Per terza guerra mitridatica si intende l'ultima fase delle ostilità combattute dai generali romani Lucio Licinio Lucullo e Gneo Pompeo Magno, della Repubblica romana contro il regno del Ponto tra il 74 e il 63 a.C. e videro la definitiva sconfitta e morte di Mitridate VI. Per l'importanza del sovrano che la condusse contro Roma e la loro difficoltà, presero il loro nome da Mitridate VI, come in passato era capitato soltanto ad Annibale con la guerra omonima.

Contesto storico

La prima guerra mitridatica iniziò a causa dell'espansionismo da parte di Mitridate (verso la fine dell'89 a.C.). Le ostilità si erano aperte con due vittorie del sovrano del Ponto sulle forze alleate dei Romani, prima del re di Bitinia, Nicomede IV e poi dello stesso inviato romano Manio Aquilio, a capo di una delegazione in Asia Minore. La sua avanzata proseguì, passando dalla Frigia alla Misia, e toccando quelle parti di Asia che erano state recentemente acquisite dai Romani. Poi mandò i suoi ufficiali per le province adiacenti, sottomettendo la Licia, la Panfilia, ed il resto della Ionia.Appiano di Alessandria, Guerre mitridatiche, 20.

Non molto tempo dopo Mitridate riuscì a catturare anche Manio Aquilio, che egli riteneva il principale responsabile di questa guerra e lo uccise barbaramente.Tito Livio, Periochae ab Urbe condita libri, 77.9.Appiano, Guerre mitridatiche, 21.

Sembra che a questo punto, la maggior parte delle città della Asia si arresero al conquistatore pontico, accolto come un liberatore dalle popolazioni locali, stanche del malgoverno provinciale romano, "sottomesso" alla ristretta cerchia dei pubblicani. Rodi, invece, rimase fedele a Roma.

Non appena queste notizie giunsero a Roma, il Senato emise una solenne dichiarazione di guerra contro il re del Ponto, seppure Roma avesse da poco condotto a termine la guerra sociale contro le popolazioni italiche. Si procedette, quindi, a decretare a quale dei due consoli, sarebbe spettato il governo della provincia d'Asia, e questa toccò in sorte a Lucio Cornelio Silla.Appiano, Guerre mitridatiche, 22.

Mitridate, preso possesso della maggior parte dell'Asia Minore, dispose che tutti coloro, liberi o meno, che parlavano una lingua italica, fossero barbaramente trucidati, non solo quindi i pochi soldati romani rimasti a presidio delle guarnigioni locali. tra cittadini romani e non, furono massacrati nelle due ex-province romane d'Asia e Cilicia (episodio noto come Vespri asiatici).Tito Livio, Periochae ab Urbe condita libri, 78.1.Appiano, Guerre mitridatiche, 23.

La situazione precipitò ulteriormente, quando a seguito delle ribellioni nella provincia asiatica, insorse anche l'Acaia. Il governo della stessa Atene, fu rovesciato da un certo Aristione, che poi si dimostrò a favore di Mitridate, meritandosi dallo stesso il titolo di amico.. Il re del Ponto appariva ai loro occhi come un liberatore della grecità, quasi fosse un nuovo Alessandro Magno.

Il grosso delle armate romane non poté, però, intervenire in Acaia, se non ad anno inoltrato, a causa dei difficili scontri interni tra la fazione dei populares, capitanate da Gaio Mario, e quella degli optimates, condotta da Lucio Cornelio Silla. Alla fine ebbe la meglio quest'ultimo, il quale ottenne che venisse affidata a lui la conduzione della guerra contro il re del Ponto.

Con l'arrivo di Lucio Cornelio Silla in Grecia nell'87 a.C. le sorti della guerra contro Mitridate erano quindi cambiate a favore dei Romani. Espugnata quindi Atene ed il Pireo, il comandante romano ottenne due successi determinanti ai fini della guerra, prima a Cheronea,Floro, Compendio di Tito Livio, I, 40.11. dove secondo Tito Livio caddero ben armati del regno del Ponto,Tito Livio, Periochae ab Urbe condita libri, 82.1.Appiano, Guerre mitridatiche, 42-45.Plutarco, Vita di Silla, 16-19. ed infine ad Orcomeno.Tito Livio, Periochae ab Urbe condita libri, 82.2.Plutarco, Vita di Silla, 21.Appiano, Guerre mitridatiche, 49.

Contemporaneamente, agli inizi dell'85 a.C., il prefetto della cavalleria, Flavio Fimbria, dopo aver ucciso il proprio proconsole, Lucio Valerio Flacco, a NicomediaAppiano, Guerre mitridatiche, 52. prese il comando di un secondo esercito romano.Tito Livio, Periochae ab Urbe condita libri, 82.4.Cassio Dione Cocceiano, Storia romana, XXX-XXXV, 104.1-6. Quest'ultimo si diresse anch'egli contro le armate di Mitridate, in Asia, uscendone più volte vincitore,Velleio Patercolo, Historiae Romanae ad M. Vinicium libri duo, II, 24.1. riuscendo a conquistare la nuova capitale di Mitridate, Pergamo, e poco mancò che non riuscisse a far prigioniero lo stesso re.Tito Livio, Periochae ab Urbe condita libri, 83.1. Intanto Silla avanzava dalla Macedonia, massacrando i Traci che sulla sua strada gli si erano opposti.Tito Livio, Periochae ab Urbe condita libri, 83.3.

Dopo una serie di trattative iniziali, Mitridate e Silla si incontrarono a Dardano, dove si accordarono per un trattato di paceAppiano, Guerre mitridatiche, 57-58., che costringeva Mitridate a ritirarsi da tutti i domini antecedenti la guerra, ma ottenendo in cambio di essere ancora una volta considerato "amico del popolo romano". Un espediente per Silla, per poter tornare nella capitale a risolvere i suoi problemi personali, interni alla Repubblica romana.

La seconda fase fu combattuta dal generale romano, Lucio Licinio Murena, più per ambizione che per una reale necessità della Repubblica romana e si concluse con una sconfitta romana, seppure di lieve entità.Appiano, Guerre mitridatiche, 64-66.

Casus belli

Questa vittoria rafforzò però il convincimento nel re asiatico che i Romani non fossero invincibili, e la sua speranza di creare un grande regno asiatico che potesse contrastare la crescente egemonia romana nel bacino del Mediterraneo. Da qui il re prese le mosse per una nuova politica espansionistica in chiave anti-romana.

Attorno all'80 a.C. il re del Ponto decise così di tornare a sottomettere tutte le popolazioni libere che gravitavano attorno al Ponto Eusino. Nominato quindi quale generale di questa nuova impresa suo figlio Macare, si spinse alla conquista di quelle colonie greche che si diceva discendessero dagli Achei, di ritorno dalla guerra di Troia, al di là della Colchide. La campagna però si rivelò disastrosa, poiché furono perduti due contingenti armati, una parte in battaglia e per la severità del clima, un'altra in seguito ad un'imboscata. Quando fece ritorno nel Ponto, inviò ambasciatori a Roma per firmare una nuova pace.Appiano, Guerre mitridatiche, 67.

Contemporaneamente il re Ariobarzane I di Cappadocia, mandò nuovi ambasciatori per lamentarsi che la maggior parte dei territori della Cappadocia non gli erano stati completamente consegnati da Mitridate, come promesso al termine della seconda fase della guerra. Poco dopo (nel 78 a.C.) inviò una nuova ambasceria per firmare gli accordi, ma poiché Silla era appena morto e il Senato era impegnato in altre faccenda, i pretori respinsero i suoi ambasciatori e non se ne fece nulla. Venuto a conoscenza della morte del dittatore romano, Mitridate persuase il genero, Tigrane II, re d'Armenia, a invadere la Cappadocia come se fosse una sua azione indipendente. Ma questo artificio fu notato dai Romani. Il re armeno invase il paese e trascinò via con sé dalla regione, oltre ad un grosso bottino, anche persone, che poi portò nel suo paese, di preciso nella nuova capitale, chiamata Tigranocerta (città di Tigrane), dove aveva assunto il diadema di re d'Armenia.

E mentre queste cose avvenivano in Asia, Sertorio, il governatore della Spagna, che incitava la provincia e tutte le vicine popolazioni a ribellarsi ai Romani del governo degli optimates,. istituì un nuovo Senato ad imitazione di quella di Roma. Due dei suoi membri, un certo Lucio Magio e Lucio Fannio, proposero a Mitridate di allearsi con Sertorio, con la prospettiva comune che una guerra combattuta su due fronti opposti (ad Occidente, Sertorio ed a Oriente, Mitridate) avrebbe portato ad ampliare i loro domini sui paesi confinanti, in Asia come in Spagna.Appiano, Guerre mitridatiche, 68.Tito Livio, Periochae ab Urbe condita libri, 93.3.

Allettato da tale proposta, Mitridate inviò suoi ambasciatori a Sertorio, per valutare quali possibilità vi fossero per porre sotto assedio il potere romano, da Oriente e Occidente. Fu così stabilita tra le parti un patto di alleanza, nel quale Sertorio si impegnava a concedere al re del Ponto tutti i territori romani d'Asia, oltre al regno di Bitinia, la Paflagonia, la Galatia e il regno di Cappadocia, ed inviava anche un suo abile generale, un certo Marco Vario (forse il Mario di PlutarcoPlutarco, Vita di Lucullo, 8.5.), e due altri consiglieri, Magio e Fannio Lucio, per assisterlo militarmente e diplomaticamente.

Forze in campo Romani

Le armate romane messe inizialmente in campo e posto sotto il comando di Lucio Licinio Lucullo, ammontavano a 5 legioni, per un totale complessivo di circa fanti e cavalieri.

Pontici

Con l'aiuto dei consiglieri militari e diplomatici inviati da Sertorio, Mitridate iniziò la sua ultima e terza fase della guerra contro i Romani. Mitridate sapeva che una nuova guerra contro questi ultimi avrebbe inevitabilmente portato alla distruzione definitiva di una delle due parti. Dispose, quindi, ogni tipo di preparativo, nel modo più meticoloso possibile, poiché tutto era in gioco, compresa la sua stessa esistenza. Il resto dell'estate del 75 a.C. e l'intero inverno lo trascorse a tagliare il legname per la costruzione di nuove navi ed a distribuire di medimni di grano lungo la costa del suo regno. Vennero, inoltre, richiesti nuovi armati alle vicine popolazioni alleate tra cui: i Calibi, gli Armeni, gli Sciti, i Tauri, gli Achei delle colonie greche del Ponto Eusino, gli Heniochi, i Leucosiri (nome che indicava gli abitanti originari del Ponto) e quelli che occupano il territorio lungo il fiume Termodonte (chiamato anche "paese delle Amazzoni").Appiano, Guerre mitridatiche, 69. Dall'Europa fece poi giungere altri armati tra i popoli delle tribù sarmatiche dei Basilidi e degli Iazigi, tra i Coralli, tra i Traci che abitavano lungo il Danubio, sull'Haemus ed i monti Rodopi, tra i Bastarni, la popolazione più coraggiosa di tutte . Complessivamente Mitridate riuscì a reclutare un'armata di circa fanti e cavalieri, con una grande quantità di genieri per costruire strade, servi per trasportare i bagagli e vivandieri al seguito.

Fasi della guerra Invasione di Mitridate 74 a.C.

All'inizio della primavera di quest'anno, Mitridate mise alla prova la sua flotta, fece dei sacrifici a Zeus Stratius nella consueta maniera e a Poseidone, immergendo in mare un carro con cavalli bianchi. Poi si affrettò a marciare contro la Paflagonia con i suoi due generali, Tassile ed Ermocrate, al comando del suo esercito. Giunto davanti alle sue truppe fece un discorso, elogiando prima i suoi antenati ed ancora di più sé stesso; mostrando come il suo regno era divenuto grande da piccolo qual era agli inizi; e come il suo esercito non era mai stato sconfitto dai Romani, quando era stato presente. Accusò i Romani della loro avidità di potere e lussuria "al punto da aver schiavizzato l'Italia e Roma stessa"; li accusò ancora di malafede per il mancato rispetto del trattato (siglato dopo la fine della prima guerra mitridatica e ancora in corso), affermando che le reali intenzioni dei Romani non erano quelle di firmarlo, poiché pensavano già a come poterlo violare. Aggiunse che Roma stava conducendo una guerra difficile contro Sertorio in Spagna, che il mare era invaso dai pirati, e che alcuni dei loro nobili cittadini, indicando Vario e i due Lucii, erano a lui alleati e in guerra contro Roma stessa.Appiano, Guerre mitridatiche, 70.