A partire dall'Ottocento, i primi elementi e indizi relativi a una prima criminalità organizzata calabrese emergono nel territorio reggino, ed è col Novecento che l'organizzazione criminale si estende prima in tutta la regione Calabria e poi nella seconda metà del Novecento in tutte le regioni del nord meta di emigrazione e nel Lazio. Gradualmente anche nelle restanti regioni. Si trovano elementi calabresi anche in Sicilia e Campania frutto di alleanze con le organizzazioni criminali locali.

Secondo le relazioni semestrali annuali della Direzione nazionale antimafia e antiterrorismo (DNAA) vedi Link web relazioni semestrali DIA, la 'ndrangheta è presente in quasi tutte le regioni d'Italia; in Veneto, Friuli-Venezia Giulia e Toscana svolge attività di riciclaggio, mentre in Piemonte, Valle d'Aosta, Lombardia, Liguria, Emilia-Romagna e Umbria esistono sodalizi consolidati dove o hanno soppiantato altre organizzazioni criminali o hanno stretto alleanze o hanno accordi di non ingerenza.

Bankitalia pubblica a ottobre 2019 uno studio su quanto la presenza mafiosa incida sul mondo del lavoro in cui afferma che dal 1971 al 2011 (40 anni) a causa delle infiltrazioni di 'ndrangheta nel centro e nord Italia l'occupazione è calata del 28%.

Riti di affiliazione nella 'ndrangheta L'importanza dei pasto conviviale (le cosiddette mangiate) in seno alle 'ndrine Meglio della stretta di mano è considerata per le 'ndrine la "mangiata". Il pasto conviviale non è solo il momento in cui ci si confronta e si assaporano gli alimenti, che già di per sé ha un significato storico-simbolico. Infatti, una serie di indagini sulle 'ndrine esistenti sul territorio italiano hanno evidenziato l'importanza di queste riunioni conviviali, che al pari di altre occasioni sociali (battesimi, matrimoni, feste, funerali) rivestono ancor più per le 'ndrine, una grande valenza simbolica. I summit non sono mere riunioni conviviali ma momenti essenziali della vita stessa dell'associazione mafiosa. Queste riunioni conviviali servono agli associati per ricevere protezione, prestigio, assistenza, autorità e anche impunità. Il rituale, ancora, risulta essere una sorta di "precauzione" contro i tradimenti. Questo perché le 'ndrine sono in modo incessante percorse dal sospetto, dall'incertezza, dal possibile fraintendimento e il rituale conviviale fornisce ai loro associati un'effimera certezza, essendo privo di ambiguità, per cui qualifica il partecipante e conferisce allo stesso la necessaria autenticità. L'affiliazione determina un cambiamento di status e il rituale di affiliazione consente al nuovo affiliato di entrare a far parte di una "élite".

I gradi e le cariche in seno alla 'ndrangheta Così anche i gradi e le cariche dei singoli associati, all'interno delle 'ndrine, servono ad incrementare il senso di lealtà verso l'associazione.

Diffusione In tutte le 20 regioni d'Italia si trovano delle 'ndrine. Oltre alla Calabria forti insediamenti si trovano in tutto il Nord Italia, e Centro Italia. In Sicilia e Campania dove già si trovano organizzazioni ben radicate è presente in virtù di alleanze fra le varie famiglie per la gestione e la stipulazione di affari illeciti. Secondo le forze di polizia italiane, al 2007 in Calabria operavano circa 155 famiglie chiamate 'ndrine che affiliano circa persone dedite ad attività criminali, legate quasi sempre tra loro da vincoli familiari.

Secondo un'indagine demoscopica del 2013 in Calabria e nel resto d'Italia, in particolare Piemonte, Liguria, Lazio e Lombardia opererebbero 141 'ndrine, nel mondo 113.

Cosche madri operanti in Calabria: loro infiltrazioni e traffici.

Nella sua regione di origine il controllo della 'ndrangheta è amplissimo, estendendosi dal settore della sanità a quello dei trasporti e dei lavori pubblici, grazie a forti infiltrazioni nelle istituzioni, a partire dalla Regione, con complicità nelle forze politiche di ogni colore. In campo sanitario, si può citare il caso delle ASL di Palmi e Locri sciolte per mafia, quest'ultima per due volte, la seconda delle quali dopo l'omicidio del vicepresidente del Consiglio Regionale Francesco Fortugno, omicidio che gli inquirenti ritengono compiuto proprio a causa delle infiltrazioni criminali nella Sanità regionale. La 'ndrangheta ha un completo controllo dei lavori sull'autostrada Salerno-Reggio CalabriaRelazione commissione antimafia 2007, che le varie 'ndrine si dividono per aggiudicarsi gli appalti. Il porto di Gioia Tauro vede la presenza di numerosi traffici illeciti, in particolare il commercio della droga, ma anche il contrabbando dei tabacchi e il traffico dei rifiuti, ma le 'ndrine gestiscono in gran parte anche le attività lecite. Secondo il magistrato calabrese Vincenzo Macrì (ex Direzione Nazionale Antimafia) la 'ndrangheta ha da una parte una vocazione mercantile esercitando commerci illeciti a livello internazionale (traffico di droga, armi, rifiuti tossici e via dicendo) dall'altra ha invece una vocazione istituzionale di controllo del territorio d'origine (sotto l'aspetto politico-amministrativo-istituzionale-imprenditoriale).Documentario la santa. Viaggio nella 'ndrangheta sconosciuta di Enrico fierro e ruben h. oliva anno 2007

Secondo il rapporto semestrale 2008 della DIA nella regione vi erano 136 gruppi attivi così distribuiti: ProvinciaNumerositàReggio Calabria73Catanzaro21Crotone21Cosenza14Vibo Valentia7

Sviluppo della 'ndrangheta nell'Italia settentrionale

L'insediamento della 'ndrangheta al nord Italia ha tutta una sua peculiarità rispetto alle altre organizzazioni mafiose.

Difatti al nord vi sono delle vere e proprie filiali fisse delle cosche-madre della Calabria. Quindi un maggior controllo del territorio. Un esempio eclatante è la 'ndrina dei Mazzaferro: Giuseppe Mazzaferro controllava le "locali" (insieme di più 'ndrine) della Lombardia, Francesco Mazzaferro, con l'appoggio del cugino Rocco Lo Presti, boss di Bardonecchia, ormai potente in Piemonte fin dagli anni sessanta controllava Torino, e Vincenzo Mazzaferro Marina di Gioiosa Ionica, il luogo d'origine della 'ndrina. Le altre organizzazioni invece si stabiliscono al nord solo per il periodo dell'affare da stipulare. Questo fenomeno si è comunque esteso all'intero paese. Inizialmente scelgono paesi, anziché grandi città come basi operative per ricreare lo stesso ambiente d'origine e per un controllo migliore del territorio. Si potrebbe datare l'inizio della presenza mafiosa dagli anni cinquanta. Il primo capobastone di rilievo ad arrivare al nord è Giacomo Zagari di San Ferdinando nel 1954, della piana di Gioia Tauro. Vive per un periodo a Gallarate e poi si trasferisce a Buguggiate.Blu notte - La mafia al nord

Molti 'ndranghetisti vengono mandati anche dallo stato in soggiorno obbligatorio. Questa procedura si rivelò controproducente, poiché i mafiosi ritrovarono lo stesso ambiente che lasciavano e per il fatto che ormai ci si poteva spostare e comunicare velocemente in tutta Italia e tenere ugualmente i contatti con la Calabria.

Negli anni settanta con il caso Teardo venne alla luce la presenza di cosche in Liguria: Asciutto, Grimaldi, Bruzzaniti, De Stefano (esponenti del calibro di Paolo Martino e Vittorio Canale), e altre. Nella regione esiste anche una struttura della 'ndrangheta di enorme rilievo: la "camera di compensazione", che ha il compito di gestire e organizzare le attività mafiose della regione con quelle dei "locali" di Nizza e della Costa Azzurra. A Desio si insediano gli Iamonte-Moscato.

Ma è negli anni ottanta che la 'ndrangheta cominciò a investire al nord i proventi illeciti e al controllo dei mercati illegali. I mafiosi acquistarono immobili, alberghi, discoteche, imprese commerciali. Penetrarono nelle imprese che fallirono e successivamente se ne impossessarono. Nel 1985 a Buccinasco (MI) si svolse un incontro fra i Sergi e i Papalia per il controllo del traffico di eroina. Nel milanese sono gli anni di Giuseppe Flachi e Franco Coco Trovato.

Negli anni novanta Cosa nostra lascia il passo alla 'ndrangheta che si insedia in modo ancora più preponderante... Ciò, è dovuto anche alle azioni giudiziarie da cui è stata colpita Cosa nostra, e al numero notevolmente inferiore di pentiti. La 'ndrangheta inoltre ha intrecci con la politica al nord, come dimostrato da alcuni episodi avvenuti in Lombardia, Liguria e Piemonte. Nel 1995 venne arrestato Rocco Lo Presti, storico boss mafioso di Bardonecchia e della Val di Susa e sciolto per mafia il consiglio comunale di Bardonecchia, primo caso al nord. Sempre in questo periodo vi furono le operazioni "Wall Street", "Count Down", "Hoca Tuca", "Nord - Sud", "Belgio" e "Fine". che arrestarono in Lombardia oltre 3 000 persone. Le 'ndrine colpite furono: Flachi, Trovato, Papalia, Sergi, Morabito e Paviglianiti. A seguito delle operazioni nel 1995 si avviò il maxiprocesso conclusosi nel 1997 con condanne pesanti verso numerosi imputati.

Le cosche nel sud di Milano (specie quelle dei Barbaro, Papalia e Sergi) monopolizzano appalti e subappalti nel campo edilizio e il traffico di cocaina.. Si può affermare che sul territorio milanese sono presenti in modo diretto o rappresentate con alleanze tutte le 'ndrine calabresi.

È molto forte anche la presenza delle cosche crotonesi, i Farao-Marincola e Oliverio e gli Arena specialmente, come è emerso nel 2009 dall'operazione Isola a Monza e dai numerosi arresti di ciò che era la Locale di Lonate Pozzolo. I lavori per l'Expo 2015 di Milano sono ad altissimo rischio infiltrazioni delle cosche.La 'ndrangheta abborda l'Expo di Pietro Borghese, Calabria Ora del 16 settembre 2008Gianni Barbacetto. «Il Venerdì di Repubblica n.1110», 26 giugno 2009 Il 13 luglio 2010 viene scoperta una nuova struttura nel Nord Italia chiamata Lombardia che federa i locali del settentrione ma sempre alle dipendenze dei mandamenti calabresi. Il capo della Lombardia Carmelo Novella è stato ucciso a San Vittore Olona nel 2008 perché esigeva più indipendenza dalla Calabria, e fu sostituito il 31 ottobre 2009 con il platiota corsichese Pasquale Zappia in una riunione presieduta da Giuseppe Neri a Paderno Dugnano, incaricato anche di costituire una camera di controllo per gestire i vari locali lombardi.

La relazione della DIA al Parlamento, riguardo al 1º semestre 2010, rileva "nel Nord, soprattutto in Lombardia, una costante e progressiva evoluzione della 'ndrangheta" che si muove attraverso "consenso" e "assoggettamento"'ndrangheta: DIA, cresce in Lombardia. Relazione a Parlamento, cosche interagiscono con le aziende. ; così determinando "un vero e proprio condizionamento ambientale che si è insinuato a tutti i livelli da quello sociale a quello economico e politico-amministrativo".La Dia: «La 'ndrangheta condiziona politici e imprenditori». Secondo la relazione semestrale della Direzione Investigativa Antimafia al nord i cartelli di imprese dei clan calabresi "sono ormai una realtà pacificamente accettata dalla società a tutti i livelli".

Il 21 ottobre 2011, il presidente della Commissione antimafia Giuseppe Pisanu afferma che in Liguria la criminalità organizzata calabrese è ben radicata e si interessano del settore edilizio, appalti in genere, traffico di armi e droga, ciclo dei rifiuti, gioco d'azzardo lecito e illecito.

A fine 2012 cade la giunta regionale della Lombardia a causa dei ripetuti indagati in consiglio regionale e per ultimo il coinvolgimento dell'assessore PDL Zambetti accusato di aver preso voti da Giuseppe D'Agostino dei Morabito-Bruzzaniti-Palamara alle ultime elezioni.

Nella relazione annuale dell'antimafia del 2015 viene confermata la posizione di predominio nel Nord Italia rispetto ad altre associazioni criminali.

Tabella regionale La tabella è stata costruita con informazioni prese dai libri Fratelli di sangue di Nicola Gratteri, Ndrangheta. Le radici dell'odio di Antonio Nicaso e dalla Relazione della commissione antimafia del 2008.