Biografia
Nacque a Bergamo nel 1825 da Giuseppe e Teresa Valeurenghi. Nel 1848 con lo scoppio della prima guerra di indipendenza partecipò all'insurrezione di Bergamo contro gli austriaci. Al riguardo scrive in una sua memoriaAlberto Agazzi, Storia del volontarismo bergamasco, Bergamo 1960, pag. 66.:
Numa Palazzini prese parte alla seconda guerra di indipendenza e, con il grado di capitano, alla campagna meridionale del 1860, ove il 25 agosto, a Milazzo, fu sottoposto al giudizio del Consiglio Permanente di Guerra dal maggiore Francesco Sprovieri per aver amministrato e condotto pessimamente la compagnia ai suoi ordini. Fu pienamente assolto in quanto “non in mala fede ma per false ed enorme voci sparse a carico del capitano stesso”.
Il 4 ottobre, a Napoli, fu nominato da parte di Giuseppe Garibaldi, generale dittatore dell'Italia meridionale, capitano di stato maggiore della 2ª Brigata della 16ª Divisione comandata dal generale Enrico Cosenz. Successivamente all'impresa d'Aspromonte di Garibaldi del 1862, fu imprigionato nel carcere di Alessandria. Nel 1866 fu nuovamente con Garibaldi. Maggiore del 2º Reggimento Volontari Italiani prese parte alla Battaglia di Pieve di Ledro, ove si meritò il titolo di cavaliere dell'Ordine militare di Savoia.
L'autobiografia Terminata la campagna militare, nel 1861, Palazzini si candidò, ma non fu eletto, al parlamento italiano nel Circondario di Treviglio presentandosi al proprio elettorato con la seguente autobiografia che fu pubblicata sui quotidiani “L'Indipendente”, “La Gazzetta del Popolo”, “Il Lampo” ed “Il Nizzardo”Museo Storico della Città di Bergamo, Archivio, fondo Numa Palazzini, u. 26, n. 2202, faldone 30.:
Gli ultimi anni Il 19 marzo del 1872 ricevette la pensione dell'ordine militare di Savoia e si impiegò come magazziniere delle regie privative. Trasferitosi a Civitavecchia, nella notte del 23 gennaio 1875, ospitò nella sua casa sul lungomare (odierno Palazzo Luziviene) Giuseppe Garibaldi, che eletto deputato doveva recarsi a Roma. Il giorno successivo il generale partì acclamato da una folla festosa che lo accompagnò fino alla stazione ferroviaria.
Morì a Firenze nel 1906.
Scritti
Il Palazzini fu autore anche di due saggi: “La famiglia: osservazioni critiche”, edito a Milano 1883 “Il protezionismo di fronte al libero scambio: studio”, stampato a Bergamo nel 1886.
Onorificenze
Note
Bibliografia
Alberto Agazzi, Storia del volontarismo bergamasco, Bergamo 1960, pag. 66. Museo storico della Città di Bergamo, fondo Numa Palazzini, n. 2183, faldone 30. Museo Storico della Città di Bergamo, Archivio, fondo Numa Palazzini, u. 26, n. 2202, faldone 30. Gianpaolo Zeni, La guerra delle Sette Settimane. La campagna garibaldina del 1866 sul fronte di Magasa e Val Vestino, Comune e Biblioteca di Magasa, Magasa 2006, pp. 161 e 162.
Categoria:Garibaldini Categoria:Persone della terza guerra d'indipendenza italiana Categoria:Cavalieri dell'Ordine militare di Savoia