La Banda Tom fu una brigata partigiana comandata da Antonio Olearo, detto Tom (Medaglia d'oro al Valor Militare alla memoria), attiva durante la seconda guerra mondiale nella guerra di liberazione italiana.
Operò tra il Monferrato Casalese e l'Astigiano, le cui efficaci azioni furono uno dei principali eventi della resistenza nella provincia di Alessandria, insieme alla Banda Lenti e alla strage della Benedicta.
Storia Antonio Olearo, figlio di Pietro e di Emma Deregibus, faceva il garzone di un fornaio nel quartiere Borgo Ala di Casale Monferrato. All'inizio della Seconda guerra mondiale si arruolò nella Guardia di Frontiera e dopo l'8 settembre si unì ai partigiani in Val di Susa. Nell'inverno del 1943 tornò nel Monferrato casalese, raccolse un gruppo di giovani e fondò una banda da lui stesso capeggiata che si integrò nella Divisione Matteotti e diventò la Settima Brigata, tra le più attive della zona.
Il 14 gennaio 1945 la banda e il suo comandante si rifugiarono a Casorzo (in provincia di Asti), dove avvenne la cattura. Incatenati l'un con l'altro, seminudi e scalzi, i prigionieri vennero obbligati a marciare nella neve sino al Mulino della Ghenza. Trasportati poi a Casale Monferrato, vennero incarcerati e interrogati con crudeltà.
I prigionieri vennero scortati per le vie della città il pomeriggio della domenica, 14 gennaio e poi condotti alla Cittadella militare, dove ora una lapide li ricorda. Dalla mezzanotte alle sei del mattino vennero poi sottoposti a un processo sommario e tutti, eccetto tre, condannati alla fucilazione.
P. Angelo Allara, Superiore della Casa della Missione, raggiunse i partigiani in attesa dell’esecuzione, per portar loro i conforti religiosi. Scrive: “Me li vedo ancora tutti davanti agli occhi quei cari giovani: tremanti per il freddo e forse per le battiture avute nella notte”. Secondo la testimonianza di padre Allara “tutti si confessarono con le migliori disposizioni” e ricevettero dal sacerdote la Medaglia Miracolosa, che indossarono al collo. Quindi, dopo aver baciato il Crocifisso, si dimostrarono disposti a perdonare i loro carnefici.
Separato dagli altri condannati, anche Tom ricevette il sacramento della riconciliazione e “con tanto amore” baciò il Crocifisso, tanto che non voleva più lasciarlo. Tom chiese a padre Angelo di poter vedere sua madre prima di morire, anch’essa in prigione come ostaggio e il sacerdote gli promise di aiutarlo in questo suo desiderio.
Alcuni esponenti del clero casalese, tra cui il vescovo, Mons. Giuseppe Angrisani, su richiesta di padre Allara, si mobilitarono per ottenere una mitigazione della sentenza da parte del Comando tedesco, invano. Quando Padre Allara tornò alle prigioni per portare il viatico ai condannati, il plotone di esecuzione era già in attesa delle vittime. Al sacerdote venne negata dall’ufficiale della polizia tedesca la possibilità di portare l'ultimo conforto religioso ai condannati. A "Tom" venne anche negato l'abbraccio della madre, rinchiusa in una cella vicina con l'accusa di aver dato sostegno e rifugio alla banda partigiana.
Così conclude la sua testimonianza padre Angelo Allara:Sul selciato del poligono di tiro, all'interno della Cittadella di Casale, i loro cadaveri rimasero due giorni insepolti nella neve, sorvegliati dai soldati come monito per chi si fosse voluto unire ai partigiani. Le salme mai reclamate (c'era il pericolo che chiunque venisse a reclamare le salme fosse accusato di collaborazionismo coi partigiani) furono poi sotterrate in un luogo anonimo nel cimitero, individuato presto e cosparso di fiori. Il funerale solenne avvenne solo nell'ottobre 1945, dopo la Liberazione, quando i corpi furono riesumati e nuovamente sepolti.
I membri Antonio Olearo detto Tom, 24 anni, di Ozzano Monferrato Giuseppe Augino, 22 anni, di Valguarnera Carropepe Alessio Boccalatte, 20 anni, partigiano della Brigata Garibaldi Piacibello Aldo Cantarello, 19 anni, di San Michele Alessandria Luigi Cassina detto Ginetto o Tarzan, 25 anni, di Casale Monferrato Giovanni Cavoli detto Dinamite, 34 anni, di Solero Albert Harbyohire Harry (ufficiale della RAF), 31 anni Giuseppe Maugeri, 23 anni, di Siracusa Remo Peracchio, 21 anni, di Montemagno Boris Portieri, 17 anni, di Genova Giuseppe Raschio, 21 anni, di San Michele Alessandria Luigi Santambrogio detto Gigi, 17 anni, di Casale Monferrato Carlo Serretta detto Scugnizzo, 17 anni, partigiano della Brigata Garibaldi Piacibello
Il ricordo Ogni anno la città di Casale Monferrato e i Comuni del Monferrato ricordano quell'avvenimento con una cerimonia ufficiale nella seconda metà del mese di gennaio. Hanno partecipato come oratori ufficiali:
1966: on. Antonio Giolitti 1967: on. Arrigo Boldrini (comandante Bulow) 1971: sen. Carlo Galante Garrone 1975: on. Davide Lajolo (Ulisse) 1976: sen. Carlo Boccassi, sen. Giuseppe Brusasca 1981: sen. Ugo Pecchioli, sen. Giuseppe Brusasca 1982: on. Nilde Iotti 1983: on. Aldo Aniasi 1984: Nando dalla Chiesa 1985: Aldo Viglione (Presidente della Giunta Regionale del Piemonte), on. Eraldo Gastone 1986: on. Leonetto Amadei 1987: on. Isacco Nahoum 1988: sen. Paolo Emilio Taviani 1989: sen. Ugo Pecchioli 1990: sen. Arrigo Boldrini (comandante Bulow) 1991: Gino Vermicelli 1992: sen. Luciano Lama 1993: Giampaolo Pansa 1994: on. Luciano Violante 1995: on. Tina Anselmi 1996: Tullio Levi 1997: on. Walter Veltroni 1998: Giovanni Alasia 1999: sen. Luciano Manzi 2000: on. Piero Fassino 2001: on. Oddino Bo 2002: sen. Oscar Luigi Scalfaro 2003: Giancarlo Caselli 2004: on. Virginio Rognoni 2005: sen. Sergio Zavoli 2006: on. Olga D'Antona 2007: on. Nicola Tranfaglia 2008: sen. Attilio Martino 2009: on. Aldo Tortorella 2010: on. Raimondo Ricci 2011: Pierfrancesco Manca 2012: Sandra Ranghino 2013: Monica Ponzani 2014: prof. Gianni Oliva 2015: sen Carlo Smuraglia 2017: prof.ssa Chiara Colombini 2019: prof. Davide Conti 2024: Gad Lerner (giornalista)
Riconoscimenti Il gruppo musicale Yo Yo Mundi ha dedicato a lui e alla sua "Banda" un compact disc live e un DVD-Video dal titolo Resistenza, tratto dallo spettacolo La Banda Tom e altre storie partigiane. La canzone Tredici è anche cantata dai Gang e incisa nel loro album La rossa primavera.
Note
Voci correlate Brigate partigiane Banda Lenti Resistenza italiana
Collegamenti esterni Sito ANPI Sito ISRAL
B Categoria:Persone giustiziate per fucilazione Categoria:Vittime di dittature nazifasciste