La Pallacanestro Treviso, nota come Benetton Treviso fino all'anno 2012 per ragioni di sponsorizzazione, è una società sportiva dilettantistica di pallacanestro con sede nella città di Treviso. Pur essendo stata tra le squadre più titolate d'Italia, nel 2012 ha rinunciato al massimo campionato per concentrarsi esclusivamente sul settore giovanile, salvo nel 2015 in cui ha disputato il campionato di Serie C Silver.

Storia Inizi Nel 1954 nasce, sotto l'egida del CSI, la Duomofolgore, presieduta dal professor Menenio Bortoluzzi, che in pochi anni porta la squadra dalla Promozione fino alla serie A nella stagione 1961-62. Nella prima apparizione sul massimo palcoscenico nazionale, la società trevigiana subisce numerose sconfitte, alcune delle quali umilianti, e pertanto viene retrocessa l'anno stesso. Già nel 1963-64, i problemi finanziari della società costringono il presidente Bortoluzzi a gettare la spugna.

Dopo un periodo di difficoltà ed alcune retrocessioni, negli anni sessanta assume il nome di Associazione Pallacanestro Treviso e la responsabilità societaria passa a Luciano Bortoletto. Dal 1971 viene sponsorizzata dalla Faram. In questo periodo la presidenza viene assunta dall'avvocato Ugo Grelli. La squadra trevigiana fa un salto clamoroso, poiché conquista dapprima la Serie C ed in seguito, grazie alla fusione di due altre società nel 1976, anche la serie B. Allenatore della Faram Treviso, a metà anni '70 è Gianni Furlan. Nel 1978 fu ingaggiato il primo allenatore professionista, Mario De Sisti, e si cambia anche la sponsorizzazione, alla Faram subentra la Liberti di Aldo Bordignon, il quale diventa presidente. Nel 1979, dopo aver battuto nello spareggio-promozione la Pallacanestro Livorno, ottiene la promozione in serie A/2.

Anni Ottanta: ingresso in società della famiglia Benetton Nel 1979-80 la Pallacanestro Treviso, sponsorizzata Liberti, disputa il campionato di serie A2. I primi stranieri ingaggiati, in assoluto, dalla storia della Pallacanestro Treviso, in questa occasione, sono gli statunitensi Tom Scheffler e Dave Sorenson. Coach è ancora Mario De Sisti. La matricola trevigiana, alla fine della stagione, termina al sesto posto.

Nella stagione 1980-81 la Liberti, sempre allenata da De Sisti, arriva terza, con un buon ruolino di marcia di ventuno partite vinte e undici perse, e conquista la promozione in serie A/1.

Nel 1981-82 con il campionato di A/1, subentra come sponsor la Benetton ma non disponendo di un palazzetto adeguato alla massima serie, la squadra trevigiana si vede costretta ad emigrare a Padova. A rafforzare la formazione, vengono presi Larry Boston, Alberto Marietta e Davide Croce. Inoltre arriva da Trieste Nestore Crespi, il primo General Manager professionista della Pallacanestro Treviso. Coach della squadra trevigiana è Piero Pasini, il quale non riesce ad evitare la retrocessione. Nel frattempo inizia la costruzione del nuovo palazzetto dello sport, nelle vicinanze di Treviso.

Nella Benetton della stagione 1982-83, ancora in esilio a Padova, siede in panchina Gianfranco Lombardi. Stranieri di quest'annata sono Dale Solomon e Larry Demic, fortemente voluto da Lombardi, ma tagliato quasi subito per scarso rendimento, al suo posto arriva Art Housey. Arriva al decimo posto in serie A/2 e, perciò, riesce a salvarsi dalla seconda retrocessione di fila. Alla fine della stagione Aldo Bordignon passa la mano direttamente alla famiglia Benetton, che diviene proprietaria. La presidenza viene assunta da Gianni Furlan.

Nel 1983 vede alla luce il gioiello del PalaVerde, realizzato con contributo della famiglia Benetton. Con la stagione 1983-84 la Benetton, allenata da Mauro Di Vincenzo, vengono presi sul mercato Vittorio Ferracini, proveniente dall'Olimpia Milano, il quale diventa subito capitano, l'italoamericano Phil Melillo e il croato Željko Jerkov. Treviso, al termine della stagione regolare di A2, arrivando solamente dodicesima, davanti alla Virtus Rieti, a Vigevano, alla Pallacanestro Livorno e alla Scaligera Verona, rishcia il baratro della serie B. In Coppa Italia le cose vanno assai meglio, dato che arriva fino in semifinale, eliminata dalla Granarolo Bologna.

Il 30 agosto 1984 la Benetton, squadra ancora di serie A2, disputa un'amichevole di lusso contro la franchigia NBA dei Seattle SuperSonics. La squadra trevigiana viene sconfitta per 123 a 101, ma l'impianto mediatico è notevole, quindi le premesse per spiccare il volo sono notevoli. Infatti, in quell'annata, il 1984-85 la Benetton, con coach Massimo Mangano e dirigente Giuseppe De Stefano, allestisce una buona squadra. Al confermatissimo Dale Solomon si aggiunge il centro Marcel Starks, quest'ultimo, nonostante un inizio esplosivo, si infortuna alla decima giornata e viene sostituito dal nigeriano Abayomi Sangodey. Alla fine Treviso arriva al secondo posto in A2 e dunque ritorna nella massima serie, dopo tre anni di purgatorio.

Con il 1985-86 la squadra trevigiana fa il suo ritorno in serie A1. Benché al roster venga aggiunta qualche pedina importante, come Massimo Iacopini, Carlo Caglieris e Audie Norris, quest'ultimo, un centro dotato di grande fisicità, si "rompe" subito alla quarta giornata, venendo sostituito dall'ala grande Joe Kopicki, la squadra si trova in difficoltà e al termine del girone d'andata si trova con solo sei punti. Un primo grave problema si ha con l'infortunio di Audie Norris. Viene così esonerato Mangano, al quale subentra, alla guida tecnica, Lajos Tóth, ma la cura non ha effetto. Alla fine della regular season la Benetton vince solamente otto partite, arriva quindicesima e quindi scende nuovamente in A2.

Per la stagione 1986-87 viene chiamato alla guida tecnica il "barone" Riccardo Sales, con il compito di riportare la Benetton in massima serie. Sales, al confermato Norris, recuperato dall'infortunio dell'anno precedente, gli affianca il centro Kenneth Perry. Presidente della società, a partire dal 1986, diventa Luciano Bortoletto. La missione riesce, il team trevigiano, in serie A2, diventa la squadra ammazza-campionato e con 22 partite vinte e solo otto perse, arriva prima in regular season ed ottiene la promozione in A1. Ma la stagione non finisce con la promozione. Partecipa ai play-off, in virtù di essere la prima classificata di A2 incontra la Pallacanestro Livorno, cioè la quinta di A1, però viene eliminata in tre gare.

Con l'annata 1987-88 la Benetton, sempre allenata da Sales, deve muoversi sul mercato per rimpiazzare i due giocatori stranieri, dato che Norris firma un contratto sontuoso con il Fc Barcellona e Perry viene tagliato. Vengono presi Mike Davis e il veterano NBA Mark Olberding. Alla fine della regular season, la dodicesima piazza, ma la salvezza non è ancora raggiunta, perché deve essere conquistata attraverso i play-out. Nel minitorneo di sei squadre, delle quali solo le prime due restano in A1, viene inserita nel girone giallo, nel quale dovrà vedersela con una squadra di serie A/1, la Wuber Napoli, e con altre quattro di A2, Viola Reggio Calabria, Montecatini, Udine e Pescara. Nonostante il rischio incorso di retrocedere in seconda divisione tramite questo "limbo", il team trevigiano riesce a vincere ben sette incontri su dieci, guadagnandosi così la permanenza in serie A1.

Con il 1988-89 la Benetton si pone, oltre alla salvezza, traguardi più ambiziosi, ossia la conquista dei play-off. Vengono presi sul mercato gli statunitensi Kyle Macy e Dan Gay e l'italiano, Pietro Generali, centro con molti anni d'esperienza con la canotta delle V nere, che vanno ad aggiungersi al roster di italiani ormai collaudatissimo che comprende Massimo Iacopini, Paolo Vazzoler, Massimo Minto e Paolo Pressacco. I risultati non tardano, dato che in regular season la Benetton arriva al quarto posto, posizione di assoluto riguardo, mai conquistata in precedenza, e, benché venga già eliminata ai quarti di play-off dall'Olimpia Milano, alla quale si aprono grandi prospettive per il futuro.

Anni Novanta

Nella stagione 1989-90, la squadra trevigiana spera di bissare il buon risultato dell'anno precedente. Colonne portanti del roster restano Dan Gay, Kyle Macy, Massimo Iacopini e Massimo Minto. La stagione regolare va tra alti e bassi: a stagione ancora non terminata viene esonerato il coach Riccardo Sales, ma alla fine in classifica arriva l'undicesima piazza che significa mancato accesso ai play-off. Nei play-out la Benetton viene inserita nel girone verde, in cui le avversarie da battere sono la Reyer Venezia, Pallacanestro Pavia, Aresium Milano, Scaligera Verona e Napoli. Dopo un sofferto girone di play-out, la Benetton riesce a salvarsi proprio all'ultima giornata nella sfida salvezza contro l'arrembante Glaxo Verona, conservando così il posto in serie A1.

Per la stagione 1990-91 il croato Petar Skansi viene chiamato alla guida della Benetton Basket. Inoltre arriva Vinny Del Negro, guardia statunitense di origini italiane, con alle spalle due anni di esperienza in NBA. L'avvio d'annata è entusiasmante: Del Negro trascina la squadra in un girone d'andata formidabile, finito al primo posto. Dopo il giro di boa, però la Benetton va in calando e si classifica al quinto posto. Ai play-off, negli ottavi di finale trova la seconda classificata della serie A2, la Mens Sana Siena, che elimina in tre gare. Ai quarti Treviso incontra il forte Messaggero Roma, con il quale i trevigiani devono issare bandiera bianca dopo tre combattutissime partite. Benché i sogni scudetto si frantumino, la Benetton acquisisce comunque il diritto di partecipare alla Coppa Korać.

Nell'estate 1991 la società cambia status giuridico, da Associazione Pallacanestro Treviso diventa Pallacanestro Treviso srl, in quanto da associazione passa a società a responsabilità limitata. Luciano Bortoletto lascia la carica di presidente, al suo posto subentra il notaio Enrico Fumo.

Nel 1991-92 la squadra viene notevolmente rinforzata con alcuni autentici colpi di mercato, che hanno anche richiamato l'attenzione oltreoceano, come gli ingaggi del croato Toni Kukoč, astro nascente dal basket europeo e futuro campione NBA, e del centro azzurro Stefano Rusconi. Altro acquisto di spessore è quello di Nino Pellacani. L'avvio di stagione si rivela incerto, poiché proprio i nuovi acquisti Kukoč e Rusconi si infortunano in maniera seria, tanto che restano lontani dal parquet per almeno un paio di mesi. Kukoč viene momentaneamente sostituito, in modalità "a gettone", dallo statunitense Randolph Keys. I primi traguardi sfumano: eliminazione dalla Coppa Korać dal modesto Peristeri e sconfitta in finale di Coppa Italia dalla Scavolini Pesaro. Ma la stagione termina in crescendo, con il secondo posto in regular season, che all'epoca fu il miglior piazzamento in assoluto nella storia del club. Nei quarti di finale dei playoff Treviso si sbarazza, in due sole gare, della Stefanel Trieste. In semifinale supera l'ambizioso Messaggero Roma, per 2-1 nella serie. In finale ritrova la Scavolini Pesaro, ma questa volta il team trevigiano rifila un 3-1 ai biancorossi marchigiani e può finalmente fregiarsi del primo scudetto della sua storia.

Il 1992-93 è l'anno della difesa dello scudetto. In estate la Benetton perde Vinny Del Negro che, allettato dalle offerte NBA, si accasa ai San Antonio Spurs. Del Negro viene però rimpiazzato egregiamente dall'ex Lakers Terry Teagle. Inoltre vengono presi gli italiani Maurizio Ragazzi e Riccardo Esposito. Si inizia con la vittoria della prima Coppa Italia. Nel campionato europeo per club viene inopinatamente sconfitta, nella finalissima di Atene, dal Limoges CSP. In campionato arriva un terzo posto in regular season. Ai playoff i biancoverdi battono, faticando, la Viola Reggio Calabria e l'Olimpia Milano, rispettivamente nei quarti e in semifinale. In finale scudetto c'è la Virtus Bologna, squadra che si aggiudica il titolo in tre gare.