Lo sport in Italia in senso generale e più ampio, comprendente gli ‘’sportivi’’ che praticano i vari sport e gli ‘’sportivi’’ appassionati spettatori tifosi che seguono le competizioni, è diffuso tanto da rappresentare una parte della cultura di massa, similmente a tutte le popolazioni di altre nazioni industrializzate.

Storia atletica-sportiva in Italia Anticamente il primo periodo storico in cui lo sport in Italia ha assurto connotati sociali simili agli attuali, con le dovute proporzioni, fu durante l’impero romano caratterizzato dal motto ‘’panem et circenses’’ che si riferiva alla pratica politica di prevenzione dei disordini sociali con la distribuzione ai cittadini romani di pane e spettacoli circensi spesso truci quando lo stadio più famoso e frequentato era il colosseo.Stefano Pivato con Paul Dietschy, Storia dello sport in Italia, 2019, Bologna, Il Mulino, ISBN 978 88 15 28373 3

Come in tutti i fenomeni di massa in cui s'intrecciano grossi interessi di potere economici e politici, dietro le quinte dei successi si tessono a volte truffe, scandali, manipolazioni, allora come oggi.Aldo Aledda, De Coubertin addio! Corruzione, affari, droga, frode e criminalità nello sport dall'antichità ai giorni nostri, 1998, Società Stampa Sportiva, Roma

Quando la nazione italiana venne istituita in uno Stato politicamente indipendente nel 1861, lo sport più popolare e seguito dai tifosi negli sferisteri era il pallone col bracciale, che è uno degli sport tradizionali e nazionali italiani: viene tuttora praticato a livello soltanto dilettantistico, ma nel XIX° secolo raggiunse i vertici massimi del consenso e della popolarità divenendo quindi un elemento unificante e rappresentativo della nuova nazione italiana in qualità di sport nazionale. Il contesto sociale attuale dello sport in Italia Lo sport in Italia è molto popolare: vengono pubblicati tre quotidiani nazionali che trattano esclusivamente di sport, che sono La Gazzetta dello Sport, Il Corriere dello Sport-Stadio e Tuttosport nonché esistono molte rubriche televisive e radiofoniche, quotidiane o settimanali dedicate a soggetti sportivi.

Durante il secondo dopoguerra in Italia, il calcio ha conseguito e mantenuto successivamente la maggiore popolarità, poi molto seguito è il ciclismo, che ha la sua più famosa manifestazione nel Giro d'Italia, una corsa a tappe che attraversa tutta la penisola e che si tiene ogni anno tra la fine di maggio e i primi di giugno: a questa competizione partecipano non solo i migliori atleti italiani bensì i migliori ciclisti da tutto il mondo. Altra passione degli italiani è l'automobilismo: infatti il campionato mondiale di Formula 1 è molto seguito di solito in diretta televisiva poiché in tale competizione gareggiano le Ferrari. Popolari come il ciclismo e l'automobilismo sono divenuti, più recentemente, lo sci, la pallacanestro, la pallavolo, il motociclismo e il tennis, che riscuotono grande favore soprattutto tra i giovani mentre meno seguiti di questi sono altri sport come pallanuoto, nuoto, rugby, hockey, pattinaggio, ginnastica, scherma, atletica leggera, equitazione, ippica, canottaggio e pugilato, anche se gli atleti italiani, gli Azzurri, conseguono notevoli risultati a livello internazionale pure in queste discipline, specie in occasione delle Olimpiadi.

I dati ISTAT sulla pratica sportiva in Italia Nel 2015, sono stimate in oltre 20 milioni le persone di tre anni e più che dichiarano di praticare uno o più sport con continuità (24,4%) o saltuariamente (9,8%). L’incidenza dei praticanti sulla popolazione di 3 anni e più è pari al 34,3%.

Tra gli uomini il 29,5% pratica sport con continuità e l’11,7% saltuariamente. Per le donne le percentuali sono più basse, rispettivamente 19,6% e 8,1%. La pratica sportiva continuativa cresce nel tempo per entrambi i generi e in tutte le età: dal 15,9% del 1995 al 22,4% nel 2010 fino al 24,5% nel 2015.

La pratica dello sport è massima tra i ragazzi di 11-14 anni (70,3%, di cui 61% in modo continuativo e 9,3% in modo saltuario) e tende a decrescere con l’età.

Significative le differenze rispetto al livello di istruzione: pratica sport il 51,4% dei laureati, il 36,8% dei diplomati, il 21,2% di chi ha un diploma di scuola media inferiore e solo il 7,3% di chi ha conseguito la licenza elementare o non ha titoli di studio.

Fra gli sport più praticati sono da segnalare ginnastica, aerobica, fitness e cultura fisica (25,2% degli sportivi, pari a 5.097.000 persone), il calcio (23%, 4.642.000 persone) e gli sport acquatici (21,1%, 4.265.000 persone). Il nuoto è lo sport più diffuso tra i bambini fino a 10 anni (43,1%), il calcio tra gli under 35 (33,6%), ginnastica, aerobica, fitness e cultura fisica tra gli adulti fino a 59 anni e sopra i 60 anni (27,4%).

La categoria delle escursioni e delle passeggiate di almeno di 2 km, rilevata in maniera esplicita per la prima volta nel 2015, è praticata da più di 1.173.000 persone.

Il 26,5% della popolazione non pratica uno sport ma svolge attività fisica, come fare lunghe passeggiate a piedi o in bicicletta, giardinaggio ecc. (15.640.000 persone).

I sedentari, ossia coloro che dichiarano di non praticare alcuno sport o attività fisica nel tempo libero, sono oltre 23 milioni (39,1% della popolazione) e aumentano con l’età fino ad arrivare a quasi la metà della popolazione di 65 anni e più.

Discipline sportive Atletica leggera

L'atletica leggera conta circa 230 000 praticanti in Italia. Benché ci siano nazioni con una più lunga e prolifica tradizione, l'Italia vanta risultati importanti sia ai Giochi Olimpici che agli Europei e ai Mondiali.

Tra gli atleti medagliati più importanti si citano:

Velocità: Pietro Mennea, detentore del record mondiale dei 200m piani dal 1979 al 1996. Marcell Jacobs, primo italiano a vincere la medaglia d'oro olimpica nei 100 metri piani Filippo Tortu, primo italiano e terzo atleta bianco a scendere sotto il muro dei 10s nei 100m piani.

Marcia: Ugo Frigerio Massimo Stano Maurizio Damilano Alex Schwazer Ivano Brugnetti Abdon Pamich Annarita Sidoti Antonella Palmisano

Salto in alto Gianmarco Tamberi Sara Simeoni

Salto con l'asta Giuseppe Gibilisco

Salto in lungo Fiona May Mattia Furlani

Maratona Gelindo Bordin Stefano Baldini

Da ricordare è anche Ondina Valla, campionessa olimpica a Berlino 1936 negli 80 metri ostacoli, che fu la prima donna italiana a vincere un oro olimpico.

Calcio

Il calcio è al primo posto in Italia per seguito di tifosi e appassionati. La nazionale di calcio italiana è tra le più titolate al mondo, seconda solo a quella brasiliana e a pari livello di quella tedesca, avendo vinto 4 Campionati mondiali nel 1934, 1938, 1982 e 2006, due Campionati Europei nel 1968 e 2020, una medaglia d'oro alle Olimpiadi di Berlino 1936 e due di bronzo (con le sue compagini giovanili), alle Olimpiadi di Amsterdam del 1928 e alle Olimpiadi di Atene 2004. Tra le nazionali più titolate è una delle poche che ha fallito consecutivamente 3 qualificazioni ai mondiali (2018, 2022 e 2026). Anche le nazionali giovanili sono pluridecorate: La nazionale Under-21 detiene il maggior numero di successi, 5, a pari merito con la Spagna, dell'Europeo di categoria avvenuti nel 1992, 1994, 1996, 2000 e 2004. La nazionale Under-19, invece, vanta solo due trionfi nell'Europeo di categoria accaduti nel 2003 e nel 2023.

Varie squadre di calcio italiane hanno conquistato numerosi trofei a livello confederale e interconfederale, dando al calcio italiano visibilità internazionale. Si tratta per lo più del Milan, della Juventus – il club più blasonato del Paese – e dell'Inter che, all'ottobre del 2018, hanno conquistato insieme 38 titoli internazionali complessivi (rispettivamente 18, 11 e 9) e che sono considerate dall'IFFHS, organizzazione statistica riconosciuta dalla FIFA, tra i dieci migliori club europei del XX secolo.

Il campionato italiano dal 2021/22 manda in Champions ben 4 squadre, 2/3 squadre in Europa League (compresa la vincitrice della Coppa Italia) e una squadra in Conference.

L'attuale capocannoniere della Nazionale di calcio italiana è Gigi Riva, con 35 reti. Tra i calciatori italiani di fama internazionale ricordiamo: Roberto Baggio, Franco Baresi, Giuseppe Bergomi, Gianluigi Buffon, Antonio Cabrini, Fabio Cannavaro, Alessandro Del Piero, Omar Sívori, Gigi Riva, Claudio Gentile, Paolo Maldini, Sandro Mazzola, Valentino Mazzola, Alessandro Nesta, Andrea Pirlo, Gianni Rivera, Paolo Rossi, Gaetano Scirea, Marco Tardelli, Francesco Totti e Dino Zoff. Tra gli allenatori di fama internazionale: Carlo Ancelotti, Fabio Capello, Marcello Lippi, Vittorio Pozzo, Claudio Ranieri, Nereo Rocco, Arrigo Sacchi e Giovanni Trapattoni.

Sport motoristici

L'Italia vanta ottime tradizioni negli sport del motore. Celebri nel mondo sono gli autodromi di Monza e di Imola (dedicato ad Enzo Ferrari ed al suo primogenito Dino), il circuito del Mugello e di Misano Adriatico (dedicato al pilota motociclistico Marco Simoncelli).

Automobilismo

Nell'automobilismo, il secondo sport nel Paese per numero di appassionati, altrettanto importante è il palmarès delle marche e dei piloti italiani, dalla Formula 1 alle corse di durata ai rally. Nella velocità, dalle prime corse del '900, Fiat, Alfa Romeo, Maserati (unica casa italiana a vincere, per due volte, la 500 miglia di Indianapolis), Ferrari, Abarth e Lancia, hanno vinto nelle gare più importanti (Targa Florio, Rally d'Italia, Mille Miglia, 24 Ore di Le Mans, Nürburgring, Carrera Panamericana) e conquistato titoli mondiali e continentali in tutte le categorie.

In Formula 1, la Scuderia Ferrari detiene il record di titoli per piloti e costruttori, di vittorie per singole gare e di presenza ininterrotta dalla istituzione del campionato del mondo, nel 1950. Dalle origini, i piloti più rappresentativi sono: Nazzaro, Cagno, Lancia, Antonio Ascari, Campari, Brilli-Peri, Borzacchini, Fagioli, Bordino, Masetti, Materazzi, Nuvolari, Varzi, Biondetti, Villoresi, Taruffi, Musso, Castellotti, Baghetti, Bandini, Scarfiotti, Luciano Bianchi, Merzario, Alboreto, Patrese, Baldi, Trulli, Fisichella, Pirro, Capelli, Rinaldo Capello (quest'ultimo nelle gare di endurance), oltre ai campioni del mondo Nino Farina e Alberto Ascari.

Nelle corse su strada, la Targa Florio, la Mille Miglia, la Coppa Acerbo e il Giro di Sicilia sono tra le più antiche e celebri corse della storia. Nei rally, Lancia (con le indimenticabili Fulvia HF, Stratos, 037 e Delta) e Fiat (124 spyder, 131-Abarth), vantano numerosi titoli mondiali, costruttori e piloti (Munari, Biasion, Alessandro Fiorio, Alessandro Fassina), e titoli continentali (Pinto, Munari, Verini, Carello, Vudafieri, "Tony" Fassina, Biasion, Capone, Tabaton, Cerrato, Liatti, Bertone, Navarra, Andreucci, Travaglia e Basso, campione 2006 con la Fiat Grande Punto).

Motociclismo

Nel motociclismo, i grandi campioni del passato, come Arcangeli, Masetti, Ubbiali, Provini e Giacomo Agostini, il pilota più titolato della storia del Motomondiale, (15 volte iridato nelle classi 350 e 500 c.c. con 10 vittorie al Tourist Trophy) sono degnamente seguiti dai campioni del presente, Max Biaggi, Loris Capirossi, Marco Melandri, Andrea Dovizioso, Francesco Bagnaia e Valentino Rossi, ben nove volte campione del mondo nelle varie classi. I marchi Bianchi, Aprilia, Beta Motor, Cagiva, Gilera, Guzzi, MV Agusta, TM Racing, Benelli, Bimota e Ducati hanno vinto le corse più prestigiose e conquistato campionati mondiali in tutte le categorie.

Tony Cairoli è l'italiano più titolato nel Motocross (9 titoli mondiali di cui 6 consecutivi; secondo di sempre), mentre nella categoria femminile (WMX) Kiara Fontanesi è la più titolata al mondo, con 6 campionati vinti di cui 4 consecutivi.

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