Per tutta la vita fu impegnato in scontri con gli altri duchi della dinastia Piast per il controllo delle terre polacche.
Unì la Grande Polonia e la Piccola Polonia alla Slesia.
Biografia Gli inizi e la perdita di Opole
Enrico era il quarto figlio del duca Boleslao I di Slesia "l'Alto", dalla sua seconda moglie Cristina, probabilmente tedesca. Nacque a Głogów (Glogau), nella Bassa Slesia. I tre fratelli maggiori di Enrico, Boleslao, Corrado e Jan (1174-1190), morirono. Il suo fratellastro maggiore Iaroslao di Opole (figlio della prima moglie di Boleslao) dovette intraprendere la carriera ecclesiastica, probabilmente a causa delle trame della matrigna Cristina. Enrico divenne l'unico erede di Boleslao nel 1190. Attraverso il suo matrimonio con Edvige di Andechs, Enrico fu imparentato ai governanti di Germania, Ungheria, Boemia e Francia.
Il padre di Enrico, Boleslao I, morì l'8 dicembre 1201. All'inizio del 1202 lo zio di Enrico, il duca Miecislao (Mieszko) IV Plątonogi dell'Alta Slesia, attaccò e conquistò il Ducato di Opole (Oppeln), che era passato dal possesso di Iaroslao a quello di Enrico. Mieszko voleva più di Opole, ma fu osteggiato dall'arcivescovo di Gniezno, Henryk Kietlicz, e dal vescovo di Breslavia, Cipriano. Essi sostennero Enrico perché questi aveva pagato loro 1.000 pezzi d'argento.
Coinvolgimento nella politica dei ducati polacchi Nel 1202 morì il granduca polacco Miecislao (Mieszko) III il Vecchio. Era del ramo della Grande Polonia della dinastia reale dei Piast. Emersero due fazioni opposte: 1) Miecislao (Mieszko) IV Plątonogi (zio di Enrico) e il duca Ladislao III Laskonogi della Grande Polonia (figlio e successore di Mieszko III), e 2) i duchi Leszek il Bianco di Sandomierz, Corrado I di Masovia (figli di Casimiro II il Giusto) e Ladislao Odonic (nipote di Ladislao III Laskonogi). Enrico rimase di nuovo neutrale.
Ladislao III Laskonogi era salito al trono a Cracovia, ma era stato deposto nel 1206. Leszek divenne Granduca di Polonia e Duca di Cracovia. La perdita della Dzielnica senioralna ("provincia del senior" - corrispondente in parte alla regione di Cracovia, ovvero la Piccola Polonia) indusse Ladislao III Laskonogi a cambiare la sua alleanza, aumentando la sua presenza nella Pomerania occidentale). Propose a Enrico uno scambio di territori: la terra di Lebus/Lubusz (parte della Slesia) in cambio di Kalisz (parte della regione della Grande Polonia). Enrico accettò l'offerta, ma lo scambio provocò confusione politica. Ladislao Odonic si aspettava di ereditare Lubusz e la Grande Polonia da suo zio Ladislao III Laskonogi. Odonic contava sul sostegno della chiesa, guidata dall'arcivescovo di Gniezno Henryk Kietlicz. Ladislao III Laskonogi fece esiliare i suoi due avversari, Odonic e l'arcivescovo. Enrico era ora in una situazione difficile. Aveva un debito di gratitudine verso l'arcivescovo, che lo aveva aiutato all'inizio del suo regno ma decise di sostenere Ladislao III Laskonogi. Diede dunque Kalisz, appena acquisita, a Odonic, ad eccezione di Poznań, causando una frattura temporanea tra lui e Ladislao III. Nel 1208, il rapporto fu riparato durante un incontro a Głogów.
Nel 1210 Papa Innocenzo III scomunicò il granduca Duca Leszek. Miecislao (Mieszko) IV Plątonogi conquistò rapidamente Cracovia e prese il titolo di granduca. La bolla di scomunica fu emessa su richiesta di un anonimo Duca di Slesia, probabilmente Enrico (perché Mieszko IV usava il titolo di Duca di Racibórz-Opole). La situazione divenne piuttosto confusa e nessuno era sicuro di chi detenesse il vero potere.
L'arcivescovo Henryk Kietlicz, che era tornato dall'esilio qualche tempo prima, indisse il Sinodo di Borzykowa per cercare di trovare una soluzione alla situazione. Erano presenti Enrico e il duchi "minori" Leszek, Corrado I e Ladislao Odonic. Leszek e gli altri principi Piast, elargirono un dono al clero, assicurando l'integrità dei possedimenti territoriali del vescovo (il privilegio non era firmato da Enrico o Ladislao III, ma rispettavano le sue disposizioni). Mieszko IV non era presente a Borzykowa. Mentre gli altri duchi erano a Borzykowa, Mieszko IV e il suo esercito invasero Cracovia e presero la capitale senza combattere. Mieszko IV tenne Cracovia solo per un anno. Enrico, sebbene ora fosse il più anziano dei duchi "minori", non fece nulla. Leszek I il Bianco tornò a Cracovia senza grosse difficoltà riprendendo il titolo di Granduca.
Dopo la questione delle bolle papali, Enrico sostenne la pace e la cooperazione con il granduca Leszek e il duca Ladislao III della Grande Polonia. Il patto fu stabilito nel 1217 in una riunione a Dańkowie, e poi un anno dopo a Sądowlu. Ogni membro di questo "triumvirato" Piast (in seguito fu però incluso anche il fratello minore di Leszek, Corrado di Masovia) portò vantaggi ai membri dell'alleanza. L'inclusione di Ladislao determinò l'immediata restituzione di Lubusz e la sovranità formale di Leszek sul resto del paese. Nel corso dei successivi anni i tre duchi collaborarono.
Il motivo principale del trattato tra i tre furono le spedizioni crociate contro le popolazioni pagane baltiche del gruppo dei Prussiani. Queste crociate, nel 1222 e 1223, fallirono entrambe nonostante il vasto esborso finanziario. Enrico quindi propose di invitare un contingente di cavalieri teutonici in Polonia. Il duca Corrado I di Masovia effettuò la chiamata e i cavalieri entrarono in Polonia nel 1226.
La prima guerra di Lubusz Enrico aveva rinunciato alle sue pretese sul trono di Cracovia perché il margravio Corrado II di Lusazia si era impadronito della terra di Lebus/Lubusz. Il duca Ladislao III ottenne il possesso di Lubusz nel 1206, ma lo perse subito dopo. Il possesso di Lubusz influenzava direttamente la sovranità di Enrico che inviò le sue forze armate al confine occidentale polacco. Inizialmente, cercò di risolvere pacificamente la controversia, inviando ambasciatori alla corte dell'imperatore Ottone IV ad Altenburg per ottenere la restituzione di Lubusz alla Slesia. Tornarono senza risposta e Enrico organizzò una spedizione armata. Non fu necessaria alcuna azione militare: il 6 maggio 1210 morì il margravio Corrado II e Enrico prese Lubusz e la città lusaziana di Guben, che mantenne fino al 1218.
Il tentativo di conquistare Cracovia nel 1225 e le lotte per Lubusz
Nel 1223 l'alleanza Piast fu spezzata. Nella Grande Polonia, Ladislao Odonic e suo cognato, il duca Świętopełk II di Pomerania, presero Ujście. Le controversie con Ladislao III impedirono la continuazione della collaborazione. Nel 1225, Enrico ruppe il trattato ed entrò a Cracovia ma quando il langravio Ludovico IV di Turingia attaccò Lubusz, Enrico si ritirò da Cracovia.
Le lotte per Lubusz continuarono a intermittenza fino al 1230, quando il successore del margravio Ludovico IV Enrico Raspe rinunciò ai suoi diritti su Lubusz nel 1229 e vendette la sua rivendicazione all'arcivescovo di Magdeburgo Alberto I di Käfernburg. Enrico fu finalmente in grado di aggiungere questa area strategicamente importante al suo ducato, ma lo fece senza il consenso del duca Ladislao III della Grande Polonia. Enrico riuscì anche a ottenere un'altra risorsa: un castello a Cedynia, conquistato dopo un conflitto locale con il duca Barnim I di Pomerania.
Il Congresso di Gąsawa. Morte di Leszek il Bianco Nel 1227 Leszek il Bianco organizzò un incontro tra i duchi Piast a Gąsawa per risolvere le controversie territoriali e le azioni del Duca Świętopełk II. Ladislao Odonic e Enrico sostenevano Leszek e suo fratello Corrado di Masovia. Ladislao III della Grande Polonia non andò a Gąsawa. Il duca Świętopełk II, membro della dinastia dei Samboridi della Pomerania, si era dichiarato indipendente dal vassallaggio polacco. Il granduca esigeva un serio rimprovero per Świętopełk, o la sua completa rimozione dal ducato. Świętopełk II (forse con l'aiuto di Ladislao Odonic) attaccò per primo: a Gąsawa, il 23 novembre 1227 Leszek il Bianco e Enrico furono intrappolati in un'imboscata. Leszek fu ucciso e Enrico fu gravemente ferito. Peregrino di Wiesenburg si lanciò su Enrico, salvandogli la vita. Iniziò così una nuova lotta di potere per il trono polacco.
Enrico I, governatore di Cracovia Leszek il Bianco lasciò un figlio di un anno, Boleslao, e il duca della Grande Polonia, Ladislao III, vide l'opportunità di riprendere Cracovia e il titolo di granduca con la scusa della reggenza. I nobili polacchi minori si schierarono con il fratello di Leszek, il duca Corrado I di Masovia. Nel Ducato di Sandomierz Boleslao fu dichiarato legittimo erede sotto la reggenza di sua madre Grzymislawa di Luck, con l'aiuto dei nobili locali. In Polonia, Ladislao III ebbe il sopravvento nella lotta per Cracovia, soprattutto dopo il Congresso di Cienia Pierwsza, vicino a Kalisz, il 5 maggio 1228, dove concesse diversi privilegi alla chiesa e promise di rispettare le vecchie leggi. Le complicazioni sorsero quando suo nipote Ladislao Odonic si ribellò contro di lui. Il granduca Ladislao III concentrò la sua attenzione sulla Grande Polonia ed Enrico fu eletto a governare Cracovia come Governatore del granduca, non come granduca, in riconoscimento del suo sostegno militare a Ladislao III. Il granduca promise anche che Enrico e i suoi discendenti sarebbero stati gli eredi della Grande Polonia.
Perdita della Piccola Polonia e reclusione Dopo la morte di Leszek, scoppiò dunque una guerra tra Enrico e il duca Corrado I di Masovia nel 1228. Inizialmente, Enrico ebbe successo mentre respingeva le forze di Corrado nelle battaglie di Międzyborzem, Skałą e Wrocieryżem. Poi la situazione cambiò drasticamente. Enrico, forte sostenitore del granduca Ladislao III, ebbe difficoltà a governare la nobiltà di Cracovia: dato che Enrico I governava sia il suo Ducato di Slesia che Cracovia, alcuni nobili della capitale pensavano che favorisse la Slesia.
Nel 1229 Enrico incontrò Corrado a Spytkowice. Durante la messa, i cavalieri di Corrado fecero prigioniero Enrico e ferirono molti dei suoi uomini. Enrico fu imprigionato nel castello di Płock, e Enrico II il Pio, figlio maggiore ed erede di Enrico I, divenne reggente del ducato.
Corrado I di Masovia marciò quindi contro la Grande Polonia. Fu sconfitto alle mura di Kalisz, ma in seguito riuscì a vincere Ladislao Odonic, il sovrano della Grande Polonia. Ladislao III fuggì a Racibórz nell'Alta Slesia, mentre Corrado entrò a Cracovia e prese il titolo di granduca. Enrico II riuscì a mantenere l'indipendenza della Slesia e preparò una spedizione armata contro la Piccola Polonia.
Corrado I e l'intervento della duchessa Edvige
In soccorso di Enrico I si mosse la moglie Edvige di Andechs che andò a Płock per parlare con Corrado. Corrado decise di liberare Enrico I se avesse rinunciato ai suoi diritti su Cracovia. Successivamente il Papa lo liberò dalla sua promessa in quanto ottenuta sotto costrizione.
Nel frattempo, la nobiltà minore giudicavo troppo duro il dominio di Corrado. Corrado prese il Ducato di Sandomierz dal giovane Boleslao V (il Casto), dandolo a suo figlio, Boleslao. Enrico I e Ladislao III pianificarono una spedizione militare per recuperare la Grande Polonia.
Morte di Ladislao III Laskonogi. Enrico I, granduca di Polonia