Il Basket Mestre 1958, comunemente noto come Basket Mestre o per ragioni di sponsorizzazione come Gemini Mestre, è una società di pallacanestro maschile italiana con sede a Mestre e milita in Serie A2
È stato rifondato nel 2009, con l'intento di perpetuare la tradizione della precedente società, esistita fra il 1958 e il 1989. Tale società ha giocato in serie B nella stagione 1961-62 e ha ottenuto la promozione in serie A (seconda serie) da dove però retrocede l'anno successivo. Successivamente dalla stagione 1974-75 alla stagione 1987-1988 ha disputato il massimo campionato italiano tra Serie A1 e Serie A2. Per tre volte ha disputato la Coppa Korać.
Il Basket Mestre ha raggiunto i quarti di finale per l'assegnazione dello scudetto nel 1980-81. Inoltre ha vinto 6 titoli nazionali giovanili nelle categorie: Allievi, Juniores, Cadetti e Propaganda (dal 1975 al 1984, 1ª in Italia) e producendo giocatori arrivati a giocare nella squadra Nazionale (Villalta, Coldebella, Pilutti, Ancilotto).
Nella stagione 2025-2026 milita in Serie A2, secondo livello del campionato italiano di pallacanestro.
Il Basket Mestre non va confuso con un'altra squadra cittadina: i Bears Mestre. Questi ultimi, nati nel 1990, hanno disputato alcune stagioni di Serie B d'Eccellenza a cavallo tra gli anni novanta e gli anni duemila, sfiorando la promozione in A2 nel 1999.
Nel luglio del 1984 il Basket Mestre segna il record nazionale di prima società a conquistare il titolo in tutte le categorie dei titoli nazionali giovanili, vincendo il titolo mancante della squadra "propaganda".
Storia Nascita della pallacanestro a Mestre
Il primo campo di pallacanestro a Mestre fu previsto nel progetto dello stadio Francesco Baracca che prevedeva un campo da mt. 27 × 11 (molto lungo, per il tempo: basti pensare che poi i campi di pallacanestro furono da 26 x 14 fino agli anni 2000 ed attualmente sono 28 x 15) situato nella semilunetta nord del campo polisportivo stesso. Il progetto è datato 12 ottobre 1923, presentato il 13 ed approvato il 17 successivo. L'incarico al progettista del 6 settembre 1923. Il progetto del campo da pallacanestro fu a seguito di una vera e propria "rivoluzione culturale mestrina" di comportamento degli uomini rispetto alle donne, pallacanestro vista appunto come sport "anche femminile". Seguì una lettera da parte della Reale Confederazione di Ginnastica indirizzata a Turrini Lucrezia (C/O Hotel Vivit, Mestre) contenente il regolamento della pallacesto.
La pallacanestro a Mestre (sia maschile che femminile) nasce nel 1924 quando i signori e signore mestrine si allenarono al tiro su un canestro fatto con una cesta della frutta di 45 cm di diametro e situato a 3 metri d'altezza presso la bottega dell'ambulante di frutta e verdura Toffanello Enrico e situato all'angolo tra il viale Garibaldi e la via Spalti, di fronte alla scuola Ticozzi.
All'inaugurazione delle strutture del campo polisportivo, effettuata il 14 giugno 1925 vi fu anche una partita amichevole di pallacanestro (Novara Asej-Imea, terminata 28-12Dalla Gazzetta di Venezia del 15 giugno 1925), nonché una gara goliardica ai tiri liberi tra Reyer Venezia (che stava allestendo la propria squadra di pallacanestro) e signore mestrine, vinta da quest'ultimeIl Gazzettino del 22 marzo 2022. Il nascente basket mestrino però poi subì uno stop, causato dalla mancanza dei canestri: la Reyer se li era portati via, nonostante la Reale Confederazione di Ginnastica li avesse destinati a Mestre. Questo farà morire la giovanissima pallacanestro mestrina, pallacanestro che rimarrà praticata però a livello individuale-amatoriale e che rinascerà poi nel dopoguerra.
La rinascita nel 1958: i primi anni
Quindi, dopo la parentesi 1924-25, il Basket Mestre rinasce ufficialmente nel 1958 presso il campetto della chiesa di Sant'Antonio a Marghera sotto la presidenza Corich, ma solamente una stagione dopo si trasferisce nella palestra del Dopolavoro Edison (successivamente Dopolavoro Montedison). L'iscrizione nel 1958-59 è alla Serie C.
La squadra cresce, e gioca già in serie B nella stagione 1961-62 ed ottiene la promozione in Serie A (seconda serie) dove però la prima apparizione sarà fugace, in quanto retrocede l'anno successivo ma da ricordare per i primi derby con la Reyer Venezia.
Le due stagioni seguenti vengono giocate ancora in serie B, mentre la stagione 1965-66 vede la riforma dei campionati e le serie da "A Elite", "A" e "B" cambiano nome in "A", "B" e "C" e riducono il numero di squadre partecipanti.
Sempre con lo sponsor Leacril la squadra vince il girone C di Serie C 1965-1966 ma perde le finali promozione contro l'Alpan Casale e deve aspettare il 1969 per salire di categoria.
Cambiato lo sponsor in Fluobrene, il Basket Mestre fa il salto di qualità con una serie di campionati di buon livello nella serie cadetta dal 1969-1970 al 1973-74 a guida di Augusto Giomo. Dopo la prima salvezza raggiunta con tranquillità, nel successivo campionato, Mestre, impreziosita dall'arrivo di Giorgio Cedolini, lotta fino alle ultime giornate con la Gorena Padova, per la promozione in A. La stagione successiva 1971-72 registra il quarto posto in classifica e il debutto del sedicenne Renato Villalta, mentre arrivano le prime soddisfazioni dal settore giovanile con il minibasket (all. Giampaolo Donega) si classifica secondo al torneo nazionale (preannunciando il primo scudetto giovanile di tre anni successivo),
Dopo una stagione a Padova nel 1973-1974 rientrano Cedolini e Gracis, e con l'esplosione di Renato Villalta la squadra mestrina vince il Girone B qualificandosi quindi al girone finale, che vede l'affermazione di Mestre a pari merito con la Scatto IBP Roma e la storica promozione in Serie A 1974-75.
La Serie A
Già da molti anni il Basket Club Mestre si era trasferito nel nuovo Palasport di via Olimpia, il "C.O.N.I." (ora intitolato a Davide Ancilotto); ma l'impianto è troppo piccolo per ricevere l'omologazione necessaria per le partite di Serie A con la squadra che deve trasferirsi a Castelfranco Veneto. Ed è là che il 26 gennaio 1975 si registra il primo derby ufficiale di Serie A1 in casa mestrina, che viene vinto dalla Duco Mestre sulla Canon Venezia per 87-85, con i due liberi decisivi segnati dal capitano Giorgio Cedolini, bandiera Reyer negli anni '60. Magra consolazione tuttavia, perché con la sconfitta agli spareggi del maggio 1975 a Genova con la IBP Roma e la Alco Bologna arriva la retrocessione nella nascente serie A2. La stagione è comunque da ricordare per il trionfo della squadra DUCO Under 15 che si assicura il primo scudetto giovanile della società, proprio con il gruppo che nel 1972 aveva conquistato il secondo posto alle finali nazionali Propaganda.
Le due successive stagioni 1975-76 e 1976-77, giocate in via Olimpia, si concludono con un buon 5º e 6º posto. Nel 1976 il marchio Duco lascia il posto al marchio Vidal come main sponsor e Mestre cede alla Sinudyne Bologna il ventunenne Renato Villalta per la stratosferica cifra, al tempo, di 400 milioni di lire (circa 4 milioni di euro ai giorni nostri considerati gli effetti inflazionistici).
Nella Serie A2 1977-78, Mestre parte male e il 10 gennaio esonera Sergio Curinga, sostituito da Roberto Zamarin. A fine campionato, la Vidal Mestre arriva allo spareggio di Trieste con la Mobiam Udine che vede la sconfitta della formazione mestrina e la retrocessione in Serie B.
Il Mestre di Celada
Tuttavia nell'estate il patròn dell'Aurora Basket Alessandria, Pieraldo Celada, trasferisce la società a Mestre portandosi dunque dietro i diritti di A2 conquistati con la promozione nel precedente campionato di B, lo sponsor Superga, l'allenatore Massimo Mangano e qualche giocatore, concludendo l'estate con il roboante ingaggio della coppia di americani Dulaine Harris e Harthorne Wingo, quest'ultimo vincitore nel 1973 del titolo NBA con i New York Knicks e poi protagonista in Serie A1 con Cantù (due Coppe delle Coppe). Inoltre apre il Palazzetto di Via Cavergnaghi, successivamente intitolato a Giuseppe Taliercio, nuova capiente casa del Basket Mestre. Risultato: Serie A1.
L'anno successivo la squadra retrocede dopo lo spareggio di Milano presso il Palasport di San Siro contro la Scavolini Pesaro, perso di un punto all'ultimo secondoFilmato ultimi secondi spareggio Milano: . La partita è ricordata per il seguito record di tifosi al seguito delle due squadre: circa 5000 pesaresi al seguito (77 pullman) e oltre 3000 mestrini (39 pullman).
Il campionato 1980-1981 vede l'arrivo di Chuck Jura (lo "sceriffo del Nebraska") e John Brown, e il pronto ritorno di Mestre in Serie A1. All'epoca le neopromosse dalla A2 disputavano i play-off scudetto e Mestre riesce a sconfiggere in due partite la Ferrarelle Rieti di Willie Sojourner e Roberto Brunamonti qualificandosi per i quarti di finale playoff, sfiorando poi la vittoria contro l'Olimpia Billy Milano di Dan Peterson in gara-1 al PalaLido, prima di cedere in gara-2 e terminare così la stagione.
Nel 1981-82, sempre con Chuck Jura e John Brown e con un nucleo di giocatori italiani quali Andrea Forti, Fabio Colombo, Franz Arrigoni e l'esordiente Stefano Teso (che diverrà poi anche capitano), sono appena sei i punti in classifica al giro di boa: Mestre, targata in quella stagione Jesus Jeans, è ultima alla pari con la Bartolini Brindisi. Ma la squadra fa seguire un ottimo girone di ritorno (vincendo anche con le grandi Varese, Milano, Roma) fino a raggiungere una buona posizione di centroclassifica ed ottiene la salvezza con una giornata d'anticipo sfiorando i playoff, non raggiunti per i risultati negli scontri diretti con la Lattesole Bologna. Si chiude così l'era Mangano dopo quattro stagioni. Nel 1982-1983 con l'avvento del marchio Lebole la squadra viene rinnovata pesantemente e affidata all'allenatore spagnolo Moncho Monsalve che viene poi sostituito dall'allenatore delle giovanili Claudio Bardini: è una stagione travagliata che termina con la retrocessione in Serie A2. Nella stagione l'unico successo significativo è la vittoria contro il Banco Roma con i 22 punti segnati da Paolo Lanza (record personale).
Tornata in Serie A2 Mestre vede un ridimensionamento del budget e l'arrivo di Bill Collins e Craig Shelton e chiude il 1983-1984 in undicesima posizione. Nel luglio 1984 il Basket Mestre segna il record nazionale di prima società a conquistare il titolo in tutte le categorie dei titoli nazionali giovanili, vincendo il titolo mancante della squadra "Propaganda". Nel 1984-85 arriva il marchio Pepper; con la seconda stagione di Craig Shelton, arriva Ray Tolbert e debutta Claudio Pilutti. Altra salvezza per il Basket Mestre. Il 1985-86 vede l'arrivo a Mestre dell'allenatore Gianni Asti e di Steve Lingenfelter, che rimane in squadra per tre stagioni. Il "Fernandel di Mestre" (così era chiamato Steve per la particolare somiglianza al noto attore) nella stagione è il giocatore dalla miglior % al tiro del campionato con oltre il 70% e aiuta Mestre a mantenere la categoria.
Nel 1986-87 la squadra allenata da Gianni Asti vede l'arrivo di Mauro Procaccini, Moreno Sfiligoi e David Lawrence, con l'esordio di Claudio Coldebella: Mestre sfiora ben 2 volte la promozione in Serie A1; dapprima in regular season dove perde il derby con la Benetton Treviso già promossa in A1 e quindi consente alla Liberti Firenze di salire di categoria grazie agli scontri diretti favorevoli con la compagine mestrina, e poi nella fase di playoff/playout dove la differenza canestri negli scontri diretti premia l'Ocean Brescia.
L'anno successivo (sponsor Cuki) il Basket Mestre viene affidato nuovamente a Massimo Mangano (successivamente esonerato): la squadra dopo molte traversie e una girandola di giocatori statunitensi retrocede in Serie B1 salutando la Serie A dopo 14 stagioni.
Gli anni bui