Anticamente il termine Assiria (; ; ) si riferiva a una regione dell'alto Tigri, corrispondente all'estrema regione settentrionale dell'odierno Iraq.
Alla fine del III millennio a.C. questo territorio fu colonizzato da una popolazione semitica di Amorrei, strettamente imparentata con i Babilonesi, cioè gli Assiri che, come la stessa regione, presero il nome dall'antica città di Assur.Più tardi il termine andò a indicare l'Impero assiro propriamente detto che, dal IX al VII secolo a.C. dominò su tutta la Mezzaluna Fertile, l'Egitto e una parte dell'Anatolia.
La loro storia può essere suddivisa cronologicamente in tre periodi. Questi sono detti: Antico Regno o periodo Paleo-assiro (1950-1750 a.C. ca.); Medio Regno o periodo Medio-assiro (1365-932 a.C. ca.); Nuovo Regno o periodo Neo-assiro (911-612 a.C. ca.).
Fu durante il periodo del Nuovo Regno che la civiltà assira raggiunse il suo apice.
Storia primitiva L'Assiria era già popolata durante il Paleolitico, come dimostrano i ritrovamenti di alcuni crani di uomo di Neanderthal. Uno dei maggiori siti neolitici nella regione è Tell Hassuna, il centro della cultura di Hassuna. Maggiori informazioni riguardo alla storia più remota di questa regione ci rimangono però sconosciute.
Secondo alcune tradizioni giudeo-cristiane, la città di Assur fu fondata da Assur, figlio di Sem, che fu divinizzato dalle successive generazioni e divenne dio patrono della città stessa. In realtà, probabilmente, le prime comunità agricole sedentarie compaiono verso il VII millennio a.C.-VI millennio a.C. Queste coltivavano orzo e grano e praticavano l'allevamento di ovini, bovini e suini.
Attorno al III millennio a.C., l'Assiria, come tutta l'area mesopotamica, subì l'influsso della potente civiltà sumera, che per un breve periodo sottomise quest'area, in particolare nel periodo dell'Impero di Akkad (2325-2200 a.C. ca.) e all'epoca della Terza dinastia di Ur (2113-2004 a.C. ca.). Successivamente, attorno al II millennio a.C., il territorio fu invaso dalla popolazione semitica degli Amorrei; da questo momento in avanti si svilupperà la vera e propria civiltà assira, inizialmente grazie agli scambi commerciali prodotti dalle sue principali città.
Antico Regno La città-stato di Assur La città-stato di Assur ebbe profondi e intensi contatti con le città dell'altopiano anatolico. Gli Assiri, sotto il regno di Sargon I stabilirono, infatti, "colonie mercantili" in Cappadocia, ad esempio a Kanesh (odierna Kültepe) all'incirca nel 1920 a.C.-1840 a.C. e 1789–1740 a.C. Tali colonie, chiamate karûm, (parola accadica per indicare la "banchina del porto"), furono annesse alle città anatoliche, ma fisicamente separate da esse godendo d'uno statuto fiscale speciale. Esse debbono essere sorte per una lunga tradizione di commerci fra Assur e le città dell'Anatolia ma nessuna testimonianza scritta o archeologica lo comprova. Il commercio consisteva in metallo (piombo o stagno; la terminologia in questo caso non è del tutto chiara) e tessuti provenienti dall'Assiria, scambiati con metalli preziosi (oro e argento) in Anatolia. Il commercio avveniva mediante carovane trainate da asini e in media per percorrere la distanza tra Assur e Kanesh (circa 850 km) si impiegavano cinquanta giorni.
Il regno di Shamshi-Adad I
A causa dell'espansione delle tribù amorree, che muovevano dal delta del fiume Khabur, la città di Assur conobbe l'avvento della prima dinastia amorrea, fondata dall'energico re Shamshi-Adad I (1812-1780 a.C., secondo la cronologia media).. Egli pose suo figlio Ishme-Dagan sul trono della vicina Ekallatum e consentì alle colonie della Cappadocia di restare attive. Shamshi-Adad I conquistò inoltre la potente città di Mari sull'Eufrate a capo della quale mise un altro dei suoi figli, Yasmah-Adad. Con questo sovrano gli Assiri conobbero la prima e vera espansione territoriale, il regno di Shamshi-Adad, infatti, comprendeva allora tutta la Mesopotamia del nord.
Dopo la morte del sovrano, Ishme-Dagan prese nelle sue mani il regno che, però, iniziò subito a disgregarsi: il governo del fratello Yasmah-Adad fu infatti rovesciato e la città di Mari venne persa. Il nuovo re di Mari si alleò con Hammurabi di Babilonia e l'Assiria dovette quindi affrontare il crescente potere di Babilonia. Per questo motivo Ishme-Dagan strinse un'alleanza con i nemici di Babilonia e la lotta per il potere continuò per molti anni.
L'Assiria ridotta a stato vassallo Fu solo dopo la morte di Shamshi-Adad e la caduta dei suoi figli che Hammurabi di Babilonia conquistò Assur. Con Hammurabi, i vari karûm in Anatolia cessarono la loro attività mercantile, probabilmente per il fatto che le merci assire venivano ora commerciate con gli stessi Babilonesi. Seguì per l'Assiria un lungo periodo di decadenza che perdurò fino al XIV secolo a.C.
Medio Regno
A seconda degli studiosi l'inizio del Medio Impero viene fatto iniziare o con la caduta dell'antico regno assiro di Shamshi-Adad I, o con l'ascesa al trono di Assur-uballit I.
L'espansione assira Nel XV secolo a.C., Shaushtatar, re di Hanilgalbat (nome accadico di Mitanni), saccheggiò Assur e rese l'Assiria uno stato vassallo. L'Assiria versò tributi a Hanilgalbat fino a quando gli Hurriti di Mitanni furono vinti dagli Ittiti, permettendo a Assur-uballit I (1365-1330 a.C.) di creare una sorta di impero assiro.
Hanilgalbat fu infine conquistata sotto Adad-nirari I, che descrive sé stesso come un "Gran Re" (Sharru rabû) nelle lettere ai governanti ittiti. Il successore di Adad-nirari I, Salmanassar I (1276-1246 a.C.), fece di Calah la sua capitale operando un'espansione del suo regno verso nord-ovest, per lo più a spese degli Ittiti, raggiungendo Karkemish.
Suo figlio e successore, Tukulti-Ninurta I (1243-1207 a.C.), sconfisse Kashtiliash IV, re cassita di Babilonia, conquistando la città e depredandone i templi. Verso la fine del suo regno iniziò a costruire una nuova capitale, Kar-Tukulti-Ninurta, che doveva sostituire la vecchia Assur. Suo figlio Assurnasirpal, però, si ribellò e il re fu infine assassinato. Iniziò, quindi, un nuovo periodo di decadenza: Babilonia si rese nuovamente indipendente e attaccò l'Assiria che, durante i regni dei re babilonesi Melishipak II e Marduk-apal-iddin I, fu resa tributaria.
Tiglat-Pileser I e la creazione del primo impero assiro Quando l'Impero ittita collassò sotto l'attacco dei Frigi (i Meshech/Mushki degli annali assiri), Babilonia e l'Assiria iniziarono a rivaleggiare per le regioni amorree precedentemente sotto il saldo controllo ittita. Il re assiro Assur-resh-ishi sconfisse Nabucodonosor I di Babilonia in una battaglia in questa regione.
Il figlio di Assur-resh-ishi, Tiglat-Pileser I (1115-1076 a.C.), può essere considerato il fondatore del primo e vero impero assiro. Nel 1115 a.C., infatti, Tiglat-Pileser I attraversò l'Eufrate conquistò il Karkemish, sconfisse i Mushki (i Meshech dell'Antico Testamento) arrivando fino al lago di Van e il resto degli Ittiti (anche quelli che cercavano di raggiungere il Mar Nero); avanzò, quindi, verso il Mediterraneo, assoggettando la Fenicia. Marciò, inoltre, due volte su Babilonia (dove la vecchia dinastia dei Cassiti era stata sconfitta da una degli Elamiti), assumendo il vecchio titolo di "Re di Sumer e Accad", sebbene non fosse mai riuscito a deporre il re babilonese in carica. La genealogia biblica (Genesi, 10-22) colloca Asshur fra i discendenti del ramo di Shem.
Nuovo Regno
Ben presto il grande impero costruito da Tiglat-Pileser I iniziò a sgretolarsi a causa di una serie di sovrani deboli ed incapaci, logoranti guerre con la vicina Urartu e continue invasioni da parte dei nomadi aramaici. Gli Assiri dovettero affrontare un nuovo periodo di declino che durò quasi due secoli. Questo lungo periodo di debolezza terminò con l'ascesa al trono di Adad-Nirari II (911-891 a.C.).
Il nuovo sovrano riportò fermamente sotto il suo controllo le aree ancora, almeno nominalmente, appartenenti agli Assiri e annetté la regione degli Aramei, il cui centro era Nisibis, deportando le popolazioni a nord, in luoghi molto lontani. Oltre ad espandere il confine con Babilonia leggermente più a sud, non intraprese una politica di espansione, preferendo consolidare i confini dell'impero che non si spinse oltre Khabur. Il suo successore e figlio, Tukulti-Ninurta II (890-884 a.C.), durante il suo breve regno, conquistò solo alcuni territori aramei a nord intorno alla città di Harran.
L'apogeo dell'impero Il successivo re, Assurnasirpal II (883-859 a.C.), intraprese un programma di spietata espansione, prima incutendo terrore a tutti i popoli del nord fino a Nairi, poi assoggettando gli Aramaici tra Khabur e l'Eufrate. La sua durezza scatenò una rivolta che fu ferocemente soppressa in una battaglia di due giorni. A seguito di questa vittoria, avanzò senza ostacoli fino al Mediterraneo ed impose pesanti tributi ai Fenici.
Come mai prima di allora, gli Assiri cominciarono a vantarsi e a godere della loro spietatezza: con Assurnasirpal II si consolidò definitivamente l'immagine dell'assiro spietato e sanguinario. Tutti gli anni il re organizzava una campagna e al suo avvicinarsi i re vassalli gli inviavano doni per evitare che le loro città fossero devastate.
Durante il suo regno vi fu una vasta produzione di statue e bassorilievi che rappresentano con estremo dettaglio i vari tipi di torture e punizioni a cui venivano sottoposti i popoli sconfitti. Assurnasirpal II, inoltre, trasferì la capitale alla città di Calach (Nimrud). I sontuosi palazzi ornati da bassorilievi, i grandi templi e gli altri edifici fatti costruire da Assurnasirpal sono una chiara testimonianza della ricchezza, del potere e del considerevole sviluppo artistico ed economico raggiunto dagli Assiri in questo periodo.
Salmanassar III Il figlio di Assurnasirpal, Salmanassar III (859 a.C.-824 a.C.), durante i suoi trentacinque lunghi anni di governo, trasformò la capitale in un campo armato. Ogni anno gli eserciti assiri marciavano fuori dalle mura per depredare e distruggere. Babilonia fu occupata e ridotta a stato vassallo. Salmanassar intraprese trentadue campagne, la maggior parte delle quali gli permise di incassare tributi senza colpo ferire; tuttavia, nell'854 a.C., si scontrò con la coalizione di Adadidri (Adadezer) di Damasco e di Acab d'Israele, accorsi in aiuto delle città della Siria, della Cilicia e della Fenicia, che rifiutavano di pagare i tributi (questa è una rara occasione della storia che vede un'alleanza tra lo Stato di Israele e il regno aramaico). I due eserciti si scontrarono a Karkar nell'853 a.C. e, a dispetto della descrizione fornita da Salmanassar, secondo la quale il suo esercito avrebbe "vinto l'opposizione", sembra che la battaglia sia terminata in un sostanziale pareggio, in quanto le forze assire furono ritirate poco tempo dopo.
Salmanassar riprese sotto il suo controllo Karkemish nell'849 a.C., e solo nell'841 a.C. si mise a capo di un nuovo esercito che marciò contro Damasco, prima assediandola e poi invadendola, prendendone il controllo. Sottomise anche Jehu di Israele, Tiro e Sidone. In un'altra campagna sottomise l'importante regno aramaico di Bit-Jakin, presso il Golfo Persico. Su un obelisco nero, scoperto a Kalhu, sono incise queste e altre imprese militari avvenute sotto il suo regno.
Durante gli ultimi anni di regno scoppiò una rivolta di corte, dovuta a problemi dinastici, sfociata in guerra civile, che fece precipitare l'Assiria in un nuovo periodo di declino.
Una nuova decadenza