Professore di Diritto costituzionale dell'Università “La Sapienza” di Roma, fu deputato nella IX e X legislatura.

Biografia Dopo aver conseguito la maturità classica al liceo Umberto di Napolihttps://www.ciroraia.it/gianni-ferrara/, si è laureato in Giurisprudenza, con i pieni voti, all'Università degli Studi di Napoli Federico II, dove è stato assistente alla cattedra di diritto costituzionale di Alfonso Tesauro ,il suo maestro. Giunse a Roma nel 1955 quando vinse il concorso a consigliere parlamentare della Camera.

Tornò da Professore ordinario all’Università Federico II, dopo aver insegnato nell’Università di Genova. Ha insegnato in seguito per trent’anni all’Università La Sapienza di Roma.

È stato parlamentare e capo di gabinetto del Vice Presidente del Consiglio De Martino nel governo ColomboEugenio Santoro, PSI 1992. Dirsi addio?, Rubbettino, 2006, p. 78.

Ha fondato e diretto la rivista on-line Costituzionalismo.it. È stato fra i promotori del referendum costituzionale del 2006 e, successivamente, del referendum contrario alla privatizzazione della gestione dell'acquaM. Giovannelli, Servizi pubblici di rilevanza economica tra universalismo, efficienza e mercato, Iustitia (Rivista trimestrale di cultura giuridica dei giuristi cattolici italiani fondata nel 1948), ANNO: 2010 FASCICOLO: 2 p. 153, nota 24, che elenca i componenti della cosiddetta Commissione Rodotà..

È morto il 20 febbraio 2021 a Roma.

Pensiero Nel principale testo di diritto parlamentare, da lui elaborato nel 1965 e dedicato al presidente dell'Assemblea parlamentare, Gianni Ferrara ha dimostrato che anche in un sistema proporzionale puro a tendenza consociativa (come si direbbe oggi) al Presidente di Assemblea va riconosciuta la funzione di trait d’union tra l’indirizzo politico governativo ed i lavori dell’Assemblea, così come la funzione neutrale del Presidente ha modo di affermarsi proprio in quei sistemi in cui sembrerebbe più consolidato il sistema maggioritario, come quello inglese.

L'importanza della funzione del Presidente di Assemblea, per Ferrara, deriva dal fatto che le altre funzioni di garanzia introdotte dal Costituente contro una ricaduta nella dittatura - funzioni che vertono su organi esterni al Potere legislativo (la Corte costituzionale ed il Presidente della Repubblica) - «non riescono, considerate complessivamente, ad assicurare l’intangibilità delle attribuzioni parlamentari, né il corretto esercizio delle funzioni parlamentari stesse, se non in via mediata ed occasionalmente»: da un lato, infatti, «è da rilevare che la funzione di garanzia del PdR non ha valore definitivo»; dall’altro, «la decisione della Corte costituzionale, seppure è capace di investire il momento dell’esercizio delle funzioni parlamentari (ma, in questa ipotesi, solo con riferimento alla attività legislativa) interviene soltanto ex post, con riferimento cioè ad atti perfezionati, efficaci ed esecutori»G. Ferrara, Il Presidente di Assemblea parlamentare, Milano, 1965, passim.. "L’autore concludeva perciò il proprio ragionamento sul punto sottolineando che il problema vero è quello della garanzia nel momento dell’esercizio, quando, cioè, le attività (tutte) vengono a svolgersi. Detta funzione di garanzia comporta l’uso di poteri che ineriscono alle fattispecie procedimentali, creando le condizioni – e mantenendole – in base alle quali i procedimenti via via possono realizzarsi secondo le prescrizioni costituzionali, le norme contenute nei regolamenti, le regole strutturali che individuano il sistema politico"N. Lupo (a cura di), Il precedente parlamentare tra diritto e politica, Bologna, Il Mulino, 2013, p. 139, che così prosegue: "Per rendere effettiva tale garanzia, si potrebbe concludere alla luce dell’esperienza successiva, è necessario che l’organo cui direttamente o indirettamente afferiscono tutte le fattispecie procedimentali sia in qualche modo costretto ad adottare, come parametro delle proprie decisioni, le tre fonti individuate da Ferrara; e ad adottarle, si noti, esattamente nell’ordine gerarchico (Costituzione, regolamenti, regole del sistema politico) da questi delineato e non, come accade oggi, in ordine inverso. In questo modo, la formula sintetica dell’imparzialità riacquisterebbe un senso nel discorso giuridico"..

"In questa prospettiva, (...) il regolamento parlamentare assurge al rango di «atto normativo primigenio dell’indirizzo politico» (...), non soltanto come strumento attraverso cui si delineano i presupposti per l’elaborazione dell’indirizzo politico di maggioranza – da questo punto di vista, non sembra, quindi, assente il momento della “decisione” –, ma anche come strumento che, in quella fase storica, riflette, nel duplice versante sopra richiamato (“partecipazione” e “decisione”), la questione centrale dell’attuazione costituzionale."G. Rivosecchi, Regolamenti parlamentari del 1971, indirizzo politico e questione di fiducia: un’opinione dissenziente, Giornale di storia costituzionale n. 15/I semestre 2008, p. 144..

"A distanza di trent’anni dal volume di Gianni Ferrara, con l’instaurazione del nuovo maggioritario e il radicale rinnovamento delle soggettività politiche, è sembrato che quella diagnosi potesse essere smentita, e che quelle regole, scritte o non scritte, sarebbero state poste. Invece è apparso ben presto – come annotava Carlo Mezzanotte – che i nuovi partiti non erano all’altezza di svolgere la funzione di legittimazione reciproca sulla quale riposa il buon andamento del regime politico"Michela Manetti, Le modalità di elezione e i poteri di nomina. La drammatica assenza di nuove regole per il ruolo dei Presidenti, Il Filangieri, 2012-2013, p. 168..

Opere Tra le sue opere più recenti: Gli atti costituzionali, Giappichelli, Torino, 2000 L'altra riforma della Costituzione, Manifestolibri, Roma, 2002 Perché difendere la Costituzione del '48, in: Scelgo la Costituzione. No alla controriforma (a cura di Maurizio Oliviero e Franco Russo); il manifesto - Liberazione, 2006 La Costituzione. Dal pensiero politico alla norma giuridica, Feltrinelli, Milano, 2006 La crisi della democrazia costituzionale agli inizi del XXI secolo, Aracne, 2012 I comunisti italiani e la democrazia: Gramsci, Togliatti e Berlinguer, Editori Riuniti, Roma, 2017 Riflessioni sul diritto, La scuola di Pitagora, Napoli, 2019, ISBN 978-88-6542-707-1 Collana: Diotìma. Monografie Il rinvio della legge alle Camere prorogate, Milano, 1964; Il Presidente di Assemblea parlamentare, Milano, 1965; Il governo di coalizione, Milano, 1973; Gli atti costituzionali, Torino, 2000; Riflessioni sul Diritto costituzionale. Lezioni del corso progredito. Anno accademico 2002-2003; La Costituzione. Dal pensiero politico alla norma giuridica, 2006, Feltrinelli; Togliatti, Il rivoluzionario costituente, Editori Riuniti, 2014; I comunisti italiani e la democrazia. Gramsci, Togliatti, Berlinguer, Editori Riuniti, 2017; Riflessioni sul diritto, La scuola di Pitagora editrice, 2019.

Pubblicazioni Ha contribuito alla teoria generale del diritto pubblico e agli studi di diritto costituzionale e parlamentare con le seguenti pubblicazioni: Sulla potestà legislativa delle Regioni, in Rass. dir. pubbl., 1953, II, pp. 172 ss.; Il problema dell’attuazione costituzionale in materia di diritti dei cittadini; Le libertà individuali; La libertà di manifestazione del pensiero; I diritti civici; Principio d’eguaglianza e alcuni suoi riflessi, in Aa.Vv., Raccolta di scritti per il decennale della Costituzione, V (L’attuazione della Costituzione), G. Carbone - G. Ferrara (a cura di), Milano, 1958, pp. 9 ss., 15 ss., 69 ss., 79 ss., 133 ss.; Riforma del Senato, in Giurisprudenza costituzionale, n. 3, 1958, pp. 768–771; Il rinvio della legge alle Camere prorogate, Milano, 1964; Il Presidente di Assemblea parlamentare, Milano, 1965; Alcune osservazioni su popolo, stato e sovranità nella Costituzione italiana, in Rass. dir. pubbl., 1965, I, pp. 269 ss.; Programmazione democratica e forma di approvazione del piano, in Mondoperaio, 4/1965, pp. 3 ss.; Programmazione economica nazionale e rapporti Stato-Regioni, in Aa.Vv., Problemi della programmazione, Atti del Convegno A.N.P.E., aprile 1967, Roma, 1967, pp. 107 ss.; Regolamenti parlamentari e indirizzo politico, in Aa.Vv., Scritti degli allievi offerti ad Alfonso Tesauro nel quarantesimo anno dell’insegnamento, I, Milano, 1968, pp. 317 ss.; Il governo di coalizione, Milano, 1973; La pari dignità sociale (Appunti per una ricostruzione), in Studi Chiarelli, II, Milano, 1974, pp. 1089 ss.; Riforma elettorale. Un rimedio al malessere delle istituzioni, in Mondoperaio, 12/1974, pp. 5 ss.; Interpretazioni e “valore” nella Costituzione, in Dem. dir., 1975, pp. 5 ss.; Cultura e democrazia, in Aa.Vv., La cultura democratica di fronte alla crisi dello Stato, Roma, 1976; Corte costituzionale e principio di uguaglianza, Relazione, in Aa.Vv., La Corte costituzionale tra norma giuridica e realtà sociale, N. Occhiocupo (a cura di), Bologna, 1978, pp. 89 ss.; Una strategia istituzionale per il socialismo, in Mondoperaio, 31 (1978), n. 1, pp. 67–74 e in Quaderni di Mondo operaio 1978, pp. 105–122; Democrazia e stato del capitalismo maturo. Sistemi elettorali e di governo, in Dem.dir., 1979, pp. 313 ss.; Il Parlamento europeo: le basi fragili e il problematico ruolo di un’istituzione, in Problemi del socialismo, 1979, pp. 33 ss.; Transizione e processo rivoluzionario in Lelio Basso, in Problemi del socialismo, 1980, pp. 137 ss.; Bicameralismo e riforma del Parlamento, in Dem. dir., 1981, pp. 11 ss.; Sul problema della forma di governo in Italia, in Critica dello Stato sociale, A. Baldassarre - A.A. Cervati (a cura di), Roma-Bari, 1982, 121 ss.; Corte costituzionale e governo, in Aa.Vv., Corte costituzionale e sviluppo della forma di governo in Italia, P. Barile - E. Cheli - P. Grassi (a cura di), Bologna, 1982, pp. 245 ss.; Intervento, in Aa.Vv., L’ordinamento della Presidenza del Consiglio dei ministri, in Dem. dir., 1982, pp. 89 ss.; I partiti e il sistema elettorale, in Aa.Vv., I partiti e lo Stato, Bari, 1982, pp. 77 ss.; Riforma del Parlamento e produzione delle leggi. Alcune proposte, in Dem. dir., 1983, pp. 7 ss.; Dalla democrazia formale alla democrazia sostanziale, in Individuo collettività e stato, II, F. Lentini (a cura di), Palermo, 1983, pp. 363 ss.; Cambiare le procedure per esautorare il Parlamento?, in Dem. dir., 1984, pp. 15 ss.; Art. 55, in Le Camere. Commentario della Costituzione, G. Branca (a cura di), Bologna-Roma, 1984, p. 1 ss.; Parlamento monocamerale, leggi organiche e referendum propositivo, in Aa. Vv., Il Parlamento tra crisi e riforma, A. Barbera (a cura di), Milano, 1985, pp. 105 ss.; Le risultanze della Commissione Bozzi: un giudizio, in Dem. dir., 1985, pp. 7 ss.; Sulla questione della rappresentanza: proporzionale e collegi uninominali, in Dem. dir., 1985, pp. 45 ss.; Giurisprudenza costituzionale e democrazia: quali valori, quale teoria?, in Aa.Vv., Scritti su La giustizia costituzionale in onore di Vezio Crisafulli, I, Padova, 1985, pp. 325 ss.; La teoria della costituzione di Carl Schmitt come critica alla liberaldemocrazia, in Pol. dir., 1986, pp. 461 ss.; Intervento, in Aa.Vv., Problemi attuali delle fonti normative nella previdenza sociale: legge delega per le pensioni e delegificazione, in Riv.giur.lav.prev.soc., 1987, pp. 373 ss.; Rappresentanza e governo nazionale, in Dem. dir, 1988, pp. 91 ss.; Sulla delegificazione e per la riforma del processo legislativo, in Pol. dir., 1988, 427 ss.; Forme della rappresentanza e governo della società, in Aa.Vv., Gramsci e l’Occidente, Bologna, 1990, pp. 229 ss.; De Martino teorico della politica, in Index. Quad. camerti studi romanistici, 1990, XXIII ss.; Istituzioni, lotta per l’egemonia e sistema politico, in Pol. dir., 1992, pp. 175 ss.; Intervento, in Referendum, M. Luciani - M. Volpi (a cura di), Roma-Bari, 1992, pp. 196 ss., 206 ss., 217 s.;