San Donà di Piave (San Donà in veneto, pronuncia ) è un comune italiano di abitanti della città metropolitana di Venezia in Veneto. Situata nella Pianura Veneto-Friulana, lungo la riva sinistra del fiume Piave è il capoluogo storico del Basso Piave, territorio che insieme ad alcuni comuni e all'area del Portogruarese costituisce il Veneto Orientale, teatro di aspri scontri nel corso della prima guerra mondiale.
Geografia fisica Territorio
Il territorio di San Donà di Piave, esteso per , sorge nella bassa pianura veneta, a nord della Laguna Veneta. In origine tale area si estendeva interamente lungo la sponda sinistra del Piave. Gli interventi idraulici attuati dalla Serenissima a partire dal Cinquecento, da ultima la diversione del corso del fiume operata nel 1664, hanno diviso l'area in due settori separati dal Piave Nuovo..
L'altitudine ufficiale del comune, corrispondente al punto sul quale sorge la sede comunale, è di La differenza tra l'altitudine minima () e il punto di massima () posiziona il territorio sandonatese al terzo posto tra i comuni con la maggiore escursione altimetrica nella Città metropolitana di Venezia.
Il comune confina a nord con Noventa di Piave, Salgareda, Cessalto e Ceggia, a est con Torre di Mosto ed Eraclea, a sud con Jesolo, a ovest con Musile di Piave e Fossalta di Piave.. In linea d'aria, il centro urbano dista da Venezia, da Mestre, da Treviso, da Jesolo, e da Pordenone in Friuli-Venezia Giulia.
Idrografia Il territorio sandonatese è percorso da corsi d'acqua di origine e natura differente tra i quali il più rilevante è il Piave, caratterizzato da tratti d'alveo naturali meandriformi e tratti realizzati artificialmente di limitata capacità e ristretti in arginature. Di notevole interesse ambientale sono gli alvei del Sile-Piave Vecchia, del Canale Bova Rosa e del Grassaga, quest'ultimo originariamente fiume di risorgiva, ad oggi canalizzato. All'idrografia principale, inoltre, si aggiunge una diffusa rete capillare irrigua e di scolo estesa all'intero territorio.
Geologia e morfologia Dal punto di vista geomorfologico, la porzione più settentrionale del territorio comunale è dotata di suoli alluvionali di natura argillosa. Segue l'area meridionale caratterizzata da suoli di tipo argilloso-limoso che formavano il fondale delle antiche lagune salmastre e delle paludi dolci preesistenti alla bonifica. La terza zona corrisponde all'alveo attuale e ai paleoalvei del Piave; si contraddistingue per i dossi naturali formati da suoli sabbiosi di origine fluviale.
Sismicità Il comune rientra nella zona 3 della classificazione sismica, ossia sismicità bassa. Nel raggio di dal centro cittadino di San Donà di Piave, storicamente sono stati registrati cinque eventi sismici rilevanti.
Clima Il clima sandonatese è temperato umido con estate molto calda, tipico della Pianura Padano-Veneta. L'umidità esterna è responsabile in inverno dei fenomeni nebbiosi che possono persistere durante tutta la giornata o, più frequentemente, durante le ore serali e notturne. Al contrario, in estate possono verificarsi episodi di afa. Le temperature medie di luglio superano i , mentre quelle di gennaio si attestano a poco più di . Durante l'anno si riscontra una piovosità significativa sia nei mesi freddi che in quelli caldi, con precipitazioni che si concentrano tra aprile e giugno e tra agosto e novembre, quest'ultimo con un picco di . Il mese con meno precipitazioni si conferma gennaio con di pioggia.
Dal punto di vista legislativo, il comune di San Donà ricade nella classificazione climatica «zona E» con gradi giorno, dunque il limite massimo consentito per l'accensione dei riscaldamenti è di 14 ore giornaliere dal 15 ottobre al 15 aprile.
Di seguito è riportata la tabella dei dati meteorologici riferiti al territorio comunale.
Origini del nome Il toponimo San Donà ha origine agionimica e deriva dal troncamento di San Donato.. Il nome riflette, infatti, il culto di Donato d'Arezzo, santo venerato nelle terre poste lungo il basso corso del Piave già verso la metà dell’VIII secolo. San Donato fu anche il primo patrono di San Donà e contitolare della chiesa arcipretale fino alla prima guerra mondiale.
Storia
Un primo popolamento dell'area avvenne già in epoca preistorica: le ricerche archeologiche condotte durante il Novecento hanno rivelato vestigia di un insediamento neolitico nei dintorni di Chiesanuova, sulla sponda sinistra dell'alveo storico del fiume Piave. Inoltre, tracce significative di centuriazione nella parte settentrionale del territorio e la presenza di una rete viaria articolata (imperniata sulla Via Annia) lasciano presumere che nell'età romana la zona fosse abitata.
Durante l'Alto Medioevo le sorti dell'area furono legate alla città di Heraclia, sede vescovile e prima capitale del Ducato di Venezia. La città, sorta nel VII secolo nell'area della frazione di Cittanova, scomparve nel IX secolo.
In seguito all'anno 1000, nella zona oggi compresa nel territorio comunale si formarono due borghi: San Donato e Mussetta, prima soggetti alla giurisdizione temporale del Patriarcato di Aquileia. e, successivamente, interessati dalle vicende che, tra XI secolo e XIII secolo, videro come protagonista la potente famiglia degli Ezzelini. A nord, si trovava il borgo di Mussetta, nei pressi di un castello edificato dai Patriarchi di Aquileia, a sud sorgeva il villaggio di San Donato, raccolto attorno a una cappella la cui presenza è attestata a partire dal 1154.
Nel 1250 il territorio subì una catastrofica alluvione del Piave che deviò il corso del fiume, spostando la cappella di San Donato dalla sponda sinistra a quella destra. Questa deviazione dell'alveo comportò la separazione della chiesa dal suo territorio di riferimento, che cominciò ad essere detto San Donato de qua de la Piave per distinguerlo da quello attiguo alla cappella: San Donato oltre la Piave (l'attuale Musile di Piave).
Nel corso del XIII e XIV secolo il territorio sandonatese venne a trovarsi in posizione strategica tra la Marca Trevigiana e la Repubblica di Venezia e per questo fu sottoposto a saccheggi e devastazioni, terminati con l'occupazione dell'area da parte delle truppe di Sigismondo di Lussemburgo (1412-1413) e la distruzione di Mussetta..
Terminata la guerra tra la Serenissima e il Regno d'Ungheria, la Repubblica incentivò lo sviluppo del territorio offrendo esenzioni fiscali agli agricoltori disposti a trasferirsi. Venezia, infatti, era direttamente interessata alla ripresa economica dell'area di San Donà, in quanto gran parte della superficie comunale era di proprietà demaniale.
Durante l'età moderna la Repubblica di Venezia avviò una serie di interventi di bonifica nel Basso Piave e destinò un funzionario (il gastaldo) alla gestione del territorio sandonatese.. Nel 1468 urgenti necessità finanziarie indussero la Repubblica a cedere la gastaldia di San Donà in enfiteusi.. Assegnata nel 1475 a Francesco Marcello e Angelo Trevisan, la gastaldia divenne successivamente possesso privato della sola famiglia Trevisan.. I pubblici poteri furono affidati ad un funzionario nominato dal Doge, il Vicario Ducale, che aveva l'obbligo di prestare giuramento di fedeltà alla Repubblica e di risiedere a San Donà. Il primo vicario, Antonio Lupo, fu insediato nel 1476 dal doge Pietro Mocenigo.. Nello stesso anno fu avviata la costruzione di una nuova chiesa, dedicata a santa Maria delle Grazie e consacrata nel luglio 1480.
La crescita e lo sviluppo del centro urbano fu inizialmente difficile, soprattutto a causa degli instabili equilibri idraulici del territorio. Allo scopo di preservare la laguna dalle periodiche inondazioni del Piave, nei secoli XVI e XVII la Repubblica di Venezia promosse una serie di opere idrauliche nell'area, deviando il corso dei fiumi..
Nel 1797 con la Caduta della Repubblica di Venezia fu istituita la Municipalità di San Donà, capoluogo di uno dei quindici cantoni del distretto di Treviso. Con l'annessione di Venezia e delle sue dipendenze al Regno d'Italia napoleonico, il 1º maggio 1806 fu creato il Dipartimento dell'Adriatico, di cui San Donà entrò a far parte come capoluogo del distretto omonimo.. All'inizio del XIX secolo nacquero i primi consorzi per la bonifica delle aree paludose a est e a sud del centro urbano,. mentre San Donà aumentava significativamente le proprie funzioni amministrative.
Parte del Regno Lombardo-Veneto dal 1815, durante la dominazione austriaca San Donà mantenne la sua posizione di capoluogo di distretto. Durante la prima metà del XIX secolo il centro urbano si arricchì di palazzi, costruzioni commerciali e di un nuovo Duomo, realizzato tra il 1838 e il 1841..
Con l'annessione del Veneto al Regno d'Italia, nuovi lavori di bonifica interessarono il sandonatese, segnando la metamorfosi ambientale del territorio e incrementando la produttività della zona,. furono stabiliti i servizi di collegamento ferroviari e via vaporetto, venne ampliata la rete stradale e furono aperte industrie e servizi per la popolazione. Nella prima guerra mondiale ci fu un eroe sandonatese di nome Giannino Ancillotto che per distruggere un dirigibile austriaco si è avvicinato ad esso,ha spento il motore dell aereo, è entrato nel pallone del dirigibile ed è riuscito a uscirne sano e salvo. Durante l'epoca fascista fu costruito in centro alla città il monumento che si vede ancora oggi e a questo eroe sono state dedicate delle vie e una scuola. L'impatto della prima guerra mondiale su San Donà fu devastante. In seguito allo sfondamento delle linee italiane a Caporetto, l'esercito Italiano ripiegò e si riorganizzò sul nuovo fronte lungo il corso del Piave. A partire dal 13 novembre 1917 iniziarono i lunghi mesi della guerra di trincea, culminati nella Battaglia del Solstizio.. Nell'autunno del 1918 l'esercito italiano lanciò l'offensiva risolutiva contro le postazioni austro-ungariche e il 31 ottobre del 1918 San Donà tornò in mani italiane. Il bilancio dei lunghi mesi di combattimenti fu pesante: le infrastrutture cittadine risultavano completamente distrutte e la maggior parte del patrimonio architettonico e artistico era andato irrimediabilmente perduto. Il primo dopoguerra fu caratterizzato dalla completa ricostruzione della città e dal ripristino delle attività socioeconomiche, della viabilità intercomunale e del servizio ferroviario.. Nel 1940 l'Italia entrò in guerra a fianco della Germania nazista. Dopo l'8 settembre 1943 furono centinaia i sandonatesi impegnati nella lotta partigiana.Motivazioni del conferimento alla città di San Donà di Piave della Medaglia d'Argento al Valor Militare. Ministero della Difesa, Roma 4 marzo 1970 n. 5064 d'ordine pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale 1970 disp. 35 p. 2. Nel 1944 la città fu sottoposta a diversi bombardamenti: durante le incursioni aeree vennero distrutti il teatro Verdi e l'ospedale Umberto I.. Il 25 aprile 1945, in presenza di seimila soldati tedeschi, venne proclamata l'insurrezione della città e nella stessa giornata San Donà fu liberata.
Simboli Lo stemma e il gonfalone sono stati concessi con DPR del 12 ottobre 1987. La descrizione ufficiale dello stemma è la seguente:
Il gonfalone è un drappo di azzurro.
Onorificenze
San Donà di Piave è inclusa tra le città decorate al valor militare per la guerra di Liberazione in quanto insignita della Medaglia d'argento al valor militare per i grandi meriti che essa ha avuto, con la seguente motivazione:
La città è inoltre decorata della Croce al merito di guerra:.
San Donà di Piave si fregia, infine, del titolo di città:
Monumenti e luoghi d'interesse Architetture religiose