Il Concerto per pianoforte e orchestra n. 1 in Mi bemolle maggiore, S.124 è una composizione di Franz Liszt scritta fra il 1849 e il 1856. Il musicista ungherese impiegò ben 26 anni per portarlo a termine. Se i temi principali furono composti nel 1830, la prima stesura dell'opera è datata nel 1849, mentre quella definitiva risale al 1856.

Il Concerto in Mi bemolle maggiore è diventato uno fra i più popolari del repertorio pianistico per le sue innovazioni, la tecnica travolgente e la bellezza di alcune linee melodiche ed è una delle composizioni più eseguite del musicista..

Storia I temi principali del Concerto per pianoforte ed orchestra n. 1 furono scritti su un blocco per appunti datato 1830, quando il compositore aveva diciannove anni. Il lavoro fu completato nel 1849, ma Liszt lo revisionò diverse volte con altri aggiustamenti fatti fino al 1853; esistono ben sei diverse bozze della composizione. Il musicista impiegò molto tempo in questa realizzazione poiché aveva ancora una scarsa padronanza nell'orchestrazione avendo scritto fino ad allora praticamente solo per pianoforte; cercò infatti un aiuto in Joachim Raff, musicista e suo assistente.

La prima esecuzione ebbe luogo a castello di Weimar il 17 febbraio 1855, con l'autore al pianoforte e Hector Berlioz alla direzione d'orchestra. Liszt apportò ancora alcuni cambiamenti prima della pubblicazione ufficiale avvenuta nel 1857. Nel 1853 Liszt aveva realizzato una trascrizione per due pianoforti che fu pubblicata sempre nel 1857 da Haslinger, come il Concerto.

Struttura e analisi Liszt abbandona il tradizionale schema del concerto in tre movimenti introducendo un quarto tempo dopo quello lento, avvicinandosi così a una struttura prettamente sinfonica. Allegro maestoso Quasi adagio Allegretto vivace - Allegro animato Allegro marziale animato

I quattro movimenti del concerto si susseguono senza soluzione di continuità, avvicinando in tal modo la composizione a un poema sinfonico; il dedicatario del lavoro, il compositore Henry Litolff, coniò il termine "concerto sinfonico" per indicare la caratteristica particolare di quest'opera di Liszt..

Trasferendo nel Concerto tutto il bagaglio di innovazioni tecniche realizzate nelle composizioni pianistiche precedenti, Liszt pose in risalto lo strumento con tutte le sue risorse timbriche, accentuate qui dalla grande potenza dell'orchestra. La presenza di un grande virtuosismo deriva dalle opere di Paganini che Liszt aveva ascoltato nel 1832 e da cui era rimasto fortemente impressionato; nella composizione del musicista ungherese il virtuosismo non era però fine a se stesso e inteso come pura esibizione, ma era volto a svelare tutti gli aspetti sconosciuti e inconsueti dello strumento, avvicinandolo a un mondo sonoro di grande modernità.

Il primo movimento Allegro maestoso si apre in fortissimo catturando subito l'attenzione dell'ascoltatore per condurlo poi nel suo mondo innovativo e fantastico. Il Quasi adagio successivo si esprime con un motivo calmo e cantabile in cui sono evidenti le suggestioni chopiniane. Il terzo movimento Allegretto vivace inizia con un doppio trillo del pianoforte; il brano ha l'aspetto di uno Scherzo evidenziato da un notevole senso ritmico, dai numerosi salti, dagli staccati del pianoforte e dalla presenza insistente del triangolo. LAllegro marziale animato conclusivo è un movimento travolgente che, dopo aver riproposto le idee precedenti, porta con un'indicazione Presto a una variante del tema principale; un crescendo conclusivo in fff porta al termine della composizione con una festosa leggerezza.

Organico Ottavino, due flauti, due oboi, due clarinetti in Si bemolle, due fagotti, due corni in Fa, due trombe in Si bemolle, tre tromboni (due tenori, un basso), timpani, grancassa, cimbali, triangolo, pianoforte, primi violini, secondi violini, viole, violoncelli, contrabbassi

Note

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