Con il termine inquinamento elettromagnetico si intende l'inquinamento derivante in genere da radiazioni elettromagnetiche non ionizzanti. Si parla quindi dell'intervallo di frequenze che va da 0 Hz (campi statici) alle frequenze della radiazione visibile (laser e luce incoerente).

Introduzione La radiazione del fondo elettromagnetico terrestre, costituita sino all'inizio del 1900 solamente dal fondo elettromagnetico naturale, è stata aumentata enormemente dalle tecnologie di origine antropica. Le radiazioni comprendono quelle prodotte dai radar, in particolare quelli civili e da diporto, per i quali vennero scoperti i primi, evidenti effetti termici delle microonde durante la seconda guerra mondiale (malattia dei radaristi) e da cui vennero sviluppate le tecnologie alla base dei forni a microonde, dalle infrastrutture di telecomunicazioni come la radiodiffusione e la telediffusione (emittenti radiofoniche e televisive), ponti radio, reti per telefonia cellulare, dagli stessi telefoni cellulari, dagli apparati wireless utilizzati soprattutto in ambito informatico (campi EM ad alta frequenza) e dalle infrastrutture di trasporto dell'energia elettrica tramite cavi elettrici percorsi da correnti alternate di forte intensità come gli elettrodotti della rete elettrica di distribuzione (campi EM a bassa frequenza) e anche da PLL.

Caratteristica degli effetti termici delle radiazioni non ionizzanti è un apprezzabile riscaldamento cellulare indotto dalla radiazione. Inoltre, questi effetti seguono una curva di tipo dose-risposta, cioè a un aumento della dose di radiazione segue in genere un aumento dell'effetto.

Salute Tipologie di campi I campi elettromagnetici possono essere costituiti da: onde non ionizzanti: campi EM (0 Hz - 30 Hz), ELF campi ELF (30 Hz - 300 Hz), ELF campi VLF (300 Hz - 30 kHz), RF campi LF (30 kHz - 300 kHz), RF campi MF (300 kHz - 3 MHz), RF campi HF (3 MHz - 30 MHz), RF campi VHF (30 MHz - 300 MHz), RF campi UHF (300 MHz - 3 GHz), RF/MW campi SHF (3 GHz - 30 GHz), RF/MW campi EHF (30 GHz - 300 GHz), RF/MW radiazione infrarossa (300 GHz - 410 THz) luce visibile (410 THz - 750 THz)

dove: ELF: frequenze estremamente basse RF: radiofrequenze MW: microonde onde ionizzanti: radiazione ultravioletta (750 THz — 30000 THz) raggi X (30000 THz — 3000000 THz) raggi gamma (3000000 THz — 30000000000 PHz)

Tipologie di possibili danni Gli effetti teorizzati dovuti all'esposizione alle radiazioni elettromagnetiche sono di due tipi: In primo luogo effetti acuti dovuti a meccanismi di interazione ben conosciuti che avvengono al di là di valori soglia, quindi stimolazione di tessuti che contengono cellule elettricamente eccitabili come fibre muscolari e neuroni per campi EM con frequenze sotto a 1 MHz, mentre per frequenze superiori a 1 MHz si ha un riscaldamento generale dei tessuti. In secondo luogo effetti sanitari a lungo termine che sono difficilmente valutabili e le cui relazioni causa effetto si possono basare solo su indagini epidemiologiche, questi contemplano sia sintomi soggettivi come cefalee, irritabilità, affaticamento, difficoltà di concentrazione, insonnia ed altro, sia patologie oggettive anche gravi come tumori o malattie degenerative.

In aggiunta alla variabilità degli agenti causali, i danni provocati possono essere di tipo tumorale, benigno o maligno: di tipo specifico e localizzato, come tumori indotti in loco per innalzamento termico dei tessuti, esempio studiato per i telefoni cellulari, il glioma; di tipo organico, come le leucemie, ad esempio sotto indagine per gli effetti delle basse frequenze degli elettrodotti.

Il danno tumorale è stato associato al fatto che i campi elettrici e magnetici inibiscono nella ghiandola pineale la produzione di melatonina, nell'uomo e nei ratti, fattore oncostatico. In seguito fu messa in relazione l'esposizione ai campi magnetici con l'inibizione notturna dell'attività della NAT e il contenuto di melatonina nella ghiandola pineale del ratto.

Si possono avere danni di tipo non tumorale come: danni per trasferimento di potenza, esempio ustione da laser di potenza, da irradiamento infrarosso, da microonde danni da interferenza con segnali di tipo elettrico ed elettrochimico naturalmente presenti nell'organismo, come trasmissione del segnale nervoso, e flussi ionici intra- ed extra- cellulari.

Studi epidemiologici Nel 2007 è stata svolta una ricerca specifica su "uso del cellulare e tumori cerebrali". Si tratta di un lavoro che ha comparato e analizzato gli studi compiuti in 6 anni sull'uso dei cellulari, e non ha trovato correlazione tra l'insorgenza di tumori al cervello e un utilizzo medio del telefono cellulare a breve termine (10 anni)…short term (less than ten years) exposure to mobile phone emissions is not associated with an increase in brain and nervous system cancers. However, there are still significant uncertainties that can only be resolved by monitoring the health of a large cohort of phone users over a long period of time. The Committee is convinced that the best way to address these uncertainties is to carry out a large cohort study of mobile phone users, an approach that has also been rated as a high priority by the World Health Organisation. sottolineando tuttavia che non vi sono ancora significative certezze e che per avere dati più corretti è necessario monitorare la salute di un grande gruppo di utenti di telefonia per un lungo periodo di tempo.

Una ricerca svolta nel 2014 su circa 5000 casi di tumore, e in corso di stampa sulla rivista Pathophysiology, rileva un aumento significativo di rischio di glioma conseguente l'uso di telefoni cellulari o cordless. Il rischio maggiore riguarderebbe il glioma al lobo temporale. Inoltre, l'uso di cellulari o cordless prima dei 20 anni comporterebbe un rischio superiore che in altre fasce d'età.

Nel 2014 è stato pubblicato uno studio del Childhood Cancer Research Group dell'Università di Oxford su bambini britannici a cui è stata diagnosticata la leucemia tra il 1962 e il 2008. Tale analisi non ha rilevato un aumento del rischio di sviluppo della malattia per i bambini nati dopo il 1980 e che hanno abitato nei pressi delle linee elettriche ad alta tensione.

Effetti accertati

L'energia irradiata viene misurata con il tasso d'assorbimento specifico e generalmente non vi sono problemi nel rispettare le normative ivi connesse, ma in alcuni casi si è ricorso al ritiro di prodotti dal mercato in quanto si verificava un SAR eccessivo.

Si sono ipotizzati effetti implicanti l'interferenza con frequenze di risonanza del flusso ionico relativo alle pompe ioniche cellulari, e gli studi sull'argomento teorico sono tuttora in corso.A. R. Liboff et al., Cyclotron resonance in membrane transport, Interactions between electromagnetic fields and cells, New York & London, Plenum Press, 1985.

I soggetti portatori di pacemaker dovrebbero evitare di tenere il telefono a contatto con la pelle o in tasca (taschino della camicia) ed il dispositivo medico, poiché le onde E.M. prodotte ed eventuali magneti presenti potrebbero generare problemi di compatibilità elettromagnetica ovvero creare dei falsi impulsi nei circuiti da scoordinare il ritmo cardiaco prodotto con genesi di aritmie, generalmente a seconda del produttore del telefono viene consigliata una distanza differente e che può arrivare a 15 cm o 6 pollici, ma anche i vari dispositivi impiantabili hanno sensibilità differenti.Magnetic Interference on Cardiac Implantable Electronic Devices From Apple iPhone MagSafe Technology iPhone12 ed interazioni coi dispositivi medici impiantabili Mentre la compatibilità tra apparecchiature non impiantabili può essere ancora più eterogenea, passando a interferenze che possono presentarsi dai 2 metri a dispositivi che non hanno interferenze a più di 3 centimetri.

I limiti imposti dall'ICNIRP tengono in considerazione soprattutto gli effetti termici, di riscaldamento causato dalle microonde.

Le radiazioni di microonde causano almeno due meccanismi correlati al potenziale sviluppo di un cancro: micronuclei e shock termico delle proteine. Shock termico delle proteine: Quando avviene il surriscaldamento di punti nei tessuti umani, le cellule producono proteine per far fronte allo shock termico nel tentativo di proteggere e riparare le cellule surriscaldate.ROS release and Hsp70 expression after exposure to 1,800 MHz radiofrequency electromagnetic fields in primary human monocytes and lymphocytes, Lantow M, et al., Radiat Eviron Biophys, 03-22-06. See also: Cell Phones: Invisible Hazards in the Wireless Ag, op. cit. Queste proteine proteggono anche le cellule cancerose rendendole resistenti alle terapie.Cancer Biology: On Heat Shock Proteins and Tumor Cells, in Science Week, Nature 2003, 425:357) scienceweek.com In molti tumori il numero di queste proteine risulta altissimo. Formazione di micronuclei: I micronuclei sono filamenti spezzati del DNA e indicano che le cellule non sono più in grado di ripararsi correttamente. Gli studi condotti dall'industria delle telecomunicazioni confermano che le radiazioni dei cellulari producono micronuclei nelle cellule ematiche umane a livelli ben più bassi rispetto a quelli previsti dalle normative in materia di esposizione del governo statunitense.Cell Phones: Invisible Hazards in the Wireless Ag, op. cit. Tutti i tumori sono causati da un danno genetico e la presenza di micronuclei nelle cellule è il primo segnale d'allarme del cancro. I medici che curavano le vittime del disastro di Černobyl' del 1986 usavano l'esame dei micronuclei per determinare l'estensione del danno causato dalle radiazioni. A proposito, David de Pomerai, tossicologo molecolare britannico, ha confermato che le cellule con danni genetici non risanati possono diventare cancerogene in maniera molto più aggressiva.New Scientist, 10-24-02 Il ricercatore britannico Alisdair Phillips ha effettuato un'analisi più quantitativa che dà un'idea di questo aumento di aggressività delle cellule cancerogene con danni genetici, ed ha scoperto che pochi minuti di esposizione a radiazioni simili a quelle emesse dei cellulari possono trasformare un cancro attivo al 5% in uno attivo al 95%, il tutto durante l'esposizione e per un po' di tempo dopo.Mobile Phones Linked to Cancer, BBC News, 11-9-1998. Article contains court testimony by cancer expert Alisdair Phillips. Sommando i risultati di questi studi, alcune ore di esposizione a microonde molto basse rispetto ai limiti di legge attuali causerebbero un forte aumento dell'attività delle cellule tumorali, e danni genetici a queste non più sanabili, e trasmessi alle generazioni di cellule successive. Infatti, nel 2004, una serie di studi commissionati dall'Unione Europea ha confermato che i danni causati dalle onde emesse dai cellulari vengono trasmessi alla generazione successiva di cellule.Cell Phone Radiation Harms DNA, Study Claims, (Reuters) MSNBC, 12-04-04 Effetti sulla tiroide: le radiazioni di microonde producono sul cervello effetti quali il rallentamento o l'arresto della produzione da parte della ghiandola pituitaria, detta anche ipofisi, dell'ormone stimolante tiroideo (TSH), determinando così una drastica riduzione degli ormoni tiroidei T4 e T3Effects of 900 MHz electromagnetic field on TSH and thyroid hormones in rats," Koyu A. et al, Toxicol Lett, 2005 July 4; 157 (3):257-62. Differenza fra radiazioni ionizzanti e radiazioni non ionizzanti: spesso viene operata una distinzione fra gli effetti di queste due categorie. Gli effetti dei cellulari sarebbero più contenuti, dipendendo da radiazioni non ionizzanti. Riguardo agli effetti delle radiazioni ionizzanti c'è un sostanziale accordo (un esempio di studio documentato,Panel Affirms Radiation Link to Cancer, Associated Press, 06-29-05. dell'Accademia Nazionale delle Scienze, il quale ha confermato che anche dosi molto basse di radiazioni ionizzanti, dai raggi X ai raggi gamma, nel corso di tutta la vita, causano il cancro).