Molleindustria è un progetto di videogiochi sperimentali e di satira politico-sociale fondato nel dicembre 2003 a Milano. Nato come iniziativa di un collettivo di artisti, designer e programmatori, è oggi principalmente portato avanti dall’artista, game designer ed educatore italiano Paolo Pedercini (classe 1981), che insegna experimental game design e media production presso la Carnegie Mellon University di Pittsburgh. Il nome, che significa letteralmente “industria molle” o “fabbrica soft”, indica un tentativo di riappropriazione critica del medium videoludico e di radicalizzazione della cultura di massa. I primi titoli, realizzati prevalentemente in Adobe Flash e distribuiti gratuitamente online, affrontavano temi come la precarietà del lavoro, la flessibilità, la religione, la sessualità e le dinamiche del capitalismo. Tra i giochi più noti di questo periodo si segnalano: Tamatipico. Il tuo lavoratore precario virtuale (2003) Simulatore di orgasmi Cappuccetto Rosso e il Lupo (con colonna sonora degli Eterea Post Bong Band) Enduring Indymedia (realizzato in occasione del sequestro da parte dell’FBI di alcuni server di Indymedia nell’ottobre 2004) Embrioni in fuga (creato in occasione dei referendum sulla procreazione assistita) McDonald’s Videogame (2006) Operazione: Pretofilia (2007), sulla copertura di casi di pedofilia all’interno della Chiesa cattolica.
Pubblicato il 23 giugno 2007, fu temporaneamente rimosso dagli stessi autori dopo un’interrogazione parlamentare dell’onorevole Luca Volontè, che chiedeva al Governo di intervenire per contrastare le offese al sentimento religioso da lui riscontrate nell’opera.
Nel gennaio 2008 Molleindustria realizzò Faith Fighter, un picchiaduro in cui si sfidano in un torneo virtuale le principali divinità e profeti delle religioni contemporanee. Il gioco è disponibile in due versioni: una non censurata e un’altra in cui è stata oscurata l’effigie di MaomettoFaith Fighter fa il giro della rete, puntoinformatico.it.
Nel settembre 2011 uscì Phone Story, un videogioco che intende provocare una riflessione critica sulla filiera produttiva degli smartphone. Bandito dopo soli quattro giorni dall’App Store di Apple per “violazioni delle linee guida per gli sviluppatori”, è rimasto disponibile per Android e via web.
Negli anni successivi il progetto ha abbandonato progressivamente la tecnologia Flash (ormai obsoleta) a favore di giochi browser-based, scaricabili e, in alcuni casi, per realtà virtuale. Tra i titoli più rilevanti del periodo successivo figurano: Unmanned (2012), che mette il giocatore nei panni di un pilota di droni To Build a Better Mousetrap A Prison Strike (2018) Democratic Socialism Simulator (2020) Lichenia, un city-builder ambientato nell’Antropocene Green New Deal Simulator (2023) The New York Times Simulator (2024), una critica ai meccanismi di “fabbricazione del consenso” dei media mainstream Meet Me at the Workers’ Club, ricostruzione interattiva del Workers’ Club di Alexander Rodchenko. Molleindustria continua a produrre giochi brevi, gratuiti e politicamente impegnati, affiancando all’attività creativa una riflessione teorica sul medium videoludico (preservazione digitale, indie games, rapporto tra videogiochi e capitalismo).
Note
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