Biografia Appartenente ad una agiata famiglia borghese nacque a Torino nel 1852 nel Palazzo Colli di Felizzano in via Bogino 13. Suo padre Claudio oltre alla professione di avvocato e di ingegnere idraulico coltivò la passione per l'archeologia e fu un famoso collezionista di armi, mentre il fratello minore Davide ottenne la notorietà come scultore ed ebanista. La madre si chiamava Malvina Ferrero.

Si dedicò inizialmente alla pittura, evidenziando un peculiare interesse per i quadri a sfondo storico. In questa sua prima fase artistica si cimentò come illustratore di libri, tra i quali si annoverarono quelli di Giovanni Verga, Emilio Praga, Giuseppe Giacosa.

Riprese il romanzo storico dimostrandone la consunzione e, soprattutto in La bufera e Juliette, inserendovi intenti psicologici già aperti a un gusto drammatico del primo Novecento. Si accostò alla scuola romantica e in particolar modo ad Ippolito Nievo.

Calandra mostrò poco interesse per le vicende risorgimentali contemporanee e volse il suo sguardo e la sua fonte di ispirazione al mondo antico piemontese, a cavallo fra il Settecento e l'Ottocento, un mondo patriarcale ormai in declino, oscillante fra gli ultimi sprazzi dellancien Régime sabaudo ed i primi rigurgiti rivoluzionari.Le Muse, Novara, De Agostini, Vol.II, p. 518

Appassionato di archeologia, nel 1878 intraprese degli scavi sovvenzionati dal padre, Claudio Calandra, a Testona; in quella circostanza mise in luce una delle più grandi necropoli longobarde del Piemonte, composta cioè da circa 350 tombe, molte delle quali accompagnate da corrediEUGENIO VACCARINO, Calandra e le sue opere, 1884, pp.12-14.

Grazie allo studio dei corredi è stato possibile datare la necropoli tra il terzo quarto del VI secolo e il terzo quarto del VII secolo d.C. CLAUDIO, EDOARDO CALANDRA, Di una necropoli barbarica scoperta a Testona, 1880. . Tale indagine archeologica diede avvio ad una serie di esplorazioni, alla ricerca di altre sepolture longobardeCLAUDIO, EDOARDO CALANDRA. Di una necropoli barbarica scoperta a Testona, 1880. .

Viste queste premesse, non stupisce che uno dei migliori libri realizzati da Calandra sia stato La bufera (1898), nel quale l'autore riprodusse il quadro storico di contorno all'affievolimento dell'aristocrazia, alle speranzose illusioni della borghesia, al propagarsi delle squadre rivoluzionarie. Se da un lato la lezione stendhaliana apparve lampante, dall'altro emerse l'influenza di vari elementi di Antonio Fogazzaro. La tematica centrale e la vena ispiratrice dello scritto trassero ispirazione dalla nostalgia della terra in cui Calandra trascorse l'infanzia.

Lo stesso filone influenzò i racconti Reliquie (1884) e A guerra aperta (1906) e le novelle raccolte nel libro Vecchio Piemonte (1895). All'indomani della nuova ristampa di quest'ultima opera, Federico De Roberto, legato al Calandra da una profonda amicizia, in una lettera del 1905 a Virginia Callery-Cigna-Santi, moglie di Edoardo, definì l'attività letteraria dell'amico come «coscienzioso lavoro».F.Monetti - G.Tesio, Lettere inedite di Federico De Roberto a Edoardo e Virginia Calandra, in «Otto/Novecento», II (1978), 6, p.202. Fu inoltre in corrispondenza con Verga, Giuseppe Giacosa, Domenico Lanza, Sabatino Lopez.

Calandra produsse anche alcune opere drammatiche considerate di minor rilievo e importanza. Tra di esse si ricordano Disciplina (1892) e La straniera (1915).

Ebbe un unico figlio, Claudio, scomparso combattendo durante la prima guerra mondiale.Virginia Callery Calandra, In memoria di Claudio Calandra, Roma, s.d. [ma 1918].

A lui e al fratello Davide la città di Torino ha dedicato la via Fratelli Calandra, già via del Belvedere, nel quartiere Borgo Nuovo.

Opere La bell'Alda. Leggenda, Torino, F. Casanova, 1884. Nuova ed. Stresa, Edizioni rosminiane, 2000. Reliquie, Torino, F. Casanova, 1884. I Lancia di Faliceto, con prefazione di Giuseppe Giacosa, Torino, F. Casanova, 1886. Pifferi di montagna, Torino, F. Casanova, 1887. La contessa Irene. Romanzo, Torino, F. Casanova, 1889. Vecchio Piemonte: Reliquie; Le masse cristiane. Novelle, Torino, F. Casanova, 1889. Nuova ed. Vecchio Piemonte (La banda Becurio, Il tesoro, Presentimento, Telepatia, L'occasione, Li 23 fiorile, anno 7), a cura e con prefazione di Pier Massimo Prosio, Torino, Centro studi piemontesi, 1987. Ad oltranza. Commedia in 4 atti, Torino, F. Casanova, 1890. Disciplina. Scene in 4 atti, Torino, F. Casanova, 1892. Leonessa. Dramma in due atti, Torino-Roma, L. Roux e C., 1894. La primavera del '99. Scene, Torino-Roma, L. Roux e C., 1894. La bufera, Torino, Roux Frassati e C. Tip. Edit., 1898. Nuova ed. Boves, Araba Fenice, 2003. La Falce; Punizione; L'Enigma, Torino-Roma, Roux e Viarengo, 1902. A guerra aperta, dittico composto da La signora Riondino e La marchesa Falconis, a cura di Giorgio Petrocchi, Cappelli editore 1964. La Falce, Roux e Viarengo, 1902. Nuova ed., Robin Edizioni, 2019. ISBN 9788872744574. Juliette. Romanzo, Torino, S.T.E.N., 1909. Nuova ed. a cura di Leonardo Lattarulo, Roma, Fazi, 1995. ISBN 88-8112-012-7.

Note

Bibliografia M.Mascherpa, Edoardo Calandra, la vita e l'opera letteraria, Milano-Genova-Roma-Napoli, 1933. M.Mascherpa, Edoardo Calandra, «Torino: rassegna mensile della città», a.XIII, n.1, gennaio 1933. Parte del primo capitolo del poderoso studio. (on line: pag.1;pag.2; pag.3; pag.4; pag.5; pag.6; pag.7; pag.8; pag.9) G.Petrocchi, E.Calandra, Brescia, 1947. G.Getto, Poeti, critici e cose varie del Novecento, Firenze, 1953. G.De Rienzo, Documenti per Calandra, in «Lettere Italiane», XX, 1968, pp. 74–83 (poi in Id., Camerana, Cena e altri studi piemontesi, Bologna, Cappelli, 1972, pp. 185–202). P.M.Prosio, Edoardo Calandra, antiverismo e vecchio Piemonte, in «Studi Piemontesi», a. I, 2, 1972, pp. 3–29. G. Moroni, Lettere inedite di Giuseppe Giacosa ed Edoardo Calandra, in «Studi Piemontesi», a. VI, 1977, 2, pp. 385–387. C.Cordié, Due note su Edoardo Calandra, in «Rivista di Studi Crociani», XIX, 1 (gennaio-marzo 1982), pp. 52–70. G.Raya, Il carteggio Verga-Calandra, in «Accademie e biblioteche d'Italia», LIII (1985), pp. 242–251. F.Monetti, Carteggio inedito Sabatino Lopez - Edoardo Calandra, in «Studi Piemontesi», a. X, 2, 1981, pp. 401–412. C. CALANDRA, Di una necropoli barbarica scoperta a testona, Torino, 1880. E. VACCARINI, Calandra e le sue opere, IX Conferenza, Comizio Agrario di Torino, Torino, 1884. Monica Lanzillotta, Monica Lanzillotta, La tentazione del teatro. Lettere inedite di Edoardo Calandra a Federico De Roberto (1899-1901), in «Otto/Novecento», 2015, n. 2, pp. 55-84. Monica Lanzillotta, Il museo dell’innocenza. La narrativa di Edoardo Calandra, Alessandria, Edizioni dell’Orso, 2017. Murello per Calandra. Una giornata di studio, a cura di M. Lanzillotta e F. Milla, Moretta (Cn), Clavilux, 2020. Monica Lanzillotta, Il “romanzo di famiglia” nella narrativa di Edoardo Calandra, da Reliquie alla Bufera, in «Diacritica», fasc. n. 39, 31 luglio 2021, pp. 25-41.

Voci correlate Davide Calandra Scrittori veristi

Altri progetti

Collegamenti esterni

La bufera, di Edoardo Calandra, sceneggiato RAI in tre puntate, trasmesso nel 1975, tratto dall'omonimo romanzo (1898). Regia di Edmo Fenoglio. Fra i principali interpreti: Massimo Foschi, Marilù Tolo, Gabriele Lavia, Gipo Farassino. (on line: prima parte, seconda parte, terza parte)

Categoria:Scrittori veristi