Secondo la definizione dell'American Psychological Association, la Psicoterapia è "qualsiasi servizio psicologico fornito da un professionista formato che utilizza principalmente forme di comunicazione e interazione per valutare, diagnosticare e trattare reazioni emotive disfunzionali, modi di pensare e schemi comportamentali. [...] Lo psicoterapeuta è una persona che è stata professionalmente formata e abilitata a trattare disturbi mentali, emotivi e comportamentali con mezzi psicologici".
In Italia, diversamente dal contesto statunitense — dove il termine psicoterapia è utilizzato come definizione ombrello per qualsiasi intervento psicologico basato sulla comunicazione interpersonale —, esso designa un’attività specifica riservata a professionisti abilitati.
La Legge 18 febbraio 1989, n. 56 (legge Ossicini), che regola l’accesso e l’abilitazione all’esercizio dell’attività psicologica e psicoterapeutica, agli articoli 1 e 3 indica, tra i servizi psicologici offerti da professionisti abilitati, la diagnosi, l’abilitazione e la riabilitazione, il sostegno psicologico e la psicoterapia, specificando che solo quest’ultima può essere esercitata esclusivamente da psicologi (o medici) che abbiano completato una formazione specialistica almeno quadriennale presso scuole di specializzazione universitarie o riconosciute dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca (MIUR), ma non fornisce una definizione univoca del termine psicoterapia, dei suoi contenuti, delle metodologie o dell’ambito di applicazione teorico-clinicoBorsci, G. (2005). La regolamentazione della psicoterapia in Italia: storia della legge 56/1989 e stato attuale delle scuole riconosciute. Psicoterapia e scienze umane. Fascicolo 2, 2005, 1000-1030.Pagani, P. L. (2001). L’evoluzione dei concetti di “psicoterapia” e di “analisi” nella Psicologia Individuale italiana. Rivista di Psicologia Individuale, (49)..
L’assenza di una definizione esplicita lascia spazio ad ambiguità interpretative, che si riflettono sia nel dibattito scientifico sia nella prassi clinica. In quest’ultima, infatti, il termine psicoterapia può assumere significati non sempre univoci, includendo, talvolta, altri interventi di natura psicologica o riconducibili più in generale alla relazione d’aiuto, che richiedono titoli e autorizzazioni differentiMaffei, C., Strepparava, M. G., & Del Corno, F. (2013). La formazione privata alla psicoterapia in Italia: problemi e prospettive. Giornale italiano di psicologia, 40(3), 459-476..
Infatti, secondo il Testo Unico della Tariffa Professionale degli Psicologi, redatto dal Consiglio Nazionale dell’Ordine degli Psicologi, tra le 55 tipologie di prestazioni psicologiche elencate solo tre sono esplicitamente classificate come psicoterapia: individuale, di coppia o familiare, e di gruppo.
Etimologia Etimologicamente la parola psicoterapia - "cura dell'anima" - riconduce alle terapie della psiche realizzate con strumenti psicologici quali il colloquio, l'analisi interiore, il confronto, la relazione ecc., nella finalità del cambiamento dei processi psicologici dai quali dipende il malessere o lo stile di vita inadeguato, e connotati spesso da sintomi come ansia, depressione, fobie, ecc. A tal fine la psicoterapia si avvale di tecniche applicative della psicologia, dalle quali prende specificazione nei suoi svariati orientamenti teorici: psicoterapia psicodinamica, psicoterapia cognitivo-comportamentale, psicoterapia cognitiva post-razionalista, psicoterapia adleriana, psicoterapia ericksoniana, psicoterapia sistemica, psicosintesi, psicoterapia umanistica, psicoterapia con la procedura immaginativa, ecc.
Storia
Orientamenti teorici Esistono numerose definizioni di psicoterapia pertinenti a teorie della mente e modelli d'intervento diversi, spesso su basi epistemologiche differenti.
Numerose sono anche le pratiche e le tecniche psicoterapeutiche legate ai diversi indirizzi teorici: psicoanalitico/psicodinamico, sistemico-relazionale, cognitivo-comportamentale, fenomenologico-esistenziale, eccetera, ciascuno dei quali, dal comune fondamento epistemologico, si è differenziato in scuole e metodologie diverse.
Scuola psicoanalitica (o psicodinamica)
Per gli psicologi con specializzazione in psicoterapia ad indirizzo psicodinamico, di cui la tradizione classica è quella di approccio psicoanalitico, il sintomo manifestato dal paziente è la conseguenza di un conflitto inconscio tra alcune componenti dell'endopsichismo, o può essere attribuibile a problemi strutturali nello sviluppo di alcuni assetti psichici interni nel corso dello sviluppo psicologico ("teorie del conflitto" vs. "teorie strutturali").
Per poter "sopravvivere" emotivamente ad avvenimenti che non sa gestire, l'individuo sviluppa delle difese di tipo psicologico (ad esempio la rimozione); l'evento problematico o "traumatico" viene così reso parzialmente gestibile, ma permane nel sistema psichico come conflitto inconscio: il sintomo rappresenta quindi l'espressione esplicita di tale conflitto.
All'interno dell'approccio psicoanalitico (detto anche "psicodinamico"), esistono differenti sottoscuole di pensiero, con differenti "teorie della clinica": tra le principali, si devono citare quelle psicoanalitiche classiche, quelle psicoanalitico-relazionali, quelle psicoanalitico-intersoggettive; tra quelle derivate dal filone principale della psicoanalisi freudiana e post-freudiana, sono di rilievo inoltre la psicologico-analitica junghiana, la psicanalisi lacaniana e la psicologia individuale adleriana. Esistono inoltre forme di psicoterapia psicodinamica breve.
In generale, la terapia psicodinamica dei vari orientamenti psicoanalitici prevede una stretta relazione tra psicologo psicoterapeuta e paziente, grazie alla quale si cerca di esplorare la struttura dei conflitti responsabili dei sintomi. Lo psicologo psicoterapeuta assiste il paziente nella rielaborazione dei conflitti interiori, permettendo una miglior gestione degli effetti provocati da questi. La Psicoterapia psicodinamica richiede un periodo medio-lungo per potersi sviluppare in maniera adeguata (da 2 a 3 anni, con incontri regolari una o due volte alla settimana, ma la frequenza resta comunque variabile anche nel corso della terapia).
Il trattamento, da un punto di vista tecnico, consiste nell'attivare una terapia analitica con un setting rigoroso, al fine di favorire lo sviluppo del transfert, cioè l'attualizzazione di schemi relazionali pregressi nel qui ed ora della relazione clinica che viene a stabilirsi tra paziente e terapeuta; nel processo di transfert il soggetto attiva una rappresentazione inconscia di stili relazionali primari, a volte correlati alle difficoltà che ha riscontrato.
L'interpretazione del transfert, del controtransfert (ovvero delle reazioni emotive dell'analista a certi processi del paziente), delle libere associazioni e di altro materiale personale (ad esempio, comportamenti, patterns relazionali, sogni, etc.) durante le sedute cercherà di favorire l'elaborazione delle cause più profonde dei conflitti, per permettere al paziente di assumere maggiore consapevolezza e poter modificare i propri stili relazionali, o al fine di ottenere una parziale ristrutturazione del proprio Sé, in modo che sia il più funzionale possibile all'adattamento alla vita sociale e relazionale, e mitigando gli eventuali sintomi psicopatologici.
Al suo interno si è sviluppato anche un approccio definito di psicoterapia dinamica breve, con maggiore delimitazione temporale ed una più esplicita focalizzazione sui sintomi.
Psicoterapia adleriana (o individualpsicologica)
La psicoterapia adleriana è una psicoterapia psicodinamica basata sugli assunti della Psicologia individuale di Alfred Adler secondo la quale:
1) il comportamento umano è espressione di un progetto, solo in parte cosciente, teleologicamente orientato al perseguimento di una maggiore stabilità e sicurezza; 2) le relazioni interpersonali sono parte costitutiva della vita psichica: non è possibile studiare l'uomo, "essere sociale", come soggetto a sé stante, ma solo all'interno del suo contesto socialePagani P. L. Adler e lo studio della personalità in LORENZETTI L.M. Psicologia e Personalità - ed. Franco Angeli, Milano 1995, pag. 161 3) il comportamento e le sue manifestazioni, consce ed inconsce, sono determinate dallo "stile di vita", impronta "unica ed originale", che caratterizza il modo di essere, i pensieri, le opinioni, le emozioni, i sentimentiShulman B. H. Mosak H. H. Manuale per l'analisi dello stile di vita, Franco Angeli, Milano 2008, pag. 41.
Lo stile di vita, strutturato fin dalla prima infanzia attraverso un graduale processo di selezione ed adattamento dinamico, è lo schema interpretativo adottato per definire se stessi, il mondo e le modalità della relazione con l'ambiente secondo una considerazione del tipo: "Io sono così, il mondo è così, perciò...."B. H. Shulman - A comparison of Allport's and the Adlerian concept of Life Style: contributions to a psychology of the self - in Contribution to Individual Psychology, Select Papers, Chicago, Adler Institute, 1973. La deduzione raggiunta filtra e condiziona ogni acquisizione successiva: omnia ex opinione suspensa sunt!
Per comprendere lo stile di vita occorre acquisire dati su quanto il soggetto ricorda dell'infanzia e della sua relazione con i membri del nucleo familiare, con i compagni di scuola e di gioco, con altre figure significative. La selettività della memoria consente di decifrare l'opinione che ha di se stesso, delle persone a lui vicine e degli eventi descritti. Il disagio psichico si manifesta quando un individuo con un'erronea opinione di sé e del mondo, tenta di difendere il proprio schema interpretativo ricorrendo a costrutti artificiosi (finzioniH. Vaihinger - La filosofia del come se - Astrolabio, Roma, 1967) improbabili ed insufficienti a garantire la soddisfazione dei bisogni.
Lo stile di vita tende a rimanere invariato per tutta la vita a meno che un evento esistenziale importante o una psicoterapia non ne modifichino i parametri. Elemento centrale della psicoterapia adleriana è la ricostruzione dello schema appercettivo attraverso cui la persona ha costruito il proprio Stile di vita: la comprensione degli errori interpretativi consente la formulazione di un nuovo progetto, più aderente alla realtà e più efficace nella realizzazione degli obiettivi. Al termine della psicoterapia, il soggetto avrà acquisito, oltre ad una conoscenza maggiore di sé e delle proprie istanze, anche un criterio per prevedere e prevenire ulteriori errori: in tal senso l'esperienza psicoterapeutica diviene anche formativa.
L'unicità e irripetibilità di ogni stile di vita fa sì che il "trattamento" di ciascun paziente preveda un certo grado di "personalizzazione": la coppia creativa, costituita dal terapeuta e dal paziente, pur nel rispetto delle indicazioni metodologiche, decreterà, per ciascun caso, le regole dell'accordo terapeutico e le modalità dell'interazioneK. A. Adler - La Psicologia Individuale di Adler in B. B. Wolman "Manuale delle tecniche psicoanalitiche e psicoterapeutiche", Astrolabio, Roma, 1974.
Scuola cognitivo-comportamentale
Gli psicoterapeuti di indirizzo cognitivo-comportamentale, invece, adottano un punto di vista del tutto diverso, fondato su una lunga tradizione di ricerca scientifica, che inizia con i primi studi di Pavlov sui riflessi condizionati e prosegue tutt'oggi con migliaia di studi sperimentali.