Lo stadio San Nicola è il maggiore impianto sportivo della città di Bari. Progettato da Renzo Piano e soprannominato da lui stesso Astronave per via della sua caratteristica conformazione architettonica, è stato realizzato in occasione del campionato mondiale di calcio 1990, avendo ospitato anche la finale per il terzo posto tra Italia e Inghilterra. Sorge nella zona sud-ovest della città, nel territorio del IV municipio (nella zona dell'ex circoscrizione Carbonara-Santa Rita) in un'area di m².
Di proprietà del Comune di Bari, è stato intitolato il 28 aprile 1990 al santo patrono della città a seguito di un referendum popolare svoltosi in abbinamento alla Gazzetta del Mezzogiorno. Ospita le partite casalinghe della società calcistica del dalla stagione 1990-1991.
È il terzo stadio più capiente d'Italia (dietro al Meazza di Milano e all'Olimpico di Roma) e il 34º impianto europeo per capienza. Secondo i criteri UEFA è attualmente classificato nella categoria 3.
Con Decreto del 18 maggio 2007, allo stadio San Nicola è stato riconosciuto il "particolare carattere artistico" ai sensi della L. 633/41. In particolare, le motivazioni per l'attribuzione del riconoscimento recitano: «L'opera è riconosciuta di indiscussa qualità architettonica e rappresenta un’evoluzione del tipo edilizio di pertinenza sia per lo studio della forma planimetrica e distributiva delle gradinate, delle strutture di servizio e dell’accessibilità che per le soluzioni strutturali adottate».
Storia e caratteristiche Premesse Il 19 maggio 1984 nella sede della FIFA a Zurigo si tenne la votazione per stabilire quale nazione avrebbe ospitato la fase finale dei campionati mondiali di calcio del 1990. Delle nove nazioni inizialmente candidatesi (Austria, Francia, Germania Ovest, Grecia, Inghilterra, Iran, Italia, Jugoslavia e URSS) vennero confermate in sede di votazione soltanto la candidatura italiana e quella sovietica. Bastò un solo scrutinio per decretare vincitrice l'Italia, con 11 voti a favore contro i 5 dell'URSS.
Per la seconda volta, 56 anni dopo la prima (avvenuta nel 1934), l'Italia avrebbe ospitato la manifestazione calcistica più importante al mondo, tuttavia fu subito evidente che la maggior parte delle città propostesi per divenire una delle 12 sedi degli incontri necessitassero di imponenti opere di ristrutturazione sugli impianti sportivi già esistenti. Tra queste vi era anche Bari, dove il vecchio stadio della Vittoria, ormai cinquantenne, non era più ritenuto adatto a ospitare una manifestazione di tale importanza. La candidatura della vicina Lecce poi, con lo stadio Via del mare rimesso completamente a nuovo in occasione della prima promozione in Serie A della squadra salentina (1985), limitava ulteriormente le possibilità che la candidatura barese fosse accettata.
Per permettere quindi al capoluogo pugliese di ottenere l'assegnazione dell'evento, in data 1º dicembre 1986 la giunta comunale optò ufficialmente per la costruzione di un nuovo stadio.
Progetto e costruzione La scelta dell'area in cui sarebbe sorto l'impianto, attorno al quale sarebbe dovuta sorgere una cittadella dello sport composta da parchi, piscine coperte e strutture per altri sport, avvenne durante una riunione del consiglio comunale la sera del 16 gennaio 1987: un'area pianeggiante nei pressi della via per Bitritto, a ridosso della SS 271, già destinata dal piano regolatore allo sport a livello regionale. Tale decisione scatenò le proteste dei Verdi e di gruppi ambientalisti, i quali avrebbero voluto tutelare il paesaggio circostante composto da masserie, ipogei e resti di insediamenti rupestri, cosicché fu deciso di spostare la costruzione dello stadio di 15 metri verso sud-est rispetto al piano iniziale.
La progettazione dello stesso fu affidata il 21 gennaio all'estro creativo del famoso architetto genovese Renzo Piano, il quale presentò la sua idea di stadio alle autorità il 10 febbraio seguente: un impianto dedicato esclusivamente al calcio da 50.000 posti a sedere numerati, tutti coperti, disposti su due anelli concentrici a pianta ellittica simmetrica su entrambi gli assi. L'anello inferiore sarebbe stato posto all'interno di un avvallamento artificiale creato appositamente, con il campo di gioco a 2 metri di profondità rispetto al livello del suolo; l'anello superiore, costruito con una struttura in acciaio, sarebbe stato innalzato di soli 3,6 metri dal livello del suolo con un picco di 43,84 metri di soprelevazione nella parte più alta, sarebbe stato sorretto da 52 coppie di colonne e avrebbe dato l'impressione di essere sospeso nel vuoto, in quanto unica parte dello stadio visibile dall'esterno. L'intento dell'archistar fu infatti quello di voler creare l'effetto di un'astronave atterrata su di un cratere circondato dal paesaggio pugliese.
L'idea di suddividere la parte superiore del secondo anello in 26 settori separati nacque per motivi di sicurezza: ognuno, distando 8 metri dall'altro, avrebbe agevolato l'isolamento di gruppi di tifosi ospiti impedendo scontri tra tifoserie. Sempre per motivi di sicurezza venne progettato un fossato tra l'anello inferiore e il terreno di gioco, sfruttandone le struttura interna in cemento per l'accoglienza di servizi igienici, biglietterie, palestre, parcheggi interni e sale macchine. La copertura dell'impianto sarebbe stata rivestita senza interruzioni da 14.000 m² di teflon, un materiale traslucido che avrebbe impedito ombre sul campo durante le riprese televisive; il suo sostegno sarebbe stato realizzato con 130 tonnellate di tubolari di acciaio inossidabile lunghi fino a 25 metri e gli stessi avrebbero poggiato su travi in acciaio a sezione scatolare lanciate a sbalzo verso il centro del campo. Avveniristica fu inoltre l'idea di diffondere l'impianto d'illuminazione, composto da 264 lampade a ioduri metallici da 3.500 W e 6.500 K per un'illuminazione complessiva di 1.800 lux, lungo tutto il perimetro della copertura: ciò permise al San Nicola di essere l'unico stadio al mondo privo di ombre sul campo durante le partite in notturna. Infine, la scelta cromatica dei seggiolini ricadde sul verde nell'anello inferiore e sul giallo in quello superiore, per infondere un'atmosfera di calma e tranquillità in linea con il paesaggio pugliese.
Il progetto originale subì alcune modifiche in fase di realizzazione: su richiesta del CONI venne aggiunta una pista d'atletica ad 8 corsie, la quale portò inevitabilmente a un diametro maggiore gli spalti con conseguente aumento della capienza agli attuali 58.270 posti a sedere (a causa di questa modifica le file più vicine al terreno di gioco di entrambi gli anelli si ritrovano, di fatto, prive di copertura). Ulteriori modifiche furono apportate in fase di edificazione, come la decisione di costruire la struttura dell'anello superiore assemblando direttamente nell'area del cantiere 310 elementi prefabbricati di cemento armato anziché di acciaio, come inizialmente previsto.
Il progetto esecutivo fu consegnato da Piano l'8 luglio 1987, mentre l'edificazione fu assegnata il 12 settembre al Consorzio "Stadium", un'associazione temporanea composta dalla Salvatore Matarrese S.p.A. e da altre imprese edili locali (Rossi, Tes, Edicom, Mazzitelli, Quadrato, Coprola, Rubino, De Bartolomeo, Andidero) che batté la concorrenza di altre 5 imprese (Dioguardi, AstaldiDeCorato, BindaGiovanniello, Grassetto Padova, Abrusci): essa cominciò il 15 ottobre 1987 con una squadra composta da 250 operai e una trentina tra tecnici, ingegneri e architetti diretta dell'ingegner Amedeo Vitone e terminò nel maggio del 1990 (in ritardo rispetto all'originale data di consegna, prevista per l'ottobre del 1989). Al termine dei lavori il costo della struttura si rivelò più elevato del preventivo iniziale: oltre 120 miliardi di lire (di cui 55 finanziati dal credito sportivo) rispetto ai 100 preventivati, questo a causa di adeguamenti tecnologici resisi necessari in corso d'opera (come l'aggiunta dei tabelloni elettronici sovrastanti le due curve, per i quali furono spesi 17 miliardi) e per la costruzione di ulteriori parcheggi rispetto al progetto iniziale (dai 5.300 inizialmente previsti ne furono realizzati oltre 10.000).
Al momento della sua edificazione era l'unico stadio del sud Italia dotato di un maxischermo a colori, prodotto dalla Megavision e collocato in Curva Sud. Tale schermo è rimasto funzionante fino al 2001.
Il referendum per la scelta del nome Il 18 gennaio 1990 fu presentato sulle pagine de La Gazzetta del Mezzogiorno un referendum popolare a premi sponsorizzato da Coca-Cola, Cassa di Risparmio di Puglia e dalla stessa gazzetta. Svoltosi dal 22 gennaio al 27 aprile, esso prevedeva per i cittadini la possibilità di votare, tramite cartoline allegate al quotidiano, il nome da attribuire al nuovo stadio tra un ventaglio di 5 proposte scelte dall'assessorato allo sport del Comune di Bari: Azzurro, degli Ulivi, del Levante, Mediterraneo e San Nicola. Il conteggio finale delle schede (circa 115.000) avvenne il 28 aprile con i seguenti risultati:
San Nicola (43.000 voti - 37,4%) Mediterraneo (23.000 voti - 20,0%) Azzurro (20.000 voti - 17,4%) degli Ulivi (16.000 voti - 13,9%) del Levante (13.000 voti - 11,3%)
L'inaugurazione Per l'inaugurazione era stata inizialmente programmata un'amichevole tra i futuri padroni di casa del e la nazionale argentina, incontro fissato per il 10 maggio 1990 ma mai tenutosi a causa di ritardi nei lavori per la viabilità nei dintorni della struttura. Durante la stesura del calendario per gli incontri della Mitropa Cup 1990 (edizione interamente svoltasi in Puglia) fu prevista l'inaugurazione del nuovo stadio in concomitanza della finalissima, da disputarsi il 21 maggio, ma 3 giorni prima del suddetto incontro il comune di Bari ne negò la concessione per motivi di sicurezza (in alcuni settori i lavori erano ancora in corso). L'attesa consegna del nuovo stadio ai baresi avvenne così la sera di domenica 3 giugno 1990 con la disputa di un incontro amichevole (trasmesso in differita TV da Italia 1) tra il Bari e i neo campioni d'Europa del Milan, terminato 2-0 per i biancorossi con reti di Scarafoni e Monelli.
Italia '90
Bari, assieme a Napoli, ospitò la fase a gironi del gruppo B di Italia '90, composto da Argentina, Camerun, Romania e URSS. La prima partita fu disputata il pomeriggio di sabato 9 giugno 1990: un "derby" dell'est tra URSS e Romania vinto da quest'ultima con doppietta di Lăcătuș. In seguito vi si giocarono anche Camerun-Romania (2-1) e Camerun-URSS (0-4), prima partita ufficiale in notturna nellAstronave. L'ottavo di finale tra Cecoslovacchia e Costarica (4-1) e la finale per il terzo posto tra Italia e Inghilterra (2-1) furono gli ultimi atti del mondiale barese, che vide cinque incontri disputati e 218.000 spettatori complessivi (una media di 43.600 a partita).
LAstronave negli anni '90: Coppa dei Campioni e Giochi del Mediterraneo Subito dopo gli appuntamenti del mondiale italiano lo stadio venne impiegato nei Campionati italiani di società di atletica leggera (11-12 luglio). La prima partita ufficiale disputata dai biancorossi nella loro nuova casa fu giocata il 4 settembre 1990 contro il (0-0, secondo turno della Coppa Italia 1990/91), mentre il battesimo del San Nicola in campionato avvenne il 16 settembre con l'incontro -Torino (2-1), 2ª giornata del campionato di Serie A 1990/91. La prima rete ufficiale venne siglata dal brasiliano Müller al 9', mentre il primo biancorosso ad andare a segno in campionato nel nuovo stadio fu il rumeno Răducioiu al 39'. Il 16 dicembre dello stesso anno, durante l'intervallo di -Sampdoria, lo stadio venne ufficialmente dedicato al santo patrono della città.