Ducati Corse è il reparto che gestisce le competizioni sportive delle squadre ufficiali di Ducati Motor Holding S.p.A.
Sebbene l'impegno di Ducati nel motociclismo risalga alla metà degli anni 50 del XX secolo, per i successivi quattro decenni questo si era limitato allo schierare una squadra corse che, per quanto ufficiale de facto, tuttavia non aveva legami diretti con la casa madre, o al supporto verso squadre e preparatori esterni. È solo nel 1999 che nasce la struttura ufficiale Ducati Corse, che per circa un decennio è esistita come società a responsabilità limitata a sé stante prima di essere riassorbita nella casa madre.
L'organizzazione è composta da due gruppi che lavorano autonomamente, scambiandosi però informazioni e dati; il più vecchio è quello che si occupa delle competizioni destinate alle derivate di serie: Superbike, Supersport e Superstock, mentre il più recente, anche il più numeroso e più strutturato, si occupa dei prototipi per la MotoGP.
All'interno di Ducati Corse vengono progettate e costruite le moto da corsa del marchio di Borgo Panigale: esistono tre squadre di sviluppo veicolo che si occupano di portare in pista gli aggiornamenti e di testarli prima di avallare il loro utilizzo in gara, che vengono poi seguiti dai "team gara". All'interno del reparto vengono anche creati i software e gli applicativi per la gestione elettronica delle moto. Dalla stagione 2014 l'incarico di direttore generale è ricoperto da Luigi Dall'Igna.
Competizioni Gli albori
La storia sportiva della Ducati inizia nel 1955. In quell'anno uscì la Gran Sport 100, subito ribattezzata "Marianna", che ottenne due vittorie di classe nella Milano-Taranto del 1955 e altrettante nell'edizione del 1956; in quest'ultimo anno arrivò anche la vittoria assoluta al Motogiro d'Italia, competizione in cui Ducati incamerò altre cinque vittorie di classe tra il 1955 e il 1957. Il pilota protagonista dei primi successi sportivi della casa di Borgo Panigale fu il modenese Gianni Degli Antoni (1929-1956), mentre la "Marianna" fu progettata dall'ingegnere Fabio Taglioni, entrato in azienda nel 1954: fautore della distribuzione desmodromica, Taglioni per tutta la sua carriera in Ducati studiò e perfezionò tale soluzione tecnica, destinata a divenire il marchio di fabbrica delle moto bolognesi negli anni a venire.
L'impegno della Ducati nel mondo delle corse è articolato in diverse competizioni mondiali: Motomondiale. Nel 1956 la Ducati debuttò nel Motomondiale con una moto nella classe 125. Successivamente ha allargato la propria presenza a tutte le altre classi; Superbike. Negli anni 1970 iniziò l'avventura nella classe 750 cc. Il primo successo di rilievo internazionale fu la vittoria alla 200 Miglia di Imola (1972). Pochi anni dopo la Ducati iniziò a partecipare al campionato mondiale Formula TT, a posteriori precursore del campionato mondiale Superbike, dove la casa bolognese è presente fin dalla prima edizione (1988); Supersport e Superstock. La Ducati è presente nel Campionato mondiale Supersport sin dalla sua prima edizione (1997).
Motomondiale
Storia Gli esordi
Le prime partecipazioni Ducati nel motomondiale risalgono alla stagione 1956, nella classe 125, con la conquista dei primi punti al Gran Premio delle Nazioni corso a Monza, per mano di Sandro Artusi: ciò avvenne con la debuttante 125 GP Desmo – la prima moto della casa di Borgo Panigale dotata di distribuzione desmodromica oltreché di carenatura completa – che in quello stesso anno, con Gianni Degli Antoni, aveva già ottenuto una vittoria non iridata nel Gran Premio di Svezia corso a Hedemora (15 luglio 1956).
Sempre nella ottavo di litro, nella stagione 1958 arrivò il primo successo Ducati in una prova valida per il motomondiale, grazie ad Alberto Gandossi, nel Gran Premio del Belgio corso a Spa-Francorchamps. In quel campionato, ancora Gandossi trionfò in Svezia, dove il secondo posto di Luigi Taveri diede alla casa bolognese la prima doppietta della sua storia, mentre Bruno Spaggiari vinse il Gran Premio delle Nazioni a Monza davanti ad altri quattro suoi compagni di squadra: fu la migliore stagione della storia ducatista nella classe 125, con il secondo posto nella classifica costruttori, dietro alla MV Agusta. Nel 1959, infine, la 125 GP Desmo portò per la prima volta alla vittoria il giovane e futuro plurititolato Mike Hailwood, in occasione del Gran Premio dell'Ulster corso a Dundrod.
Nel 1960 la casa di Borgo Panigale si presentò anche nella classe 250 e, grazie ancora ad Hailwood, conquistò con la 250 GP Desmo i suoi primi punti nella categoria con i piazzamenti conseguiti nei Gran Premi di Olanda, Belgio e Ulster.
Ducati ottenne i suoi primi punti nell'allora classe regina, la 500, nel 1971 grazie al quarto posto di Phil Read nel Gran Premio delle Nazioni corso a Monza. L'anno seguente, sempre al "Nazioni" corso stavolta a Imola, Spaggiari portò la 500 bicilindrica a "L" per la prima volta sul podio, con una terza posizione: rimarrà l'unico podio Ducati nella mezzo litro.
MotoGP Anni 2000
Dopo avere affidato al proprio reparto corse, guidato dal direttore tecnico Filippo Preziosi, lo studio per la realizzazione di un propulsore 4 cilindri a V che seguisse i regolamenti della neoistituita classe GP1 – di lì a breve rinominata MotoGP –, il 4 maggio 2001 Ducati ufficializzò l'intento di fare ritorno nel motomondiale dopo oltre quarant'anni, col debutto in pista fissato per il 2003. Frattanto nel febbraio 2002 il progetto del motore, denominato Desmosedici Twinpulse, era pronto; dal propulsore derivò il nome del prototipo, per l'appunto Desmosedici, presentato ufficialmente al Mugello il successivo 30 maggio, in concomitanza col Gran Premio d'Italia. Nei mesi seguenti Ducati confermò i suoi piani per il 2003, con una squadra diretta da Livio Suppo e i manubri delle due Desmosedici affidati ai piloti Loris Capirossi e Troy Bayliss, quest'ultimo proveniente dalla squadra di Borgo Panigale in Superbike; per l'esordio in pubblico si dovrà attendere fino al 3 novembre 2002 quando, in una passerella a Valencia nella mattina precedente il Gran Premio, Bayliss percorrerà tre giri davanti a spettatori.
Durante la stagione 2003 la moto italiana stupì per la sua immediata competitività: già al debutto in campionato, a Suzuka, Capirossi concluse terzo conquistando il primo podio in MotoGP per la casa. Nelle gare seguenti, sempre il pilota italiano ottenne la prima pole position ducatista a Jerez, mentre al Mugello fece segnare il primo giro veloce. Il 15 giugno 2003, a Montmeló, ancora Capirossi portò Ducati per la prima volta al successo in un Gran Premio della classe regina. Al termine della stagione Capirossi e Bayliss collezionarono vari podi: tre terzi posti (in Giappone, in Portogallo e a Valencia), due secondi posti (in Italia e in Australia), una vittoria (in Catalogna), tre pole position (a Jerez, nei Paesi Bassi e in Portogallo) e un giro veloce (in Italia) per l'italiano, mentre l'australiano aggiunse al bottino tre terzi posti (a Jerez, in Germania e nella Repubblica Ceca).
Nel 2004 non cambiano i piloti ma si evolve la moto: il modello impiegato per il campionato reca la sigla "Desmosedici GP4" per distinguerlo dal modello utilizzato nel mondiale 2003, distribuito ora alla squadra clienti D'Antín. La stagione vide i due piloti riuscire a cogliere due podi (un terzo posto per pilota). La squadra conclude al quinto posto la stagione, registrando un peggioramento rispetto al 2003. Il 2005 vede riconfermato Capirossi affiancato ora da Carlos Checa; cambia ulteriormente la moto, aggiornandosi nella versione "Desmosedici GP5" e passando alle coperture Bridgestone. Capirossi vince due Gran Premi consecutivi in Malaysia e in Giappone, proprio in casa della Honda.
Nel motomondiale 2006 la squadra Ducati ha schierato ancora Capirossi, ma affiancato da Sete Gibernau. La moto era la "Desmosedici GP6", nome che svela l'ulteriore sviluppo della moto precedente. Agli sviluppi della moto sono associati quelli portati avanti dal partner tecnico Bridgestone che ha curato la fornitura di gomme. I progressi sono stati evidenti e la casa bolognese ha conquistato il terzo posto finale nella classifica costruttori grazie a 4 vittorie nei Gran Premi, tre conquistate da Capirossi e l'ultima da Bayliss, quest'ultimo reduce dal titolo Superbike incamerato pochi giorni prima, e chiamato a sostituire l'infortunato Gibernau nell'ultima gara della stagione a Valencia: il successo di Bayliss è rimasto peraltro agli annali poiché ne ha fatto il primo pilota capace di vincere almeno una gara in MotoGP e in Superbike nella stessa stagione, e il primo campione del mondo tra le derivate di serie a trionfare in gara anche nei prototipi; unito al secondo posto di Capirossi, inoltre, ha permesso a Ducati di conseguire la sua prima doppietta in top class.
Con il motomondiale 2007 finisce l'era delle MotoGP da 990 cm³: la cilindrata scende a 800 cm³ e la nuova Desmosedici GP7 è guidata da Capirossi, ormai bandiera ducatista, e dal giovane australiano Casey Stoner. Il 23 settembre 2007 la Ducati vince il suo primo titolo iridato per piloti della MotoGP, trentatré anni dopo l'ultimo successo di una casa italiana (MV Agusta) nella massima categoria e un ininterrotto dominio di moto giapponesi: nello stesso giorno Capirossi ritorna alla vittoria mentre Stoner vince il suo primo titolo mondiale.
Nel motomondiale 2008 la squadra bolognese schiera nuovamente il campione del mondo Stoner, la cui difesa del titolo non va a buon fine nonostante 6 vittorie, affiancato dal nuovo acquisto Marco Melandri. Per il 2009 la squadra ufficiale schiera Stoner e lo statunitense Nicky Hayden, ex pilota ufficiale Honda; novità più importante, tra i team clienti viene scelto Pramac Racing per mettere in piedi una vera e propria struttura satellite, che porta in pista altre due Desmosedici pilotate da Niccolò Canepa e Mika Kallio. Inoltre nasce una nuova squadra privata, il team Grupo Francisco Hernando, che vede il ritorno alle gare di Gibernau. Il 5 novembre 2009 Vittoriano Guareschi viene nominato team manager, in sostituzione di Suppo passato alla Honda.
Anni 2010 Nella stagione 2010 la squadra ripropone gli stessi piloti dell'anno precedente. Dopo la pausa estiva la casa di Borgo Panigale annuncia di aver ingaggiato per il 2011 il pilota più vincente e titolato in attività, Valentino Rossi, al posto di Stoner destinato alla Honda; lo statunitense Hayden viene confermato a fianco del nuovo arrivo. Il sodalizio con Rossi, nonostante le premesse della vigilia, nel successivo biennio – in cui la MotoGP affronta un ulteriore cambio regolamentare, con cilindrata aumentata a cm³ – si sfalda tra aspettative tradite e risultati mai arrivati. Alla fine del 2012 il pilota marchigiano e la casa di Borgo Panigale si separano; per l'anno seguente viene ingaggiato il romagnolo della Yamaha Andrea Dovizioso, mentre Rossi fa contestualmente ritorno alla casa giapponese.
Dopo un 2013 interlocutorio, segnato dalla fine dell'era tecnica Preziosi e dal breve interregno di Bernhard Gobmeier, la svolta arriva con la nomina a direttore generale di Luigi Dall'Igna, reduce da un ventennio di soddisfazioni in Aprilia: l'ingegnere vicentino sfrutta il 2014 per ridisegnare il concept della moto, e dall'anno seguente la Desmosedici torna gradualmente ad essere protagonista del motomondiale. Contestualmente, sempre dal 2014 la squadra ufficiale viene ridisegnata con l'arrivo di due tra gli uomini dietro ai successi Ducati in Superbike nel precedente ventennio, Davide Tardozzi come team manager e Paolo Ciabatti come direttore sportivo.