Nacque intorno al 1234 e fiorì a Pisa intorno al 1250.
Non conosciamo con certezza la data di morte di Pannuccio, ma è noto che egli fosse già morto nel 1276.
Stile Per quanto riguarda la corrente letteraria, Pannuccio rientra tra gli epigoni di Guittone d'Arezzo. Dal maestro è probabile che abbia sviluppato l'idea di collegare gli incipit dei suoi componimenti e di sistemarli in una raccolta organica.
Opere Una delle rime più famose di Pannuccio è senza dubbio Sovrapiagente mia gioia gioiosa. In questo sonetto (schema metrico: ABABABAB; CDE, CDE) Pannuccio interiorizza il motivo dell'amante e dell'amata che aveva caratterizzato la tradizione precedente assimilando la figura della donna a quella del porto, un luogo sicuro dai travagli e dalle bufere del mare della vita. Il poeta prosegue dichiarando il suo amore totale per la donna: afferma di averle donato la sua stessa essenza, la sua stessa vita e che a lui oramai non è rimasto altro che il desiderio e l'amore per lei.
Da questo punto di vista Pannuccio ripropone un tema tradizionale che sarà poi oggetto di interesse di Dante nella Vita nuova: la dipendenza totale dell'amante nei confronti dell'amata. Da un punto di vista stilistico questo tema si riflette in particolar modo nel polisindeto e nell'anafora della congiunzione <<e>> che sottolinea la trepidazione e l'angoscioso desiderio dell'uomo.
Altre opere poetiche Poi contra voglia dir pena convene La dolorosa noia Magna medela a grave e perigliosa Lasso di far più verso Madonna, vostr'altero plagimento Di sì alta valenz'a signoria Sì dilettosa gioia La dolorosa e mia grave doglienza Considerando la vera partenza Dolorosa doglienza in dir m'adduce Vero è che stato son manta stagione Di dir già più non celo Poi che mia voglia varca Lasso, sovente - sent'e' - che natura Se quei che regna e 'n segnoria empera Dolendo, amico, di gravosa pena a canoscenza vostra Preg'a chi dorme ch'oramai si svegli Piggiore stimo che morso di capra Sovrapiagente mia gioia gioiosa Amor s'ha il mio voler miso di sovra Non posso proferir quant' ho voglienza
Bibliografia
Voci correlate Betto Mettefuoco da Pisa
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