Il Gremio dei Contadini (in sassarese lu Gremiu di li Zappadori) è una delle antiche corporazioni di arti e mestieri che operano a Sassari. Originato dalla scissione dai Massai nel 1803, dotatosi di statuto del 1913, è parte della Faradda di li Candareri (Discesa dei Candelieri) dal 1937.

Raccoglieva al suo interno tutti i braccianti agricoli, gli zappatori e i lavoratori alla giornata.

Storia Origini La tradizione agricola di Sassari è parte integrante della storia stessa della città. Nata come centro agricolo tra l’XI e il XII secolo, trovò fonte di sviluppo e di accrescimento della popolazione nella fertilità dei suoi poderi e nella costruzione di numerose cortes e sobborghi abitati dai lavoratori dei campi.

Accanto alle due potenti maestranze storiche, quella dei proprietari terrieri, i Massai, e quella degli Ortolani, si sviluppò anche quella dei Contadini, le cui instancabili braccia dissodavano i fertilissimi terreni turritani, contribuendo al sostentamento della città e al prosperare dei suoi traffici commerciali.

I Contadini, citati come Narbonaios e come Laboradores, costituivano una delle maestranze più numerose della città. Spesso malvisti e maltrattati dai proprietari terrieri, la loro figura venne pienamente rivalutata soltanto nell’Ottocento, quando si riconobbe che fu grazie al loro lavoro se la città poté crescere, divenendo il principale centro del nord Sardegna.

La Confrarìa du Poble Nel corso del XVI secolo i Contadini confluirono in un’unica corporazione con i loro datori di lavoro, i Massai. Pur costituendo una maestranza numericamente maggioritaria, vennero considerati di rango inferiore e dunque esclusi dal governo della confraternita. Una prova della supremazia numerica della maestranza rispetto a quella dei Massai è attestata dall’ordine processionale perduto del 1504, dove il Candeliere degli Agricoltori, che occupava il penultimo posto di sfilata, viene citato come appartenente ai Laboradores.

Nel 1531 i Contadini entrarono ufficialmente a far parte della Confrarìa du Poble, insieme ai Massai, sotto la protezione della Madonna del Bosco e con una cappella nel Duomo di San Nicola. In quell’atto si sanciva che il loro Candeliere avesse il privilegio di entrare per primo nella chiesa di Santa Maria di Betlem, prerogativa che in precedenza spettava ai Mercanti.

Le tensioni interne alla Confrarìa, presenti fin dalla sua fondazione a causa del diverso ruolo assegnato ai Contadini rispetto ai Massai, continuarono anche dopo il cambio della patrona (la Madonna delle Grazie) e il trasferimento a San Pietro in Silki.

La corporazione, tuttavia, era solita rivolgersi in preghiera anche al patrono specifico dei Narbonaios, San Giovanni Battista di la neula, presso la Cattedrale di San Nicola, ogniqualvolta intemperie o siccità provocassero una carestia nei terreni del Sassarese.

L’indipendenza e la storia moderna del Gremio Non esistono fonti certe sul momento della separazione dei Contadini dal Gremio degli Agricoltori. L’unica documentazione disponibile è un’attestazione giurata dei gremianti Lorenzo Luzzu, Maurizio Muglia e altri contadini della città, pronunciata di seguito ad una richiesta formale di conferma inviata e convalidata dal Gremio dei Massai. In tale dichiarazione gli zappadori, nell’atto di redigere uno statuto per il Gremio dei Contadini, affermano che un’avversità storica portò nel 1803 alla scissione del Gremio e alla fondazione di una nuova corporazione autonoma, posta sotto la protezione di San Giovanni Battista, venerato con il titolo di la neula (della nebbia), richiamo alla peronospora che colpiva vigne e orti.

Non vi è comunque certezza che i Contadini abbiano fondato immediatamente un gremio a sé stante, anche perché risultano ancora citati nello statuto dei Massai del 1803, sebbene in quell’occasione vengano definitivamente soppresse, per tale gremio, le invocazioni a San Giovanni Battista. È dunque probabile che almeno inizialmente vi fosse una forma di convivenza autonoma all’interno della stessa corporazione e, come riportato da Pittalis nel 1921, nel XIX secolo partecipavano alle funzioni pubbliche ancora assieme ai Massai portando però anche il loro stendardo rosso assieme a quello bianco dei proprietari terrieri.

Probabilmente i Contadini rientravano tra gli Agricoltori che Vittorio Angius, nella prima metà del XIX secolo, ricorda come coloro che, insieme al municipio, festeggiavano "per antico voto" San Giovanni Battista di la neula con una messa solenne nella cattedrale. Secondo le parole dell’Angius, il ceto scioglieva quindi un antico voto anche nella celebrazione del Precursore.G. Casalis, Sassari. Descrizione geografico-storica della città e del territorio, Torino 1849, p. 25 (il reale autore di tutte le voci sulla Sardegna è Vittorio Angius).

Nel 1913 la maestranza costituì ufficialmente il Gremio dei Contadini e ottenne di poter prendere possesso della Cappella dei Martiri Turritani nella chiesa di Santa Maria di Betlem, che da quel momento venne dedicata a San Giovanni Battista.

Nel 1937, grazie alla consegna da parte del Comitato per le Arti Popolari del Candeliere del Gremio dei Pastori, scomparso nel 1892 e i cui componenti probabilmente confluirono all'interno del Gremio, i Contadini furono ammessi allo scioglimento del voto alla Vergine Assunta nella storica Faradda. In tale occasione il professor Deliperi disegnò una nuova divisa per il Gremio, inizialmente indossata dal solo Obriere di Candeliere, ma poi estesa a tutti, eccezione fatta per i gremianti più anziani. L’uniforme era ispirata agli abiti della gioventù nobiliare spagnola del Seicento.

Nel 1979 il Gremio fu tra i fondatori dell’Intergremio "Città di Sassari" e Antonio Gavino De Rosas, gremiante anziano, venne eletto primo presidente dell’associazione.

Nel 2018 il Candeliere antico mostrò numerosi segni di cedimento, che lo resero inutilizzabile. L’anno successivo, ad opera dell’artista Ruocco e del pittore Giovanni Pasca, il Gremio realizzò un nuovo Candeliere, copia quasi identica dell’originale.

Devozione a San Giovanni Battista Il Patrono del Gremio, sin dalla sua fondazione, è San Giovanni Battista, invocato sotto il titolo di la neula. Il Santo viene solennemente celebrato la domenica più vicina al 24 giugno, data canonica dedicata al "Precursore".

In tale occasione il Gremio organizza una messa solenne alla mattina, in cui viene celebrato l'antico rito dell'intregu, la successione fra gli Obrieri Maggiori per tramite dello scambio della Bandiera del Gremio.

La sera si snoda per la città la solenne processione, la quale avviene con la partecipazione di tutti i Gremi cittadini.

Il Gremio festeggia inoltre la sua festa minore il 29 agosto, giorno in cui viene celebrato il martirio del Santo.

Segni distintivi Bandiera La bandiera del Gremio dei Contadini, comunemente a tutte le maestranze devote ad un Martire, è caratterizzata dal colore rosso, in particolare nelle tonalità dell'amaranto.

Come tutte le bandiere dedicate a Santi Patroni diversi dalla Madonna, è bordata da un gallone d’oro. Sul puntale è collocata una statua in argento raffigurante San Giovanni Battista, che viene ornata con una corona di fiori.

La bandiera presenta raffigurato sul recto e sul verso il battesimo di Cristo sul giordano.

Il Gremio possiede anche una bandiera di dimensioni minori, detta bandiera piccola, utilizzata durante la Faradda e nelle celebrazioni funebri. Ha lo stesso colore della bandiera maggiore e ne riproduce le raffigurazioni. È montata su un’asta in legno, sormontata da un puntale in argento raffigurante il Santo Patrono, che viene ornato con una corona di fiori.

Abiti La divisa del Gremio dei Contadini è stata realizzata da una ricostruzione di Deliperi apportata in occasione della prima Faradda nel 1937. Essa è di due differenti fogge:

Quasi tutti i gremianti indossano un abito ispirato agli abiti della gioventù nobiliare spagnola: pantaloni al ginocchio neri, calze nere, scarpe nere, guanti bianchi e una casacca in damasco nera arricchita da rifiniture in gallone d'argento nelle asole e nelle cuciture e da una mozzetta in pizzo ripresa anche all'orlo delle maniche. Al fianco portano una spada. I gremianti più anziani indossano un frac nero, con guanti, pantaloni, scarpe e corpetto neri.

Cappella La Cappella del Gremio si trova nella chiesa di Santa Maria di Betlem (terza a destra). Originariamente dedicata ai Martiri Turritani, è oggi riferita a San Giovanni Battista.

La Cappella, identica alla speculare cappella di Sant'Antonio da Padova, è introdotta da un arco a tutto sesto e presenta un prezioso altare ligneo riccamente impreziosito da intagli e elementi scultorei in foglia d'oro. Nel primo ordine è presente la mensa con un paliotto ligneo con raffigurato lAgnus Dei. Nell'ordine centrale, attorniata da quattro paraste doriche decorate con una spirale di pampini in foglia d'oro e sormontata da una corona e da un drappeggio retto da due angeli, si trova la nicchia che conserva il simulacro processionale rappresentante il Battesimo di Cristo sul Giordano. Nel terzo ordine è presente un timpano spezzato con una finta edicola con raffigurata la Vergine Maria col Bambino.

Candeliere Il Gremio dei Contadini possiede due Candelieri, di cui soltanto il più moderno viene ancora oggi portato in processione.

Candeliere antico (ex Pastori) Il candeliere antico, presumibilmente risalente al 1876 (data riportata nella cassa antica del candeliere scoperta dopo un restauro), è stato in passato di proprietà del Gremio dei Pastori. A partire dal 1937 è stato donato ai Contadini, che lo hanno utilizzato fino al 2018, quando, per danni maturati durante la Faradda è stato definitivamente fermato. Originariamente di colore bianco, è stato portato al colore verde tenue alla fine degli anni '90.

Il suo peso è di 194 kg.

Base La base è molto semplice ed è verde al centro e bianco nella cornice. Sul lato sinistro vi è la scritta "Agricoltori" che ricorda l'antica appartenenza alla Confrarìa du Poble come maestranza minore. Sul lato destro è raffigurato l'''Agnus Dei, che ricorda l'appartenenza del cero all'estinto Gremio dei Pastori

Fusto Anch'esso di colore verde reca sul fronte l'effige del Battesimo del Cristo sul Giordano attorniato da una cornice composta di prodotti agricoli, in ricordo dell'attività dei Contadini. Nella parte superiore sono raffigurati gli attrezzi del mestiere: la falce, la roncola e la forbice da potatura. Sul retro è presente il monogramma mariano "AM" sormontato da una corona.

Capitello Di forma ottagonale irregolare riprende gli stessi colori del fusto. Nelle 4 facciate principali sono rappresenti arabeschi oro, mentre nelle facciate più strette sono presenti dei rilievi torniti.

candeliere nuovo A seguito della grave lesione subita durante la discesa quasi sul punto di rottura avvenuto nel 2015. A seguito di restauro il gremio ha deciso di farsi un nuovo candeliere costruito nel 2018 realizzato dall'artista Ruocco e il pittore Nanni Pasca (Giovanni Andrea Pasca).ora il candeliere e stato spostato nel polo museale della chiesa di santa Maria di betlem

Base La base è identica a quella del Candeliere antico, differenziandosi unicamente per il fatto che lAgnus Dei è stato raffigurato nel prospetto principale accompagnato dalla scritta "ecce Agnus Dei qui tollis peccata mundi", mentre sulla cornice superiore della medesima facciata è presente l'iscrizione intagliata recitante Johannes Baptista. Nella facciata posteriore è rappresentato lo stemma del Gremio, sormontato, nella cornice dalla scritta "Agricoltori".

Fusto Il fusto è del tutto identico a quello del Candeliere antico, differenziandosi unicamente per la presenza di due greche tono su tono alla base e all'apice della colonna.

Capitello Anche il capitello riprende in toto l'originale, con degli arabeschi rappresentati più sottili ed articolati.

Corona