Il Monte Saint Helens o Monte Sant'Elena (, noto altresì come Lawetlat'la dagli indigeni della tribù dei Cowlitz e Loowit o Louwala-Clough per i Klickitat) è uno stratovulcano attivo situato negli Stati Uniti, più in dettaglio nella contea di Skamania nello stato di Washington. Situato 83 km a nord-est di Portland e 158 a sud di Seattle, la sua denominazione si deve al diplomatico britannico Alleyne Fitzherbert, lord di St. Helens, un amico dell'esploratore George Vancouver che esplorò l'area alla fine del XVIII secolo. Il cratere rientra nell'arco vulcanico delle Cascate, un segmento della cintura di fuoco del Pacifico.

Il monte St. Helens divenne famoso a fine Novecento per la sua spettacolare eruzione del 18 maggio 1980, l'evento vulcanico più mortale ed economicamente più distruttivo nella storia degli Stati Uniti. A perdere la vita furono 57 persone, mentre andarono distrutti 47 ponti, 200 abitazioni, 24 km di ferrovie e 298 di autostrada. Imponenti valanghe di detriti, innescate da un terremoto di magnitudo 5.1, generarono a loro volta un'eruzione laterale che ridusse l'elevazione della vetta della montagna da 2.950 a 2.550 m, lasciando un cratere ampio 1,6 km a forma di ferro di cavallo. La valanga di detriti ammontava in termini di volume a 2,5 km³. L'eruzione del 1980 segnò una grave crisi per gli ecosistemi terrestri, mentre, al contrario, quelli acquatici beneficiarono notevolmente delle quantità di cenere, in quanto consentì alle specie subacquee di riprodursi in tempi più rapidi. Sei anni dopo l'eruzione, la maggior parte dei laghi della zona sono tornati al loro stato normale.

Dopo la sua eruzione del 1980, il vulcano ha fatto registrare un'attività vulcanica più o meno continua fino al 2008. I geologi prevedono che le future eruzioni si riveleranno più distruttive, poiché la conformazione dei duomi di lava richiederà più pressione perché possa avvenire l'eruzione. Il Saint Helens resta oggi una popolare meta per gli escursionisti e viene scalato tutto l'anno. Nel 1982, si decise di istituire il monumento vulcanico nazionale dedicato alla vetta sotto l'amministrazione del presidente degli Stati Uniti Ronald Reagan.

Il St. Helens è, assieme al Lassen Peak, l'unico vulcano ad aver eruttato all'interno degli Stati Uniti d'America contigui nel corso del XX secolo, e l'unico in assoluto nel XXI.

Geografia

Il St. Helens si trova nella sezione occidentale della catena delle Cascate e 55 km a ovest del monte Adams: considerati "fratello e sorella", i due vulcani distano circa 80 km dal monte Rainier, la cima maggiore del complesso montuoso.. Il monte Hood, il picco vulcanico di più estese proporzioni e maggiormente vicino in Oregon, dista 100 km dal St. Helens e svetta a sud-est.

Il monte risulta geologicamente giovane rispetto agli altri grandi vulcani delle Cascate: formatosi solo negli ultimi 40.000 anni, il cono sommitale presente prima dell'eruzione del 1980 cominciò ad assumere le sembianze del secolo scorso circa 2.200 anni fa. Il vulcano è considerato il più attivo delle Cascate nell'Olocene, epoca che comprende all'incirca gli ultimi 11.700 anni.

Prima dell'eruzione del 1980, il St. Helens costituiva la quinta vetta più alta del Washington. Poiché si ergeva in modo imperioso sulle colline circostanti e per via del notevole ghiaccio unito alla neve che si distribuiva sulla sua tutto sommato regolare cima prima del 1980, in alcuni testi si guadagnò il soprannome di "Fuji d'America".. La prominenza topografica attuale si attesta a 1.404 m, mentre il diametro alla base risulta pari a 9,7 km.

I torrenti che nascono dal vulcano fluiscono in tre principali sistemi fluviali: il fiume Toutle a nord e nord-ovest, il Kalama a ovest e il Lewis a sud e a est. I torrenti vengono alimentati dalle abbondanti piogge e nevicate, essendo la piovosità media annua pari a 3.600 mm e il manto nevoso sulle pendici superiori della montagna talvolta uguale a 5 m. Il fiume Lewis è stato confinato in tre diverse dighe funzionali a generare energia idroelettrica. I corsi d'acqua sui lati meridionale e orientale del vulcano sfociano in un argine a monte, lo Swift Reservoir.

Benché il monte St. Helens sia localizzato nella contea di Skamania, le vie di accesso alla montagna passano attraverso quella di Cowlitz a ovest e di Lewis fino al nord. La Washington State Route 504, conosciuta localmente come Spirit Lake Memorial Highway, si collega con l'Interstate 5 all'uscita 49, 55 km a ovest della cima.. La cittadina più vicina al vulcano è Cougar, nella valle del fiume Lewis, 18 km a sud-sudovest della vetta. La foresta nazionale di Gifford Pinchot circonda la sommità.

Ghiacciai recenti

Durante l'inverno 1980-1981, fece la sua comparsa un nuovo ghiacciaio, oggi chiamato Crater e in passato Tulutson. Grazie all'ombra fornita dalle pareti del cratere e alimentato da abbondanti nevicate e ripetute valanghe di neve, esso crebbe rapidamente (4,3 m all'anno di spessore), tanto che nel 2004 copriva circa 0,93 km² ed era diviso dalla sommità sul fianco occidentale e orientale. In genere, verso la fine dell'estate, il ghiacciaio si mostra di colore scuro per via della caduta di massi dalle pareti del cratere e cenere dovuti alle eruzioni. A partire dal 2006, il ghiaccio aveva uno spessore medio di 100 m e un massimo di 200, una profondità pari quasi quanto al più vecchio e più grande ghiacciaio Carbon presente sul monte Rainier. Il ghiaccio si originò tutto dopo il 1980, risultando dunque assai giovane da un punto di vista geologico: nonostante la sua poca longevità, il suo volume raggiunge più o meno lo stesso di tutti i ghiacciai precedenti al 1980 messi insieme.

Con la recente attività vulcanica iniziata nel 2004, i lati esterni del ghiacciaio sono stati spinti da e verso l'alto per via della formazione di nuove sommità vulcaniche. La superficie del ghiacciaio, un tempo per lo più priva di crepacci, si trasformò in un caotico guazzabuglio di cascate di ghiaccio, suggellate da ragguardevoli crepacci e seracchi causati dal movimento del fondo del cratere. Le nuove cupole separarono quasi tutto il ghiacciaio del cratere in due tronconi, localizzati rispettivamente a est e a ovest. Nonostante l'attività vulcanica, le estremità del ghiacciaio avanzarono ancora, con un leggero spostamento sul fianco occidentale e un avanzamento più considerevole a ovest. A causa dell'avanzata, i due banchi di acqua solida si unirono a fine maggio 2008, finendo per circondare completamente le sommità. Inoltre, dal 2004, nuovi ghiacciai si sono originati sopra il Crater, forse iniziando a corrodere la roccia sottostante; altre due aree glaciali si rintracciano a nord della parte orientale del Crater.

Storia geologica

Il monte St. Helens rientra nell'arco vulcanico delle Cascate, una fascia a forma arcuata che si estende dal sud-ovest della Columbia Britannica alla California settentrionale, approssimativamente parallela alla costa del Pacifico. Sotto la regione delle Cascate, una densa placca oceanica continua a sprofondare sotto la placca nordamericana in un processo noto come subduzione. Mentre la crosta oceanica svanisce al di sotto della placca continentale, temperature e pressioni elevate consentono alle molecole d'acqua bloccate nei minerali della roccia solida di fuoriuscire. Il vapore acqueo sale nel permeabile mantello sopra la piastra in subduzione, provocando la fusione di parte dello stesso. Questo magma di recente formazione sale verso l'alto attraverso la crosta lungo un percorso di minor resistenza, sia per mezzo di fratture e faglie sia per via delle fusione di pareti rocciose. L'aggiunta di crosta fusa modifica la composizione geochimica e parte di essa sale verso la superficie terrestre pronta ad eruttare, formando l'arco vulcanico delle Cascate sopra la zona di subduzione.

Il magma del mantello si accumulò in due camere sotto il vulcano: una a circa 5–12 km sotto la superficie, l'altra a circa 12-40. La parte inferiore della camera magmatica appariva condivisa con il monte Adams e il complesso vulcanico dell'Indian Heaven.

Genesi del vulcano

Le prime fasi eruttive del St. Helens vengono conosciute come "Ape Canyon Stage" (circa 40.000-35.000 anni fa), "Cougar Stage" (circa 20.000-18.000 anni fa) e "Swift Creek Stage" (circa 13.000–8.000 anni fa). Il periodo moderno, dal 2500 a.C. circa, è chiamato "Spirit Lake Stage". Nel complesso, le fasi storico-geologiche antecedenti all'arco temporale appena esposto sono conosciute come "stadi ancestrali". Queste ultime differiscono da quelle moderne principalmente nella composizione delle lave emesse; mentre le prime erano costituite da una caratteristica miscela di dacite e andesite, la lava moderna si presenta in forme variabili (da olivina basalto ad andesite e dacite)..

St. Helens cominciò la sua crescita nel Pleistocene 37.600 anni fa, durante la fase dell'Ape Canyon, con eruzioni di dacite e andesite di pomice calda e cenere. 36.000 anni fa, un grande lahar discese dal vulcano: le colate di fango ebbero una forza significativa in tutti i cicli eruttivi di Sant'Elena. Il periodo eruttivo dell'Ape Canyon si concluse circa 35.000 anni fa e seguì, fino a 17.000 anni fa, relativa quiete. Parti di questo cono ancestrale andarono frammentate e trasportate da ghiacciai 18.000–14.000 anni fa, durante l'ultima era glaciale.

Il secondo periodo eruttivo, il Cougar Stage, iniziò 20.000 anni fa e durò per 2.000. I flussi piroclastici di pomice calda e la cenere che favorì la crescita di duomi dominarono questo arco temporale. Seguirono altri 5.000 anni di quiescenza, cessati solo dopo l'inizio della fase Swift Creek, contraddistinta da flussi piroclastici, crescita della sommità e copertura delle zone circostanti con tefra. La fase Swift Creek cessò 8.000 anni fa.

I cicli eruttivi di Smith Creek e Pine Creek

Una dormienza di circa 4.000 anni fu interrotta intorno al 2500 a.C. con il principio del periodo eruttivo di Smith Creek, quando eruzioni di ingenti quantità di cenere e pomice bruno-giallastra coprirono migliaia di chilometri quadrati.. Un'eruzione nel 1900 a.C. risultò la più grande eruzione conosciuta da St. Helens durante l'Olocene, depositando il cosiddetto Yn tefra. Questo periodo eruttivo durò fino al 1600 a.C. circa e lasciò depositi profondi 46 cm di materiale ritrovato anche a 80 km di distanza dall'attuale parco nazionale del monte Rainier. Le tracce di depositi più lontane si ritrovano fino a nord-est del parco nazionale Banff in Alberta, e a sud-est in Oregon. In totale, potrebbero essere stati espulsi fino a 10 km³ di materiale, cui seguirono circa 400 anni di quiescenza.

Il St. Helens si risvegliò intorno al 1200 a.C., dando il via al ciclo eruttivo noto come Pine Creek. Questo durò fino all'800 a.C. circa e si distinse per esplosioni di minor volume. Numerosi flussi piroclastici densi e quasi incandescenti invasero i fianchi del St. Helens e si fermarono solamente una volta raggiunte le valli vicine. Un grande flusso di fango riempì parzialmente 64 km della valle del fiume Lewis tra il 1000 a.C. e il 500 a.C.

Ciclo di Castle Creek e Sugar Bowl