I fiumi di porpora è un romanzo scritto da Jean-Christophe Grangé, pubblicato per la prima volta in Francia nel 1997 dalla casa editrice indipendente Éditions Albin Michel.

La prima edizione in Italia è edita da Garzanti nel 1999. Il romanzo ha avuto un adattamento cinematografico nel 2000 diretto da Mathieu Kassovitz.

L'opera I fiumi di porpora è il secondo romanzo di Jean-Christophe Grangé. Prima di questo lo scrittore aveva pubblicato l'opera Il volo delle cicogne (1994): come lo stesso autore affermerà in una sua intervista, i primi romanzi trattano storie molto violente e complicate, mentre in seguito l'autore raggiungerà una certa maturità letteraria che lo porterà a rendere i suoi romanzi meno violenti e molto meno complessi, lavorando più sulla psicologia dei personaggi e sulle atmosfere, limitando di gran lunga i colpi di scena. Molti degli spunti che caratterizzano i romanzi di Grangé derivano dalla sua esperienza come reporter: come lui stesso afferma, quello che ha imparato sul campo lo ha poi riversato nelle sue opere.

Struttura del romanzo Durante quasi tutta la durata del romanzo, l'opera si divide tra le indagini dei personaggi Karim Abdouf e Pierre Niémans. Ognuno dei due poliziotti segue le tracce del proprio caso che inizialmente si pongono come due eventi distinti e apparentemente estranei l'uno dall'altro. Per gestire entrambe le storie, il romanzo è strutturato in modo da rimbalzare da un caso all'altro. Jean-Christophe Grangé ha scelto di dividere la trama in parti, alternando fino alla fine dei capitoli che li vedono su due strade separate la voglia di riscatto e la rabbia di Abdouf e l'esperienza del Commissario Niémans.

Il riavvicinamento tra le due storie avviene in maniera lenta e progressiva. Per più di metà del romanzo i due casi appaiono indipendenti. Il primo punto in comune nelle due storie è dato dalla Lada bianca, che ciascuno dei due poliziotti incontra durante le proprie indagini. Tale indizio però rimane velato nelle indagini dei due poliziotti, essendo la trama costruita da due diversi punti di vista. Niémans non dà importanza alla macchina, appare come un dettaglio di poco conto, reso ancora più impercettibile dal contesto del capitolo. Nel capitolo successivo, che si incentra sul caso di Abdouf, il poliziotto ha un Flashback, ricordando Niémans e le sue teorie: il nome del commissario non viene esplicitamente menzionato, ma la distintiva frase che lo accompagna, più volte menzionata nel testo, porta ad un suo indiscutibile riconoscimento.

Il collegamento tra le due indagini diventa evidente con il personaggio di Philippe Sertys, che porterà i due poliziotti a confrontarsi. Ognuno di loro aggiungerà i tasselli mancanti alla storia dell'altro delineando il quadro generale, e insieme si avvieranno verso la conclusione delle indagini.

Trama Pierre Niémans è un commissario delle BRP, un uomo dal carattere risoluto e autoritario, dopo aver coordinato la sicurezza in occasione della Finale della Coppa delle Coppe 1994-1995 (nel romanzo 1996) tra Arsenal e Real Saragozza, tenutasi a Parigi, il commissario assiste a un regolamento di conti tra hooligans, dove uno di questi viene lanciato da un parapetto schiantandosi sulla strada sottostante, dopo un breve inseguimento riesce a raggiungere il fuggiasco e in seguito a una colluttazione lo colpisce ripetutamente con il calcio della pistola, lasciandolo in fin di vita. Giunto nell'ufficio del suo superiore, Niémans apprende che dovrà recarsi a Guernon, un'immaginaria cittadina universitaria nell'Alta Savoia sulle Alpi francesi per indagare sull'omicidio del venticinquenne Rémy Caillois, bibliotecario capo dell'Università di Guernon, avvenuto in circostanze alquanto insolite, dove le unità locali richiedono uno specialista per far luce sulla vicenda.

Guernon e la prima vittima Una volta messosi in viaggio, e ormai in procinto di giungere a destinazione, l'attenzione di Niémans viene attratta da un nastro giallo poco distante, segno inconfondibile della gendarmeria e giunto sul posto incontra Eric Joisneau del SRPJ (Service régional de police judiciaire), che ragguaglia il commissario circa il ritrovamento insolito e particolare del cadavere. Esso infatti viene trovato in posizione fetale, incastrato in alcune rocce a circa quindici metri da terra ed altrettanti dalla cima, una scarpata difficilmente raggiungibile se non con l'ausilio di corde da scalata.

Niémans e Joisneau dopo essersi scambiati i reciproci punti di vista si recano presso l'obitorio locale dove sono presenti altre autorità della zona, il capitano Réne Vermont, della sezione investigativa della gendarmeria e Bernard Terpentes, giudice istruttore. Oltre alla messa in scena creata dall'assassino con l'insolito posizionamento del cadavere, la vittima presenta particolari segni che portano alla conclusione che l'uomo è stato prima torturato e poi ucciso. Ragguagliato sulla situazione Niémans prende il comando, la mancanza di indizi lo portano ad indagare in più direzioni.

Karim Abdouf e Sarzac Nel frattempo duecento chilometri ad ovest della città di Guerinon, nella cittadina di Sarzac, il tenente Karim Abdouf, investiga sulle effrazioni avvenute nella scuola elementare del paese e nel cimitero locale. La voglia di riscatto di Karim e la sua esperienza (vedi personaggio), lo portano ad approfondire la vicenda dello scasso. La tomba scassinata è quella di un bambino, Jude Itero, morto nell'agosto del 1982.

A una prima osservazione pare essere stata sottratta solo la fotografia apposta sulla lapide. Dopo una breve indagine Karim scopre che il bambino sembra non avere alcun parente, se non la madre, scomparsa subito dopo la morte del figlio, ma le condizioni di pulizia della tomba e i fiori freschi regolarmente riposti su di essa lo portano ad approfondire la vicenda. Seguendo il proprio istinto, fa ritorno alla scuola elementare, e, una volta esaminati i registri scolastici inerenti agli anni 1981-82, appura che risultano mancanti, e con essi anche le fotografie di classe e i registri quotidiani di classe, questi ultimi conservati nella soffitta dell'istituto.

Si prospetta finalmente per il giovane poliziotto un caso interessante, che decide di seguire ad ogni costo, convinto che il fatto vada ben oltre quanto sostiene il suo capo e i suoi colleghi di lavoro, concordano infatti all'unisono che si tratta semplicemente di vandalismo da parte di una banda locale. Stilato il rapporto, Karim si reca nel covo della banda, dove, con metodi poco ortodossi apprende che il gruppo era si nei pressi del cimitero, ma che non ha compiuto alcun reato, nel corso del breve interrogatorio ottiene un'altra pista, sulla scena erano presenti due individui, estranei al gruppo, scappati poi a bordo di una Lada bianca sulla strada provinciale.

Guernon, il primo indizio Nel frattempo a Guernon i dati di laboratorio fanno emergere che l'acqua trovata nelle orbite della vittima ha una particolare composizione chimica, che porteranno Niémans su una delle cime delle Alpi francesi.

Un altro elemento tormenta Niémans, il fatto che la vittima fosse stata riformata senza una chiara motivazione, decide così di tentare anche questa pista, mettendosi in contatto con il medico militare che al tempo analizzò il caso, gettando una nuova luce sulla vita apparentemente tranquilla della vittima.

Personaggi Pierre Niémans Figlio di insegnanti nei piccoli college di Lyon, ricorda poco della sua infanzia, ritenendo il bozzolo famigliare una debolezza. All'età di tredici anni ottiene dai genitori il permesso di essere messo in collegio come interno. Dopo quattro anni di collegio, vissuto in solitudine e addestramento fisico oltre le normali lezioni, ponendosi come obiettivo l'ammissione nel Esercito. All'età di diciassette anni, laureatosi brillantemente fa richiesta per entrare nell'accademia militare, alla visita di ammissione viene però riformato..

Realizzato il fatto che non sarebbe mai stato un militare in carriera, per nulla demoralizzato riprende freneticamente l'attività fisica, animata da rabbia e forza di volontà, scegliendo come nuovo obiettivo la carriera di poliziotto. Dopo un allenamento di diversi mesi sui test psicologici di ammissione, fa domanda alla National Superior School Des Officiers De Police, ottenendo negli anni risultati eccezionali e addestrandosi con assiduità al poligono di tiro, divenendo un poliziotto senza eguali, tenace, violento e ombroso.. Dapprima entrò in alcuni commissariati di quartiere, divenendo successivamente tiratore scelto nella brigata che da lì a poco sarebbe diventata la BRI (Brigade de recherche et d'intervention. Iniziarono così per Niémans le operazioni speciali, dove uccise il primo uomo, stringendo in quel momento un patto con se stesso, non sarebbe mai stato un soldato di ferro, un ufficiale valoroso, bensì un combattente febbrile, ostinato, che avrebbe soffocato le sue paure nella violenza e nella rabbia.

In seguito fu commissario delle BRP, Brigate di repressione del prossenetismo (Brigade de répression du proxénétisme), ex gloria del RAID e ex commissario delle BRB, Brigate di repressione del banditismo (Brigade de répression du banditisme), viene descritto dall'autore come un uomo dal volto ossuto, rugoso con capelli a spazzola grigi e occhiali montati in metallo.Niémans è un uomo di strada, un uomo duro dai metodi duri, in occasione della Finale della Coppa delle Coppe 1994-1995 (nel romanzo1996) tra Arsenal e Real Saragozza, tenutasi a Parigi, il commissario assiste a un regolamento di conti tra hooligans, dove uno di questi viene lanciato da un parapetto schiantandosi sulla strada sottostante, dopo un breve inseguimento riesce a raggiungere il fuggiasco e in seguito a una colluttazione lo colpisce ripetutamente con il calcio della pistola, arrivando a infilargli la canna della pistola in bocca pronto a premere il grilletto se non fosse per la chiamata ricevuta da un suo superiore. Come stessa ammissione del commissario, non è nuovo ad atteggiamenti aggressivi. Niémans inoltre ha fatto parte della squadra che uccise Jacques Mesrine..

Durante il romanzo si apprende che Niémans e cinofobico, in più di un'occasione infatti, questa "debolezza" viene sottolineata dall'autore.

Karim Abdouf Karim è un tenente della polizia di istanza a Sarzac, originario del Maghreb, il poliziotto era stato abbandonato da piccolo, crescendo in un orfanotrofio a Nanterre. Non aveva mai conosciuto i suoi genitori, e nulla dell'educazione ricevuta aveva permesso di mantenere legami con le sue origini, infatti Karim non parlava bene la lingua araba e possedeva solo varie nozioni sul mondo islamico. Appena adolescente lascia i tutori per trasferirsi in città..

Trascorre un'adolescenza normale, tra nuovi amici e ragazze, il periodo di malessere adolescenziale sarà per lui la seconda possibilità per incontrare gli altri. Un venerdì sera Karim scoprì anche il lato violento della città, una banda era spuntata in un bar e aveva brutalemte picchiato il proprietario per vecchi screzi a calci e bottigliate, lasciandolo a terra dopo l'aggressione, questo episodio segna la vita del futuro poliziotto, che rimane affascinato da quel mondo violento, incominciando a provare ammirazione nei confronti dei delinquenti locali..