La provincia di Pescara è una provincia italiana dell'Abruzzo di abitanti, con capoluogo Pescara. Comprende 46 comuni e si estende per km², risultando la provincia meno estesa della regione e, in rapporto alla popolazione, quella con la maggiore densità di popolazione. Il capoluogo è inoltre il comune più popoloso dell'Abruzzo.

Il territorio provinciale si affaccia a nord-est sul mare Adriatico e confina a nord con la provincia di Teramo, a sud-est con la provincia di Chieti e a sud-ovest con la provincia dell'Aquila. Dalla fascia costiera si sviluppa verso l'interno seguendo principalmente la valle del Pescara, comprendendo aree collinari e montane dell'Appennino abruzzese.

La provincia fu istituita con il regio decreto-legge 2 gennaio 1927, n. 1, nell'ambito del riordinamento delle circoscrizioni provinciali disposto dal governo italiano; il provvedimento entrò in vigore il 12 gennaio dello stesso anno. Contestualmente il decreto dispose l'unione del comune di Castellammare Adriatico con quello di Pescara, contribuendo alla formazione dell'attuale capoluogo provinciale.

Geografia fisica

Territorio La provincia di Pescara si estende per circa km² dal mare Adriatico ai rilievi dell'Appennino centrale, assumendo una forma allungata a cuneo dalla costa verso l'entroterra. Il litorale provinciale si sviluppa per circa 13 km e interessa i territori costieri di Pescara, Montesilvano e Città Sant'Angelo.

Dal punto di vista morfologico si distinguono due grandi settori. Quello orientale, costiero e collinare, è caratterizzato da pianure alluvionali lungo i principali corsi d'acqua, arenili e rilievi collinari costituiti prevalentemente da depositi argillosi, sabbiosi e arenacei che degradano progressivamente verso l'Adriatico. Il settore occidentale è invece montano ed è formato prevalentemente da rilievi carbonatici appenninici.

Il sistema montuoso provinciale comprende il versante nord-orientale del Morrone, il settore nord-occidentale della Maiella, inciso da profonde vallate, e le propaggini sud-orientali del Gran Sasso d'Italia. Nel settore settentrionale i rilievi del Gran Sasso interessano in particolare l'area vestina e l'altopiano del Voltigno; il territorio di Farindola, ad esempio, sale dai fondovalle fino a quote prossime ai m.

A sud-ovest il territorio provinciale raggiunge le maggiori altitudini nel massiccio della Maiella, la cui vetta principale, il Monte Amaro, raggiunge i m. Il settore pescarese della montagna comprende tra gli altri i territori di Caramanico Terme, Sant'Eufemia a Maiella, Roccamorice, Abbateggio, Salle e Serramonacesca. L'altitudine media del territorio provinciale è di circa 510 m s.l.m.

Tra i rilievi montuosi e la costa si estende un'ampia fascia collinare, articolata in colline interne e colline litoranee. La natura prevalentemente argillosa di parte del Subappennino pescarese favorisce forme di erosione superficiale e la formazione di calanchi.

L'elemento morfologico principale della parte centrale della provincia è la Val Pescara, che attraversa il territorio in direzione sud-ovest–nord-est e costituisce il principale corridoio naturale tra l'interno dell'Abruzzo e la costa adriatica.

Idrografia

Il principale sistema idrografico è quello dell'Aterno-Pescara, il maggiore corso d'acqua dell'Abruzzo per estensione del bacino. Nel settore di Popoli Terme l'Aterno riceve le acque del Sagittario e dà origine al tratto denominato Pescara; poco più a valle il corso d'acqua riceve anche il Tirino, per poi attraversare longitudinalmente la provincia e sfociare nel mare Adriatico nel centro della città di Pescara.

Nel territorio provinciale gli affluenti di sinistra dell'Aterno-Pescara comprendono, tra gli altri, il Tirino, il Nora, il Cigno, il Giardino e il Fossatello; da destra confluiscono invece l'Orta, il Lavino, il fosso di Manoppello e altri corsi minori. Il Tirino, alimentato da un importante sistema di sorgenti carsiche nell'area di Bussi sul Tirino, confluisce nel Pescara presso Bussi Officine; l'Orta e il Lavino drenano invece parte del versante settentrionale della Maiella.

Il settore settentrionale della provincia è interessato anche dal bacino del Saline, formato dalla confluenza del Fino e del Tavo presso Cappelle sul Tavo e diretto verso l'Adriatico. Più a nord scorre il Piomba, che raggiunge il mare presso il confine tra le province di Pescara e Teramo. Nel settore meridionale nasce invece l'Alento, che discende dalle pendici settentrionali della Maiella prima di proseguire nella provincia di Chieti.

Tra gli specchi d'acqua presenti nel territorio figura il Lago di Penne, bacino artificiale lungo il Tavo attorno al quale è stata istituita l'omonima riserva naturale; sono presenti inoltre piccoli laghi e specchi d'acqua montani e collinari.

Clima La notevole escursione altimetrica, dal livello del mare ai quasi m della Maiella, determina una marcata differenziazione climatica. Nella fascia costiera e collinare prevalgono condizioni temperate di tipo mediterraneo, mentre nell'entroterra montano il clima assume caratteri progressivamente più freddi e continentali. Il Piano provinciale di protezione civile indica per le aree collinari temperature medie annue comprese indicativamente fra 12 e 16 °C e per quelle montane valori medi fra 8 e 12 °C.

Sulla fascia costiera le estati sono calde e generalmente caratterizzate da elevata umidità relativa, mitigata dalla circolazione delle brezze marine. Gli inverni sono relativamente miti rispetto alle zone interne, ma irruzioni di aria fredda provenienti dai quadranti settentrionali e nord-orientali possono determinare sensibili diminuzioni termiche e, occasionalmente, precipitazioni nevose anche lungo il litorale.

Un fenomeno caratteristico della fascia pedemontana e costiera è il favonio appenninico, localmente noto come garbino: in presenza di correnti sud-occidentali, l'aria che discende dai massicci della Maiella e del Gran Sasso può provocare un rapido aumento della temperatura e una contemporanea diminuzione dell'umidità relativa.

Le precipitazioni aumentano generalmente con la quota e risultano più abbondanti nelle aree montane; nell'allineamento Gran Sasso-Maiella possono superare i mm annui e raggiungere valori superiori sui rilievi più elevati, mentre la Val Pescara costituisce una relativa discontinuità pluviometrica. Il regime delle precipitazioni presenta in genere un massimo autunnale, soprattutto nel mese di novembre, e un minimo estivo, particolarmente marcato in luglio. La neve è abituale nelle zone montane durante la stagione fredda e la sua frequenza e permanenza al suolo aumentano sensibilmente con l'altitudine.

Storia

Il territorio dell'attuale provincia di Pescara non costituì un'unità politica o amministrativa prima del XX secolo: la circoscrizione provinciale fu infatti formata nel 1927 riunendo comuni precedentemente appartenenti alle province di Chieti, Teramo e L'Aquila.

Età antica

Le testimonianze archeologiche documentano un popolamento molto antico in diverse aree dell'odierno territorio provinciale. A Penne, l'antica Pinna, sono stati individuati resti di un abitato risalente alla tarda Età del bronzo e all'Età del ferro, oltre a necropoli databili tra il VI e il IV secolo a.C.; anche nell'area dell'odierna Pescara sono state rinvenute testimonianze protostoriche precedenti allo sviluppo dell'insediamento portuale romano.

Una parte considerevole del settore settentrionale e orientale dell'attuale provincia apparteneva in età preromana al territorio dei Vestini, popolazione italica di stirpe sabellica insediata attorno al Gran Sasso e fino alla costa adriatica compresa tra le foci dei fiumi Pescara e Saline. Tra i principali centri dei Vestini transmontani figuravano Pinna, corrispondente a Penne, e Angulum, generalmente identificata con l'area di Spoltore. Non è tuttavia corretto identificare l'intero territorio dell'attuale provincia con la sola area vestina: la valle dell'Aterno-Pescara costituiva una zona di contatto anche con i territori dei Peligni e dei Marrucini.

Alla foce dell'Aterno si sviluppò Ostia Aterni, insediamento portuale utilizzato da Vestini, Marrucini e Peligni e importante punto di collegamento con la costa dalmata. In età romana non costituiva una colonia autonoma, ma un vicus portuale. I Vestini entrarono nell'orbita romana tra la fine del IV e l'inizio del III secolo a.C.; dopo la guerra sociale il territorio fu progressivamente integrato nell'ordinamento romano.

La valle dell'Aterno costituì inoltre un importante corridoio viario. In età imperiale la strada proveniente da Roma attraverso la via Tiburtina Valeria fu prolungata fino ad Ostia Aterni; sotto l'imperatore Claudio il tratto terminale, completato nel 48-49 d.C., raggiunse direttamente il porto adriatico.

Medioevo ed età moderna

Nel corso dell'Alto Medioevo la valle del Pescara mantenne un'importante funzione di collegamento tra la costa e l'interno appenninico. Uno dei principali centri religiosi e politici dell'area fu l'abbazia di San Clemente a Casauria, fondata nell'871 dall'imperatore Ludovico II lungo l'antica via Claudia Valeria, in posizione strategica tra i ducati di Spoleto e Benevento. Dalla seconda metà del X secolo il territorio circostante fu interessato da un progressivo processo di incastellamento.

Il territorio dell'odierna provincia rimase per secoli suddiviso tra differenti circoscrizioni e signorie. Nel 1233 Federico II di Svevia organizzò gran parte della regione nel Giustizierato d'Abruzzo; nel 1272 Carlo I d'Angiò lo divise nei due giustizierati di Abruzzo Citra e Abruzzo Ultra, assumendo come principale linea di separazione il fiume Pescara, dal mare fino all'area di Popoli. L'attuale territorio pescarese si trovò quindi fin dal Medioevo a cavallo di una rilevante frontiera amministrativa.

La riorganizzazione del Regno di Napoli avviata nel 1806 determinò la definitiva articolazione dell'Abruzzo in tre province. L'Abruzzo Ulteriore Primo, con capoluogo Teramo, comprendeva anche il distretto di Penne; l'Abruzzo Ulteriore Secondo aveva invece per capoluogo L'Aquila, mentre l'Abruzzo Citeriore faceva capo a Chieti. Il territorio successivamente assegnato alla provincia di Pescara rimase ripartito tra queste circoscrizioni anche dopo l'Unità d'Italia, nelle corrispondenti province di Teramo, Chieti e L'Aquila.

Istituzione della provincia

La nascita della provincia fu strettamente connessa alla contemporanea unificazione dei comuni di Pescara e Castellammare Adriatico, situati rispettivamente sulle sponde meridionale e settentrionale dell'omonimo fiume e appartenenti, prima del 1927, alle province di Chieti e Teramo.

Castellammare Adriatico era divenuta comune autonomo all'inizio del XIX secolo, nel quadro della riorganizzazione amministrativa napoleonica del Regno di Napoli. Nel corso dell'Ottocento e soprattutto nei primi decenni del Novecento l'espansione urbana, demografica ed economica dei due centri rese sempre più stretti i rapporti tra le due sponde del fiume. La ferrovia, il porto e lo sviluppo delle attività commerciali contribuirono progressivamente alla formazione di un unico sistema urbano.

Negli anni venti acquistò forza il progetto di unificare i due comuni e di elevare il nuovo centro a capoluogo di una quarta provincia abruzzese. Un ruolo rilevante fu svolto da Gabriele D'Annunzio, che il 16 maggio 1924 scrisse a Benito Mussolini chiedendo espressamente che Pescara fosse unita a Castellammare Adriatico e posta a capo di una nuova provincia; nella stessa vicenda ebbe un ruolo politico significativo anche Giacomo Acerbo.