LAK-47 (nome ufficiale , Avtomat Kalašnikova, fucile automatico Kalašnikov, spesso anche semplicemente Kalašnikov) è un fucile d'assalto ideato e progettato in Unione Sovietica, dotato di selettore di fuoco e operato a gas, camerato per il proiettile 7,62 × 39 mm.
Sviluppato nel 1947 da Michail Timofeevič Kalašnikov, ex militare reduce della seconda guerra mondiale, doveva originariamente sostituire la serie di mitra PPŠ, ormai obsoleti; ben presto fu però chiaro che il suo potenziale andava ben oltre. La semplicità del suo meccanismo e della sua fabbricazione lo hanno reso l'arma da fuoco più diffusa e famosa al mondohttps://www.lidentita.it/il-fucile-dassalto-ak-47-storia-caratteristiche-e-diffusione-globale/.
Presente persino sulle bandiere di alcune nazioni, come su quella del Mozambico, a rappresentare la difesa della libertà, la serie di fucili d'assalto AK è divenuta il maggior prodotto d'esportazione russo.
Storia Le prime armi automatiche e le esigenze belliche in Russia Una delle prime armi automatiche fu ideata nel 1916 da Vladimir Grigor'evič Fëdorov, che modificò un suo progetto di fucile semi-automatico per creare un'arma capace di fuoco automatico, che fosse però più leggera rispetto alle mitragliatrici allora in servizio. Il Fëdorov avtomat (la cui produzione ammonta a circa esemplari in totale) vide azioni molto limitate durante la prima guerra mondiale ma fu usato intensamente durante la guerra civile russa. L'arma era camerata per il proiettile 6 × 50 mm SR Arisaka, uno dei proiettili più comuni all'epocaIl 6,5 mm Arisaka (6,5 mm giapponese) by Chuck Hawks."Modern Firearms-Fedorov avtomat" World. guns. ruHoneycutt & Anthony, pp. 177, 197.. Molti storici considerano il Fëdorov Avtomat il primo fucile d'assalto ad aver visto l'azione.; altri, tuttavia, sostengono che la cosa sia stata più un caso che unintenzione. Il Fëdorov avtomat fu ritirato dal servizio attivo negli anni tra il 1925 e il 1928 vista la natura straniera delle munizioni impiegate, difficilmente reperibili dall'Unione Sovietica, sebbene sia stato possibile vedere l'arma in servizio durante la guerra d'inverno nel 1940 a causa della mancanza nelle forze sovietiche di armi automatiche. Durante la Seconda guerra mondiale avvenne il rimpiazzo definitivo con i nuovi mitra, tra cui il PPŠ-41. I tentativi sovietici di realizzare nuovi fucili automatici (ad esempio i due fucili AVS-36 e AVT-40) camerati per il 7,62 × 54 mm R fallirono tutti.
Durante la seconda guerra mondiale, i tedeschi introdussero il nuovo StG 44: quest'arma era camerata per una nuova tipologia di proiettile intermedio 7,92 × 33 mm Kurz Tactical and Technical Trends, No. 57, April 1945.. I sovietici riuscirono a mettere le mani sul primo prototipo dell'arma tedesca, denominata Mkb 42(H), e ad ottenere alcuni esemplari di carabina M1 (anch'esse camerate per colpi più piccoli, .30 carbine), tutto ciò portò gli ufficiali dell'esercito e la direzione del partito a porre mano ad un accantonato progetto del 1939 di una munizione intermedia. Il 15 giugno 1943 il Commissariato Popolare per gli armamenti dell'Unione Sovietica introdusse il nuovo proiettile 7,62 × 39 mm M43 destinato alla mitragliatrice leggera RPD, che debuttò sul campo nel medesimo anno sebbene per la produzione di massa si dovette attendere sino all’inizio del 1944. Proprio mentre veniva adottato il nuovo proiettile, la prima munizione intermedia utilizzata massivamente, le autorità sovietiche giunsero alla conclusione della necessità di una nuova classe di armi portatili e i concorsi per i progetti vennero indetti nel 1944.
Michail Kalašnikov, il progetto e i primi prototipi
Verso l’inizio della seconda guerra mondiale Michail Kalašnikov, che aveva già realizzato alcuni apparati come un contacolpi per i carri armati, cominciò la sua carriera da progettista di armi durante la convalescenza agli inizi del 1942 in un ospedale militare a seguito di ferite riportate in azione; questi dopo aver realizzato una pistola mitragliatrice nel 1942 per i carristi (l'AK-42 camerato in 7,62 × 25 che precorre alcune soluzioni tecniche dell' AK-47) e una mitragliatrice leggera nel 1943, nel 1944 si mise al lavoro per adattare proprio la carabina M1 alla nuova munizione intermedia 7,62 × 39 mm. Nel campo delle armi automatiche, il bando prevedeva condizioni piuttosto ambiziose per un'arma del genereРуслан Чумак, КАЛАШНИКОВ. ОРУЖИЕ, БОЕПРИПАСЫ, СНАРЯЖЕНИЕ 2010/3, p. 15.: la canna doveva avere una lunghezza compresa tra i 500 e i 520 mm e il peso non avrebbe dovuto superare i 5 kg (bipiede pieghevole compreso).
Nonostante le difficoltà implicite, diversi progettisti sovietici parteciparono alla competizione per l'arma. Tra di essi spiccavano Tokarev, Korovin, Degtjarëv, Špagin, Simonov e Priluckij. Kalašnikov decise di non partecipare alla competizione. Nel 1944 venne presa in prova l'arma proposta da Aleksej Sudaëv, denominata AS-44 (canna da 505 mm per 5,6 kg di peso). Le prove mostrarono però come l'arma fosse troppo pesante per un comune fante, e a Sudaëv fu richiesto di alleggerire il suo prototipo: tuttavia, l'operazione minò profondamente l'accuratezza e l'affidabilità dell'arma. Nell'ottobre del 1945, il GAU decise l’eliminazione del bipiede integrato; la variante dell'arma originale di Sudaëv in questa configurazione, denominata OAS (Oблегчённый автомат Судаёва, Oblegčënnyj avtomat Sudaëva, “fucile automatico leggero di Sudaëv"), pesava solo 4,8 kg ma l'improvvisa morte di Sudaëv nel 1946 impedì ulteriori sviluppi dell'arma.Сергей МОНЕТЧИКОВ, БРАТИШКА, October 2002 issue I problemi di affidabilità che si erano manifestati nel progetto alleggerito di Sudaëv convinsero il GAU a indire un nuovo bando, i cui scopi furono subito chiari: progettare un'arma affidabile che rimpiazzasse in via definitiva PPŠ-41 e PPS-43. Entro l'agosto 1946 furono presentati dieci disegni. Kalašnikov e il suo team proposero la propria arma. Si trattava di un fucile operato a gas con sistema di chiusura simile a quello presente nella precedente carabina del 1944 e un caricatore curvo da 30 colpi. L'arma di Kalašnikov (nome in codice AK-1 e AK-2, rispettivamente con castello ricavato dal pieno) si mostrò subito affidabile e passò la prima fase di test, per competere con le armi di Dement'ev (KB-P-520) e Bulkin (TKB-415).
Nel 1946, venne consegnato all'esercito il prototipo AK-46 per le prove. Nel tardo 1946 Aleksandr Zajcev riuscì a convincere Kalašnikov sulla necessità di miglioramenti all'arma. I nuovi fucili (nome provvisorio KB-P-580) si rivelarono molto affidabili nella maggior parte delle situazioni di stress e i primi tre prototipi furono pronti per il novembre 1947. Nello stesso anno cominciò la produzione a Iževsk presso la Ižmaš dello AK тип-1 (tipo-1) che venne immediatamente assegnata per un ciclo di test ad alcuni reparti operativi dell'Armata Rossa. Tra il 1948 e il 1951 vennero poi sviluppati i modelli тип-2 e тип-3 ciascuno con ulteriori migliorie. Tutti realizzati con castello fresato e non stampato per semplificare eventuali modifiche. L'ideazione dell'arma fu una notevole innovazione nel campo delle armi da fuoco: il gruppo del grilletto, il sistema di apertura dell’otturatore con estrazione primaria (ispirato, ma notevolmente sviluppato, dal M1 Garand statunitense); il meccanismo di sicura derivato dal concetto del Remington M8 di Browning e un sistema dei gas innovativo con un porta-otturatore il cui baricentro, spostato in avanti in chiusura così da insistere sull’impugnatura in apertura, stabilizzava l’arma durante il fuoco a raffica. Sebbene la vulgata è che l'AK-47 derivi dallo StG 44 in realtà le due armi non hanno nulla in comune se non vagamente la forma. Lo stesso Kalašnikov ha infatti sempre negato di aver preso spunto dall'arma tedesca e che semmai il suo unico ispiratore era stato Garand affermando inoltre: «molti soldati sovietici mi chiedono come si possa diventare progettista e come si progettino nuove armi. Domande per cui non esiste una risposta semplice. Ogni progettista sembra percorrere il suo cammino, con i suoi successi e insuccessi. Ma una cosa è certa: prima di provare a creare qualcosa di nuovo, è di vitale importanza apprezzare ciò che già esiste nel tuo campo. Io stesso posso confermare che è così».
Andrej Kupcov erroneamente sostiene che Kalašnikov abbia preso spunto in maniera massiccia dalle armi di Bulkin e Simonov (rispettivamente, TKB-415 e AVS-31) ma da un'analisi dell'AK-42 questa ipotesi è da escludersi o quantomeno fortemente ridimensionare.
L'adozione delle forze armate sovietiche e la produzione
Nel 1949, l'arma divenne il fucile d'assalto ufficiale delle forze armate sovietiche con la denominazione 7,62 mm AK-47 ТИП-2 (tipo-2). Nel 1951 venne realizzato il ТИП-3 (tipo-3) sulla cui base venne infine realizzato nel 1952 l'AKM (Автомат Калашникова модернизированный, Avtomat Kalašnikova modernizirovannyj, “fucile automatico Kalašnikov modernizzato”) che fu adottato da gran parte delle nazioni aderenti al patto di Varsavia. Il castello dello AK-47 era realizzato dal pieno per realizzare semplicemente ulteriori modifiche, impossibili in uno stampo. Stabilizzato il progetto col tipo-3 si passò con lo AKM a realizzare il castello per stampaggio, con la medesima tecnologia già usata per lo AK-42 (in calibro 7,62 × 25). I macchinari utilizzati per la produzione del tipo-3 vennero poi ceduti alla società bulgara JSC Arsenal AD che continuò a produrlo per qualche anno prima di acquisire le licenze per sostituzione nella produzione dell'AKM.
Le evoluzioni ed il superamento
Nel 1974 le forze armate sovietiche cominciarono la sostituzione degli AK-47 con il modello AK-74 camerato con la nuova munizione appositamente realizzata 5,45 × 39 mm che presenta alcuni miglioramenti meccanici e tecnici rispetto alla versione precedente, e nel 1994 venne introdotto il nuovo AK-101. La serie 100, l’ultima su cui lavorò M. T. Kalašnikov presenta importanti modifiche tecnologiche nei materiali e un’ulteriore ottimizzazione meccanica. Nel 2011 venne presentata la serie 200 che presentava una maggiore ergonomia e la possibilità di montare un’ottica sul castello superiore fornito di slitta Picatinny, che tuttavia non venne mai commercializzata. Infine nel 2019 venne realizzato il modello denominato AK-12; la nuova arma riprendeva alcune caratteristiche della serie 200, e tra le varie innovazioni vi furono la canna flottante e un nuovo sistema di presa di gas, il castello ridisegnato per montare qualsiasi ottica (sempre con attacco picatinny) e il freno di bocca inserito a baionetta. Il nuovo modello è stato adottato nel medesimo anno dalle forze armate della Federazione Russa.
Caratteristiche I principali vantaggi dell'arma sono in primis l'affidabilità del funzionamento grazie ad una impostazione meccanica semplice e funzionale e all’estrazione primaria che evita gli inceppamenti tipici, ad esempio dello M16. Inoltre l’inserimento a pantografo del caricatore evita mancate alimentazioni per l'errato inserimento del caricatore. È stato concepito per poter essere utilizzato ad ogni latitudine (range operativo +/- 50 C°) e in ogni condizione meteo. La particolare struttura non risente né dell’acqua, né del ghiaccio, né della neve, né del fango o della polvere, differentemente dall’omologo statunitense. Inoltre, il limitato numero di componenti ne garantisce una affidabilità e una semplicità operativa di gran lunga superiore agli altri fucili d’assalto.
La canna, la camera di scoppio, il pistone e il cilindro per i gas sono nelle versioni sovietiche interamente cromati già dal modello AKM. Dalla serie-100 si è adottata un particolare sistema di cromatura legata con l’acciaio, estremamente durevole e che consente alle canne una vita media pari a circa il doppio delle canne dei fucili d’assalto occidentali. Inoltre, sempre dalla serie-100 gli AK sono verniciati perché il particolare metallo anticorrosione non può essere brunito.
Ciclo di funzionamento