LImpero angioino (in lingua inglese: Angevin Empire; in francese: Empire angevin) o meglio plantageneto (in francese: L'Empire Plantagenêt) fu un insieme di stati governati dalla dinastia plantageneto-angioina. Tale definizione di "impero angioino" rimane comunque un neologismo storiografico, perché questi domini non costituirono mai uno stato unitario, ma una unione dinastica; un altro esempio di tal genere è costituito dall'impero del Mare del Nord.

I Plantageneti governarono nei secoli XII e XIII su un'area che si estendeva dai Pirenei all'Irlanda, comprendendo circa una metà della Francia medievale, l'Inghilterra e l'Irlanda. Come re di Inghilterra essi erano totalmente sovrani nei territori controllati nelle isole britanniche, ma al di là della Manica, dove possedevano più feudi e terre degli stessi re di Francia, risultavano comunque essere dei vassalli feudali di questi ultimi, a cui dovevano prestare omaggio.

Nonostante l'estensione del potere plantageneto, essi alla fine vennero sconfitti da Filippo II Augusto, Re di Francia, della dinastia dei Capetingi, che fece loro perdere tutte le province a nord della Loira, compreso il loro nucleo originario di Normandia e Angiò. Questa sconfitta, che lasciò ai Plantageneti il governo sui loro possedimenti inglesi e sulla Guascogna in Francia, pose le basi per le successive guerre di Saintonge e dei Cent'anni.

Origine del termine e applicazione "Impero angioino" è un neologismo della storiografia anglosassose che indica il territorio controllato dai sovrani plantageneti, Enrico II, Riccardo I e Giovanni Senzaterra. Come è ovvio per gli storici non c'era al tempo un termine per designare la regione sotto il controllo degli Angiò-Plantageneti, ma descrizioni come “il nostro regno e ogni cosa sotto il nostro potere, qualsiasi cosa sia”. Il termine “Impero angioino” fu coniato da Kate Norgate nella sua pubblicazione del 1887 L'Inghilterra sotto i re angioini. In Francia, il termine "Espace Plantagenêt" è più spesso usato per indicare i territori dominati dai Plantageneti. Anche per la storiografia italiana, per evitare confusione, si preferisce utilizzare il termine plantageneto, per indicare i sovrani inglesi al di qua e al di là della Manica, preferendo riservare il termine angioino agli omonimi cadetti della successiva casata capetingia, infeudata dell'Angiò.

Adducendo come punto di riferimento gli Angioini, questo termine segnò una rivalutazione del tempo, considerando che l'influenza inglese e quella francese si erano diffuse entrambe nel territorio dominato nel mezzo secolo nel quale la loro unione durò. Lo stesso termine "angioino" è l'aggettivo applicato agli abitanti di Angiò e alla sua capitale storica, Angers; i Plantageneti provenivano dall'Angiò, da cui appunto il termine.

L'uso del termine "impero" è sorto in modo controverso tra i vari storici. Siccome esso non è che un insieme dei territori ereditati o acquisiti da Enrico II, non si sa se esistesse o no un'identità comune tra i vari domini. Alcuni storici sostengono che il termine "impero" debba strettamente riferirsi al Sacro Romano Impero, l'unica struttura politica dell'Europa occidentale denominata in questo modo. Altri storici ritengono che l'impero di Enrico II non fosse né potente, né centralizzato, né abbastanza vasto per corrispondere a un titolo imperiale. Anche se i Plantageneti stessi non reclamarono alcun titolo imperiale, alcuni cronisti, spesso lavorando per lo stesso Enrico II, usavano il termine "impero" per descrivere questo insieme di territori. Nella pratica, il titolo più elevato era "Re d'Inghilterra", al quale, in Francia, furono aggiunti i titoli di duchi e conti, che erano completamente indipendenti dal titolo reale e non sottostavano ad alcuna legge inglese.

Per questi motivi alcuni storici preferiscono a "impero" il termine "commonwealth", che enfatizza il fatto che questo cosiddetto "Impero angioino" era più un insieme dinastico di sette entità sovrane del tutto indipendenti e scarsamente legate tra di loro.

Geografia e amministrazione Alla sua massima espansione l'impero comprendeva il regno d'Inghilterra, la Signoria d'Irlanda, i ducati di Normandia, Guascogna e Aquitania (chiamata anche Guyenne) così come Angiò, Poitou, Maine, Turenna, Saintonge, La Marche, Périgord, Limousin, Nantes e Quercy. Mentre i ducati e le contee erano controllati con vari livelli di vassallaggio dal re di Francia, i Plantageneti detenevano in vari modi il governo sulla Bretagna, su Tolosa, sul Regno di Scozia e sul Galles, nonostante queste aree non facessero formalmente parte dell'Impero. Ulteriori pretese furono avanzate sull'Alvernia e sul Berry ma non ebbero buona riuscita.

A volte i confini erano ben definiti e facili da tracciare come per esempio quello fra il demesne, il territorio demaniale (sotto il Re di Francia), e il Ducato di Normandia; in altri casi, invece, non erano così chiari, specialmente quello a est dell'Aquitania dove vi era una differenza fra il confine che Enrico II e poi Riccardo I reclamarono e quello dove terminava effettivamente il loro potere.

Una delle più importanti caratteristiche dell'Impero Angioino fu la sua struttura “policratica”, termine preso dal “Policraticus” di Giovanni di Salisbury, scritto politico sull'Impero Angioino.

L'Inghilterra normanna era sottoposta a un controllo piuttosto stretto: il regno era diviso in Contee con sceriffi che rafforzavano la “Common Law”. Un giudice era nominato dal re per fare rispettare le proprie volontà mentre si trovava distante. Poiché i re d'Inghilterra erano più spesso in Francia che in patria, si servirono di decreti in maniera maggiore che i precedenti sovrani Anglosassoni; paradossalmente, quindi, la loro frequente assenza rese più solida ed efficiente l'amministrazione del territorio inglese. Sotto il regno di Guglielmo il Conquistatore, i nobili Anglosassoni erano stati in gran parte rimpiazzati da nobili Anglo-Normanni che possedevano terre sia nel territorio inglese che francese: per questo l'estensione di possedimenti contigui che ciascuno di essi poteva accumulare era minore e di conseguenza risultava loro più difficile ribellarsi al re, con la necessità di difendere le loro terre contemporaneamente. I Conti inglesi avevano una condizione simile a quella dei conti europei, tuttavia nessuno di loro fu mai una minaccia per il re.

Nel "Grand Anjou", invece, due tipi di ufficiali rafforzavano il controllo: i Prévots (prevosti) e i Seneshals (siniscalchi). Questi avevano sede a Tours, Chinon, Baugé, Beaufort, Brissac, Angers, Saumur, Laudun, Lauch, Langeais e Montbazon. Gli altri luoghi non erano amministrati dai Plantageneti bensì da altre famiglie. Il Maine era, per contro, largamente indipendente e mancava di controllo. I Plantageneti fecero svariati tentativi di migliorare l'amministrazione di questo stato ponendo nuovi ufficiali, come i siniscalchi, a Le Mans. Queste riforme furono troppo tardive, e gli unici che trassero da esse vantaggio furono i Capetingi (re di Francia), dopo che ebbero annesso il "Grand Anjou".

La Guascogna era certamente una regione amministrata in modo blando, con ufficiali locati solo in Entre-deux-Mers, Bayonne, Dax, sul fiume Garonna fino ad Agen, come anche sulla via di pellegrinaggio per Santiago di Compostela. Il resto del territorio era lasciato senza un governatore ed era una vasta area in confronto ad altre province. Fu molto difficile per gli Angioini, come per altro per i precedenti duchi di Poitiers, instaurare la loro autorità sul ducato, che era difficile da governare per la conformazione del territorio.

Sia in Poitou sia in Aquitania, i castelli erano concentrati a Poitou, dove vi erano rappresentanti ufficiali (che invece erano assenti nelle province dell'est di Périgord e Limousin). Vi furono, per contro, signori che governarono queste regioni come se fossero autonomi, e avevano poteri concreti, come il battere moneta. Riccardo Cuor di Leone andò incontro al suo declino a Limousin.

La Normandia era probabilmente uno degli stati più controllati dell'Impero angioino. I prévot e i visconti persero importanza a vantaggio di magistrati (baillis, balivi), con potere esecutivo e giudiziario. Furono introdotti nel XII secolo in Normandia e organizzarono lo stato similmente ai siniscalchi in Inghilterra. L'autorità ducale era forte sul confine fra il territorio feudale reale e il Duchy, ma più blanda sul resto della regione.

L'Irlanda era governata dal Signore d'Irlanda, che all'inizio ebbe difficoltà nell'imporsi. Dublino e Leinster erano roccaforti angioine, mentre Cork, Limerick e Ulster erano di proprietà dei Normanni del Galles del sud.

In Aquitania e Angiò, nonostante esistessero le autorità del duca e del conte, non c'era omogeneità. Per esempio la famiglia dei Lusignano, molto potente in queste terre, si dimostrò essere un influente avversario per i Plantageneti.

La Scozia era un regno indipendente, ma dopo la disastrosa campagna condotta da Guglielmo il Leone, le guarnigioni inglesi furono schierate nei castelli di Edimburgo, Roxburgh, Jedburgh e Berwick, nel sud della Scozia, come definito nel trattato di Falaise.

Tolosa fu mantenuta sotto controllo con il vassallaggio del conte di Tolosa, ma quest'ultimo raramente si rivelò sufficiente. Solo il Quercy fu amministrato dai Plantageneti e rimase a quel tempo un'area contesa.

La Bretagna, una regione dove i nobili erano per tradizione molto indipendenti, era saldamente controllata dai Plantageneti. Nantes era sotto il potere incontrastato degli Angioini, mentre i Plantageneti spesso si immischiarono negli affari dei Bretoni, nominarono gli arcivescovi e così si imposero sulla regione.

Il Galles ottenne buone libertà a patto che pagasse un dazio ai Plantageneti e li riconoscesse come sovrani; ciononostante rimase quasi indipendente. Forniva ai Plantageneti coltelli e archi lunghi, che poi saranno usati dall'Inghilterra con grande successo.

Economia ed entrate L'aspetto economico dell'Impero angioino era abbastanza complesso a causa delle differenti strutture politiche dei domini. Aree come l'Inghilterra e la Normandia, in cui il potere centrale era più forte, producevano maggiori entrate fiscali rispetto alle regioni meno controllate come il Limousin, dove i principi locali potevano coniare le proprie monete.

È comunemente ritenuto che il denaro raccolto in Inghilterra fu usato per le necessità della parte continentale.

Le stesse entrate inglesi variarono a seconda dei periodi:

quando Enrico II Plantageneto divenne re, le entrate provenienti dall'Inghilterra ammontavano a sole £10.500 l'anno, metà di quanto fossero sotto Enrico I. Questo era in parte dovuto all'Anarchia, in parte al debole governo di Stefano di Blois. Con il passare degli anni le entrate aumentarono progressivamente fino a £ 22.000 l'anno; quando ci furono i preparativi per la crociata, gli introiti salirono a £ 31.050 all'anno, ma quando Riccardo partì discesero a £ 11.000; sotto Giovanni Senzaterra, rimasero costanti a £ 22.000, ma per finanziare la riconquista della Francia arrivarono a £ 83.291;

In Irlanda le entrate erano abbastanza basse, solo £ 2.000 nel 1212; i dati sono però per la maggior parte incompleti. Per quanto riguarda la Normandia, vi erano molte variazioni in relazione alla politica del Duchy. Nel 1180 gli introiti erano solo £ 6.750, ma raggiunsero £ 25.000 all'anno nel 1198, più dell'Inghilterra. La cosa più impressionante fu il fatto che la popolazione della Normandia era alquanto inferiore a quella inglese: la prima è stimata 1,5 milioni, la seconda 3,5.

Per l'Aquitania, l'Angiò e la Guascogna non abbiamo dati relativi alle entrate, ma queste regioni non erano povere: vi erano grandi vigneti, importanti città e miniere di ferro. Questo è quello che scrisse Ralph di Diceto, un cronista inglese, riguardo all'Aquitania: