LAccademia russa delle scienze (), abbreviata in ARS (), è un'organizzazione che comprende e raggruppa diversi istituti scientifici dislocati su tutto il territorio della Russia. Nota fino al 1991 come Accademia delle scienze dell'URSS, oggi ha sede a Mosca.
L'Accademia è considerata un'organizzazione civile, autonoma e senza fini commerciali dal Governo della Federazione Russa. (in russo) Al suo interno i membri dell’ARS collaborano con gli scienziati affiliati ai diversi istituti. Vicino all'accademia centrale c'è un monumento a Yuri Gagarin nella piazza a lui dedicata.
L'attuale presidente dell’Accademia russa delle scienze è Gennadij Krasnikov (), eletto nel 2022. A quella data, l'Accademia raggruppava ben istituzioni, per un totale di circa impiegati, di cui ricercatori., 27 ottobre 2017, in russo. (numero di impiegati: pag. 8), 20 marzo 2017, in russo.
Storia L'Accademia delle Scienze dell'Impero russo
L'accademia fu fondata a San Pietroburgo da Pietro il Grande su suggerimento del filosofo tedesco Gottfried Wilhelm von Leibniz. La sua istituzione fu ufficialmente approvata con un decreto del Senato dell'8 febbraio 1724.
Originariamente chiamata Accademia delle Scienze di San Pietroburgo (), essa ha cambiato nome diverse volte nel corso del tempo, passando da Accademia Imperiale delle Scienze e delle Arti (Императорская Академия наук и художеств, Imperatorskaja Akademija nauk i chudožestv) tra il 1747 e il 1803 a Accademia Imperiale delle Scienze (Императорская Академия Наук, Imperatorskaja Akademija Nauk) tra il 1803 e il 1836 per arrivare a Accademia Imperiale delle Scienze di San Pietroburgo (Императорская Санкт-Петербургская Академия Наук, Imperatorskaja Sankt-Peterburgskaja Akademija Nauk) dal 1836 fino alla fine dell'impero nel 1917.
In questo lungo periodo furono invitati a lavorarvi soprattutto matematici del calibro di Eulero, Anders Johan Lexell, Christian Goldbach, Georg Bernhard Bilfinger, Nicolaus II Bernoulli e Daniel Bernoulli. Ovviamente furono invitati esperti anche di altre discipline, tra cui gli embriologi Caspar Friedrich Wolff e Karl Ernst von Baer, gli astronomi Joseph-Nicolas Delisle e Nevil Maskelyne, il botanico Johann Georg Gmelin, il fisico Georg Wolfgang Kraft, lo storico Gerhard Friedrich Müller, il filosofo Vladimir Viktorovič Adoratskij.
Scienziati provenienti dall'Accademia sono stati più volte a capo di importanti spedizioni geografiche. Tra queste, la seconda spedizione in Kamčatka di Vitus Bering tra il 1733 e il 1743, le spedizioni in otto diverse località russe da cui assistere alle diverse fasi del transito di Venere del 1769 e le spedizioni in Siberia di Peter Simon Pallas tra il 1769 e il 1774.
Inoltre, nel 1783 fu creata un'organizzazione indipendente, nota come Accademia imperiale russa, con il preciso obiettivo di studiare la lingua russa. Questa fu poi fusa nel 1841 con l'allora Accademia Imperiale delle Scienze di San Pietroburgo.
L'Accademia delle Scienze dell'Unione Sovietica Poco dopo la Rivoluzione d'ottobre, nel dicembre del 1917, diversi membri del mondo scientifico convinsero Lenin a non sopprimere l'Accademia. In particolare, fu concordato che questa avrebbe fornito le conoscenze necessarie alla costruzione del nuovo impianto statale in cambio di un sostegno politico e finanziario da parte del governo.
Le attività più importanti dell'Accademia negli anni 1920 inclusero quindi approfonditi studi sull'anomalia magnetica di Kursk e sui minerali della penisola di Kola, oltre allo sviluppo del cosiddetto Piano GOELRO per l'elettrificazione di vaste aree del territorio. Il numero crescente di attività svolte causò un rapido aumento del numero di collaboratori dell'Accademia, che nel 1925 fu ufficialmente riconosciuta come la più alta istituzione scientifica del paese e fu rinominata Accademia delle Scienze dell'UNione Sovietica. Nel 1934 la sede dell'Accademia fu inoltre spostata da Leningrado alla capitale Mosca.
Gli anni di Stalin furono in generale contrassegnati da una rapida industrializzazione dell'Unione Sovietica, la qual cosa richiese una vasta mole di ricerche, principalmente in ambito tecnico. Tuttavia, nello stesso periodo molti scienziati subirono la dura repressione ideologica del regime.
Durante la seconda guerra mondiale, l'Accademia contribuì notevolmente allo sviluppo di armi moderne, tra cui soprattutto carri armati (in particolare i T-34), aeroplani e tecnologie per la demagnetizzazione delle navi e la protezione contro le mine navali. Si può quindi giustamente ritenere di fondamentale importanza il ruolo dell'Accademia nella vittoria dell'URSS sulla Germania nazista, ma non solo. Durante e dopo la guerra, infatti, l'Accademia fu coinvolta anche nel programma atomico sovietico e nelle politiche economiche del regime, contribuendo a rendere l'URSS una temibile superpotenza nell'ambito della guerra fredda.
Alla fine degli anni 1940, l'Accademia contava otto suddivisioni (scienze fisico-matematiche, scienze chimiche, scienze geologiche e geografiche, scienze biologiche, scienze tecniche, storia e filosofia, economia e giurisprudenza, lingue e letterature), tre comitati (uno per il coordinamento del lavoro scientifico delle Accademie delle Repubbliche, uno per la propaganda scientifica e tecnica e uno per editoriali e pubblicazioni), due commissioni (una per la pubblicazione di letteratura scientifica popolare e una per la gestione di musei e archivi) e un laboratorio per dipartimenti di fotografia e cinematografia scientifica.
L'Accademia delle scienze dell'URSS contribuì a fondare accademie nazionali di scienze in tutte le repubbliche sovietiche (con l'eccezione della Repubblica Socialista Federativa Sovietica Russa), in molti casi delegando eminenti scienziati a vivere e lavorare in altre repubbliche. Queste accademie erano (in ordine di fondazione):
RepubblicaNome localeAnno di fondazioneEnte successoreАкадемія наук Української РСР1918Accademia nazionale delle scienze dell'UcrainaАкадэмія Навукаў Беларускай ССР 1929Accademia nazionale delle scienze della Bielorussiaსაქართველოს სსრ მეცნიერებათა აკადემია1941Accademia nazionale delle scienze della GeorgiaLietuvos TSR Mokslų akademija1941Accademia lituana delle scienzeЎзбекистон ССР Фанлар академияси1943Accademia uzbeka delle scienzeՀայկական ՍՍՀ գիտությունների ակադեմիա1943Accademia nazionale delle scienze dell'ArmeniaАзәрбајҹан ССР Елмләр Академијасы1945Accademia Nazionale delle scienze dell'AzerbaigianҚазақ ССР Ғылым Академиясы1946Accademia kazaka della scienzeАкадемия де Штиинце а РСС Молдовенешть1946Accademia delle Scienze della MoldaviaLatvijas PSR Zinātņu akadēmija1946Accademia lettone delle scienzeEesti NSV Teaduste Akadeemia1946Accademia estone delle scienzeТүркменистан ССР Ылымлар Академиясы1951Accademia turkmena delle scienzeАкадемияи Фанҳои РСС Тоҷикистон1953Accademia tagika delle scienzeКыргыз ССР Илимдер академиясы 1954Accademia kirghiza delle scienze
Tra i traguardi più importanti raggiunti dall'Accademia della seconda metà del XX secolo, vi è, in primo luogo, il programma spaziale sovietico. In particolare, nel 1957 fu lanciato lo Sputnik 1, il primo satellite artificiale mandato in orbita intorno alla Terra.. Altri momenti si ebbero nel 1961, quando Jurij Gagarin divenne il primo essere umano a volare nello spazio, e nel 1971, con il lancio della Saljut 1. Scoperte sostanziali furono fatte anche nel ramo nucleare e in altri campi della fisica. Inoltre, l'Accademia ha partecipato all'apertura di nuove università o di nuovi programmi di studio nelle università già esistenti.
In generale, il periodo sovietico fu il più fruttuoso nella storia dell'Accademia delle Scienze russa (sovietica, a quei tempi) ed è ora ricordato con nostalgia da molti scienziati russi.
Periodo post-sovietico Poco prima del crollo dell'Unione Sovietica, il 2 dicembre 1991 l'accademia fu ribattezzata Accademia Russa delle Scienze, ereditando inoltre tutte le strutture dell'Accademia delle Scienze dell'URSS comprese nel territorio della Federazione Russa.
La crisi derivante dal crollo e la conseguente drastica riduzione del sostegno statale alla scienza costirnsero molti scienziati a lasciare la Russia per trasferirsi in Europa, in Israele o negli Stati Uniti d'America. Alcuni eccellenti laureati che avrebbero potuto diventare ricercatori promettenti passarono anche ad altre attività, prevalentemente nel settore del commercio.
Negli anni 2000, con il miglioramento delle condizioni economiche del paese, il governo annunciò un programma di modernizzazione, in cui era previsto un aumento delle spese per la ricerca scientifica. Tuttavia, secondo fonti della stessa Accademia, nel 2013 le spese totali in ricerca e sviluppo sono rimaste al di sotto del 40% rispetto al livello del 1990 e ai livelli pre-crisi.
Le riforme degli anni 2010 Il 28 giugno 2013 il governo russo annunciò inaspettatamente un progetto di legge per lo scioglimento dell’ARS e la creazione di una nuova organizzazione "pubblico-governativa" con lo stesso nome. Gli edifici e le altre proprietà dell'Accademia sarebbero passati sotto il controllo di un'Agenzia Federale per le Organizzazioni Scientifiche (FASO) istituita dal governo. L'idea dichiarata era di consentire agli scienziati di concentrarsi esclusivamente sulle attività di ricerca senza preoccuparsi dei servizi di manutenzione degli alloggi o di questioni amministrative. La riforma è stata presumibilmente ideata da Mikhail Kovalchuk, fratello di Jurij Kovalchuk, noto come il banchiere personale di Vladimir Putin.
La bozza di legge, che nella sua forma iniziale avrebbe sostanzialmente cambiato il sistema dell'organizzazione scientifica in Russia, provocò conflitti con i circoli accademici e una netta opposizione da parte di molte personalità di spicco., editoriale su Nature Un ampio gruppo di membri dell’ARS rese inoltre nota la propria intenzione di non aderire alla nuova accademia in caso di approvazione della riforma. Alcuni dei più importanti scienziati della comunità internazionale (tra cui Pierre Deligne, Michael Atiyah, David Mumford e altri) scrissero lettere aperte in cui descrivevano il progetto di riforma dell’ARS come "scioccante" e persino "criminale". Le forti proteste spinsro il governo ad attenuare i contenuti della bozza e ad eliminare qualsiasi riferimento alla dissoluzione dell'Accademia, riuscendo così ad approvare il progetto il 27 settembre dello stesso anno.
Dal 2013 le istituzioni accademiche sono comunque gestite dalla FASO, che era l'elemento chiave della riforma. Questa agenzia è stata autorizzata a "valutare", a proprio insindacabile giudizio, l'operato delle diverse istituzioni facenti capo all’ARS, ed è proprio questo punto ad essere ritenuto pericoloso da molti scienziati.
Tra il 2014 e il 2017 non si verificarono azioni di protesta su larga scala, pur essendo evidente una certa spaccatura tra la FASO e gli scienziati dell'Accademia. Tentativi di dialogo furono avviati sul finire del 2017 dal presidente (2017-2022) Aleksandr Sergeev, per il quale con la sua elezione si apriva la fase post-riforma della storia dell'Accademia. Queste dichiarazioni distensive permisero la fissazione dello status giuridico del RAS e un ampliamento dei poteri conferitigli con un progetto di legge approvato dalla Duma di Stato nel luglio 2018. Pochi mesi prima infatti la FASO perse la propria autonomia e divenne parte del Ministero della Scienza e dell'Istruzione superiore.
Composizione