Biografia Secondo alcune fonti, la sua effettiva data di nascita sarebbe il 13 marzo, che era però sgradita alla madre per motivi di superstizione.
Iniziò la sua carriera come piccolo imprenditore da giovanissimo, commerciando uniformi militari usate; poi lavorò come garzone in albergo, come venditore di auto usate e infine come ristoratore. Sul finire degli anni 1980 possedeva circa venti bar e ristoranti, essenzialmente tra Stoccarda e i dintorni.
Dopo aver tentato con scarso successo la carriera di pilota, nel 1983 Weber si mise in società con un ingegnere, Klaus Trella: insieme fondarono la squadra corse Weber-Trella Stuttgart (WTS), che iniziò a competere in Formula 3. Nel 1988 Joachim Winkelhock, al volante di una Reynard del team WTS, vinse il campionato di Formula 3 tedesco. Sul finire dello stesso anno, fu attratto dalle prestazioni di un pilota diciannovenne, Michael Schumacher, che aveva vinto il campionato di Formula König e si era piazzato secondo nell'europeo di Formula Ford. Con Winkelhock ormai in procinto di passare in Formula 1, Weber fece fare un test a Schumacher, convincendosi a ingaggiarlo: venuto a conoscenza del fatto che egli non aveva le risorse necessarie per correre in Formula 3, decise di farsi carico in proprio del suo ingaggio; al contempo, lo legò a sé con un contratto decennale, ai sensi del quale gli sarebbe stato riconosciuto il 20% su tutti i profitti futuri del giovane pilota.
Al primo anno nel team WTS, Schumacher si piazzò secondo e iniziò a essere seguito con interesse da alcune squadre di Formula 1, segnatamente la Arrows; Weber però rifiutò ogni approccio e, dopo aver tentato vanamente di accordarsi con Eddie Jordan per un passaggio in Formula 3000, mantenne Schumacher in F3 anche per il 1990. Parallelamente, tuttavia, riuscì a farlo entrare nello junior team che Mercedes-Benz aveva formato, in collaborazione con la Sauber, per correre nel Mondiale prototipi Gruppo C. Schumacher vinse il campionato di F3 e ottenne ottimi risultati anche con i prototipi.
Un anno dopo, nel 1991, Weber lo portò all'esordio in Formula 1, facendolo debuttare a Spa con la Jordan Grand Prix: nell'occasione, mentì a Eddie Jordan assicurandogli che il suo giovane assistito avesse già girato sul difficile tracciato belga, cosa invece non vera. Subito dopo la gara d'esordio, lo dissuase dal farsi mettere sotto contratto dal team irlandese e ne agevolò il passaggio alla Benetton Formula.
Col passare degli anni, man mano che la carriera di Schumacher progredì, Weber riversò tutte le sue attenzioni sulla Formula 1: nel 1995, dopo il secondo titolo iridato conquistato al volante della Benetton, vendette la sua scuderia di Formula 3.
Sfruttando le sue capacità di negoziazione e l'intuito per il marketing, Weber trasformò Michael Schumacher in una delle star sportive più redditizie di sempre; inoltre, grazie alle commissioni incassate (che gli valsero il soprannome di Mr. 20 Prozent) per ogni affare concluso per conto dei suoi clienti, si costruì un cospicuo patrimonio personale. Si affidarono poi a lui anche il fratello di Michael, Ralf Schumacher, e i connazionali Nico Hülkenberg e Timo Scheider; al di fuori dello sport, hanno fatto parte della "scuderia" di Weber anche le top model Claudia Schiffer e Naomi Campbell.
Bibliografia Benzina nel sangue. Michael Schumacher, il cavallo vincente (traduzione di Roberta Zuppet), Milano, Rizzoli, 2022. ISBN 9788817163927
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