del Palatinato e con sua figlia, la regina di Prussia Sofia Carlotta di Hannover.Lloyd Strickland (ed.), Leibniz and the Two Sophies: The Philosophical Correspondence, Toronto, Iter Inc. Centre for Reformation and Renaissance Studies, 2011.

Nel 1682–1686 Leibniz si occupò dei problemi tecnici delle miniere dell'Oberharz; egli si recava frequentemente a Clausthal e diede numerosi consigli per il miglioramento delle miniere. Jürgen Gottschalk: Technische Verbesserungsvorschläge im Oberharzer Bergbau. In Erwin Stein, Albert Heinekamp (Hrsg.), Gottfried Wilhelm Leibniz – Das Wirken des großen Philosophen und Universalgelehrten als Mathematiker, Physiker, Techniker. Gottfried-Wilhelm-Leibniz-Gesellschaft, Hannover 1990, pp. 62–71. ISBN 3-9800978-4-6.

Dal 1685 Leibniz viaggiò attraverso l'Europa per conto del casato dei Welfen allo scopo di scrivere una storia di quella famiglia; nel 1688 ebbe l'occasione di ottenere udienza a Vienna dall'imperatore Leopoldo I d'Asburgo e gli espose i suoi piani per una riforma monetaria, del commercio e dell'industria, per il finanziamento delle guerre turche, la costruzione degli archivi imperiali e molte altre cose, ma tutto ciò gli procurò solo grande attenzione da parte dell'Imperatore.

Nel 1698 andò ad abitare a Hannover, nella casa che oggi da lui prende il nome; qui egli poco dopo accolse il suo allievo e segretario Rafael Levi.Peter Schulze, Rafael Levi, in Stadtlexikon Hannover, p. 512

Nel 1700, dopo trattative con il principe elettore del Brandeburgo Federico III, il futuro re Federico I di Prussia, furono realizzati i progetti per un'Accademia Reale Prussiana delle Scienze, sul modello di quelle francese e inglese. L'accademia venne fondata con il sostegno della moglie di Federico, Sofia Carlotta, alla cui corte nel castello di Charlottenburg Leibniz fu frequentemente ospite, ed egli ne fu il primo presidente.

Nel 1704 vi furono a Dresda trattative per la fondazione di un'accademia sassone. Egli fondò in totale tre accademie, che sono ancor oggi attive: la Società brandeburghese delle Scienze Adolf Harnack, Geschichte der Königlich Preußischen Akademie der Wissenschaften zu Berlin, Berlin 1900; Leibniz und seine Akademie: ausgewählte Quellen zur Geschichte der Berliner Sozietät der Wissenschaften 1697–1716, hrsg. von Hans-Stephan Brather, Berlin 1993. (oggi ancora attiva come Società berlinese delle Scienze e anche come Accademia delle scienze di Berlino) come le accademie di Vienna e di San Pietroburgo.

Gottfried Wilhelm Leibniz fu, presumibilmente verso la fine del 1711, elevato al rango di nobile dall'imperatore Carlo VI con il titolo di barone,Johann Jakob Brucker: Historia critica philosophiae a mundi incunabulis ad nostram usque aetatem deducta, Bd. V, Leipzig 1766, p. 364 ma tuttavia ne manca la relativa documentazione.

Poco prima della sua morte i rapporti con la casa di Hannover, ora guidata da Giorgio I Ludovico, si raffreddarono.

Morte e sepoltura

Leibniz, sempre più solo, morì a Hannover il 14 novembre 1716, all'età di 70 anni e la sua salma venne inumata nella chiesa luterana di San Giovanni. La cornice in cui si svolse la cerimonia della sepoltura è controversa. Molti sostengono che la salma fosse accompagnata solo dal suo segretario Hans Joachim Störig, Kleine Weltgeschichte der Wissenschaft. Zürich 1965, p. 252 e che nessun prete abbia accompagnato la sepoltura. Kuno Fischer, Geschichte der neuern Philosophie: Leibniz und seine Schule. Bd. 2, Friedrich Bassermann, Mannheim 1855, p. 22

Al contrario Johann Georg von Eckhart (suo segretario e collaboratore dalla fine del 1698) e Johann Hermann Vogler (suo ultimo assistente e copista) sostengono che la sepoltura abbia avuto luogo il 14 dicembre 1716 con la partecipazione del predicatore di corte David Rupert Erythropel. Wilhelm Totok, Carl Haase (Hrsg.), Leibniz. Sein Leben, sein Wirken, seine Welt. Verlag für Literatur und Zeitgeschehen, Hannover 1966, p. 85 Eckhart, che pochi giorni dopo la morte di Leibniz fu nominato Consigliere di corte e suo successore come bibliotecario e storiografo del casato degli Hannover, Eike Christian Hirsch, Der berühmte Herr Leibniz. Eine Biographie. C. H. Beck, München 2000, p. 616, ISBN 3-406-45268-X racconta che tutti i colleghi, gli impiegati di corte, erano stati invitati alla sepoltura, ma che solo lui stesso vi partecipò come unico rappresentante del suo stato sociale. Ludwig Grote, Leibniz und seine Zeit. Carl Brandes, Hannover 1869, pp. 550ss

Sulla bara il consigliere Eckhart fece apporre un ornamento che mostrava un 1 all'interno di uno 0, con l'iscrizione OMNIA AD UNUM, quale indicazione del sistema numerico binario sviluppato da Leibniz. Ludwig Grote, Leibniz und seine Zeit. Carl Brandes, Hannover 1869, p. 553

Sintesi del pensiero

La calcolatrice e il sistema binario